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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio, facile lettura)  |  maggio 2015

La disassociazione: un provvedimento amorevole

La disassociazione: un provvedimento amorevole

JULIAN ricorda i sentimenti che provò quando sentì l’annuncio che suo figlio non era più testimone di Geova. “Mi crollò il mondo addosso”, dice. “Era il mio figlio più grande ed eravamo molto uniti; facevamo un sacco di cose insieme”. Julian spiega che suo figlio si era sempre comportato bene, ma che poi improvvisamente aveva iniziato a fare cose sbagliate. La moglie di Julian non riusciva a smettere di piangere e lui non sapeva come confortarla. Julian dice: “Continuavamo a chiederci se come genitori avevamo sbagliato in qualcosa”.

Quali ragioni dà la Bibbia per disassociare qualcuno? E perché possiamo dire che la disassociazione è un provvedimento amorevole, visto che causa così tanto dolore?

PERCHÉ UNA PERSONA PUÒ ESSERE DISASSOCIATA

Un testimone di Geova battezzato viene disassociato quando commette un peccato grave e non si pente.

Geova non si aspetta da noi la perfezione. Si aspetta però che i suoi servitori ubbidiscano alle sue leggi e rimangano puri. Per esempio, Geova comanda ai suoi servitori di non commettere gravi peccati come immoralità sessuale, idolatria, furto, estorsione, omicidio e spiritismo (1 Corinti 6:9, 10; Rivelazione 21:8).

Quello che Geova si aspetta da noi è ragionevole e ci protegge. Per esempio, tutti noi vogliamo essere circondati da persone pacifiche, gentili e oneste, ed è proprio così che sono i nostri fratelli e sorelle. Perché sono così? Perché si sono dedicati a Geova e hanno promesso di fare nella loro vita quello che lui dice nella Bibbia.

Ma cosa succede se un cristiano battezzato commette un peccato grave per colpa di una debolezza? Successe anche ad alcuni servitori di Geova del passato, ma lui non li condannò definitivamente. Per esempio, anche se il re Davide commise adulterio e  omicidio, il profeta Natan disse a Davide che Geova aveva perdonato il suo peccato (2 Samuele 12:13).

Perché Geova perdonò Davide? Perché vedeva che Davide si era pentito davvero (Salmo 32:1-5). Anche oggi chi ha commesso un peccato viene perdonato se è davvero pentito e non continua a peccare (Atti 3:19; 26:20). Ma se gli anziani che formano il comitato giudiziario non notano pentimento da parte sua, allora la persona deve essere disassociata.

Se un tuo parente o un tuo amico intimo viene disassociato, potresti trovare difficile accettare la decisione o potresti pensare che il provvedimento sia troppo duro. Ma la Parola di Geova indica chiaramente che la disassociazione è una dimostrazione di amore.

I BENEFÌCI DELLA DISASSOCIAZIONE

Gesù disse: “Che la sapienza sia giusta è provato dalle sue opere”, o dai risultati che produce (Matteo 11:19). Vediamo tre motivi che dimostrano che disassociare chi non si pente è una decisione saggia.

La disassociazione protegge il nome di Geova dal disonore. Con quello che facciamo possiamo sia onorare che disonorare Geova, e questo perché siamo suoi Testimoni e quindi portiamo il suo nome (Isaia 43:10). Con il suo comportamento un figlio può onorare o disonorare i suoi genitori. Allo stesso modo, con il loro comportamento i servitori di Geova possono onorare o disonorare Geova. Al tempo di Ezechiele le persone delle nazioni associavano gli ebrei al nome di Geova (Ezechiele 36:19-23). Anche oggi le persone associano i Testimoni di Geova al nome di Geova. Quindi se ubbidiamo alle leggi di Geova onoriamo il suo nome.

L’apostolo Pietro diede questo chiaro consiglio ai cristiani: “Come figli ubbidienti, cessate di conformarvi ai desideri che aveste un tempo nella vostra ignoranza, ma, secondo il Santo che vi ha chiamati, divenite anche voi santi in tutta la vostra condotta, perché è scritto: ‘Dovete essere santi, perché io sono santo’” (1 Pietro 1:14-16). Se ad esempio commettiamo immoralità sessuale disonoriamo il nome di Dio. Ma quando manteniamo un comportamento santo, o puro, onoriamo Geova.

Se un testimone di Geova fa cose sbagliate, quelli che lo conoscono probabilmente se ne accorgono. Quindi quando vengono a sapere che non è più testimone di Geova capiscono che il popolo di Geova mette in pratica quello che dice la Bibbia per mantenere pura la congregazione. Ad esempio, una volta, in Svizzera, un uomo si presentò a un’adunanza e disse che voleva diventare testimone di Geova. Cosa lo aveva spinto a fare quella richiesta? Sua sorella era stata disassociata per immoralità e lui voleva far parte di un’organizzazione che, per usare le sue parole, “non tollera i comportamenti sbagliati”.

La disassociazione mantiene pura la congregazione cristiana. L’apostolo Paolo avvertì i cristiani della città di Corinto che era pericoloso far rimanere nella congregazione un peccatore che non si pentiva. Spiegò che l’influenza negativa di un peccatore è come l’effetto del lievito su un impasto. Paolo disse: “Un po’ di lievito fa fermentare l’intera massa”. E quindi consigliò: “Rimuovete l’uomo malvagio di fra voi” (1 Corinti 5:6, 11-13).

Quell’“uomo malvagio” praticava l’immoralità sessuale senza vergogna. Nella sua congregazione alcuni avevano addirittura  iniziato a scusare il suo comportamento (1 Corinti 5:1, 2). E questo era un pericolo, perché anche altri cristiani potevano lasciarsi influenzare dallo stile di vita immorale che era comune a Corinto. Anche oggi se qualcuno commette un peccato grave e la congregazione fa finta di niente, alcuni potrebbero cominciare a pensare che le norme di Geova siano poco importanti (Ecclesiaste 8:11). Proprio come “scogli nascosti sott’acqua” possono far affondare una nave, così i peccatori che non si pentono possono distruggere la fede di altri componenti della congregazione (Giuda 4, 12).

La disassociazione può aiutare il peccatore a capire che ha sbagliato. Gesù raccontò la parabola di un ragazzo che se ne va dalla casa di suo padre e spende tutta la sua eredità vivendo una vita immorale. Alla fine il ragazzo capisce che la sua vita lontano dalla casa del padre non ha senso. Quindi si pente e decide di tornare dalla sua famiglia. Il padre è felicissimo di vedere che il figlio è cambiato, e lo riaccoglie in casa (Luca 15:11-24). Questa parabola ci aiuta a capire cosa prova Geova quando qualcuno si pente. E in effetti lui dice: “Non provo diletto nella morte del malvagio, ma in quanto qualcuno malvagio si ritrae dalla sua via ed effettivamente continua a vivere” (Ezechiele 33:11).

La congregazione cristiana è la nostra famiglia spirituale. Quando qualcuno viene disassociato, non fa più parte di questa famiglia. Dopo che ha subìto le conseguenze del suo comportamento sbagliato, potrebbe capire il suo errore. Potrebbe anche ricordarsi di quanto era più felice quando aveva una bella relazione con Geova e con la congregazione. Questo potrebbe incoraggiarlo a tornare nella sua famiglia spirituale.

Per aiutare un disassociato a tornare nella congregazione dobbiamo manifestargli amore. E lo possiamo fare mostrando fermezza. Facciamo un esempio. Immaginiamo due uomini che sono in montagna e stanno aspettando dei soccorsi. È una gelida giornata invernale e uno dei due è così stanco che vorrebbe mettersi a dormire. Ma se si addormentasse nella neve, dopo un po’ morirebbe. Per aiutarlo a stare sveglio, il suo amico gli dà degli schiaffi in faccia. Quegli schiaffi fanno male, ma potrebbero salvargli la vita. Davide espresse un’idea simile quando disse: “Se mi colpisse il giusto, sarebbe amorevole benignità” (Salmo 141:5). Davide riconosceva che la disciplina l’avrebbe aiutato, anche se era dolorosa.

Proprio come quegli schiaffi, la disassociazione è spesso quello che serve a una persona per farla tornare a Geova. Il figlio di Julian, menzionato all’inizio di questo articolo, alla fine ha cambiato vita e dopo dieci anni è ritornato nella congregazione. Ora è un anziano, e dice: “La disassociazione mi ha obbligato ad affrontare le conseguenze del mio stile di vita. Avevo proprio bisogno di quella disciplina” (Ebrei 12:7-11).

COME POSSIAMO MOSTRARE AMORE AI DISASSOCIATI

Quando qualcuno viene disassociato è una tragedia. Ma non significa che quella persona non potrà più ritornare a Geova. È importante che tutti noi permettiamo alla disciplina di fare effetto. Come possiamo farlo?

Gli anziani si sforzano di aiutare chi si pente a tornare a Geova

Gli anziani cercano sempre di imitare l’amore di Geova, specialmente quando devono dire a qualcuno che non è più testimone di Geova. In modo chiaro e gentile spiegano alla persona cosa dovrà fare per ritornare a  Geova ed essere di nuovo parte della congregazione. Se un disassociato dimostra che vuole tornare nella congregazione, gli anziani possono fargli visita periodicamente per ricordargli cosa può fare per tornare a Geova. * (Vedi la nota in calce.)

I parenti mostrano amore per la congregazione e per la persona disassociata quando sostengono la decisione degli anziani. Julian spiega: “Era sempre mio figlio, ma il suo modo di vivere aveva creato una barriera tra noi”.

Tutti nella congregazione mostrano vero amore al disassociato rispettando la decisione degli anziani con cui Geova lo ha disciplinato. Questo significa che non dovrebbero passare del tempo con lui e nemmeno parlargli (1 Corinti 5:11; 2 Giovanni 10, 11). Inoltre la congregazione dovrebbe dare ancora più amore e sostegno ai familiari del disassociato, che sicuramente stanno passando un periodo molto difficile. Loro non sono stati esclusi dalla congregazione: non facciamoli sentire noi così! (Romani 12:13, 15).

“La disassociazione è un provvedimento necessario che ci aiuta a vivere secondo le norme di Geova”, conclude Julian. “Anche se è dolorosa, col tempo produce buoni risultati. Se avessi tollerato il comportamento sbagliato di mio figlio, lui non sarebbe mai tornato”.

^ par. 24 Vedi La Torre di Guardia del 15 aprile 1991, pagine 21-23.