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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  dicembre 2015

 I LETTORI CHIEDONO. . .

Cosa c’è di sbagliato nelle usanze natalizie?

Cosa c’è di sbagliato nelle usanze natalizie?

Da molto tempo il Natale è considerato una tradizionale festa cristiana che celebra la nascita di Gesù. Pensando a molte delle usanze legate a questa festa, però, ci chiediamo cosa portò ad associarle alla nascita di Gesù.

Consideriamo, per esempio, la leggenda di Babbo Natale. L’immagine che noi conosciamo — un uomo allegro, vestito di rosso, con la barba bianca e le guanciotte rosa — è stata lanciata da un’azienda nordamericana nel 1931 per lo spot natalizio di una bibita. Durante gli anni ’50, alcuni brasiliani provarono a sostituire la figura di Babbo Natale con un leggendario personaggio indigeno. Comunque Babbo Natale non solo riuscì a soppiantare questo personaggio ma, come spiega il professor Carlos Erivany Fantinati, “ebbe la meglio su Gesù bambino e divenne il simbolo ufficiale della festa del 25 dicembre”. Ma il problema di questa festa sta solo in Babbo Natale? Per rispondere, torniamo al cristianesimo delle origini.

Secondo l’Encyclopedia Britannica, “durante i primi due secoli di cristianesimo ci si oppose fortemente alla celebrazione dei compleanni dei martiri o, in questo caso, di Gesù”. Perché? I cristiani ritenevano che le celebrazioni legate ai compleanni fossero usanze pagane che andavano assolutamente evitate. Nella Bibbia, infatti, non è possibile trovare alcuna menzione della data di nascita di Gesù.

Nonostante la ferma posizione assunta dai primi cristiani contro le usanze legate ai compleanni, nel IV secolo la Chiesa Cattolica istituì il Natale. La Chiesa voleva riaffermare la propria posizione abbattendo uno degli ostacoli principali al proprio potere: la popolarità delle religioni pagane romane e delle feste legate al solstizio d’inverno. In un libro sull’argomento, la scrittrice Penne Restad afferma che ogni anno, dal 17 dicembre al 1° gennaio, “la maggior parte dei romani festeggiava, giocava, gozzovigliava, faceva cortei e partecipava ad altre celebrazioni per rendere omaggio alle proprie divinità” (Christmas in America: A History). Inoltre, il 25 dicembre i romani celebravano la nascita del Sole invitto. Scegliendo quella data per il Natale, la Chiesa portò molti romani a celebrare la nascita di Gesù, anziché quella del sole. In un altro libro su questo soggetto, lo scrittore Gerry Bowler sostiene che in questo modo i romani “erano ancora in grado di divertirsi seguendo le usanze di queste feste di metà inverno”. In realtà, “continuarono a introdurre vecchie usanze nelle nuove feste” (Santa Claus: A Biography).

È quindi chiaro che il problema principale delle usanze natalizie sta nelle loro discutibili origini. In un suo libro lo scrittore Stephen Nissenbaum afferma che il Natale non è “nient’altro che una festività pagana mascherata da celebrazione cristiana” (The Battle for Christmas). Il Natale, pertanto, disonora Dio e suo Figlio Gesù Cristo. Pensate che questa sia una cosa di poco conto? La Bibbia chiede: “Quale associazione hanno la giustizia e l’illegalità? O quale partecipazione ha la luce con le tenebre?” (2 Corinti 6:14). Come il tronco di un albero che è cresciuto “storto”, il Natale “non si può raddrizzare” (Qoèlet [Ecclesiaste] 1:15, CEI).