“Ero un accanito giocatore d’azzardo. Pregavo per vincere una fortuna. Non è mai successo” (Samuel, * Kenya)

“A scuola ci limitavamo a recitare a memoria le preghiere che ci venivano insegnate” (Teresa, Filippine)

“Prego quando affronto qualche problema. Prego per chiedere il perdono dei miei peccati e per essere una cristiana migliore” (Magdalene, Ghana)

I commenti di Samuel, Teresa e Magdalene dimostrano che la gente prega per molte ragioni, più o meno nobili. Le preghiere di alcuni vengono dal cuore, quelle di altri sono meccaniche, senza sentimento. Comunque, che preghino per passare gli esami a scuola, perché vinca la loro squadra del cuore, perché Dio guidi la loro famiglia o per mille altre ragioni, resta il fatto che centinaia di milioni di persone sentono il bisogno di pregare. I sondaggi mostrano infatti che prega regolarmente anche chi non appartiene a nessuna religione.

E voi, pregate? Se sì, per che cosa? Che abbiate l’abitudine di pregare o meno, forse vi chiedete: “Serve a qualcosa pregare? C’è qualcuno che ascolta?” Secondo uno scrittore la preghiera potrebbe essere considerata “una forma di terapia”, un po’ “come parlare col pesce rosso”. Alcuni esperti in campo medico hanno un’opinione simile, definendo la preghiera un tipo di “medicina alternativa”. Questo significherebbe che pregare è un’abitudine priva di significato o che, tutt’al più, ha un certo effetto terapeutico su chi prega. Ma è così?

La Bibbia presenta le cose in maniera diversa e ci dice che la preghiera è molto più che una semplice terapia. Ci assicura che quando si prega nel modo appropriato e per cose appropriate c’è davvero qualcuno che ascolta. È la verità? Vediamo quali prove abbiamo al riguardo.

^ par. 3 Alcuni nomi sono stati cambiati.