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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  ottobre 2015

 LA BIBBIA HA CAMBIATO LA LORO VITA

Ora sento di poter aiutare altri

Ora sento di poter aiutare altri
  • ANNO DI NASCITA: 1981

  • PAESE DI ORIGINE: GUATEMALA

  • TRASCORSI: INFANZIA TRAUMATICA

IL MIO PASSATO:

Sono nato in un paesino isolato sugli altipiani occidentali del Guatemala. La mia famiglia appartiene alla popolazione ixil, un gruppo etnico di discendenza maya. Sono cresciuto parlando sia lo spagnolo che la nostra lingua indigena. I miei primi anni di vita coincisero con la turbolenta guerra civile in Guatemala, durata 36 anni. In questo periodo morirono molti ixil.

Un giorno mio fratello, che aveva sette anni, stava giocando con una granata, ma sfortunatamente gli esplose tra le mani. Come conseguenza dell’incidente io persi la vista; mio fratello invece morì. Avevo quattro anni. Da quel momento in poi trascorsi l’infanzia in un istituto per bambini ciechi a Guatemala, dove imparai il braille. Per ragioni che non compresi pienamente, là non mi era permesso parlare con gli altri bambini, e i miei compagni mi evitavano. Ero costantemente solo e attendevo con ansia i due mesi all’anno in cui potevo stare a casa con mia madre, che era sempre buona e gentile. Purtroppo quando avevo dieci anni anche lei morì. Ero sconvolto perché avevo perso l’unica persona al mondo che mi amava.

A 11 anni tornai nel mio paesino e andai a vivere con il mio fratellastro e la sua famiglia, i quali si presero cura dei miei bisogni fisici. Nessuno però riusciva ad aiutarmi emotivamente. A volte mi rivolgevo a Dio gridando: “Perché mia madre è morta? Perché sono cieco?” Le persone mi dicevano che queste tragedie erano volontà di Dio. Arrivai alla conclusione che Dio fosse insensibile e ingiusto. Non mi suicidai solo perché non avevo i mezzi per farlo.

Essere cieco mi aveva reso fisicamente ed emotivamente più vulnerabile. In diverse occasioni da ragazzo fui vittima di abusi sessuali. Non parlai mai di quello che avevo subìto: non credevo potesse importare a qualcuno. Le persone raramente mi rivolgevano la parola, e io non parlavo con nessuno. Ero schivo e depresso, e non mi fidavo degli altri.

LA BIBBIA HA CAMBIATO LA MIA VITA:

Ero appena adolescente quando due testimoni di Geova, marito e moglie, mi avvicinarono a scuola durante la ricreazione. Una delle insegnanti della mia scuola, che aveva compreso la mia difficile situazione, aveva chiesto loro di venirmi a trovare. Mi parlarono della promessa  biblica secondo cui i morti saranno risuscitati e i ciechi un giorno riacquisteranno la vista (Isaia 35:5; Giovanni 5:28, 29). Mi piaceva quello che imparavo, ma per me era difficile esprimermi perché non ero abituato a farlo. Nonostante fossi molto introverso, loro continuavano con gentilezza e pazienza a farmi visita per parlare della Bibbia. Per raggiungere il mio paesino questa coppia faceva una decina di chilometri a piedi, valicando una montagna.

Il mio fratellastro me li descriveva come persone ben vestite ma di pochi mezzi. Nonostante ciò avevano sempre molte attenzioni nei miei confronti e mi portavano dei regalini. Pensavo che solo i veri cristiani potessero mostrare un simile spirito di sacrificio.

Studiavo la Bibbia con l’aiuto delle pubblicazioni in braille. A livello mentale capivo quello che imparavo, ma a livello emotivo alcune cose per me erano difficili da accettare. Per esempio fu una lotta accettare che Dio si interessasse davvero di me personalmente e che altri potessero provare per me i suoi stessi sentimenti. Anche se capii perché Geova permette momentaneamente la malvagità, fu una sfida vederlo come un Padre veramente amorevole. *

Con il tempo quello che imparai dalle Scritture mi aiutò a cambiare la mia visione delle cose. Per esempio imparai che Dio si immedesima profondamente nella condizione di chi soffre. Riferendosi ai suoi adoratori che venivano maltrattati, Dio aveva detto: “Ho visto l’afflizione del mio popolo [...] conosco bene le pene che soffre” (Esodo 3:7). Quando imparai ad apprezzare le tenere qualità di Geova mi sentii spinto a dedicare la mia vita a lui. Nel 1998 mi battezzai come testimone di Geova.

Con il fratello che mi ha accolto nella sua famiglia

Circa un anno dopo il mio battesimo frequentai un corso per ciechi vicino alla città di Escuintla. Un anziano della congregazione locale si rese conto che, dal paesino in cui vivevo, per me era difficile raggiungere il luogo in cui si tenevano le adunanze. In effetti la congregazione più vicina era al di là di quella stessa catena montuosa che la coppia di Testimoni attraversava per studiare con me, e avevo difficoltà ad arrivarci. Per aiutarmi l’anziano trovò a Escuintla una famiglia di Testimoni disposta ad accogliermi in casa e aiutarmi ad andare alle adunanze. Ancora oggi questi fratelli si prendono cura di me come se fossi parte della loro famiglia.

Potrei citare tanti altri esempi dell’amore genuino che i componenti della congregazione mi hanno mostrato. Tutte queste esperienze mi convincono che, come testimone di Geova, sono tra i veri cristiani (Giovanni 13:34, 35).

I BENEFÌCI:

Non mi sento più inutile e senza una speranza. Adesso la mia vita ha veramente uno scopo. Essendo impegnato a tempo pieno nell’opera d’istruzione biblica dei Testimoni di Geova, mi concentro sull’insegnare ad altri le preziose verità bibliche e non sul mio handicap. Inoltre ho il privilegio di servire come anziano di congregazione e di pronunciare discorsi pubblici in varie congregazioni. Ho avuto anche il privilegio di fare discorsi basati sulla Bibbia ai congressi di zona, a cui di solito assistono migliaia di persone.

Pronuncio un discorso usando la mia Bibbia in braille

Nel 2010 mi sono diplomato alla Scuola di Addestramento per il Ministero (ora Scuola per evangelizzatori del Regno) che si è tenuta nel Salvador. Questa scuola mi ha preparato per assolvere meglio le mie responsabilità nella congregazione. Ricevere questo addestramento mi ha fatto sentire profondamente amato e apprezzato da Geova Dio, colui che può rendere qualificato chiunque per svolgere la sua opera.

Gesù disse: “C’è più felicità nel dare che nel ricevere” (Atti 20:35). Oggi posso affermare di essere davvero felice. Un tempo lo consideravo impossibile, ma ora sento di poter aiutare altri.

^ par. 13 Per sapere perché Dio permette la malvagità vedi il capitolo 11 del libro Cosa insegna realmente la Bibbia?, edito dai Testimoni di Geova.