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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  marzo 2015

 BIOGRAFIA

Gli occhi di Jairo: il suo modo di servire Dio

Gli occhi di Jairo: il suo modo di servire Dio

Riuscite a immaginare cosa significhi non avere il controllo del proprio corpo, se non quello degli occhi? Questa è la triste situazione in cui si trova mio fratello Jairo. Ciò nonostante conduce una vita significativa. Prima di spiegarvi perché considera la sua vita degna di essere vissuta, lasciate che vi racconti la sua storia.

Jairo è nato con un tipo di paralisi cerebrale chiamato tetraplegia spastica. * Di conseguenza non possiede il controllo della maggior parte del corpo. Il suo cervello non è in grado di inviare segnali chiari ai muscoli per cui gli arti si dimenano, o si contorcono, in modo incontrollato. A volte Jairo si provoca perfino delle lesioni a causa di movimenti a scatto imprevedibili; anche chi gli sta intorno potrebbe farsi male, se non sta attento. Purtroppo, per prevenire questo tipo di incidenti, spesso bisogna legargli braccia e gambe alla sedia a rotelle.

IL SENTIERO DOLOROSO VERSO L’ETÀ ADULTA

La crescita fisica di Jairo si è rivelata veramente dolorosa. All’età di tre mesi iniziò ad avere crisi epilettiche che lo lasciavano privo di sensi. Fin troppo spesso la mamma si precipitava in ospedale tenendolo stretto a sé, convinta che fosse morto.

Le ossa di Jairo si sono deformate nel tempo a causa delle contenzioni e delle contorsioni. All’età di 16 anni si slogò il bacino, per cui dovette sottoporsi a un delicato intervento chirurgico che interessò anche la coscia e l’anca. Ho ancora nelle orecchie le urla di dolore di Jairo che sentivamo ogni notte durante la sua convalescenza.

Il grave handicap di Jairo lo rende completamente dipendente dagli altri, anche per le normali attività quotidiane come mangiare, vestirsi e andare a letto. Di solito sono mamma e papà a occuparsi di questo. Sebbene Jairo abbia bisogno di aiuto costante, i nostri genitori gli ricordano sempre che la sua vita non dipende solamente dagli esseri umani, ma anche da Dio.

SI APRE UNO SPIRAGLIO ALLA COMUNICAZIONE

I nostri genitori sono testimoni di Geova e leggono racconti biblici a Jairo sin da quando era molto piccolo. Sono sempre stati convinti che l’amicizia con Dio può rendere la vita più significativa. Sapevano che, sebbene Jairo fosse intrappolato in un corpo fragile che sobbalzava in continuazione, avrebbe potuto avere una speranza solida e luminosa per il futuro. Tuttavia spesso si chiedevano se Jairo sarebbe riuscito a capire la Bibbia.

Un giorno, quando mio fratello era ancora un bambino, papà gli chiese: “Jairo, per favore, parlami!” Quindi  aggiunse: “Se davvero mi amassi, mi parleresti!” Quando papà lo supplicò di pronunciare almeno una parola, gli occhi di Jairo si riempirono di lacrime. Sebbene si sforzasse di esternare i suoi sentimenti con le parole, era in grado di emettere solo suoni gutturali. Papà si sentì in colpa per averlo fatto piangere. Eppure quella reazione dimostrò che Jairo aveva capito le parole di papà. Il problema era che non riusciva a parlare.

Non molto tempo dopo i nostri genitori notarono che Jairo a volte muoveva gli occhi rapidamente come se tentasse di trasmettere pensieri e sentimenti. Per lui era frustrante il fatto che non sempre riusciva a farsi capire. Ma ogni volta che i miei genitori decifravano i suoi segnali ed erano in grado di soddisfarne i bisogni, il volto di mio fratello si illuminava con un ampio sorriso. Era il suo modo di dire grazie.

Per migliorare la comunicazione, una logopedista suggerì di alzare entrambe le mani nel rivolgergli una domanda a cui poteva rispondere con un sì o con un no. La mano destra avrebbe significato una risposta affermativa, mentre la sinistra una negativa. In questo modo poteva esprimere i suoi desideri guardando la mano giusta.

UNA PIETRA MILIARE NELLA VITA DI JAIRO

Tre volte l’anno i Testimoni di Geova tengono assemblee e congressi nei quali vengono pronunciati discorsi basati sulla Bibbia davanti a vasti uditori. Durante il discorso rivolto ai candidati al battesimo Jairo era sempre emozionato. Un giorno, quando aveva 16 anni, papà gli chiese: “Jairo, vuoi battezzarti?” Immediatamente fissò la mano destra di papà, rivelando il suo desiderio di compiere questo passo. Quindi papà aggiunse: “Hai promesso a Dio in preghiera di servirlo per sempre?” Ancora una volta Jairo guardò senza esitazione la mano destra di papà: aveva già dedicato la sua vita a Geova.

Dopo varie conversazioni sulla Bibbia era chiaro che Jairo aveva capito il significato del battesimo cristiano. Così nel 2004 rispose alla domanda più importante della sua vita: “Ti sei dedicato a Geova per fare la sua volontà?” Jairo guardò in alto: era il modo convenuto per rispondere sì. Quindi all’età di 17 anni si battezzò come testimone di Geova.

CON LO SGUARDO RIVOLTO ALLE COSE SPIRITUALI

Nel 2011 per Jairo si presentò un nuovo modo di comunicare: un computer controllato con lo sguardo. Questo dispositivo cattura i movimenti dell’iride attivando così le icone sullo schermo: battere le ciglia in direzione di un’icona o fissarla corrisponde a un clic del mouse. Per aiutare Jairo a comunicare è stato creato un pannello elettronico composto da pittogrammi.  Quando batte le ciglia verso una di queste immagini, il software converte un messaggio scritto in una voce elettronica.

Man mano che aumentava il suo intendimento biblico, cresceva in Jairo anche il desiderio di aiutare altri spiritualmente. Ancora oggi, durante la nostra settimanale adorazione in famiglia, spesso guarda avanti e indietro tra me e il suo computer. Questo è il suo modo per ricordarmi di scrivergli i commenti da fare durante le parti con domande e risposte che si terranno alle adunanze cristiane della nostra congregazione.

Alle adunanze sceglie pazientemente con lo sguardo l’icona appropriata sullo schermo, e quindi la voce elettronica viene udita da tutti. Ogni volta che incoraggia i membri della congregazione in questo modo, Jairo sorride con soddisfazione. Alex, un suo giovane amico, osserva: “Rimango sempre molto colpito quando sento Jairo fare commenti su un argomento biblico”.

Jairo usa il suo computer controllato con lo sguardo, e dotato di sintetizzatore vocale, per commentare alle adunanze e per parlare ad altri della sua fede

Jairo usa i suoi occhi anche per parlare ad altri delle sue credenze. Un modo in cui lo fa è “cliccando” su un pittogramma che ritrae un giardino dove animali e persone di tutte le razze vivono in condizioni pacifiche. Quando attiva questa icona, la voce elettronica dice: “La Bibbia ci dà la speranza di vedere la terra trasformata in un paradiso in cui morte e malattie non ci saranno più, Rivelazione 21:4”. Se l’interlocutore mostra interesse, con un altro clic il computer aggiunge: “Le piacerebbe studiare la Bibbia con me?” Incredibilmente nostro nonno ha accettato l’invito. È emozionante vedere Jairo, aiutato da un compagno di fede, insegnare al nonno un po’ alla volta la Bibbia. E che bello è stato vedere il nonno battezzarsi al congresso di zona che si è tenuto a Madrid nell’agosto del 2014!

La devozione che Jairo ha verso Dio non è passata inosservata agli insegnanti della sua scuola. Rosario, una delle sue logopediste, una volta ha confessato: “Se mai mi venisse in mente di abbracciare una religione, diventerei testimone di Geova. Ho notato che grazie alla sua fede Jairo ha voglia di vivere e questo nonostante la sua situazione difficile”.

Gli occhi di Jairo si illuminano quando gli leggo la promessa della Bibbia: “Lo zoppo salterà proprio come fa il cervo, e la lingua del muto griderà di gioia” (Isaia 35:6). Ci sono momenti in cui mio fratello si sente un po’ giù, ma di solito è di buon umore. Questo è possibile solamente perché ha una vita che ruota intorno a Dio ed è circondato da amici cristiani. Il suo sguardo allegro e la sua forte fede costituiscono una prova che, persino in condizioni difficili, servire Geova rende la vita degna di essere vissuta.

^ par. 5 Paralisi cerebrale (PC) è un ampio termine usato per descrivere una serie di disturbi motori causati da un danno cerebrale. Può portare anche a crisi epilettiche, disordini alimentari e disturbi del linguaggio. Nella tetraplegia spastica, la forma più grave di PC, la rigidità coinvolge i quattro arti ed è presente flaccidità dei muscoli del collo.

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