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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  giugno 2014

Che speranza c’è per i nostri antenati?

Che speranza c’è per i nostri antenati?

QUALCHE tempo fa un giornale coreano titolava così: “‘La meravigliosa Shim Cheong’, che non sapeva nulla di Gesù, andò all’inferno?” (The Chosun Ilbo, 10 febbraio 2012).

Si trattava di un titolo provocatorio perché Shim Cheong è un personaggio molto amato di un racconto popolare coreano che sacrifica la propria vita per aiutare il padre cieco. Nel corso degli anni questa ragazza è stata oggetto di grande ammirazione. In effetti, in Corea, il nome “Shim Cheong” ha finito per rappresentare la figlia devota per eccellenza.

Molti ritengono ingiusto, persino offensivo, che una persona simile fosse condannata all’inferno solo perché non era una cristiana battezzata. Dopotutto si suppone che i fatti narrati si siano verificati molto tempo prima che il messaggio riguardo al Cristo arrivasse nel suo villaggio.

L’articolo includeva un’intervista a un ecclesiastico. Gli era stato chiesto se coloro che sono morti senza aver avuto l’opportunità di conoscere gli insegnamenti di Gesù sono stati tutti condannati all’inferno. La sua risposta? “Non lo sappiamo. Possiamo solo supporre che deve esserci un modo in cui la Divina Provvidenza opera [per tali persone]”.

UN REQUISITO PER LA SALVEZZA

Il Catechismo della Chiesa Cattolica recita: “Il Battesimo è necessario alla salvezza [...]. La Chiesa non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso nella beatitudine eterna” (n. 1257). Questa è la ragione per cui, secondo alcuni, chi muore senza essere stato battezzato viene gettato nel fuoco dell’inferno o soffre in qualche altro modo.

Ci sono molti altri, comunque, che considerano assurda tale credenza. Milioni di persone sono morte senza conoscere la Bibbia. Meritano forse il tormento eterno? Cosa insegna la Bibbia al riguardo?

LA SPERANZA CHE OFFRE LA BIBBIA

La Bibbia mostra chiaramente che Dio non si disinteressa di chi ha vissuto nell’ignoranza in merito alle Sue norme. Atti 17:30 ci assicura: “Dio non ha tenuto conto dei tempi di tale ignoranza”. Che speranza offre la Bibbia a coloro che sono morti senza avere avuto l’opportunità di conoscere Dio?

Qual è il significato della promessa di Gesù: “Tu sarai con me in Paradiso”?

La risposta si può trovare nelle parole che Gesù rivolse a uno dei criminali che morirono accanto a lui. L’uomo disse a Gesù: “Ricordati di me quando sarai venuto nel tuo regno”. Gesù rispose: “Veramente ti dico oggi: Tu sarai con me in Paradiso” (Luca 23:39-43).

Gesù gli stava forse promettendo che sarebbe andato in cielo? No. Non essendo ‘nato di nuovo’ d’acqua e di spirito, quell’uomo mancava di un requisito preliminare per entrare nel Regno dei cieli (Giovanni 3:3-6). Gesù gli stava piuttosto promettendo che sarebbe tornato a vivere, e che lo avrebbe fatto in Paradiso. Essendo ebreo, quell’uomo probabilmente sapeva bene cos’era il paradiso terrestre, il giardino di Eden, descritto nel primo libro della Bibbia (Genesi 2:8). La promessa di Gesù gli diede la sicura speranza che sarebbe stato risuscitato una volta ristabilito il Paradiso sulla terra.

In effetti la Bibbia promette “una risurrezione sia dei giusti che degli ingiusti” (Atti 24:15). Gli “ingiusti” sono coloro che non osservarono le giuste norme di Dio perché non conoscevano la sua volontà. Gesù riporterà alla vita l’ingiusto criminale che parlò con lui, così come milioni, forse miliardi, di altri che morirono nell’ignoranza. Nel Paradiso sulla terra, questi saranno istruiti riguardo alle norme di Dio e avranno l’opportunità di dimostrare che lo amano ubbidendo ai suoi comandamenti.

 QUANDO GLI INGIUSTI SARANNO RISUSCITATI

Dopo la risurrezione, gli ingiusti subiranno un giudizio basato sulle loro azioni passate? No. Romani 6:7 dichiara: “Colui che è morto è stato assolto dal suo peccato”. Gli ingiusti avranno pagato per i loro peccati con la morte. Questo indica che saranno giudicati sulla base di ciò che faranno dopo la loro risurrezione, non di ciò che fecero mentre erano nell’ignoranza prima di morire. Di che beneficio sarà questo per loro?

Una volta risuscitati, gli ingiusti avranno l’opportunità di conoscere le leggi di Dio che saranno rivelate con l’apertura di simbolici rotoli. Saranno quindi giudicati “secondo le loro opere”, ovvero in base a se avranno ubbidito o meno alle leggi divine (Rivelazione [Apocalisse] 20:12, 13). Per molti degli ingiusti questa non sarà una seconda opportunità, ma la prima vera occasione per ottenere la vita eterna sulla terra conoscendo e facendo la volontà di Dio.

Questo insegnamento della Bibbia ha aiutato molte persone a riacquistare la fede in Dio. Yeong Sug era una di loro. Crebbe come cattolica devota. Alcuni suoi familiari erano sacerdoti. Desiderando farsi suora, entrò in convento, ma in seguito lo lasciò perché delusa da quello che vi vedeva succedere. Inoltre, non riusciva ad accettare la dottrina dell’inferno perché per lei non era né giusto né amorevole torturare le persone nel fuoco.

Una testimone di Geova mostrò poi a Yeong Sug queste parole tratte dalla Bibbia: “I viventi sono consci che moriranno; ma in quanto ai morti, non sono consci di nulla, né hanno più alcun salario” (Ecclesiaste 9:5). La Testimone la aiutò a scoprire che i suoi antenati non sono tormentati nel fuoco dell’inferno ma sono addormentati nella morte, in attesa della risurrezione.

Rendendosi conto che molti non hanno mai sentito parlare della verità biblica, Yeong Sug ha fatto sue le parole di Gesù che troviamo in Matteo 24:14: “Questa buona notizia del regno sarà predicata in tutta la terra abitata, in testimonianza a tutte le nazioni; e allora verrà la fine”. Ora partecipa alla predicazione della buona notizia insegnando ad altri la meravigliosa speranza che offre la Bibbia.

“DIO NON È PARZIALE”

La Bibbia ci dice: “Dio non è parziale, ma in ogni nazione l’uomo che lo teme e opera giustizia gli è accetto” (Atti 10:34, 35). Questa è la perfetta giustizia che tutti noi possiamo aspettarci da Dio, il quale “ama giustizia e diritto” (Salmo 33:5).