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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  giugno 2014

Tre uomini alla ricerca della verità: Cosa trovarono?

Tre uomini alla ricerca della verità: Cosa trovarono?

“CHE cos’è la verità?” Questa fu la domanda che Ponzio Pilato, governatore romano della Giudea nel I secolo, fece a Gesù durante il suo processo (Giovanni 18:38). Pilato non stava cercando realmente la verità. La sua domanda rivelava piuttosto un atteggiamento scettico e cinico. A quanto pare, per Pilato non esisteva un modo oggettivo per stabilire cosa fosse la verità: ognuno lo decideva da sé sulla base di scelte personali o di quanto gli era stato insegnato. Molti oggi la pensano allo stesso modo.

Nell’Europa del XVI secolo, degli uomini religiosi si interrogavano in merito a quale fosse la verità su cui basare la loro fede. Abituati a credere nella supremazia del papa e in altri insegnamenti della Chiesa, si confrontavano ora con le nuove idee diffuse dalla Riforma che si stavano propagando in tutta Europa. In cosa dovevano credere? Come potevano stabilire qual era la verità?

Tra i tanti che in quel periodo erano determinati a trovare la verità, tre in particolare si distinsero. * Come fecero a stabilire cos’era vero e cosa non lo era? E cosa scoprirono? Vediamo.

‘LA BIBBIA REGNI SEMPRE SUPREMA’

Wolfgang Capitone era un giovane dalle profonde convinzioni religiose. Studente di medicina, legge e teologia, Capitone divenne parroco nel 1512 e in seguito cappellano dell’arcivescovo di Magonza.

All’inizio Capitone cercò di smorzare lo zelo dei riformatori che predicavano un messaggio contrario alla dottrina cattolica. Ma presto lui stesso iniziò a promuovere idee riformiste. Che cosa fece? Di fronte a vari insegnamenti, Capitone credeva che “la migliore fonte con cui giudicare [...] fosse la Bibbia, perché solo essa era accurata”, scrive lo storico James Kittelson. Capitone concluse pertanto che gli insegnamenti della Chiesa sulla transustanziazione e la venerazione dei santi erano contrari alle Scritture. (Vedi il riquadro “ Volevano ‘vedere se queste cose stavano così’”.) Nel 1523 decise di abbandonare il suo importante incarico presso l’arcivescovo e di stabilirsi nella città di Strasburgo, centro di riforma religiosa del tempo.

L’abitazione di Capitone a Strasburgo diventò un luogo dove i dissidenti religiosi si incontravano e indubbiamente discutevano di molti temi religiosi e insegnamenti biblici. Anche se alcuni riformatori continuavano a promuovere la dottrina trinitaria,  gli scritti di Capitone riflettono “reticenza nei confronti della dottrina della Trinità”, spiega il libro The Radical Reformation. Perché? Capitone era colpito dal modo in cui il teologo spagnolo Michele Serveto ricorreva a passi biblici per confutare la Trinità. *

Negare la Trinità poteva significare la morte, ragion per cui Capitone si guardava dal parlare apertamente delle sue idee. Comunque i suoi scritti fanno pensare che avesse iniziato a nutrire dubbi sulla dottrina della Trinità ancor prima di incontrare Serveto. Un sacerdote cattolico scrisse in seguito che Capitone e i suoi compagni “mettevano in discussione privatamente [...] i più profondi misteri della religione; [e] rigettavano quello della Santissima Trinità”. Di lì a un secolo Capitone figurava al primo posto tra i maggiori esponenti della letteratura antitrinitaria.

Capitone credeva che l’errore più grande della Chiesa fosse quello di “trascurare le Scritture”

Capitone credeva che la Bibbia fosse la fonte della verità. “La Bibbia nonché la legge del Cristo regnino sempre supreme nella teologia”, dichiarò. Secondo Kittelson, Capitone “insisteva che l’errore più grande dei teologi scolastici risiedesse nel trascurare le Scritture”.

Il sincero desiderio di conoscere la verità dalla Parola di Dio era condiviso da Martin Borrhaus, detto Cellarius, un giovane che nel 1526 alloggiava presso Capitone.

“CONOSCENZA DEL VERO DIO”

Il frontespizio del libro De Operibus Dei di Borrhaus in cui si faceva un confronto tra gli insegnamenti della Chiesa e quelli della Bibbia

Nato nel 1499, Borrhaus era un ottimo studente di teologia e filosofia che accettò un impiego come insegnante a Wittenberg, in Germania. Dato che Wittenberg era la culla della Riforma, Borrhaus conobbe presto Martin Lutero e altri che volevano riformare gli insegnamenti della Chiesa. In che modo Borrhaus poteva distinguere quelle che erano semplici idee umane dalla verità delle Scritture?

Secondo una fonte, Borrhaus credeva che la vera comprensione derivasse “dall’assidua lettura della Scrittura, dal frequente confronto della Scrittura con se stessa, e dalla preghiera unita al pentimento” (Teaching the Reformation). Cosa scoprì Borrhaus dalla sua disamina della Bibbia?

Nel luglio del 1527 Borrhaus pubblicò le sue scoperte nel libro De Operibus Dei. Scrisse che i sacramenti della Chiesa, come l’Eucaristia, che si attuerebbe per via della transustanziazione, erano puramente simbolici. Stando al prof. Robin Barnes, il testo di Borrhaus “proponeva un’interpretazione delle profezie scritturali secondo cui un periodo di calamità generale e sofferenza sarebbe stato seguito da un rinnovamento e una realizzazione universali” (2 Pietro 3:10-13).

Particolarmente degne di nota furono le brevi osservazioni di Borrhaus a proposito della natura di Gesù Cristo. Anche se non contraddisse direttamente la Trinità, Borrhaus distinse il “Padre celeste” da “suo Figlio Gesù Cristo” e scrisse che Gesù era uno dei molti dèi e figli dell’onnipotente Dio (Giovanni 10:34, 35).

Nel suo Antitrinitarian Biography, Robert Wallace osservò che negli scritti di Borrhaus non si sostiene l’ortodossia trinitaria comune nel XVI secolo. * Vari studiosi sono così giunti alla conclusione  che questi doveva aver respinto la Trinità. Borrhaus è stato descritto come uno strumento divino “nell’inculcare la conoscenza del vero Dio e di Cristo”.

LA SPERANZA DI UNA “RESTITUZIONE”

Verso il 1527, Wittenberg divenne la residenza anche del teologo Johannes Campanus, considerato uno dei maggiori studiosi dell’epoca. Nonostante si trovasse al centro della riforma religiosa, Campanus rimase deluso dagli insegnamenti di Lutero. Perché?

Campanus nutriva riserve sia sull’idea della transustanziazione che su quella della consustanziazione. * Secondo l’autore André Séguenny, Campanus credeva che “il Pane come sostanza rimane sempre pane, ma come sacramento rappresenta simbolicamente la carne del Cristo”. Durante il Colloquio di Marburgo, convegno tenutosi nel 1529 con l’obiettivo di discutere proprio questi fatti, Campanus non ebbe il permesso di esporre quanto aveva appreso dalle Scritture. Da quel momento, venne evitato dagli altri riformatori di Wittenberg.

Nel suo libro Restitution, Campanus metteva in dubbio la dottrina della Trinità

Ciò che più turbava i riformatori erano le credenze di Campanus in merito al Padre, al Figlio e allo spirito santo. Nella sua opera Restitution, del 1532, Campanus insegnava che Gesù e suo Padre sono due persone distinte. Spiegava che il Padre e il Figlio “sono uno”, come marito e moglie sono definiti “una sola carne”: uniti, ma pur sempre due persone (Giovanni 10:30; Matteo 19:5). Campanus notò che le Scritture usano la stessa analogia per mostrare che il Padre ha autorità sul Figlio: “Il capo della donna è l’uomo; a sua volta il capo del Cristo è Dio” (1 Corinti 11:3).

Che dire dello spirito santo? Ancora una volta Campanus si appellò alla Bibbia. “Con nessuna scrittura si può sostenere che lo Spirito Santo sia la terza persona”, scrisse. “Lo spirito di Dio è inteso in senso attivo, in quanto Egli prepara e realizza tutte le cose per mezzo del suo potere e operato spirituale” (Genesi 1:2).

Per Lutero, Campanus era un bestemmiatore e un avversario del Figlio di Dio; un altro riformatore chiese che fosse messo a morte; nonostante questo, egli non si lasciò scoraggiare. Secondo un libro già citato, “Campanus era convinto che la perdita di questa originaria comprensione apostolica e biblica della Divinità e dell’uomo spiegava la caduta della Chiesa” (The Radical Reformation).

Campanus non tentò mai di organizzare un gruppo religioso. Cercò invano la verità, come disse lui stesso, “tra le sette e tutti gli eretici”. Così sperò che la Chiesa Cattolica, per mezzo di una “restituzione”, ristabilisse la vera dottrina cristiana. Alla fine, comunque, le autorità cattoliche lo arrestarono; Campanus potrebbe aver passato più di 20 anni in prigione. Secondo gli storici morì intorno al 1575.

 “ACCERTATEVI DI OGNI COSA”

Il diligente studio della Bibbia permise a Capitone, Borrhaus, Campanus e altri di distinguere la verità dall’errore. Benché non tutte le conclusioni a cui giunsero fossero in completa armonia con la Bibbia, questi uomini investigarono umilmente le Scritture e fecero tesoro della verità che trovarono.

L’apostolo Paolo esortò i suoi compagni di fede dicendo: “Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente” (1 Tessalonicesi 5:21). Per aiutarvi nella vostra ricerca della verità, i Testimoni di Geova hanno pubblicato un libro intitolato appropriatamente Cosa insegna realmente la Bibbia?

^ par. 4 Vedi il riquadro “Lasciate che entrambi crescano insieme fino alla mietitura”, a pagina 44 del libro I Testimoni di Geova, proclamatori del Regno di Dio, edito dai Testimoni di Geova.

^ par. 8 Vedi l’articolo “Michele Serveto: da solo alla ricerca della verità”, nel numero di maggio 2006 di Svegliatevi!, rivista edita dai Testimoni di Geova.

^ par. 17 In merito all’uso che Borrhaus fa della parola “dio” quando riferita a Cristo, il libro dichiara: “È scritto deus, e non Deus, essendo quest’ultima forma usata solo per riferirsi al Dio Supremo”.

^ par. 20 La consustanziazione è l’insegnamento di Lutero in base al quale il pane e il vino “coesistono” con il corpo di Cristo durante la Cena del Signore.