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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  settembre 2013

La “torre di Babele”: È lì che sono nate le lingue?

La “torre di Babele”: È lì che sono nate le lingue?

“Geova li disperse di là per tutta la superficie della terra, e un po’ alla volta smisero di edificare la città. Perciò le fu dato il nome di Babele, perché là Geova aveva confuso la lingua di tutta la terra” (Genesi 11:8, 9)

QUESTO avvenimento riportato nella Bibbia accadde veramente? Le persone cominciarono a parlare lingue diverse tutto a un tratto? Per molti ciò che la Bibbia dice sull’origine e sulla diffusione delle lingue non è che una fantasiosa invenzione. Uno scrittore ha affermato: “Il mito della torre di Babele è decisamente una delle storie più assurde mai raccontate”. Anche un rabbino ha definito tale racconto “un ingenuo tentativo di spiegare l’origine delle nazioni”.

Perché per molti il racconto di Babele non è credibile? In poche parole, perché è in contrasto con certe teorie sull’origine del linguaggio. Ad esempio, alcuni esperti credono che i gruppi di lingue non siano comparsi all’improvviso, bensì che si siano evoluti gradualmente da un’unica “lingua madre”. Altri teorizzano l’esistenza di diverse “lingue madri” che si svilupparono separatamente, passando da semplici grugniti a linguaggi articolati. Teorie contrastanti come queste e altre ancora hanno portato molti alla stessa conclusione del professor W. Tecumseh Fitch: “Non abbiamo ancora risposte pienamente convincenti” (The Evolution of Language).

Cos’hanno scoperto archeologi e ricercatori riguardo all’origine e allo sviluppo delle lingue? Cosa confermano le loro scoperte: le teorie summenzionate o il racconto della torre di Babele? Prima di tutto analizziamo più da vicino cosa dice la Bibbia di questo avvenimento.

DOVE E QUANDO SI VERIFICÒ?

La Bibbia dice che la confusione della lingua parlata a quel tempo e la conseguente dispersione della gente avvennero “nel paese di Sinar”, in seguito chiamato Babilonia (Genesi 11:2). Quando si verificarono  questi fatti? La Bibbia dice che “la terra [“popolazione della terra”, nota in calce] fu divisa” ai giorni di Peleg, nato circa 250 anni prima di Abraamo. Quindi gli avvenimenti di Babele ebbero luogo circa 4.200 anni fa (Genesi 10:25; 11:18-26).

Secondo alcuni studiosi le lingue moderne derivano da un’unica lingua, la cosiddetta lingua madre che ritengono fosse parlata circa 100.000 anni fa. * Altri pensano che le lingue odierne siano riconducibili a un certo numero di lingue originarie in uso almeno 6.000 anni fa. Ma come fanno i linguisti a ricostruire l’evoluzione delle lingue ormai estinte? “È complicato”, dice la rivista The Economist. “A differenza dei biologi, i linguisti non hanno a disposizione fossili che facciano luce sul passato”. La rivista aggiunge che un linguista evolutivo trae le proprie conclusioni da “calcoli basati su congetture”.

Comunque, “fossili linguistici” in realtà esistono. Quali sono e cosa ci rivelano sull’origine delle lingue? La New Encyclopædia Britannica dice: “I più antichi documenti scritti, gli unici fossili linguistici che l’uomo può sperare di avere, risalgono solo a circa 4.000 o 5.000 anni fa”. Dove sono stati rinvenuti questi “fossili linguistici” o “documenti scritti”? Nella bassa Mesopotamia, nel sito dell’antica Sinar. * Quindi le prove tangibili a disposizione concordano con la narrazione biblica.

LINGUE DIVERSE, MODI DI PENSARE DIVERSI

Secondo la narrazione biblica Dio disse: “Confondiamo là la loro lingua [cioè quella dei costruttori della torre di Babele] perché non ascoltino [“capiscano”, nota in calce] l’uno la lingua dell’altro” (Genesi 11:7). Di conseguenza “smisero di edificare la città” di Babele e furono dispersi “per tutta la superficie della terra” (Genesi 11:8, 9). Quindi la Bibbia non dice che tutte le lingue moderne siano riconducibili a un’unica lingua madre. Descrive piuttosto la comparsa improvvisa di un certo numero di nuove lingue apparentemente già articolate, diverse fra loro e tutte in grado di esprimere l’intera gamma dei sentimenti e del pensiero umano.

Tavoletta d’argilla in caratteri cuneiformi proveniente dalla Mesopotamia, III millennio a.E.V.

Che dire dei gruppi di lingue esistenti oggi? Sono sostanzialmente simili tra loro? O presentano differenze significative? Lera Boroditsky, esperta in scienze cognitive, ha scritto: “Man mano che i linguisti approfondiscono i loro studi sulle lingue del mondo (circa 7.000, di cui solo poche analizzate) emergono tantissime differenze del tutto inaspettate”. Anche se lingue e dialetti della stessa famiglia sono spesso simili tra loro, presentano differenze sostanziali rispetto a quelli di un’altra famiglia linguistica. Ad esempio il cantonese e l’hakka parlati nel sud della Cina sono fondamentalmente diversi dai dialetti del catalano parlati in Spagna.

Le lingue modellano il modo in cui pensiamo e descriviamo il mondo intorno a noi, in termini di colori, quantità, spazio e così via. Per esempio, in una lingua si dice: “Hai un insetto sulla mano destra”. In un’altra invece: “Hai un insetto sulla mano a sud-ovest”. Persone che si esprimono in modi così diversi avrebbero notevoli difficoltà a capirsi. Non  sorprende quindi che i costruttori di Babele non riuscissero a portare avanti il loro progetto.

GRUGNITI O LINGUAGGIO ARTICOLATO?

Com’era la lingua originaria? La Bibbia dice che il primo uomo, Adamo, diede il nome ad animali di ogni tipo, il che significa che era in grado di coniare parole nuove (Genesi 2:20). Adamo compose anche dei versi poetici che esprimevano i suoi sentimenti per sua moglie. E lei fu in grado di spiegare chiaramente qual era il comando di Dio e quali sarebbero state le conseguenze della disubbidienza (Genesi 2:23; 3:1-3). Quindi la lingua originaria permetteva agli esseri umani di comunicare liberamente e di esprimersi con creatività.

La confusione delle lingue a Babele impedì agli uomini di unire i propri sforzi intellettuali e fisici. Comunque le loro nuove lingue, alla stregua della lingua originaria, erano complesse. Nell’arco di pochi secoli gli uomini edificarono grandi città, organizzarono potenti eserciti e stabilirono rapporti commerciali a livello internazionale (Genesi 13:12; 14:1-11; 37:25). Avrebbero potuto fare tali progressi se non avessero avuto lingue con strutture grammaticali complete ed estesi vocabolari? Secondo la Bibbia sia la lingua originaria che le lingue introdotte a Babele erano linguaggi articolati, non grugniti o versi animaleschi.

Recenti studi confermano questa affermazione. Un’enciclopedia dice: “Ogni cultura che è stata oggetto di studio, anche quella più ‘primitiva’, possiede un linguaggio completamente sviluppato, paragonabile per complessità a quello delle nazioni cosiddette ‘civilizzate’” (The Cambridge Encyclopedia of Language). Similmente in un suo libro il professor Steven Pinker dell’Harvard College afferma: “Non esiste nessuna lingua dell’età della pietra” (The Language Instinct).

IL FUTURO DEL LINGUAGGIO

Cosa possiamo ragionevolmente concludere dopo aver esaminato l’età e l’area di ritrovamento dei “fossili linguistici”, le differenze sostanziali tra i gruppi linguistici e la complessità delle lingue antiche? La conclusione a cui sono giunti molti è che la narrazione biblica degli eventi verificatisi a Babele sia assolutamente credibile.

Secondo la Bibbia, Geova Dio confuse la lingua delle persone a Babele perché si erano ribellate a lui (Genesi 11:4-7). Comunque, fece questa promessa: “Darò in cambio ai popoli una lingua pura, perché tutti invochino il nome di Geova, perché lo servano a spalla a spalla” (Sofonia 3:9). Questa “lingua pura”, la verità contenuta nella Parola di Dio, unisce oggi persone di tutto il mondo. È logico pensare che in futuro Dio unirà ancora di più gli esseri umani dando loro un’unica lingua ed eliminando così la confusione creatasi a Babele.

^ par. 8 Le teorie sul linguaggio presuppongono in genere che gli esseri umani si siano evoluti da creature scimmiesche. Per una trattazione dell’argomento, vedi le pagine 27-29 dell’opuscolo L’origine della vita: cinque domande su cui riflettere, edito dai Testimoni di Geova.

^ par. 9 Gli archeologi hanno portato alla luce nei pressi di Sinar diverse torri templari a gradini simili a piramidi. La Bibbia dice che i costruttori della torre di Babele utilizzarono mattoni invece di pietre, e bitume come calcina (Genesi 11:3, 4). In Mesopotamia la pietra era “rara se non del tutto assente”, dice la New Encyclopædia Britannica, mentre il bitume era abbondante.