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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  dicembre 2012

Credete di aver avuto vite precedenti?

Credete di aver avuto vite precedenti?

“È vero che si rivive, e che i vivi nascono dai morti, e che le anime dei morti ci sono”. — PLATONE, FILOSOFO GRECO, V SECOLO A.E.V., CITANDO “SOCRATE”. *

“Essendo l’anima inesistente senza il corpo e inesistente nel corpo, possa col mede[si]mo modo che in un corpo essere in un altro, e passar de un corpo in un altro”. — GIORDANO BRUNO, FILOSOFO ITALIANO, XVI SECOLO E.V. *

“Nulla è morto: gli uomini si fingono morti . . . e stanno lì, guardando fuori dalla finestra, sani e in salute, in nuovi e strani mascheramenti”. — RALPH WALDO EMERSON, SAGGISTA E POETA AMERICANO, XIX SECOLO E.V.

VI SIETE mai chiesti chi siete veramente? Avete mai pensato di aver avuto vite precedenti? In tal caso, non siete i soli. Fin dall’antichità, sia nella cultura orientale che in quella occidentale, gli uomini si sono confrontati con queste domande. Nel cercare la risposta alcuni sono ricorsi alla dottrina della reincarnazione. Secondo questa credenza, alla morte un’“anima” intangibile abbandona il corpo e torna a vivere in un altro corpo — un essere umano, un animale o anche una pianta — in una o più vite successive.

È vero che questa credenza può soddisfare alcuni, ma come possiamo sapere se è vera? Cosa dice la Parola di Dio, la Bibbia, a questo riguardo?  Prima di rispondere a queste domande esaminiamo l’origine di questa dottrina.

Dove ha avuto origine l’idea della reincarnazione?

Secondo gli studiosi, l’antica Babilonia, città fondata nell’ultima parte del terzo millennio a.E.V., fu la culla dell’idea dell’immortalità dell’anima umana. Il problema dell’immortalità “fu oggetto di attenta considerazione da parte dei teologi babilonesi”, scrisse lo studioso Morris Jastrow jr. nel suo libro The Religion of Babylonia and Assyria. Per i babilonesi “la morte era il passaggio a un altro tipo di vita”, spiegò. “Senza dubbio l’impossibilità da parte dell’individuo di pensare a se stesso privato della propria consapevolezza era alla base della teoria originaria del perpetuarsi dell’esistenza in qualche forma”.

Da quegli inizi a Babilonia, gli insegnamenti sulla trasmigrazione e la rinascita dell’anima si diffusero anche in altre parti del mondo antico. I filosofi indiani elaborarono il concetto di un ciclo di rinascite basato sulla legge di causa ed effetto, o karma. Anche autorevoli filosofi greci sposarono questa idea e contribuirono notevolmente alla sua ulteriore diffusione.

Da qualche tempo nei paesi occidentali si assiste a un rinnovato interesse per la reincarnazione. Personaggi famosi e le nuove generazioni hanno subìto il fascino di idee e pratiche religiose orientali. Oggi sono molti i libri e i siti Internet che trattano il significato di presunte esperienze di una vita precedente. In molti paesi sta prendendo piede una terapia che prevede l’uso dell’ipnosi per esplorare le presunte vite precedenti dei pazienti, con l’obiettivo di capire il loro stato di salute e i loro modelli di comportamento attuali.

Ci sono valide ragioni per credere nella reincarnazione?

Anche se il concetto della reincarnazione ha radici antiche, dobbiamo comunque rispondere alla domanda fondamentale: abbiamo valide ragioni per crederci? I cristiani dovrebbero scoprire se questa credenza è compatibile con la fede cristiana, i cui insegnamenti si fondano sulla Bibbia. (Giovanni 17:17) Il nostro Creatore, Geova Dio, è la Fonte della vita e “il Rivelatore dei segreti”; perciò ci rivela fatti sulla vita e sulla morte che altrimenti sarebbero sconosciuti agli esseri umani. Per avere le risposte sull’argomento possiamo consultare con fiducia la sua Parola, la Bibbia. — Daniele 2:28; Atti 17:28.

Non è difficile individuare le risposte che Dio ci dà se lasciamo che la Bibbia si interpreti da sola. Ad esempio, in Genesi 3:19 troviamo le parole che Dio pronunciò dopo che Adamo ed Eva gli avevano disubbidito. Dio disse ad Adamo: “Col sudore della tua faccia mangerai pane finché tornerai al suolo, poiché da esso sei stato tratto. Poiché polvere sei e in polvere tornerai”. Adamo era stato creato dalla polvere. Alla morte sarebbe tornato alla polvere. Questa fu l’inequivocabile dichiarazione di Dio sull’argomento. Alla morte, quindi, l’individuo non torna a vivere in un’altra forma, ma cessa di esistere. * Proprio come caldo e freddo, asciutto e bagnato, luce e oscurità sono in antitesi tra loro, così la morte è il contrario della vita. I morti sono veramente morti! Non è una conclusione semplice e logica?

I ricordi di una vita precedente devono quindi avere un’altra spiegazione. L’attività della mente umana, subconscio compreso, e gli effetti di farmaci o di esperienze traumatiche non sono ancora del tutto compresi. Sogni ed avvenimenti immaginari che attingono dall’enorme bagaglio di informazioni immagazzinate nella memoria possono essere così vividi da sembrare reali. In alcuni casi forze spirituali malvage creano esperienze soprannaturali che possono far apparire reali situazioni irreali. — 1 Samuele 28:7-19.

L’uomo ha il desiderio innato di vivere e di conoscere il futuro. Ma da dove ha origine  questo desiderio? È degno di nota che, riguardo al Creatore, la Bibbia dice: “Anche l’idea dell’eternità ha posto nel cuore dell’uomo”. (Ecclesiaste 3:11, La Bibbia Concordata) Ecco perché gli esseri umani hanno il forte desiderio di una vita senza fine.

Se il nostro Creatore, Geova Dio, ha posto nel cuore dell’uomo il desiderio di vivere per sempre è solo logico che ci spieghi come appagare questo desiderio. La Bibbia rivela che il Creatore ha il meraviglioso proposito di benedire gli esseri umani ubbidienti con la vita eterna su una terra paradisiaca. “I giusti stessi possederanno la terra, e risiederanno su di essa per sempre”, disse un ispirato salmista, il re Davide. (Salmo 37:29) Una dottrina fondamentale indissolubilmente legata all’eterno proposito di Dio è la risurrezione dei morti. — Atti 24:15; 1 Corinti 15:16-19.

La risurrezione: una speranza sicura per i morti

La Bibbia contiene otto casi di persone morte che furono riportate in vita sulla terra in presenza di testimoni. * In tutti i casi si trattò di risurrezione non di reincarnazione. Le persone risuscitate furono subito riconosciute da familiari e amici. In nessun caso i familiari ebbero bisogno di cercare tra i neonati vicini e lontani per verificare se uno di loro era il proprio caro tornato a vivere in un altro corpo. — Giovanni 11:43-45.

È confortante sapere che, secondo la Parola di Dio, la grande maggioranza dei morti sarà riportata in vita qui sulla terra nel nuovo mondo di Dio, che presto sostituirà l’attuale sistema malvagio. (2 Pietro 3:13, 14) Per il momento miliardi di persone, con la loro personalità e le esperienze che hanno avuto quando erano in vita, sono nell’illimitata e perfetta memoria di Geova, l’Iddio che ricorda perfino i nomi di tutte le stelle. (Salmo 147:4; Rivelazione [Apocalisse] 20:13) Quando Dio riporterà in vita nel nuovo mondo le generazioni di persone che si sono susseguite nel corso della storia, gli esseri umani potranno conoscere i loro antenati e ricostruire così il proprio albero genealogico. Una prospettiva davvero emozionante.

^ par. 2 Fedone, XVII, in Platone: Dialoghi, trad. di F. Acri, Einaudi, Milano, 1970, p. 96.

^ par. 3 Domenico Berti, Vita di Giordano Bruno da Nola, Documento XII, Paravia, Torino, 1868, p. 362.

^ par. 13 Per maggiori informazioni, vedi il capitolo 6, “Dove sono i morti?”, nel libro Cosa insegna realmente la Bibbia?, edito dai Testimoni di Geova.

^ par. 18 Gli otto episodi si trovano in 1 Re 17:17-24; 2 Re 4:32-37; 13:20, 21; Luca 7:11-17; 8:40-56; Giovanni 11:38-44; Atti 9:36-42; 20:7-12. Mentre li leggete, notate che queste risurrezioni avvennero davanti a molti testimoni oculari. Un nono episodio è quello della risurrezione di Gesù Cristo. — Giovanni 20:1-18.