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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia  |  febbraio 2012

 Per avere una famiglia felice

Quando un figlio mette in dubbio la vostra religione

Quando un figlio mette in dubbio la vostra religione

Crescendo, molti ragazzi scelgono di abbracciare la religione dei genitori. (2 Timoteo 3:14) Altri invece no. Cosa potete fare se vostro figlio, ora adolescente, inizia a mettere in dubbio la religione che gli avete insegnato? Questo articolo spiega in che modo i testimoni di Geova gestiscono una situazione delicata come questa.

“Non ho più voglia di seguire la religione dei miei genitori. Ho solo voglia di lasciar perdere”. — Chiara, 18 anni. *

VOI siete convinti che la vostra religione insegni la verità riguardo a Dio. Credete che il modo di vivere indicato nella Bibbia sia il migliore. Per questo è naturale che cerchiate di instillare in vostro figlio i valori in cui credete. (Deuteronomio 6:6, 7) Ma che dire se, crescendo, vostro figlio perde interesse per le cose spirituali? * Che fare se inizia a mettere in dubbio quelle stesse credenze che da piccolo sembrava accettare con entusiasmo? — Galati 5:7.

Se vi sta accadendo qualcosa del genere, non concludete di aver fallito come genitori cristiani. Come vedremo, a volte entrano in gioco altri fattori. Ricordatevi però che la maniera in cui gestirete la situazione probabilmente determinerà se vostro figlio si avvicinerà alla vostra religione o se ne allontanerà ancora di più. Se gli dichiarerete guerra, vi imbarcherete in una battaglia logorante, una battaglia che perderete quasi sicuramente. — Colossesi 3:21.

È molto meglio ascoltare il consiglio dell’apostolo Paolo, che scrisse: “Lo schiavo del Signore non ha bisogno di contendere, ma di essere gentile verso tutti, qualificato per insegnare, mantenendosi a freno”. (2 Timoteo 2:24) Come potete mostrarvi ‘qualificati per insegnare’ nel caso vostro figlio metta in discussione la vostra religione?

Usate discernimento

Per prima cosa, cercate di capire quali fattori possono aver portato vostro figlio a ragionare così. Ad esempio. . .

  • Si sente solo e senza amici nella congregazione cristiana? “Volevo degli amici, quindi strinsi un rapporto più stretto con alcuni compagni di scuola, e questo ostacolò per anni la mia crescita  spirituale. Se persi interesse per le cose spirituali fu principalmente a causa delle cattive compagnie, e ora ho molti rimpianti”. — Lenore, 19 anni.

  • È forse una persona insicura, per cui gli è difficile parlare della sua fede? “Quando andavo a scuola, esitavo a parlare delle mie credenze. Avevo paura che i miei compagni mi considerassero strano o fissato con la Bibbia. I ragazzi che erano diversi venivano emarginati e io non volevo che succedesse anche a me”. — Ramón, 23 anni.

  • Si sente soffocato dalla responsabilità di vivere secondo le norme cristiane? “Per me è come se la promessa biblica della vita eterna fosse in cima a una lunga scala, mentre io non sono neppure arrivata ai primi gradini; sono ancora lontana, molto lontana. L’idea di salire quella scala mi spaventa così tanto che ho pensato di lasciare la mia religione”. — Renee, 16 anni.

Parlatene

Quale potrebbe essere il problema di fondo che vostro figlio sta affrontando? Il modo migliore per scoprirlo è chiederglielo. Non lasciate però che la conversazione degeneri in un litigio. Seguite invece l’esortazione di Giacomo 1:19, secondo cui bisogna essere ‘pronti a udire, lenti a parlare, lenti all’ira’. Siate pazienti con lui. Usate “ogni longanimità e arte di insegnare”, proprio come fareste con qualcuno che non è un vostro familiare. — 2 Timoteo 4:2.

Per esempio, se vostro figlio è riluttante a frequentare le adunanze cristiane, cercate di capire se c’è qualcosa che lo preoccupa. Ma fatelo con pazienza. Notate come nella conversazione che segue il genitore non riesce a ottenere buoni risultati.

Figlio: Non mi va più di venire alle adunanze.

Padre: [irritato] Cosa? Che significa che non ti va più di venire?

Figlio: Sono noiose, punto e basta!

Padre: È questo che pensi di Dio? Lo trovi noioso? Beh, peggio per te! Fino a quando vivrai sotto questo tetto, verrai con noi alle adunanze, che ti piaccia o no!

Dio vuole che i genitori insegnino ai figli a conoscerlo e che i figli ubbidiscano ai genitori. (Efesini 6:1) Voi desiderate però che vostro figlio non si limiti a seguire ciecamente il vostro programma di attività spirituali e a venire controvoglia alle adunanze cristiane. Vi piacerebbe che fosse presente anche con la mente e con il cuore, se possibile.

Avete maggiori probabilità di riuscirci se capite quali problemi di fondo potrebbero aver contribuito a quell’atteggiamento. Con questo in mente, notate come la conversazione riportata sopra poteva essere gestita meglio.

Figlio: Non mi va più di venire alle adunanze.

Padre: [in tono calmo] Come mai?

Figlio: Sono noiose, punto e basta!

Padre: Certo, starsene seduti per un’ora o due può essere noioso. Ma cos’è che ti rende così difficile venire?

Figlio: Non lo so. Forse è solo che vorrei essere da qualche altra parte.

Padre: I tuoi amici la pensano allo stesso modo?

Figlio: Il problema è proprio questo: non ho amici, non più perlomeno. Da quando il mio migliore amico si è trasferito, mi sembra non ci sia più nessuno con cui parlare. Tutti gli altri sono felici, io invece mi sento tagliato fuori!

 Facendo esprimere il figlio, il padre di questa seconda conversazione non solo coglie il problema di fondo — in questo caso la solitudine — ma stabilisce anche un rapporto di fiducia che permette di tenere aperte le linee di comunicazione. — Vedi il riquadro “ Siate pazienti”.

Col tempo molti ragazzi imparano che, se superano il problema che ostacola la loro crescita spirituale, di solito stanno meglio con se stessi e vivono meglio la loro fede. Prendiamo il caso di Ramón, il ragazzo menzionato sopra che si sentiva in imbarazzo al solo pensiero di dire a scuola che era cristiano. Alla fine Ramón scoprì che parlare delle sue credenze non era così traumatico come immaginava, neppure quando veniva preso in giro per questo.

“Una volta”, racconta, “un ragazzo a scuola mi prese in giro per la mia religione. Diventai molto nervoso, e mi accorsi che tutta la classe stava ascoltando. Così decisi di spostare l’attenzione su di lui facendogli domande sulla sua religione. Con mia sorpresa, lui diventò anche più nervoso di me! Mi resi conto che molti ragazzi, anche se hanno una religione, non ne capiscono gli insegnamenti. Io perlomeno so spiegare quello in cui credo. Quando si tratta di parlare di religione, dovrebbero essere i miei compagni a sentirsi a disagio, non io!”

PROVATE QUESTO: Fate esprimere vostro figlio chiedendogli come si sente a essere cristiano. Dal suo punto di vista, quali sono i vantaggi? Quali invece i sacrifici? I vantaggi superano i sacrifici? Se sì, in che senso? (Marco 10:29, 30) Vostro figlio potrebbe scrivere quello che pensa su un foglio di carta diviso in due colonne: la sinistra per i sacrifici e la destra per i vantaggi. Vedere sulla carta le sue valutazioni forse lo aiuterà a individuare il problema e a trovarne la soluzione.

La “facoltà di ragionare” di vostro figlio

Genitori ed esperti hanno osservato che c’è una grande differenza tra il modo di pensare di un bambino e quello di un adolescente. (1 Corinti 13:11) Mentre di solito i bambini pensano in modo concreto, e per loro una cosa è bianca o nera, gli adolescenti tendono a ragionare in maniera più astratta. Ad esempio, a un bambino si può insegnare senza problemi che Dio ha creato tutte le cose. (Genesi 1:1) Un adolescente invece potrebbe dover lottare con interrogativi quali: ‘Come faccio a sapere che esiste un Dio? Perché un Dio d’amore permetterebbe il male? Com’è possibile che Dio sia sempre esistito?’ — Salmo 90:2.

 Forse pensate che queste domande rappresentino un passo indietro per la fede di vostro figlio. In realtà potrebbero benissimo rappresentare un passo avanti. Dopo tutto, fare domande può essere un aspetto importante della crescita spirituale di un cristiano. — Atti 17:2, 3.

Per di più, ora che è adolescente, vostro figlio sta imparando a usare la sua “facoltà di ragionare”. (Romani 12:1, 2) Come risultato, a differenza di quando era un bambino, adesso è in grado di comprendere “l’ampiezza e la lunghezza e l’altezza e la profondità” della fede cristiana. (Efesini 3:18) Ora più che mai è il momento di aiutare vostro figlio a ragionare sulle sue credenze così che possa essere pienamente convinto della sua religione. — Proverbi 14:15; Atti 17:11.

PROVATE QUESTO: Riesaminate gli insegnamenti basilari insieme a vostro figlio, tornando su argomenti che voi, come pure lui, potreste aver dato per scontati. Ad esempio, fate in modo che rifletta su domande come: ‘Cosa mi convince che esiste un Dio? Quali prove mi aiutano a concludere che Dio si interessa di me? Perché penso che ubbidire alle leggi di Dio sia sempre nei miei migliori interessi?’ State attenti a non imporgli le vostre credenze. Aiutatelo invece a maturare le sue convinzioni. Così facendo gli sarà più facile credere fermamente nella sua religione.

“Persuaso a credere”

La Bibbia dice che il giovane Timoteo conosceva gli scritti sacri “dall’infanzia”. Eppure l’apostolo Paolo lo esortò dicendo: “Rimani nelle cose che hai imparato e sei stato persuaso a credere”. (2 Timoteo 3:14, 15) Come nel caso di Timoteo, forse avete insegnato a vostro figlio le norme bibliche sin da quando è nato. Ora però dovete persuaderlo in modo che maturi le sue convinzioni.

Il libro I giovani chiedono. . . Risposte pratiche alle loro domande, volume 1, dice: “Finché vostro figlio vivrà sotto il vostro tetto avrete il diritto di aspettarvi che segua un programma spirituale. In ultima analisi, però, il vostro obiettivo è infondere nel suo cuore l’amore per Dio e non semplicemente indurlo a fare meccanicamente le cose”. Tenendo a mente questo obiettivo, potrete aiutare vostro figlio a diventare ‘solido nella fede’, perché tale fede guidi non solo il vostro modo di vivere ma anche il suo. * — 1 Pietro 5:9.

^ par. 4 In questo articolo i nomi sono stati cambiati.

^ par. 5 Per semplicità in questo articolo parleremo del figlio al maschile. Tuttavia i princìpi trattati valgono per entrambi i sessi.

^ par. 40 Per ulteriori informazioni, vedi La Torre di Guardia del 1° maggio 2009, pp. 10-12, e I giovani chiedono. . . Risposte pratiche alle loro domande, volume 1, pp. 315-318.

CHIEDETEVI. . .

  • Come reagisco quando mio figlio mette in discussione le mie credenze?

  • Come potrei usare le informazioni contenute in questo articolo per migliorare il modo in cui reagisco?