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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  agosto 2011

Un giorno di grandi speranze e aspettative

Un giorno di grandi speranze e aspettative

 130° conferimento dei diplomi della Scuola di Galaad

Un giorno di grandi speranze e aspettative

SENZA dubbio il conferimento dei diplomi della 130a classe della Scuola biblica di Galaad (Watchtower Bible School of Gilead) ha suscitato speranze e aspettative. Sabato 12 marzo 2011 hanno assistito al conferimento più di 8.500 persone, compresi gli studenti con i loro amici e familiari. C’era grande attesa, non solo per quel giorno, ma anche per il futuro di quei missionari ben preparati che di lì a poco sarebbero stati mandati in varie parti del mondo per insegnare le verità bibliche.

“Felici sono tutti quelli che si tengono in aspettazione” di Geova

Questo pensiero confortante, basato su Isaia 30:18, è stato il tema del discorso pronunciato da Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova e presidente del programma. Con calore e un pizzico di umorismo, si è congratulato con gli studenti per essere sopravvissuti all’intenso periodo del corso e li ha rassicurati dicendo che con tutta probabilità sarebbero sopravvissuti anche a quel giorno elettrizzante. Quali aspettative realistiche potevano nutrire gli studenti guardando al futuro? Il fratello Jackson ha sviluppato tre punti pratici tratti da Isaia 30:18-21.

Prendendo in esame il primo, ha detto: “Potete aspettarvi che Geova ascolti le vostre preghiere”. Ha fatto riferimento all’assicurazione del versetto 19: “Immancabilmente [Dio] ti mostrerà favore al suono del tuo grido”. Facendo notare che le parole del versetto sono rivolte a una singola persona, non a un gruppo, il fratello Jackson ha detto che Geova prende in considerazione le preghiere di ognuno. “Come un Padre, Geova non chiede: ‘Perché non sei forte come quell’altra persona?’ Al contrario, ascolta attentamente ciascuno di noi. E risponde”.

L’oratore ha poi riconosciuto che possiamo aspettarci delle difficoltà. “Geova non ci promette che avremo una vita facile; quello che ci promette è che ci aiuterà”. Come mostra il versetto 20, Dio aveva predetto che, quando gli israeliti si sarebbero trovati sotto assedio, angustia e oppressione sarebbero state comuni come pane e acqua. Geova, però, sarebbe sempre stato pronto a venire in soccorso del suo popolo. Anche gli studenti di Galaad affronteranno difficoltà e problemi, benché non necessariamente quelli che si aspettano. Il fratello Jackson ha aggiunto: “Ma quello che potete aspettarvi è che Geova sarà al vostro fianco e vi aiuterà a superare qualsiasi difficoltà”.

Infine, commentando i versetti 20 e 21, ha esortato gli studenti dicendo: “Potete aspettarvi una guida, perciò ricercatela!” Ha osservato che oggi ogni cristiano deve ascoltare attentamente quando Geova parla attraverso le pagine della Bibbia e le pubblicazioni basate su di essa. Il fratello Jackson ha poi incoraggiato vivamente gli studenti a continuare a leggere la Bibbia ogni giorno, perché da questo dipende la nostra vita.

“Il terrore di Geova sia su di voi”

Anthony Morris, del Corpo Direttivo, ha spiegato il significato dell’espressione biblica “il terrore di Geova”. (2 Cronache 19:7) Con queste parole non si intende un terrore morboso ma un vivo desiderio di fare ciò che è giusto, un rispetto così profondo e sincero da far tremare per l’emozione. “Portate con voi questo tipo di terrore”, ha detto agli studenti il fratello Morris. In che modo i missionari possono manifestare questo tipo di riverenza nei confronti di Geova? L’oratore ha messo in risalto due modi pratici.

 In primo luogo, il fratello Morris ha incoraggiato gli studenti ad applicare il consiglio di Giacomo 1:19: “Ogni uomo dev’essere pronto a udire, lento a parlare”. Ha osservato che gli studenti hanno imparato molte cose durante i cinque mesi del corso ma, una volta raggiunta la loro destinazione, devono stare attenti a non fare sfoggio di tutto quello che hanno appreso. “Dovete innanzi tutto ascoltare”, ha detto. “Ascoltate la vostra congregazione e chi dirige l’opera nel paese in cui andate; ascoltate quello che dicono della nazione e della sua cultura. Non esitate a dire: ‘Non lo so’. Se l’istruzione che avete ricevuto ha raggiunto il suo scopo, allora più imparerete, più vi accorgerete di sapere davvero poco”.

In secondo luogo, il fratello Morris ha letto Proverbi 27:21: “Il crogiolo è per l’argento e il forno fusorio è per l’oro; e l’individuo è secondo la sua lode”. Ha spiegato che come l’oro e l’argento vanno raffinati, o purificati, così noi potremmo essere raffinati dalle lodi. In che senso? Le lodi possono metterci alla prova. Potrebbero farci diventare orgogliosi e portarci alla rovina spirituale, oppure spingerci a riconoscere che siamo in debito verso Geova e renderci più decisi a rispettare sempre le sue norme. Il fratello Morris ha quindi incoraggiato gli studenti a considerare qualsiasi eventuale lode nel modo giusto, e cioè come un’opportunità per dimostrare che hanno il giusto “terrore di Geova”.

“Amate la vostra missione”

Guy Pierce, del Corpo Direttivo, ha pronunciato il discorso principale del programma. Sviluppando il tema succitato, ha spiegato che il termine “missionario” significa “uno che è mandato in missione” e che non c’è da stupirsi se ci sono molti tipi di missionari impegnati in una vasta gamma di missioni. Tanti si occupano di fornire assistenza medica o cercano di risolvere politicamente i problemi del mondo. “Ma voi siete diversi”, ha detto. Perché?

Durante il corso gli studenti hanno analizzato molti episodi biblici relativi a guarigioni fisiche. Quando Gesù risuscitò una ragazzina, i genitori “furono presi da grande estasi”. (Marco 5:42) In modo simile, quando dei ciechi furono guariti miracolosamente, la loro gioia fu immensa. Uno dei motivi per cui Cristo compì quei miracoli fu per mostrarci ciò che farà nel futuro nuovo mondo, quando le persone giuste della “grande folla” che sopravvivrà alla fine dell’attuale sistema di cose malvagio saranno sanate da qualsiasi problema fisico. (Rivelazione [Apocalisse] 7:9, 14) Anche i loro cari, che esse riabbracceranno nella risurrezione, saranno sani in senso fisico. Immaginate che gioia!

Tuttavia, come ha spiegato il fratello Pierce, le guarigioni fisiche non saranno mai le guarigioni più importanti. I malati che Gesù sanò alla fine si ammalarono di nuovo. I morti che risuscitò morirono una seconda volta. Persino i ciechi che guarì smisero nuovamente di vedere, se non altro alla loro morte. Molto più importante fu l’opera di guarigione spirituale che Gesù compì. I diplomati di Galaad hanno una missione simile: guarire spiritualmente le persone. Le aiutano a riconciliarsi col nostro Padre celeste così che possano venire alla vita in senso spirituale. Solo coloro che sono stati sanati spiritualmente otterranno la vita eterna. “Questa guarigione spirituale”, ha detto il fratello Pierce, “è ciò che dà lode a Dio e vi fa avere successo nel ministero”.

Altri tre aspetti interessanti della giornata

“Questa sarà una buona giornata?” Robert Rains, del Comitato di Filiale degli Stati Uniti, ha rivolto questa opportuna domanda. Ha incoraggiato gli studenti ad assicurarsi che ogni giorno trascorso nel paese in cui andranno sia una buona giornata, il che sarà possibile se useranno bene il tempo, si rivolgeranno alla Parola di Dio per affrontare le ansietà e faranno assegnamento su Geova mediante la preghiera.

“Trasformerete il vecchio in nuovo?” Mark Noumair, insegnante di Galaad, ha trattato questa domanda nel suo discorso. Ha preso in esame 1 Giovanni 2:7, 8, dove l’apostolo Giovanni menziona “un comandamento vecchio”  che era anche “un comandamento nuovo”. Le due espressioni si riferivano allo stesso comandamento, e cioè che i seguaci di Cristo dovevano amarsi altruisticamente gli uni gli altri, mostrando spirito di sacrificio. (Giovanni 13:34, 35) Il comandamento era vecchio perché Gesù l’aveva dato ai suoi seguaci decenni prima; ma era anche nuovo in quanto i cristiani stavano affrontando nuove sfide e dovevano mostrare amore in modi nuovi e in misura più piena. Anche i missionari affrontano situazioni nuove e devono imparare a mostrare amore in modi nuovi. Qual è il segreto per riuscirci?

“Non diventate ciò che odiate”, è stata l’esortazione del fratello Noumair. Se qualcuno assume un atteggiamento che non sopportiamo e noi reagiamo comportandoci in modo simile, ha avvertito, stiamo diventando ciò che odiamo, e questo sarebbe autodistruttivo. Se invece reagiamo trovando nuovi modi per mostrare amore, facciamo risplendere “la vera luce” e dissipiamo le tenebre spirituali.

“Portate il carico”. Un altro insegnante di Galaad, Michael Burnett, ha pronunciato questo pratico discorso. In Africa, ha detto, ci sono persone che portano pesanti carichi sulla testa usando un kata. Questo piccolo panno arrotolato che viene posto sul capo rende meno faticoso il trasporto e permette di mantenere l’equilibrio, con il risultato di un’andatura elegante. I missionari di Galaad avranno un pesante carico di responsabilità nel paese in cui andranno, ma hanno ricevuto qualcosa di simile a un kata: un’ottima preparazione biblica. Mettendo in pratica ciò che hanno imparato, riusciranno a portare il loro carico in modo equilibrato e con successo.

Esperienze e interviste

Il corso di Galaad include il ministero svolto con le congregazioni locali dei testimoni di Geova. Durante il discorso “Non far riposare la tua mano” pronunciato da William Samuelson, sorvegliante del Reparto Scuole Teocratiche, sono state presentate delle esperienze avute dagli studenti. (Ecclesiaste 11:6) Inscenandone alcune, i diplomandi hanno mostrato come si erano dati da fare nel ministero, trovando le occasioni per predicare la buona notizia sugli aerei, nei ristoranti e nelle stazioni di servizio. Hanno dato testimonianza di casa in casa, durante conversazioni informali e per corrispondenza. Non hanno certo fatto riposare la loro mano, e i risultati sono stati eccellenti.

Kenneth Stovall, membro del reparto che soprintende alla Scuola di Galaad, ha poi intervistato tre fratelli con grande esperienza nell’opera missionaria: Barry Hill, che ha servito in Ecuador e nella Repubblica Dominicana, Eddie Mobley, che è stato in Costa d’Avorio, e Tab Honsberger, che ha prestato servizio in Senegal, nel Benin e ad Haiti. Insieme, hanno contribuito a sviluppare brillantemente il tema “Mettete Geova alla prova e sarete benedetti”. (Malachia 3:10) Il fratello Hill, per esempio, ha raccontato le difficoltà che lui e la moglie hanno affrontato per adattarsi al clima dell’Ecuador, dove si passa da una stagione calda e secca a una umida, ma sempre calda. Ha ricordato che per due anni e mezzo hanno dovuto fare il bagno usando dei secchi. Ma non hanno mai pensato di andarsene; credevano che il fatto di essere stati mandati a servire lì fosse una benedizione di Geova. “Era la nostra vita”, ha detto.

Alla fine del programma uno degli studenti ha letto a nome della classe una toccante lettera in cui veniva espresso profondo apprezzamento per la scuola. “La nostra fede ha raggiunto nuove vette”, si leggeva nella lettera, “però sappiamo di avere ancora molta strada da fare”. È stato consegnato il diploma a tutti gli studenti e sono state comunicate le varie destinazioni. In conclusione il fratello Jackson ha rassicurato i missionari dicendo che potevano aspettarsi di vedere l’aiuto di Geova nella loro vita futura, specie di fronte alle difficoltà. Quando se ne sono andati, tutti i presenti nutrivano speranze e aspettative ancora più grandi. Senza dubbio Geova impiegherà questi nuovi missionari per conseguire risultati straordinari.

 [Prospetto/Cartina a pagina 31]

DATI STATISTICI

9 paesi di provenienza

34,0 età media

18,6 media di anni dal battesimo

13,1 media di anni nel ministero a tempo pieno

[Cartina]

(Per la corretta impaginazione, vedi l’edizione stampata)

Gli studenti sono stati assegnati ai paesi indicati sotto

DESTINAZIONI

ARGENTINA

ARMENIA

BURKINA FASO

BURUNDI

CONGO (KINSHASA)

REPUBBLICA CECA

HAITI

HONG KONG

INDONESIA

KENYA

LITUANIA

MALAYSIA

MOZAMBICO

NEPAL

PAPUA NUOVA GUINEA

ROMANIA

SENEGAL

TANZANIA

UGANDA

ZIMBABWE

[Illustrazione a pagina 31]

I diplomati della 130a classe della Scuola biblica di Galaad

Le file sono numerate a partire da quella anteriore e i nomi sono elencati da sinistra.

(1) Z. Molina; S. Bassolino; C. Alatsis; A. Arroyo; L. Niño; S. Merkling; M. Clark

(2) C. Little; S. Tibaudo; S. Jakobsson; J. Moreno; A. Rodriguez; K. Lee; H. Cárdenas; L. Aguilar

(3) A. Clairbush; A. Polley; S. Caldwell; J. Adame; S. Hildebrandt; I. Shoemaker; N. Grohman; G. Galvez

(4) J. Clark; A. Bassolino; K. Packham; J. Adame; M. Knaus; M. Niño; R. Moreno; J. Galvez

(5) D. Rodriguez; M. Geynes; J. Molina; A. Aguilar; I. Alatsis; A. Manno; R. Grohman; J. Packham

(6) S. Geynes; M. Cárdenas; C. Arroyo; C. Manno; J. Merkling; H. Lee; X. Clairbush; P. Jakobsson

(7) J. Little; B. Hildebrandt; M. Shoemaker; K. Knaus; J. Caldwell; F. Tibaudo; C. Polley