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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia  |  luglio 2010

Possiamo conoscere Dio e il suo nome?

Possiamo conoscere Dio e il suo nome?

Ci sentiremmo onorati se un personaggio importante ci invitasse a rivolgerci a lui chiamandolo per nome, visto che spesso si usano titoli come “Signor Presidente”, “Sua Maestà” o “Vostro Onore”. Un invito del genere da parte di una tale personalità sarebbe senz’altro un grande privilegio per noi.

NELLA sua Parola scritta, la Bibbia, il vero Dio ci dice: “Io sono Geova. Questo è il mio nome”. (Isaia 42:8) Pur avendo anche molti titoli, come “Creatore”, “Onnipotente” e “Sovrano Signore”, egli ha sempre concesso ai suoi leali servitori l’onore di rivolgersi a lui chiamandolo per nome.

Ad esempio, una volta il profeta Mosè nell’implorare Dio esordì dicendo: “Scusami, Geova”. (Esodo 4:10) In occasione della dedicazione del tempio di Gerusalemme, il re Salomone iniziò la sua preghiera in questo modo: “O Geova”. (1 Re 8:22, 23) E il profeta Isaia, rivolgendosi a Dio in favore del popolo di Israele, disse: “Tu, o Geova, sei nostro Padre”. (Isaia 63:16) È chiaro che il nostro Padre celeste ci invita a rivolgerci a lui usando il suo nome.

Anche se è importante chiamare Geova per nome, conoscerlo davvero significa molto di più. A proposito di chi lo ama e ha fiducia in lui, Geova promette: “Lo proteggerò perché ha conosciuto il mio nome”. (Salmo 91:14) È ovvio che, se è un elemento essenziale per ottenere la protezione divina, conoscere il nome di Dio deve comportare molte cose. Perciò, cosa implica da parte nostra conoscere Geova e il suo nome?