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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  marzo 2010

La Bibbia è davvero l’ispirata Parola di Dio

La Bibbia è davvero l’ispirata Parola di Dio

COSA intendeva esattamente l’apostolo Paolo quando affermò che la Bibbia è “ispirata da Dio”? (2 Timoteo 3:16) Paolo, che scrisse in greco, usò una parola che significa letteralmente “alitata da Dio”. Con questo voleva dire che Dio, mediante il suo spirito santo, guidò gli scrittori della Bibbia perché scrivessero solo quello che voleva Lui.

L’apostolo Pietro disse che questi scrittori “parlarono da parte di Dio mentre erano sospinti dallo spirito  santo”. (2 Pietro 1:21) Perciò l’apostolo Paolo poté descrivere i libri della Bibbia anche come “scritti sacri, che possono [rendere saggi] per la salvezza per mezzo della fede riguardo a Cristo Gesù”. — 2 Timoteo 3:15.

Molti mettono seriamente in dubbio che Dio sia l’autore della Bibbia. Con “arrogante disprezzo per il racconto biblico”, per usare le parole dell’archeologo Charles Marston, spesso i critici hanno lanciato violenti attacchi alla Bibbia. Alcuni la liquidano come “una vecchia raccolta di favole e miti” e niente di più.

Esaminate le prove

In base a cosa stabilite se fidarvi di qualcuno?

Allora ci si può fidare della Bibbia? È importante trovare la risposta giusta a questa domanda. Perché? Perché se la Bibbia è il mezzo con cui Dio ha comunicato con noi sarebbe sciocco, o addirittura fatale, non tenerne conto. Se pensiamo che si tratti semplicemente di parole di uomini e non della Parola di Dio, sarà molto difficile che ci lasciamo guidare dalla Bibbia nella vita e che basiamo su di essa le nostre credenze. — 1 Tessalonicesi 2:13.

Come potete stabilire se aver fiducia o meno in questo libro? Facciamo un esempio. In base a cosa stabilite se fidarvi di qualcuno? Certo, sarà difficile che vi fidiate di una persona che conoscete appena. Solo col tempo, conoscendola sempre meglio, potete capire se è veramente onesta e fidata. Vale lo stesso per la Bibbia. Non accettate ciecamente semplici congetture o teorie tendenziose che indeboliscono la fede in essa. Dedicate del tempo a considerare le prove secondo cui la Bibbia, come essa stessa dice, è “ispirata da Dio”.

Attaccata da cosiddetti amici

Non fatevi scoraggiare solo perché alcuni che si definiscono “amici” della Bibbia la attaccano mettendone in dubbio l’autenticità e  l’attendibilità. Oggi quasi tutti i biblisti, benché si dicano cristiani, “parlano della Scrittura solo come di un’opera umana”, dice il New Dictionary of Theology.

Molti teologi sollevano dubbi sulla paternità dei libri della Bibbia. Alcuni, per esempio, dicono che il libro di Isaia non sia opera del profeta omonimo. Asseriscono che questo libro sia stato scritto molto tempo dopo l’epoca di Isaia. Un commentario sostiene che è “il prodotto di molte menti e di molte generazioni”. (Concise Bible Commentary, a cura di Lowther Clarke) Ma chi fa simili asserzioni trascura il fatto che più di una volta Gesù Cristo e i suoi discepoli attribuirono questo libro a Isaia. — Matteo 3:3; 15:7; Luca 4:17; Giovanni 12:38-41; Romani 9:27, 29.

Ciò non bastasse, alcuni critici della Bibbia, come lo studioso J. R. Dummelow, affermano che le profezie contenute nel libro di Daniele “erano in realtà avvenimenti già accaduti che l’autore spacciò per antiche predizioni”. Nel dir questo trascurano ancora una volta la testimonianza di Gesù Cristo stesso. Gesù fece riferimento a quella che chiamò “la cosa disgustante che causa desolazione, dichiarata per mezzo del profeta Daniele, stabilita in un luogo santo”. (Matteo 24:15) Per un cristiano sarebbe ragionevole credere che Gesù Cristo sia stato complice di un inganno e che abbia contribuito a far passare dei fatti storici per profezie? No di certo.

Che differenza fa?

Ma fa differenza sapere chi ha scritto i libri della Bibbia? Sì, e tanta. Che valore avrebbe per voi un documento considerato il testamento di un amico se risultasse che in effetti non è stato lui a scriverlo? Supponete che degli esperti vi dicano che è un falso: dei conoscenti benintenzionati hanno messo per iscritto ciò che ritenevano fossero i desideri del vostro amico. Questo fatto non priverebbe di valore il documento? Potreste essere davvero sicuri che esprime proprio i desideri del vostro amico?

Lo stesso criterio vale per la Bibbia. Non sorprende che tante persone, anche quelle che si professano cristiane, ignorino tranquillamente quanto essa dice su argomenti come onestà, moralità sessuale, ecc. Vi sarà capitato di sentire qualcuno affermare sprezzantemente “Sì, ma è nell’Antico Testamento”, o cose del genere, come a dire che non è poi così importante. E questo malgrado il fatto che l’apostolo Paolo si sia riferito al cosiddetto Antico Testamento come agli “scritti sacri” che furono ispirati da Dio.

“Ma non si possono certo trascurare tutte le prove fornite da esperti e studiosi”, potreste obiettare. Ovviamente no! Per esempio, abbiamo un debito di riconoscenza verso gli studiosi sinceri che ci hanno permesso di risalire al testo originale della Bibbia. Naturalmente, mentre nel corso dei secoli il testo biblico veniva copiato e ricopiato, sono stati introdotti dei piccoli errori. Ma ricordate una cosa: c’è una bella differenza tra riconoscere che furono fatti piccoli errori  nel ricopiare il testo biblico e accantonare l’intera Bibbia considerandola il prodotto dell’uomo.

Continuate ad avere fede negli “scritti sacri”

Abbiamo un debito di riconoscenza verso gli studiosi sinceri che ci hanno permesso di risalire al testo originale della Bibbia

Poco prima di dire che la Bibbia era ispirata da Dio, Paolo aveva spiegato a Timoteo perché quel libro ispirato era essenziale. “Negli ultimi giorni”, aveva detto, “uomini malvagi e impostori progrediranno di male in peggio, sviando ed essendo sviati”. (2 Timoteo 3:1, 13) Già ai giorni di Paolo uomini apparentemente “saggi” e “intellettuali” usavano “argomenti persuasivi” per ingannare altri e indebolirne la fede in Gesù Cristo. (1 Corinti 1:18, 19; Colossesi 2:4, 8) Per proteggersi dalla loro influenza, Timoteo doveva seguire l’esortazione dell’apostolo Paolo: ‘rimanere nelle cose che aveva imparato dall’infanzia attraverso gli scritti sacri’ di origine divina. — 2 Timoteo 3:14, 15.

Seguire tale esortazione è altrettanto importante in questi “ultimi giorni”. Non sottovalutate il pericolo di essere sviati da quelli che spesso sono “argomenti persuasivi” presentati da alcuni con grande abilità. Piuttosto, come i cristiani del I secolo, proteggetevi riponendo completa fiducia in ciò che imparate dalla Bibbia, davvero l’ispirata Parola di Dio.

I testimoni di Geova saranno felici di aiutarvi a riporre fede nella Bibbia. Possono mostrarvi che i suoi princìpi si sono rivelati assolutamente validi nel corso della storia, che quando tocca argomenti scientifici concorda con la scienza, che è del tutto coerente dall’inizio alla fine, che le sue profezie si sono infallibilmente avverate, e molte, molte altre cose. Se lo desiderate, scrivete agli editori di questa rivista per avere quelle informazioni che hanno aiutato milioni di persone sincere a capire che la Bibbia è davvero la Parola di Dio.