Vai direttamente al contenuto

Vai direttamente al menu secondario

Vai direttamente al sommario

Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia  |  novembre 2009

La Bibbia: uno straordinario esempio di sopravvivenza

La Bibbia: uno straordinario esempio di sopravvivenza

LA BIBBIA è il libro più diffuso della storia. Ne sono già state messe in circolazione quasi cinque miliardi di copie. Solo nel 2007 ne sono state prodotte più di 64.600.000. Per fare un confronto, l’opera di narrativa più venduta quell’anno ha avuto negli Stati Uniti una tiratura iniziale di 12 milioni di copie.

Nel corso dei secoli la Bibbia è sopravvissuta a mille pericoli diventando infine il best seller in assoluto. È stata proibita e bruciata, e coloro che la traducevano sono stati perseguitati e uccisi. Comunque una delle più grandi minacce alla sopravvivenza della Bibbia non è stata l’intensa persecuzione ma il lento processo di deterioramento. Come mai?

La Bibbia è una raccolta di 66 libri, il più antico dei quali fu scritto o redatto oltre 3.000 anni fa da appartenenti alla nazione di Israele. Gli scrittori originali e coloro che copiarono i testi riportarono i messaggi ispirati su materiali deperibili, come il papiro e la pelle. Non è stato ancora scoperto nessuno degli scritti originali, ma sono state ritrovate migliaia di antiche copie di parti dei libri biblici, sia grandi che piccole. Un frammento di uno di questi libri, il Vangelo di Giovanni, risale a solo qualche decennio dopo che l’apostolo Giovanni aveva scritto l’originale.

“La trasmissione del testo della Bibbia ebraica [Antico Testamento] è di un rigore straordinario, senza paragoni nelle letterature classiche greca e romana”. — Prof. Julio Trebolle Barrera

Perché è straordinario che alcune copie della Bibbia siano giunte fino a noi? E con quanta accuratezza le Bibbie moderne riferiscono i messaggi stilati dagli scrittori originali?

Che ne è stato di altri documenti antichi?

Il fatto che la Bibbia sia sopravvissuta è qualcosa di sorprendente, visto ciò che è accaduto agli scritti di nazioni contemporanee degli israeliti. Per esempio i fenici, vissuti nel primo millennio a.E.V., erano vicini degli israeliti. Questi mercanti e navigatori diffusero il loro sistema di scrittura alfabetica in tutta l’area del Mediterraneo. Inoltre si arricchirono grazie all’esteso commercio del papiro con l’Egitto e il mondo greco. Il National Geographic dice dei fenici: “I loro scritti, tracciati soprattutto su fragili papiri, si sono disintegrati con il tempo; quindi le nostre conoscenze sui Fenici sono dovute soprattutto ai racconti, ovviamente parziali, dei loro nemici. La letteratura fenicia, molto ricca a quanto si tramanda, è andata completamente perduta nell’antichità”. — Ottobre 2004.

Che cosa si può dire degli scritti degli egizi? I geroglifici che scolpirono o dipinsero sulle pareti dei templi e altrove sono conosciuti. Gli egizi sono famosi anche per avere utilizzato il papiro come materiale scrittorio. Tuttavia, in merito agli scritti degli egizi su papiro, l’egittologo Kenneth A. Kitchen afferma: “Si calcola che il 99 per cento dei papiri scritti tra il 3000 circa e l’inizio dell’epoca greco-romana sia andato completamente distrutto”.

E cosa si può dire dei documenti scritti dai romani su papiro? Facciamo un esempio. Secondo un libro, sembra che i soldati romani  venissero pagati tre volte all’anno, e che l’avvenuto pagamento fosse registrato su papiro. (Roman Military Records on Papyrus) In base a un calcolo, nei 300 anni che vanno da Augusto (27 a.E.V.–14 E.V.) a Diocleziano (284-305 E.V.) furono emesse 225.000.000 di ricevute di pagamento. Quante ne sono giunte fino a noi? Di leggibili, solo due.

Perché ci sono pervenuti così pochi documenti scritti su papiro? I materiali deperibili, come il papiro e la pelle (un altro comune materiale scrittorio), si deteriorano in fretta nei climi umidi. Un dizionario biblico dice: “A causa del clima, è probabile che i documenti papiracei di questo periodo [primo millennio a.E.V.] si preservino soltanto se sono in un deserto arido e in una grotta o in un altro luogo riparato”. — The Anchor Bible Dictionary.

E i testi biblici?

Evidentemente i libri della Bibbia furono scritti in origine su un materiale delicato, come quello usato da fenici, egizi e romani. Perché allora il contenuto della Bibbia è sopravvissuto dando origine al libro più diffuso del mondo? Il prof. James L. Kugel ne fornisce una ragione dicendo che gli scritti originali furono copiati “tantissime volte nel periodo stesso della stesura della Bibbia”.

Cosa riscontriamo paragonando le moderne traduzioni della Bibbia con i manoscritti antichi? Il prof. Julio Trebolle Barrera, che faceva parte dell’équipe di esperti incaricati di studiare e pubblicare i manoscritti antichi noti come Rotoli del Mar Morto, dice: “La trasmissione del testo della Bibbia ebraica è di un rigore straordinario, senza paragoni nelle letterature classiche greca e romana”. * Frederick F. Bruce, illustre biblista, dice: “Le prove per gli scritti del Nuovo Testamento sono di gran lunga maggiori rispetto a molti scritti degli autori classici, la cui autenticità nessuno si sogna di mettere in dubbio”. Inoltre dice: “Se il Nuovo Testamento fosse una collezione di scritti secolari, la loro autenticità sarebbe considerata al di sopra di ogni dubbio”. * La Bibbia è indubbiamente un libro straordinario. Riservate del tempo ogni giorno per leggerla? — 1 Pietro 1:24, 25.

Esistono tuttora circa 6.000 copie manoscritte delle Scritture Ebraiche, o Antico Testamento, e circa 5.000 copie delle Scritture Greche, o Nuovo Testamento

^ par. 13 F. García Martínez e J. Trebolle Barrera, Gli uomini di Qumran, trad. di A. Catastini, Paideia, Brescia, 1996, p. 166.

^ par. 13 Possiamo fidarci del Nuovo Testamento?, trad. di D. Faudella, Edizioni GBU, Chieti-Roma, 2006, p. 24.

 

Per saperne di più

LA TORRE DI GUARDIA

Perché possiamo fidarci dei Vangeli della Bibbia

Esamina le prove fornite dai manoscritti antichi.