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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  giugno 2009

 Insegnatelo ai bambini

Il nipote di Paolo: Salvò la vita allo zio

Il nipote di Paolo: Salvò la vita allo zio

SAPEVI che alcuni parenti dell’apostolo Paolo erano seguaci di Gesù? * — A quanto pare almeno una sua sorella e un suo nipote lo erano. E quel nipote salvò la vita a Paolo! Non sappiamo né il suo nome né quello della madre, ma sappiamo ciò che fece. Vorresti saperlo anche tu? —

Siamo probabilmente nel 56 E.V. Paolo è appena tornato dal suo terzo viaggio missionario e si trova a Gerusalemme. È stato arrestato e sta per subire un processo. Ma i suoi nemici non vogliono che venga processato, lo vogliono morto! Ecco il loro piano: una quarantina di uomini si nasconderanno lungo la strada per aggredirlo e ucciderlo.

In qualche modo il nipote di Paolo viene a sapere del complotto. Sai cosa fa? — Va da Paolo e gli riferisce la cosa. Subito Paolo dice a un ufficiale dell’esercito: “Conduci questo giovane dal comandante militare poiché ha qualcosa da riferirgli”. L’ufficiale lo accompagna dal comandante, Claudio Lisia, spiegando che il ragazzo ha qualcosa di importante da dirgli. Claudio prende da parte il nipote di Paolo, il quale gli racconta tutto.

Claudio gli ordina: “Non palesare a nessuno di avermi fatto sapere queste cose”. Poi chiama due ufficiali e dice loro di far preparare 200 soldati, 70 cavalieri e 200 lancieri per marciare fino a Cesarea. Quella sera alle nove, i 470 uomini scortano Paolo a Cesarea, dove arriva sano e salvo dal procuratore Felice. In una lettera, Claudio spiega a Felice del complotto per uccidere Paolo.

Così i giudei sono costretti a rivolgere le loro accuse a Paolo nell’ambito di un processo che si tiene a Cesarea, ma ovviamente non hanno nessuna prova che Paolo abbia fatto qualcosa di sbagliato. Eppure Paolo rimane in prigione ingiustamente per due anni. Perciò chiede e ottiene di essere processato a Roma ed è lì che viene mandato. — Atti 23:16–24:27; 25:8-12.

 Cosa possiamo imparare dal nipote di Paolo? — Che dobbiamo avere il coraggio di parlare quando è giusto farlo e che, se lo facciamo, possiamo salvare delle vite. Anche Gesù continuò a parlare alla gente del Regno di Dio pur sapendo che i suoi nemici “cercavano di ucciderlo”, e disse che dobbiamo fare lo stesso anche noi. Ubbidiremo? Lo faremo se siamo coraggiosi come il nipote di Paolo. — Giovanni 7:1; 15:13; Matteo 24:14; 28:18-20.

Paolo esortò il suo giovane amico Timoteo: “Presta costante attenzione a te stesso e al tuo insegnamento. Attieniti a queste cose, poiché facendo questo salverai te stesso e quelli che ti ascoltano”. (1 Timoteo 4:16) Di sicuro il comportamento del nipote di Paolo è in armonia con questo consiglio. E tu cosa farai?

^ par. 3 Se leggete questo articolo con un bambino, la lineetta serve a ricordare di fermarsi e incoraggiarlo a esprimersi.