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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  agosto 2008

Il nome Geova dovrebbe comparire nel Nuovo Testamento?

Il nome Geova dovrebbe comparire nel Nuovo Testamento?

È IMPORTANTE che il nome di Dio compaia nella Bibbia? Dio evidentemente fu di questo avviso. Il suo nome, rappresentato dalle quattro lettere ebraiche note come il Tetragramma, compare quasi 7.000 volte nel testo originale ebraico di quello che è comunemente chiamato Antico Testamento. *

I biblisti riconoscono che il nome proprio di Dio compare nell’Antico Testamento, o Scritture Ebraiche. Tuttavia molti ritengono che il nome non comparisse nei manoscritti greci originali del cosiddetto Nuovo Testamento.

Ma cosa accade quando uno scrittore del Nuovo Testamento cita brani dell’Antico Testamento in cui ricorre il Tetragramma? In questi casi la maggior parte dei traduttori usa il termine “Signore” anziché il nome proprio di Dio. La Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture non segue questa consuetudine. Nelle Scritture Greche Cristiane, o Nuovo Testamento, il nome Geova è riportato 237 volte.

Quali problemi affrontano i traduttori della Bibbia quando si tratta di decidere se usare o meno il nome di Dio nel Nuovo Testamento? Ci sono valide ragioni per usare il nome di Dio in questa parte delle Sacre Scritture? Come influisce su di voi il fatto  che nella Bibbia venga usato il nome di Dio?

Un problema di traduzione

I manoscritti del Nuovo Testamento di cui disponiamo oggi non sono gli originali. I manoscritti originali stilati da Matteo, Giovanni, Paolo e altri, essendo molto usati, senza dubbio si logorarono rapidamente. Ne furono quindi fatte copie, che a loro volta si logorarono e furono ricopiate. Delle migliaia di copie del Nuovo Testamento disponibili oggi, la maggioranza fu prodotta almeno due secoli dopo la stesura degli originali. A quanto sembra, in quel periodo coloro che ricopiavano i manoscritti sostituivano il Tetragramma con Kùrios o Kỳrios, il termine greco per “Signore”, oppure ricopiavano manoscritti dove questo era già stato fatto. *

Alla luce di questo, il traduttore deve appurare se ci sono chiare indicazioni che il Tetragramma comparisse effettivamente nei manoscritti greci originali. Esistono tali prove? Consideriamo i seguenti punti:

  • Quando Gesù citava o leggeva brani dell’Antico Testamento usava il nome divino. (Deuteronomio 6:13, 16; 8:3; Salmo 110:1; Isaia 61:1, 2; Matteo 4:4, 7, 10; 22:44; Luca 4:16-21) Ai giorni di Gesù e dei discepoli, il Tetragramma compariva in copie del testo ebraico di quello che spesso è chiamato Antico Testamento, così come vi compare oggi. Tuttavia, per secoli gli studiosi hanno ritenuto che il Tetragramma non comparisse nei manoscritti della Settanta, traduzione greca dell’Antico Testamento, e neppure nei manoscritti del Nuovo Testamento. Ma verso la metà del XX secolo fu fatta una scoperta che richiamò l’attenzione dei biblisti: furono rinvenuti alcuni frammenti molto antichi della versione greca dei Settanta esistente ai giorni di Gesù. Quei frammenti contengono il nome proprio di Dio scritto in caratteri ebraici.
  •    Gesù usava il nome di Dio e lo faceva conoscere. (Giovanni 17:6, 11, 12, 26) Gesù disse chiaramente: “Io sono venuto nel nome del Padre mio”. Mise anche in risalto che compiva le sue opere “nel nome del Padre”, tant’è vero che il nome stesso Gesù significa “Geova è salvezza”. — Giovanni 5:43; 10:25.
  • Il nome divino ricorre nella sua forma abbreviata nelle Scritture Greche. In Rivelazione, o Apocalisse, 19:1, 3, 4, 6, il nome divino è incluso nell’espressione “Alleluia”. Questa espressione significa letteralmente “Lodate Iah”. Iah è una forma contratta del nome Geova.
  • Antichi testi ebraici indicano che i cristiani ebrei usavano il nome divino nei loro scritti. La Tosefta, una raccolta scritta di leggi orali completata verso il 300 E.V., dice riguardo agli scritti cristiani che bruciavano in giorno di sabato: “Non salvano da un incendio i libri degli evangelisti e i libri dei minim [che si ritiene fossero cristiani ebrei]. Vengono lasciati bruciare dove si trovano . . . essi e i riferimenti al Nome Divino che contengono”. La stessa fonte cita Rabbi Yose il Galileo, vissuto all’inizio del II secolo E.V., che disse: “Gli altri giorni della settimana si tolgano [dagli scritti cristiani] i riferimenti al Nome Divino e si conservino, e il resto bruci”. Pertanto, ci sono chiare indicazioni che nel II secolo E.V. gli ebrei credevano che i cristiani usassero il nome di Geova nei loro scritti.

Cosa hanno fatto i traduttori?

La Traduzione del Nuovo Mondo è l’unica Bibbia che ripristina il nome di Dio nelle Scritture Greche? No. Basandosi sulle succitate prove, molti traduttori della Bibbia sono pervenuti alla conclusione che il nome divino vada ripristinato nella traduzione del Nuovo Testamento.

Ad esempio, molte versioni del Nuovo Testamento in lingue parlate in Africa, nelle Americhe, in Asia e nelle isole del Pacifico usano ampiamente il nome divino. (Vedi la tabella a pagina 21). Alcune sono traduzioni recenti, come la Bibbia in rotumano (1999), che usa il nome Jihova 51 volte in 48 versetti del Nuovo Testamento, e la versione in batak toba (1989), una lingua parlata in Indonesia, che usa il nome Jahowa 110 volte nel Nuovo Testamento. Il nome divino ricorre anche in  traduzioni francesi, inglesi, spagnole e tedesche. Per esempio, Pablo Besson tradusse il Nuovo Testamento in spagnolo nella prima parte del XX secolo. La sua versione usa il nome Jehová in Giuda 14, e in quasi 100 note in calce è riportato il nome divino.

Ecco alcuni esempi di traduzioni francesi, inglesi e spagnole che riportano il nome di Dio nel Nuovo Testamento:

  • La Bible, di A. Chouraqui (1985)
  • Les Evangiles, di C. Tresmontant (1991)
  • A Literal Translation of the New Testament . . . From the Text of the Vatican Manuscript, di Herman Heinfetter (1863)
  • The New Testament Letters, di J. W. C. Wand, vescovo di Londra (1946)
  • Los Hechos, las Cartas y el Apocalipsis, di H. Zanuso (1973)
  • El Código Real, di D. A. Hayyim (2004)

Recentemente, nella prefazione all’edizione del 2004 della New Living Translation, una traduzione molto diffusa nei paesi di lingua inglese, al sottotitolo “La traduzione dei nomi divini” si legge: “In genere abbiamo tradotto coerentemente il tetragramma (YHWH) con ‘il SIGNORE’, utilizzando il maiuscoletto come è comune nelle versioni inglesi. Questo serve a distinguerlo da ′adonai, che traduciamo ‘Signore’”. Quindi, a proposito del Nuovo Testamento, si legge: “La parola greca kurios è tradotta coerentemente ‘Signore’, eccetto quando il testo del Nuovo Testamento cita espressamente brani dell’Antico Testamento in  cui la parola compare in maiuscoletto; in questi casi è tradotta ‘SIGNORE’”. (Il corsivo è nostro). Perciò, i traduttori di questa Bibbia riconoscono che, nel Nuovo Testamento, in queste citazioni si debba poter risalire al Tetragramma (YHWH).

Fatto interessante, alla voce “Il Tetragramma nel Nuovo Testamento” un dizionario biblico spiega quanto segue: “Ci sono degli elementi a sostegno del fatto che il Tetragramma, il Nome Divino, Yahweh, comparisse nel NT [Nuovo Testamento] in alcune se non in tutte le citazioni dall’AT [Antico Testamento] all’epoca della stesura originale dei documenti del NT”. (The Anchor Bible Dictionary) Inoltre, lo studioso George Howard afferma: “Dato che il Tetragramma era ancora scritto nelle copie della Bibbia greca [la Settanta] che formavano le Scritture della chiesa primitiva, è ragionevole credere che gli scrittori del NT [Nuovo Testamento], citando la Scrittura, conservassero il Tetragramma nel testo biblico”.

Due ragioni convincenti

È chiaro quindi che la Traduzione del Nuovo Mondo non è stata la prima Bibbia a riportare il nome divino nel Nuovo Testamento. Come un giudice chiamato a pronunciarsi in un processo in cui non ci sono testimoni in vita, il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo soppesò attentamente tutte le prove attinenti. Basandosi sui fatti, il comitato decise di usare il nome di Geova nella traduzione delle Scritture Greche Cristiane. Si notino due ragioni convincenti per cui giunse a tale conclusione.

(1) I traduttori ritennero che, essendo le Scritture Greche Cristiane un’aggiunta ispirata delle sacre Scritture Ebraiche, l’improvvisa scomparsa del nome di Geova dal testo sarebbe stata un’incoerenza.

Perché si tratta di una conclusione ragionevole? Verso la metà del I secolo E.V., il discepolo Giacomo disse agli anziani di Gerusalemme: “Simeone ha narrato completamente come Dio per la prima volta rivolse l’attenzione alle nazioni per trarne un popolo per il suo nome”. (Atti 15:14) Sarebbe stato logico che Giacomo facesse una tale dichiarazione se nel I secolo nessuno conosceva o usava il nome di Dio?

(2) Quando fu scoperto che in delle copie della Settanta compariva il nome divino anziché Kỳrios (Signore), i traduttori dedussero che ai giorni di Gesù esistevano copie delle Scritture in greco, ovviamente oltre a quelle in ebraico, che contenevano il nome divino.

A quanto pare solo in seguito prese piede la pratica di eliminare il nome divino dai manoscritti greci, pratica che disonora Dio. Che ne pensate? Gesù e gli apostoli avrebbero mai promosso una pratica del genere? — Matteo 15:6-9.

Invocare “il nome di Geova”

In definitiva, sono le Scritture stesse a fornire la testimonianza decisiva che i primi cristiani in effetti usavano il nome di Geova nei loro scritti, specialmente quando citavano brani dell’Antico Testamento che contenevano il nome. Senza dubbio quindi la Traduzione del Nuovo Mondo ha ragioni fondate per ripristinare il nome divino, Geova, nelle Scritture Greche Cristiane.

Come influisce tutto questo su di voi? Citando le Scritture Ebraiche, l’apostolo Paolo ricordò ai cristiani di Roma: “Chiunque invoca il nome di Geova sarà salvato”. Quindi chiese: “Come invocheranno colui nel quale non hanno riposto fede? Come, a loro volta, riporranno fede in colui del quale non hanno udito parlare?” (Romani 10:13, 14; Gioele 2:32) Le traduzioni della Bibbia che usano il nome di Dio dove è appropriato vi aiutano ad avvicinarvi a lui. (Giacomo 4:8) È davvero un grande onore poter conoscere e invocare il nome proprio di Dio, Geova!

^ par. 2 Il Tetragramma è l’insieme delle quattro lettere, traslitterate YHWH, che compongono il nome di Dio in ebraico. In genere viene tradotto Geova o Yahweh in italiano.

^ par. 7 Per ulteriori informazioni su questi sviluppi, vedi l’opuscolo Il nome divino che durerà per sempre, edito dai testimoni di Geova, pp. 23-27.