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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  dicembre 2015

La revisione del 2013 della Traduzione del Nuovo Mondo

La revisione del 2013 della Traduzione del Nuovo Mondo

NEL corso degli anni, la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture è stata sottoposta a varie revisioni, ma quella del 2013 è di gran lunga la più consistente. Per esempio, nella versione inglese ora c’è il 10 per cento circa di parole in meno. Alcuni termini biblici fondamentali sono stati riveduti. Certi capitoli sono stati disposti in versi, e anche l’edizione normale è stata arricchita di note esplicative. È impossibile menzionare tutti i cambiamenti in questo articolo, ma vediamone alcuni tra i principali.

La traduzione di quali termini biblici fondamentali è stata modificata? Come è stato detto nell’articolo precedente, la resa di “Sceol”, “Ades” e “anima” è stata riveduta, e lo stesso è stato fatto con varie altre espressioni.

Ad esempio, per evitare di dare un’impressione sbagliata del modo in cui Gesù fu messo a morte, il verbo inglese usato in precedenza è stato sostituito da espressioni che rendono più correttamente l’idea di morte sul palo (Matt. 20:19; 27:31). La locuzione “condotta dissoluta” è stata sostituita con un’altra che rende più chiaramente il concetto di comportamento sfrontato che si evince dal termine greco. Dato che l’espressione inglese per “longanimità” poteva far pensare a una sofferenza prolungata, si è optato per un altro termine che rende meglio la sfumatura della pazienza. Il vocabolo inglese per “gozzoviglie”, poco noto ai più, è stato sostituito e adesso rende più chiaramente il senso di festa sfrenata (Gal. 5:19-22). Il significato del termine originale che veniva tradotto “amorevole benignità” è ora reso “amore leale”. Questo coglie meglio il significato di un termine biblico che spesso è utilizzato in parallelismi insieme a “fedeltà” (Sal. 36:5; 89:1).

Alcuni termini che di solito venivano resi in un certo modo vengono ora tradotti in base al contesto. Ad esempio l’ebraico ʽohlàm, che in precedenza veniva reso spesso “tempo indefinito”, può avere anche altre sfumature di significato. Questo ha influito sulla resa di versetti come Salmo 90:2 e Michea 5:2.

I termini ebraico e greco tradotti “seme” compaiono spesso nelle Scritture, sia in senso botanico che con il senso figurato di discendenza. Nelle edizioni passate  della Traduzione del Nuovo Mondo venivano resi sempre “seme”, anche in Genesi 3:15. Tuttavia in inglese l’utilizzo del sostantivo “seme” in senso figurato è ormai obsoleto, per cui l’edizione riveduta usa una parola che rende l’idea di discendenza sia in Genesi 3:15 che in altri versetti correlati (Gen. 22:17, 18; Riv. 12:17). Altrove la traduzione varia in base al contesto (Gen. 1:11; Sal. 22:30; Isa. 57:3).

Perché molte rese letterali sono state rivedute? L’Appendice A1 dell’edizione riveduta del 2013 in inglese spiega che una buona traduzione della Bibbia deve “trasmettere il senso corretto di una parola o di una frase quando una traduzione letterale ne traviserebbe o ne offuscherebbe il significato”. Si predilige invece una traduzione letterale dalle lingue originali quando risulta comprensibile. In base a questo criterio è stata conservata l’espressione “scruta [...] i cuori” contenuta in Rivelazione 2:23, che in inglese e in molte altre lingue è comprensibile. Tuttavia lo stesso versetto dice che anche i reni vengono scrutati, ma questo non è di immediata comprensione. Perciò il sostantivo “reni” è stato sostituito da un’espressione che indica i pensieri più intimi, riflettendo così il senso dell’originale. Analogamente, in Deuteronomio 32:14 l’espressione idiomatica “grasso dei reni del frumento” è stata resa con una locuzione più facile da capire, che fa pensare al frumento più pregiato. Per un motivo simile, nella maggior parte delle lingue il passaggio “sono incirconciso di labbra” non è chiaro, perciò in inglese è stato ora reso in modo da trasmettere l’idea di qualcuno che ha difficoltà a parlare (Eso. 6:12).

Perché in inglese le espressioni corrispondenti a “figli d’Israele” e “orfani di padre” sono ora rese in modo diverso? Di solito in ebraico il genere di una parola indica se ci si riferisce a un soggetto di sesso maschile o femminile. Certi termini maschili, però, possono riferirsi a entrambi. Per esempio, dal contesto di alcuni versetti si capisce che con “figli d’Israele” ci si riferisce sia a soggetti maschili che femminili, per cui nell’edizione riveduta l’espressione è perlopiù resa semplicemente “israeliti” (Eso. 1:7; 35:29; 2 Re 8:12).

In maniera simile, il termine ebraico per figli maschi in Genesi 3:16 era stato reso in precedenti edizioni della Traduzione del Nuovo Mondo con un termine inglese valido per i figli di entrambi i sessi. Ora anche in Esodo 22:24 la stessa parola è resa con un vocabolo inglese che vale per i figli di entrambi i sessi. Questo principio è stato seguito anche in altri casi, per esempio relativamente all’espressione “orfano di padre”, prima resa usando il termine inglese per figli maschi e ora con dei termini che non contengono un riferimento di genere (Deut. 10:18; Giob. 6:27). Questo assomiglia alla resa della Settanta greca. Una situazione simile si è presentata nel caso di Ecclesiaste 12:1 dove nell’inglese l’espressione “giorni della tua giovinezza” era riferita solo al genere maschile mentre nell’edizione riveduta è riferita a soggetti di entrambi i sessi.

Perché la resa di molti verbi ebraici è stata semplificata? I due principali stati del verbo ebraico sono l’imperfetto, che denota un’azione in corso, e il perfetto, che indica un’azione compiuta, completata. Le passate edizioni della Traduzione del Nuovo Mondo rendevano sistematicamente i verbi ebraici all’imperfetto con il verbo in questione accompagnato da un termine ausiliario, come “proseguì”, “continuò” e simili, per rendere l’idea di un’azione ripetuta o in corso di svolgimento. *  Espressioni enfatiche come “certamente”, “realmente” e altre affini venivano usate per indicare l’azione compiuta di verbi al perfetto.

Nell’edizione riveduta del 2013 tali termini ausiliari non vengono utilizzati a meno che aggiungano una sfumatura significativa. Per esempio in Genesi 1:3 l’espressione inglese per “E Dio diceva” faceva uso di un termine ausiliario, ma nell’edizione riveduta il verbo “dire”, che in ebraico è all’imperfetto, non è più reso in modo da descrivere un’azione continua, in quanto non necessario. D’altro canto, visto che Geova evidentemente chiamò Adamo più volte, in Genesi 3:9 l’azione descritta dal verbo è ancora espressa con un termine ausiliario. Nel complesso i verbi sono resi in modo più semplice, in modo da far risaltare l’azione più che l’aspetto del verbo ebraico indicante se l’azione è compiuta o no. Un vantaggio indiretto di questo approccio è che permette di riprodurre, in una certa misura, la concisione della lingua ebraica.

Un maggior numero di capitoli è ora disposto in versi, in armonia con il modo in cui erano stati scritti in origine

Perché un maggior numero di capitoli è ora disposto in versi? Molte parti della Bibbia furono originariamente scritte in forma poetica. Nelle lingue moderne, la poesia è spesso caratterizzata dalla rima, mentre in ebraico i principali elementi formali sono il parallelismo e il contrasto. Il ritmo non si consegue con la rima, ma con l’ordine logico dei pensieri.

Già nelle precedenti edizioni della Traduzione del Nuovo Mondo il libro di Giobbe e quello dei Salmi erano disposti in versi a indicare che inizialmente erano destinati a essere cantati o recitati. Disporre il testo in versi mette in evidenza gli elementi poetici usati per dare enfasi e serve come aiuto mnemonico. Nell’edizione riveduta del 2013 anche il libro di Proverbi, il Cantico dei Cantici e molti capitoli dei libri profetici sono ora disposti in versi a indicare che erano stati scritti in forma poetica e per evidenziare parallelismi e contrasti. Un esempio è Isaia 24:2, in cui ogni riga contiene un contrasto e rafforza la precedente mettendo in risalto che il giudizio di Dio non esclude nessuno. Riconoscendo tali passi come poetici, il lettore comprende che lo scrittore biblico non si stava semplicemente ripetendo; al contrario stava usando una tecnica poetica per mettere in rilievo il messaggio di Dio.

In ebraico la distinzione tra prosa e poesia non è sempre evidente, per cui le varie traduzioni bibliche presentano delle differenze in merito a quali passi possono essere considerati poetici. Per stabilire quali parti vadano disposte in versi e quali no entra in gioco il giudizio del traduttore. Alcuni passi sono in prosa ma espressi in termini poetici e per chiarire il punto fanno ampio uso di linguaggio figurato, giochi di parole e parallelismi.

Una nuova caratteristica dell’edizione del 2013 è il sommario all’inizio di ogni libro biblico, particolarmente utile per identificare di volta in volta chi parla nell’antico poema del Cantico dei Cantici.

Come ha influito sulla revisione lo studio dei manoscritti nelle lingue originali? La prima edizione della Traduzione del Nuovo Mondo si basava sul testo ebraico masoretico e sull’autorevole testo greco di Westcott e Hort. Lo studio degli antichi manoscritti biblici ha fatto passi avanti facendo luce su alcuni versetti. È ora disponibile il testo dei Rotoli del Mar Morto. Inoltre si è potuto studiare un maggior numero di manoscritti greci. Sempre in relazione ai manoscritti, sono ora disponibili più informazioni digitalizzate, il che rende molto più semplice analizzare le differenze tra i manoscritti, sia quelli in ebraico che quelli in greco, per determinare fra le varianti del testo quella più attendibile. Il Comitato di Traduzione della Bibbia del Nuovo Mondo si è avvalso di queste informazioni aggiornate per studiare certi versetti, il che ha portato a dei cambiamenti.

Ad esempio in 2 Samuele 13:21 la Settanta dice che, pur adirandosi, Davide non ferì i sentimenti di Amnon perché era il suo primogenito e lo amava molto. Le prime edizioni della Traduzione del Nuovo Mondo non includevano queste parole perché mancano nel testo masoretico. Tuttavia, i Rotoli del Mar Morto le contengono e quindi sono state incluse nell’edizione riveduta del 2013. Per ragioni analoghe, il nome di Dio è stato ripristinato cinque volte nel libro di 1 Samuele. Lo studio dei testi greci ha portato inoltre a un cambiamento nell’ordine dei pensieri in Matteo 21:29-31. Pertanto, alcuni cambiamenti sono basati sulla solidità delle prove deducibili dai manoscritti anziché sul rispetto rigoroso di una sola edizione critica del testo greco.

Questi sono solo alcuni dei cambiamenti che hanno migliorato la leggibilità e la comprensibilità della Traduzione del Nuovo Mondo, che molti considerano un dono che viene da Geova, un Dio che ama comunicare.

^ par. 10 Vedi la Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture con riferimenti, Appendice 3C “Verbi ebraici che indicano azione continua o progressiva”.