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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  dicembre 2014

‘Afferrate il significato’?

‘Afferrate il significato’?

“Aprì pienamente la loro mente perché afferrassero il significato delle Scritture” (LUCA 24:45)

1, 2. Come rafforzò Gesù i suoi discepoli nel giorno in cui fu risuscitato?

IL GIORNO della risurrezione di Gesù non si era ancora concluso. Due suoi discepoli erano in cammino verso un villaggio a circa 11 chilometri da Gerusalemme. Non sapendo che Gesù era risorto si sentivano scoraggiati. All’improvviso egli apparve e iniziò a camminare con loro. Poi, “cominciando da Mosè e da tutti i Profeti interpretò loro le cose che lo concernevano in tutte le Scritture” (Luca 24:13-15, 27). Quando Gesù ‘aprì pienamente’ le Scritture, cioè le spiegò, si sentirono confortati e il loro cuore cominciò ad ‘ardere’ (Luca 24:32).

2 Quella stessa sera i due discepoli fecero ritorno a Gerusalemme. Lì, trovati gli apostoli, raccontarono loro l’esperienza che avevano avuto. Mentre stavano parlando apparve Gesù. Gli apostoli erano molto spaventati. Dubitavano che fosse veramente lui. Come li rafforzò Gesù? “Aprì pienamente la loro mente perché afferrassero il significato delle Scritture” (Luca 24:45).

3. Quali difficoltà potremmo dover affrontare, e cosa possiamo fare per avere un punto di vista equilibrato del nostro ministero?

3 Al pari di quei discepoli a volte potremmo sentirci anche noi scoraggiati. Forse, malgrado il nostro impegno nell’opera del Signore, non vediamo risultati (1 Cor. 15:58). O magari  abbiamo l’impressione che coloro con i quali studiamo progrediscano lentamente. Altri ancora che stiamo aiutando potrebbero voltare le spalle a Geova. Cosa possiamo fare per avere un punto di vista equilibrato del nostro ministero? Una cosa che può aiutarci è afferrare pienamente il significato delle parabole di Gesù riportate nelle Sacre Scritture. Prendiamone in esame tre e vediamo quali lezioni possiamo trarne.

IL SEMINATORE CHE DORME

4. Qual è il significato della parabola del seminatore che dorme?

4 Leggi Marco 4:26-29. Qual è il significato della parabola del seminatore che dorme? L’uomo della parabola rappresenta ogni singolo proclamatore del Regno. Il seme è il messaggio del Regno che viene predicato alle persone sincere. Proprio come facciamo tutti normalmente, il seminatore “la notte dorme e il giorno si alza”. Il processo di crescita si verifica nel tempo che intercorre tra la semina e la mietitura. In questo tempo “il seme germoglia e cresce”. La crescita avviene “da se stessa”, gradualmente e in varie fasi. Anche la crescita spirituale è graduale e attraversa varie fasi. Quando una persona progredisce al punto da sentirsi spinta a servire Dio porta frutto, nel senso che dedica la sua vita a Geova e si battezza.

5. Perché Gesù narrò la parabola del seminatore che dorme?

5 Perché Gesù narrò questa parabola? Per aiutarci a comprendere che è Geova a far crescere la verità nel cuore di coloro che sono “giustamente disposti” (Atti 13:48; 1 Cor. 3:7). Da parte nostra piantiamo e innaffiamo, ma la crescita non dipende da noi: non possiamo né forzarla né accelerarla. Proprio come l’uomo della parabola, neanche noi sappiamo come avviene tale crescita. Impegnati nelle normali attività quotidiane, spesso neppure la notiamo. A suo tempo, però, il seme del Regno può portare frutto. Quando ciò accade, il nuovo discepolo si unisce a noi nell’opera di mietitura (Giov. 4:36-38).

6. Cosa dobbiamo ammettere in relazione alla crescita spirituale?

6 Cosa impariamo da questa parabola? Innanzitutto dobbiamo ammettere che la crescita dei nostri studenti biblici non dipende da noi. La modestia ci aiuterà a non cedere alla tentazione di esercitare pressioni sullo studente perché si battezzi. Noi facciamo tutto il possibile per aiutarlo e sostenerlo, ma riconosciamo umilmente che in ultima analisi la decisione di dedicarsi spetta a lui. Il passo della dedicazione deve scaturire da un cuore volenteroso e motivato dall’amore verso Dio. Una dedicazione che non si fondasse su questi presupposti non sarebbe gradita a Geova (Sal. 51:12; 54:6; 110:3).

7, 8. (a) Cos’altro impariamo dalla parabola di Gesù del seminatore che dorme? Fate un esempio. (b) Cosa ci insegna questo su Geova e Gesù?

7 In secondo luogo, comprendere l’insegnamento di questa parabola ci aiuterà a non scoraggiarci se non vediamo subito i frutti del nostro lavoro. Dobbiamo essere pazienti (Giac. 5:7, 8). Se facciamo del nostro meglio per aiutare lo studente, anche qualora il seme non dovesse portare frutto non concluderemo che non siamo buoni insegnanti. Geova permette che il seme della verità cresca rigoglioso solo in chi ha un cuore umile e disposto a fare cambiamenti (Matt. 13:23). Pertanto, non dovremmo giudicare l’efficacia del nostro ministero solo dai risultati. Agli occhi di Geova il successo del nostro ministero non è determinato dalla reazione delle persone alle quali insegniamo. Al contrario, Geova considera preziosi i  nostri coscienziosi sforzi, a prescindere dai risultati che producono. (Leggi Luca 10:17-20; 1 Corinti 3:8.)

8 In terzo luogo, non sempre comprendiamo i cambiamenti che avvengono all’interno di una persona. Per esempio, due coniugi che studiavano la Bibbia con un missionario gli chiesero di diventare proclamatori non battezzati. Il missionario ricordò loro che per essere idonei dovevano smettere di fumare. Con sua grande sorpresa gli dissero che avevano smesso diversi mesi prima. Perché lo avevano fatto? Avevano capito che Geova era in grado di vederli e che odia l’ipocrisia. Il loro cuore quindi li aveva spinti a prendere una decisione: fumare in presenza del missionario o smettere del tutto. L’amore per Geova che stava aumentando in loro li aveva indotti a prendere la decisione giusta. Anche se il missionario non se n’era accorto, erano cresciuti in senso spirituale e avevano fatto dei cambiamenti.

LA RETE A STRASCICO

9. Qual è il significato della parabola della rete a strascico?

9 Leggi Matteo 13:47-50. Qual è il significato della parabola della rete a strascico? Gesù mise in relazione il predicare il messaggio del Regno a tutta l’umanità con il calare in mare una grande rete a strascico. Proprio come una rete del genere raduna grandi quantità di “pesci di ogni specie”, così la nostra opera di predicazione attrae milioni di persone di ogni tipo (Isa. 60:5). L’enorme numero di presenti che ogni anno si registrano ai nostri congressi e alla Commemorazione ne è una chiara prova. Alcuni di questi simbolici pesci sono “eccellenti” e vengono radunati nella congregazione cristiana. Altri invece si dimostrano “inadatti” e Geova non li accetta.

Dopo aver letto la parabola riportata in Matteo 13:47-50, consideriamone un’applicazione moderna

Alcuni di coloro che sono attratti dalla verità si schiereranno dalla parte di Geova (Vedi i paragrafi da 9 a 12)

10. Perché Gesù narrò la parabola della rete a strascico?

10 Perché Gesù narrò questa parabola? La simbolica separazione dei pesci non si riferisce al giudizio finale durante la grande tribolazione. Pone invece l’accento su ciò che sarebbe accaduto durante gli ultimi giorni di questo sistema malvagio. Gesù mostrò che non tutti quelli che vengono attratti dalla verità si schierano dalla parte di Geova. Molti frequentano le adunanze insieme a noi. Altri sono disposti a studiare la Bibbia ma non a dedicare la loro vita a Geova (1 Re 18:21). Altri ancora hanno smesso di frequentare la congregazione cristiana. Alcuni giovani sono cresciuti in una famiglia di cristiani ma non hanno ancora sviluppato amore per Geova. A prescindere dalla situazione, Gesù sottolineò che tutti devono prendere una decisione a livello personale. Coloro che prendono la decisione giusta sono considerati da Geova “le cose desiderabili [o preziose] di tutte le nazioni” (Agg. 2:7).

11, 12. (a) In che modo la parabola della rete a strascico può esserci utile? (b) Cosa ci insegna questo su Geova e Gesù?

11 In che modo la parabola della rete a strascico può esserci utile? Comprendere la lezione contenuta in questa parabola ci aiuterà a evitare di rimanere eccessivamente turbati o delusi se una persona che studia la Bibbia o un nostro figlio non fa propria la verità. Questo potrebbe succedere nonostante i nostri migliori sforzi. Il fatto che una persona accetti uno studio biblico o cresca in una famiglia di cristiani non garantisce di per sé che stringerà un’intima relazione con Geova. A chi non è disposto a sottomettersi al dominio di Geova non sarà permesso di far parte del Suo popolo.

12 Questo significa forse che chi ha  lasciato la verità non potrà mai più rientrare a far parte della congregazione? O che coloro che non hanno dedicato la propria vita a Geova saranno considerati per sempre “inadatti”? No, per tutti loro c’è ancora l’opportunità di diventare amici di Geova prima dello scoppio della grande tribolazione. È come se Geova li esortasse con le parole: “Tornate a me, e certamente io tornerò a voi” (Mal. 3:7). Questo fatto è sottolineato da un’altra parabola di Gesù, quella del figlio prodigo. (Leggi Luca 15:11-32.)

IL FIGLIO PRODIGO

13. Qual è il significato della parabola del figlio prodigo?

13 Qual è il significato della parabola del figlio prodigo? Il padre compassionevole di questa parabola raffigura il nostro amorevole Padre celeste Geova. Il figlio che richiede la sua parte di eredità e poi la sperpera rappresenta coloro che si sono allontanati dalla congregazione. In tal modo è come se andassero “in un paese lontano”, il mondo di Satana che è molto distante da Geova (Efes. 4:18; Col. 1:21). In seguito, però, alcuni tornano in sé e decidono di intraprendere il difficile viaggio di ritorno verso l’organizzazione di Geova. Dal momento che sono umili e pentiti vengono riaccolti con gioia dal nostro Padre celeste, che è pronto a perdonare (Isa. 44:22; 1 Piet. 2:25).

14. Perché Gesù narrò la parabola del figlio prodigo?

14 Perché Gesù narrò questa parabola? Gesù illustrò in modo molto toccante che Geova vuole che chi si è allontanato ritorni a Lui. Il padre della parabola non smise mai di sperare nel ritorno del figlio. Quest’ultimo “era ancora lontano” quando il padre, scorgendolo, si attivò immediatamente per riaccoglierlo. Che forte incentivo per coloro che hanno lasciato la verità a farvi ritorno senza indugio! Forse sono deboli in senso spirituale e la via del ritorno può apparire imbarazzante e difficile, ma vale la pena intraprenderla; quando un peccatore si pente c’è grande gioia persino in cielo (Luca 15:7).

15, 16. (a) In che modo la parabola del figlio prodigo può esserci utile? Fate esempi. (b) Cosa ci insegna questo su Geova e Gesù?

15 In che modo la parabola del figlio prodigo può esserci utile? Dovremmo imitare l’esempio di Geova. Non vorremmo mai divenire ‘troppo giusti’ al punto di rifiutarci di riaccogliere i peccatori pentiti. Un simile atteggiamento non farebbe che danneggiare la nostra amicizia  con Geova (Eccl. 7:16). Impariamo anche un’altra lezione. Una persona che lascia la congregazione dev’essere considerata una pecorella che si è persa, non una causa persa (Sal. 119:176). Se incontriamo qualcuno che si è allontanato dalla congregazione ma non è disassociato, gli offriremo amorevolmente aiuto pratico perché vi faccia ritorno? In ogni caso, informeremo prontamente gli anziani perché gli diano l’aiuto necessario? Lo faremo se, saggiamente, applicheremo la lezione appresa dalla parabola del figlio prodigo.

16 Notate come nei nostri giorni alcuni che hanno agito come il figlio prodigo hanno espresso il loro apprezzamento per la misericordia di Geova e per l’amore e il sostegno della congregazione. Un fratello che per 25 anni è stato lontano dall’organizzazione, ha detto: “Da che sono stato riassociato la mia gioia è cresciuta sempre di più man mano che Geova mi ha dato ‘stagioni di ristoro’ (Atti 3:19). Tutti sono molto amorevoli e pronti a dare sostegno. Adesso ho una meravigliosa famiglia spirituale”. Una sorella giovane che si era allontanata da Geova e che è stata inattiva per cinque anni ha detto al suo ritorno: “Non ho parole per descrivere come mi sono sentita vedendo in modo così evidente l’amore di cui parlò Gesù all’opera verso di me. Far parte dell’organizzazione di Geova è un privilegio inestimabile!”

17, 18. (a) Quali lezioni pratiche abbiamo imparato dalle tre parabole prese in esame? (b) Cosa dovremmo essere risoluti a fare?

17 Quali lezioni pratiche abbiamo imparato da queste tre parabole? Innanzitutto dobbiamo riconoscere che la crescita spirituale non dipende da noi, ma da Geova. In secondo luogo, non possiamo realisticamente aspettarci che tutti quelli che frequentano le adunanze e studiano la Bibbia con noi si schierino dalla parte della verità. Infine, anche se una persona si allontanasse dalla verità e voltasse le spalle a Geova, non vorremmo mai smettere di sperare che ritorni. E, se ritorna, accogliamola in un modo che rifletta il punto di vista di Geova.

18 Continuiamo dunque a cercare conoscenza, intendimento e saggezza. Quando leggiamo le parabole di Gesù, chiediamoci cosa significano, perché sono state riportate nella Bibbia, come possiamo metterne in pratica le lezioni e cosa ci insegnano su Geova e Gesù. Così facendo dimostreremo di afferrare davvero il significato delle parole di Gesù.