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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  novembre 2014

Domande dai lettori

Domande dai lettori

Come vengono nominati gli anziani e i servitori di ministero nelle congregazioni?

Nel I secolo, agli anziani che servivano nella congregazione di Efeso, l’apostolo Paolo disse: “Prestate attenzione a voi stessi e a tutto il gregge, fra il quale lo spirito santo vi ha costituiti sorveglianti, per pascere la congregazione di Dio, che egli acquistò col sangue del suo proprio Figlio” (Atti 20:28). Quale ruolo ha lo spirito santo nella nomina di anziani e servitori di ministero oggi?

Innanzitutto lo spirito santo spinse gli scrittori biblici a riportare i requisiti necessari per essere anziani e servitori di ministero. In 1 Timoteo 3:1-7 sono elencati 16 diversi requisiti per gli anziani. Ne possiamo trovare altri in Tito 1:5-9 e Giacomo 3:17, 18. Quelli per i servitori di ministero sono riportati in 1 Timoteo 3:8-10, 12, 13. In secondo luogo, coloro che sono coinvolti nella raccomandazione e nella nomina di un fratello pregano in maniera specifica perché lo spirito di Geova li guidi nel valutare se soddisfa i requisiti scritturali in misura ragionevole. Infine, il fratello che viene raccomandato deve manifestare il frutto dello spirito santo di Dio nella sua vita (Gal. 5:22, 23). Ogni aspetto del processo di nomina, quindi, chiama in causa lo spirito di Dio.

Ma di fatto chi nomina questi fratelli? Nel passato tutte le raccomandazioni che riguardavano la nomina di anziani e servitori di ministero venivano mandate alla filiale locale, dove fratelli nominati dal Corpo Direttivo erano incaricati di esaminare queste raccomandazioni e di fare le dovute nomine. Poi la filiale ne dava comunicazione al corpo degli anziani. A loro volta gli anziani informavano il fratello in merito alla sua nomina e gli chiedevano se era disposto ad accettarla e se era effettivamente qualificato. Infine veniva fatto un annuncio alla congregazione.

Nel I secolo, però, come venivano fatte queste nomine? A volte gli apostoli facevano nomine specifiche, come quando incaricarono sette uomini di occuparsi della distribuzione quotidiana di cibo alle vedove (Atti 6:1-6). Tuttavia, quegli uomini forse servivano come anziani già prima di ricevere quell’ulteriore incarico.

Anche se non spiegano nei dettagli come veniva fatta ogni nomina, le Scritture ci forniscono comunque alcune indicazioni al riguardo. Ci viene detto che quando Paolo e Barnaba stavano tornando  dal loro primo viaggio missionario, “costituirono per loro anziani in ciascuna congregazione e, pregando con digiuni, li affidarono a Geova in cui erano divenuti credenti” (Atti 14:23). Anni dopo Paolo scrisse a Tito, suo compagno di viaggio: “Ti ho lasciato a Creta, affinché tu corregga le cose che sono difettose e faccia nomine di anziani di città in città, come ti ho ordinato” (Tito 1:5). Sembra che anche Timoteo, che viaggiò a lungo con l’apostolo Paolo, avesse ricevuto una simile autorità (1 Tim. 5:22). È evidente, quindi, che queste nomine venivano fatte da sorveglianti viaggianti, non dagli apostoli e dagli anziani di Gerusalemme.

Tenendo conto di questo precedente biblico, il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha modificato la procedura con cui vengono nominati anziani e servitori di ministero. Dal 1° settembre 2014 la procedura è la seguente: ogni sorvegliante di circoscrizione valuta attentamente le raccomandazioni fatte nella sua circoscrizione; mentre visita le congregazioni cerca di conoscere meglio i fratelli che sono stati raccomandati, se possibile partecipando con loro al ministero; dopo aver parlato delle raccomandazioni con il locale corpo degli anziani, il sorvegliante ha la responsabilità di nominare anziani e servitori di ministero nelle congregazioni della sua circoscrizione. In questo modo tale procedura è più simile a quella del I secolo.

Anziani che parlano dei requisiti scritturali di un fratello con il sorvegliante di circoscrizione (Malawi)

Chi ricopre i vari ruoli implicati in questo processo? Come sempre, “lo schiavo fedele e discreto” ha la primaria responsabilità di nutrire i domestici (Matt. 24:45-47). Tra le altre cose, con l’aiuto dello spirito santo, fa ricerche nelle Scritture per fornire guida su come mettere in pratica i princìpi biblici che hanno relazione con il modo in cui è organizzata la congregazione mondiale. Lo schiavo fedele, inoltre, nomina tutti i sorveglianti di circoscrizione e i membri dei Comitati di Filiale. A sua volta ogni filiale provvede assistenza pratica per applicare le direttive. Ogni corpo degli anziani ha il solenne dovere di esaminare scrupolosamente i requisiti scritturali dei fratelli che raccomanda perché siano nominati nella congregazione di Dio. Ogni sorvegliante di circoscrizione ha la seria responsabilità di analizzare attentamente e in preghiera le raccomandazioni fatte dagli anziani e di nominare poi gli uomini che sono idonei.

Quando comprendiamo il modo in cui vengono fatte le nomine, diventa più chiaro il ruolo che lo spirito santo ha in questo processo. Tutto ciò ci aiuta ad avere maggior fiducia e rispetto nei confronti di coloro che vengono nominati nella congregazione cristiana (Ebr. 13:7, 17).

 Chi sono i due testimoni menzionati in Rivelazione capitolo 11?

Rivelazione 11:3 parla di due testimoni che avrebbero profetizzato per 1.260 giorni. Il racconto dice poi che la bestia selvaggia li avrebbe ‘vinti e uccisi’. Dopo “tre giorni e mezzo”, però, sarebbero stati riportati in vita con grande meraviglia degli osservatori (Riv. 11:7, 11).

Chi sono questi due testimoni? I dettagli del racconto ci aiutano a identificarli. Prima di tutto, si legge che “sono simboleggiati dai due olivi e dai due candelabri” (Riv. 11:4). Questo ci riporta alla mente il candelabro e i due olivi descritti nella profezia di Zaccaria. Quegli olivi, ci viene detto, rappresentavano “i due unti”, cioè il governatore Zorobabele e il sommo sacerdote Giosuè, ‘che stavano accanto al Signore dell’intera terra’ (Zacc. 4:1-3, 14). In secondo luogo, i due testimoni compiono segni simili a quelli di Mosè ed Elia. (Confronta Rivelazione 11:5, 6 con Numeri 16:1-7, 28-35 e 1 Re 17:1; 18:41-45.)

Qual è il denominatore comune di questi due passi biblici? In entrambi i casi, il racconto si riferisce a unti di Dio che guidavano il suo popolo durante difficili tempi di prova. E nell’adempimento di Rivelazione capitolo 11, i fratelli unti che guidavano il popolo di Dio nel momento dell’instaurazione in cielo del suo Regno nel 1914 predicarono “vestiti di sacco” per tre anni e mezzo.

Al termine di tale attività di predicazione, questi unti furono simbolicamente uccisi quando vennero imprigionati per un periodo di tempo relativamente più breve: tre giorni e mezzo simbolici. Agli occhi dei nemici del popolo di Dio la loro opera era stata soppressa, e questo fu motivo di grande gioia per gli oppositori (Riv. 11:8-10).

Tuttavia, proprio come profetizzato, alla fine dei tre giorni e mezzo i due testimoni furono riportati in vita. Non solo vennero liberati quegli unti che erano in prigione, ma Dio, tramite il Signore Gesù Cristo, conferì una nomina speciale a coloro che rimasero fedeli. Nel 1919 questi furono tra quelli nominati per servire in qualità di “schiavo fedele e discreto”: si sarebbero presi cura dei bisogni spirituali del popolo di Dio durante gli ultimi giorni (Matt. 24:45-47; Riv. 11:11, 12).

Fatto interessante, Rivelazione 11:1, 2 collega questi avvenimenti al tempo in cui il tempio spirituale sarebbe stato misurato. Il capitolo 3 di Malachia menziona un’ispezione simile del tempio spirituale, seguita da un periodo di purificazione (Mal. 3:1-4). Quanto durò tale opera di ispezione e di purificazione? Dal 1914 agli inizi del 1919. Questo periodo di tempo comprende sia i 1.260 giorni (42 mesi) sia i simbolici tre giorni e mezzo di Rivelazione capitolo 11.

Siamo davvero contenti che Geova abbia predisposto quest’opera di raffinamento spirituale al fine di purificare un popolo zelante nelle opere eccellenti! (Tito 2:14). Apprezziamo anche l’esempio che ci hanno lasciato i fedeli unti che guidarono il popolo di Dio durante quel tempo di prova, rappresentando in tal modo i due testimoni simbolici. *