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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  settembre 2014

Stai ‘aspirando a un incarico’?

Stai ‘aspirando a un incarico’?

FERNANDO * era nervoso: due anziani gli avrebbero parlato in privato. Dopo le ultime visite del sorvegliante di circoscrizione, gli era stato spiegato cosa fare per divenire idoneo a ricevere ulteriori privilegi nella congregazione. Con il passare del tempo Fernando aveva iniziato a chiedersi se sarebbe mai stato nominato anziano. Ora che il sorvegliante di circoscrizione aveva rivisitato la congregazione, cosa gli avrebbero detto gli anziani?

Fernando ascoltò mentre uno di loro gli parlava. Traendo spunto da 1 Timoteo 3:1 gli disse che era stata loro comunicata la sua nomina come anziano. Colto di sorpresa, Fernando chiese: “Dite sul serio?” L’anziano allora gli ripeté la cosa e sul viso di Fernando apparve un sorriso. Quando fu fatto l’annuncio della sua nomina, tutti ne furono felici.

È sbagliato desiderare di ricevere privilegi nella congregazione? Niente affatto. In base a 1 Timoteo 3:1, “se un uomo aspira all’incarico di sorvegliante, desidera un’opera eccellente”. In armonia con queste parole, molti fratelli si sforzano di progredire spiritualmente in modo da divenire idonei a ricevere ulteriori privilegi. Come risultato, il popolo di Dio è benedetto dall’opera di decine di migliaia di capaci anziani e servitori di ministero. Ma vista la crescita che si registra nelle congregazioni, c’è bisogno che più fratelli aspirino a incarichi teocratici. Qual è il modo corretto di farlo? E coloro che aspirano a diventare sorveglianti nella congregazione dovrebbero preoccuparsi continuamente di quando ciò avverrà, come faceva Fernando?

COSA SIGNIFICA ‘ASPIRARE’?

L’espressione biblica resa ‘aspirare’ traduce un verbo greco che ha il senso di desiderare ardentemente, protendersi verso qualcosa. Questo potrebbe far pensare a una persona che allunga la mano il più possibile per afferrare da un albero un frutto invitante. Ma chi “aspira all’incarico di sorvegliante” non ambisce a tale privilegio in maniera smodata.  Perché no? Perché l’obiettivo di chi è sinceramente interessato a servire in qualità di anziano dovrebbe essere quello di compiere “un’opera eccellente”, non di raggiungere una certa posizione.

Molti dei requisiti relativi a quest’opera eccellente sono elencati in 1 Timoteo 3:2-7 e Tito 1:5-9. A proposito di queste elevate norme, Raymond, che serve come anziano da molti anni, spiega: “Per me quel che conta di più è ciò che si è. Le capacità oratorie e l’arte di insegnare sono importanti, ma non hanno la precedenza sul bisogno di essere irreprensibili, di abitudini moderate, di mente sana, ordinati, ospitali e ragionevoli”.

Partecipando alle varie attività della congregazione dimostri di ‘aspirare all’incarico di sorvegliante’

Un fratello che aspira sinceramente a un incarico si dimostra irreprensibile evitando ogni sorta di disonestà e di impurità. È di abitudini moderate, di mente sana, ordinato e ragionevole; di conseguenza i compagni di fede si fidano di lui e delle sue capacità di guidare la congregazione e di aiutarli a risolvere i loro problemi. Essendo ospitale si dimostra una fonte di incoraggiamento per i giovani e per i nuovi nella verità. Poiché ama la bontà, conforta e assiste i malati e chi è avanti negli anni. Coltiva queste qualità per il bene degli altri, non come mezzo per raggiungere l’obiettivo di essere nominato. *

Il corpo degli anziani è ben felice di offrire consigli e incoraggiamento, ma quella di soddisfare i requisiti scritturali è una responsabilità che ricade principalmente su chi aspira a un incarico. Henry, un sorvegliante esperto, dice: “Se aspiri a un incarico, impegnati a fondo per dimostrare di essere qualificato”. Poi menziona Ecclesiaste 9:10: “‘Tutto ciò che la tua mano trova da fare, fallo con la tua medesima potenza’”; e aggiunge: “Qualsiasi compito gli anziani ti assegnino, svolgilo al meglio. Ama qualsiasi lavoro ti venga affidato in congregazione, compreso lavare il pavimento. Col tempo il tuo impegno e i tuoi sforzi non passeranno inosservati”. Se desideri prestare servizio come anziano, datti da fare e dimostrati affidabile in ogni aspetto del sacro servizio. La tua vita dovrebbe essere caratterizzata dall’umiltà, non dall’orgoglio e dall’ambizione (Matt. 23:8-12).

 RIFIUTA UN MODO DI PENSARE E DI AGIRE ERRATO

Forse alcuni che aspirano a degli incarichi di congregazione sono tentati di fare allusioni in merito al proprio desiderio, oppure cercano di influenzare il corpo degli anziani. Altri si mostrano contrariati quando gli anziani danno loro dei consigli. Tali persone dovrebbero chiedersi: “Desidero promuovere i miei interessi o voglio prendermi umilmente cura delle pecore di Geova?”

Coloro che aspirano a diventare anziani fanno bene a tener conto di un altro requisito, quello di “[divenire] esempi del gregge” (1 Piet. 5:1-3). Chi è esemplare nella congregazione evita pensieri e azioni subdole. Coltiva pazienza e perseveranza, che sia già nominato o meno. Diventare un anziano non libera miracolosamente dai difetti umani (Num. 12:3; Sal. 106:32, 33). Inoltre, un fratello potrebbe ‘non rendersi conto di nulla contro se stesso’, ma altri potrebbero per qualche ragione avere un’opinione tutt’altro che positiva di lui (1 Cor. 4:4). Pertanto, se in tutta sincerità gli anziani ti danno dei consigli basati sulla Bibbia, cerca di ascoltarli senza irritarti e poi impegnati per mettere in pratica i loro suggerimenti.

E SE L’ATTESA FOSSE LUNGA?

Ad alcuni fratelli sembra di dover attendere molto tempo prima di essere nominati anziani. Se da diversi anni “[aspiri] all’incarico di sorvegliante”, ti capita a volte di diventare impaziente? In tal caso, nota queste parole ispirate: “L’aspettazione differita fa ammalare il cuore, ma la cosa desiderata è un albero di vita quando realmente viene” (Prov. 13:12).

Quando una meta a cui si tiene particolarmente sembra irraggiungibile, ci si può sentire affranti. Fu così che si sentì Abraamo. Geova gli aveva promesso un figlio, ma erano passati anni e lui e Sara non ne avevano avuti (Gen. 12:1-3, 7). Ormai invecchiato, Abraamo chiese: “Sovrano Signore Geova, che mi darai, visto che me ne vado senza figli?” E aggiunse: “Non mi hai dato seme”. Geova lo rassicurò del fatto che la sua promessa si sarebbe avverata; ma sarebbero passati almeno altri 14 anni prima che adempisse la sua parola (Gen. 15:2-4; 16:16; 21:5).

Durante l’attesa, Abraamo perse forse la gioia di servire Geova? No, e non mise mai in dubbio la Sua promessa. Continuò a sperare in un esito positivo. L’apostolo Paolo scrisse: “Dopo che Abraamo ebbe mostrato pazienza, ottenne questa promessa” (Ebr. 6:15). Alla fine l’Onnipotente benedisse quell’uomo fedele ben oltre le sue aspettative. Cosa puoi imparare da Abraamo?

Se desideri servire i fratelli in qualità di anziano ma non sei ancora stato nominato malgrado siano passati diversi anni, continua ad avere fiducia in Geova. Non devi perdere la gioia che deriva dal servirlo. Warren, che ha aiutato molti fratelli a crescere spiritualmente, ne spiega il perché: “Il processo tramite il quale si diventa idonei a essere nominati è graduale. Le capacità e l’atteggiamento di un fratello diventano evidenti poco a poco da come si  comporta e da come assolve i compiti che gli vengono affidati. Alcuni misurano il proprio successo in termini di privilegi conseguiti o di nomine ricevute. Questo modo di pensare è sbagliato e può trasformarsi in un’ossessione. Il vero successo sta nel servire Geova fedelmente ovunque ci si trovi e qualsiasi cosa si faccia”.

Un fratello che ha aspettato più di 10 anni prima di essere nominato anziano, fa riferimento a una ben nota descrizione riportata in Ezechiele capitolo 1 e spiega cosa ha imparato: “Geova guida il suo carro, cioè la sua organizzazione, alla velocità che sceglie lui. Ciò che conta veramente sono i suoi tempi, non i nostri. Per quanto riguarda il desiderio di servire come anziano, non è importante quello che io voglio o che io desidererei essere. Ciò che voglio io potrebbe non corrispondere a quello di cui, secondo Geova, ho bisogno”.

Se speri un giorno di poter servire come sorvegliante nella congregazione, compiendo così “un’opera eccellente”, aspira a tale incarico dando il tuo contributo alla felicità dei fratelli e delle sorelle. Se il tempo sembra passare lentamente, combatti l’impazienza e l’apprensione. Raymond, menzionato in precedenza, dice: “Chi è ambizioso non è mai contento. Chi è sempre apprensivo non riesce a provare la gioia che deriva dal servire Geova”. Coltiva più pienamente il frutto dello spirito di Dio, specie la longanimità, o pazienza. Rafforza la tua spiritualità studiando le Scritture. Partecipa maggiormente alla predicazione della buona notizia e cerca di iniziare più studi biblici possibile. Guida i tuoi cari nelle attività spirituali e nell’adorazione in famiglia. Goditi tutte le occasioni in cui stai insieme ai fratelli. Così facendo, proverai gioia nel servire Geova mentre ti avvicini alla tua meta.

Quella di divenire idonei per ricoprire degli incarichi nella congregazione è una meravigliosa opportunità offerta da Geova; né lui né la sua organizzazione desiderano che coloro che aspirano a un incarico siano frustrati e infelici. Egli sostiene e benedice tutti quelli che lo servono con motivi puri. E come avviene nel caso di tutte le sue benedizioni, “non vi aggiunge nessuna pena” (Prov. 10:22).

Anche se è da diverso tempo che aspiri a un privilegio di servizio, puoi ancora fare un eccellente progresso spirituale. Sforzandoti di coltivare le necessarie qualità e impegnandoti nella congregazione senza trascurare la tua famiglia, compirai un servizio che Geova non dimenticherà mai. A prescindere dal tuo incarico, fa in modo che servirlo sia sempre una gioia.

^ par. 2 In questo articolo i nomi sono stati cambiati.

^ par. 8 I princìpi delineati in questo articolo valgono anche per chi desidera diventare servitore di ministero. I requisiti che questi devono soddisfare si trovano in 1 Timoteo 3:8-10, 12, 13.