Vai direttamente al contenuto

Vai direttamente al menu secondario

Vai direttamente al sommario

Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  gennaio 2014

Si sono offerti volenterosamente: nell’Africa occidentale

Si sono offerti volenterosamente: nell’Africa occidentale

ESSENDO cresciuto in una zona povera della Costa d’Avorio, Pascal desiderava una vita migliore. Era un pugile dilettante e si chiedeva dove avrebbe potuto avere l’occasione di diventare un campione ricco e famoso. All’età di circa 25 anni pensò di trasferirsi in Europa, ma non avendo i documenti in regola decise di entrarvi illegalmente.

Nel 1998, a 27 anni, Pascal intraprese il suo viaggio. Passò il confine con il Ghana e attraversò Togo e Benin fino ad arrivare a Birni Nkonni, nel Niger. Lì sarebbe iniziata la parte davvero pericolosa del suo viaggio. Per proseguire verso nord, avrebbe dovuto attraversare il deserto del Sahara su un camion. Poi, arrivato al Mediterraneo, avrebbe raggiunto l’Europa a bordo di un barcone. Questi erano i piani, ma nel Niger accaddero due cose che lo trattennero.

Innanzitutto rimase senza soldi. In secondo luogo conobbe Noé, un pioniere che iniziò con lui uno studio biblico. Ciò che Pascal imparò lo colpì profondamente e lo indusse a vedere la vita in modo diverso. Gli interessi spirituali presero il posto degli obiettivi che si era prefisso. Nel dicembre del 1999 si battezzò. Per mostrare a Geova la sua gratitudine, nel 2001 iniziò a fare il pioniere nel Niger, proprio nella cittadina in cui aveva conosciuto la verità. Cosa pensa del servizio che svolge? Pascal dice: “È il modo migliore di impiegare la mia vita!”

PIÙ FELICI E SODDISFATTI IN AFRICA

Anne-Rakel

Come Pascal, molti hanno riscontrato che per essere davvero soddisfacente, la vita deve incentrarsi su obiettivi spirituali. Per raggiungerli alcuni hanno lasciato l’Europa e si sono trasferiti in Africa per dare una mano nelle zone in cui c’è maggiore bisogno di proclamatori del Regno. Sono infatti circa 65 i Testimoni, di età compresa fra i 17 e i 70 anni, che per questo motivo si sono trasferiti in quattro paesi dell’Africa occidentale: Benin, Burkina Faso, Niger e Togo. * Cosa li ha spinti a fare un passo così grande, e quali sono stati i risultati?

Anne-Rakel, una sorella della Danimarca, racconta: “I miei genitori sono stati missionari in Senegal. Parlavano sempre in modo così entusiastico del servizio missionario da far nascere in me il desiderio di intraprenderlo”. Circa 15 anni fa, quando aveva poco più di 20 anni, Anne-Rakel si è trasferita nel Togo, dove presta servizio in una congregazione di lingua dei segni. Il suo trasferimento ha incoraggiato altri. “In seguito”, dice, “anche mia sorella e mio fratello, più piccoli di me, mi hanno raggiunto nel Togo”.

Albert-Fayette e Aurele

 Aurele, un fratello sposato della Francia che ha 70 anni, ricorda: “Cinque anni fa, quando sono andato in pensione, mi si presentò una scelta: vivere tranquillamente in Francia in attesa del Paradiso o darmi da fare per espandere il mio ministero”. Aurele ha optato per la seconda possibilità. Circa tre anni fa si è trasferito nel Benin insieme alla moglie Albert-Fayette. “Quella di metterci a disposizione per servire Geova qui è stata la decisione migliore che avremmo potuto prendere”, dice Aurele. “Tra l’altro”, aggiunge sorridendo, “parte del nostro territorio lungo la costa mi fa pensare al Paradiso”.

Sedici anni fa Clodomir e sua moglie Lysiane si sono trasferiti dalla Francia nel Benin. All’inizio sentivano molto la mancanza di familiari e amici, e temevano che non sarebbero riusciti ad adattarsi alla nuova vita. Ma i loro timori si sono rivelati infondati, e hanno provato molta gioia. “In questi 16 anni”, racconta Clodomir, “abbiamo avuto il privilegio di aiutare, in media, una persona all’anno ad accettare la verità”.

Lysiane e Clodomir con alcuni che hanno aiutato a conoscere la verità

Johanna e Sébastien

Sébastien e Johanna, una coppia della Francia, nel 2010 si sono trasferiti nel Benin. “In congregazione c’è tanto da fare”, dice Sébastien. “Servire qui è come seguire un corso accelerato di formazione teocratica!” E il territorio com’è? Johanna risponde: “Le persone sono assetate di verità; anche quando non siamo in servizio ci fermano per strada per farci domande sulla Bibbia e chiedere le nostre pubblicazioni”. Che effetto ha avuto il trasferimento sul loro matrimonio? Sébastien afferma: “Lo ha rafforzato. È proprio bello trascorrere intere giornate nel ministero con mia moglie”.

Eric e sua moglie Katy fanno i pionieri nel Benin settentrionale, una zona scarsamente popolata. Circa 10 anni fa, quando vivevano ancora in Francia, iniziarono a leggere articoli sul servire dove c’è più bisogno e a parlare con chi già svolgeva il ministero a tempo pieno. Questo fece nascere in loro il desiderio di trasferirsi all’estero, cosa che fecero nel 2005. La crescita a cui hanno assistito è stata impressionante. Eric dice: “Due anni fa il nostro gruppo nella cittadina di Tanguiéta contava 9 proclamatori; ora siamo in 30. La domenica all’adunanza abbiamo tra i 50 e gli 80 presenti. Osservare una simile crescita produce una gioia indescrivibile!”

Katy ed Eric

IDENTIFICARE LE DIFFICOLTÀ E SUPERARLE

Benjamin

Quali difficoltà hanno incontrato alcuni che si sono trasferiti dove c’è più bisogno? Benjamin, che ha  33 anni, è il fratello di Anne-Rakel. Nel 2000 conobbe in Danimarca un missionario che prestava servizio nel Togo. Benjamin ricorda: “Quando gli dissi che volevo fare il pioniere, lui mi rispose: ‘Beh, puoi farlo nel Togo’”. Benjamin ci pensò su. “Non avevo neanche 20 anni”, dice, “però entrambe le mie sorelle prestavano già servizio nel Togo. Questo mi facilitò molto le cose”. Si trasferì, ma c’era ancora un problema. “Non sapevo una parola di francese”, spiega, “per cui i primi sei mesi furono duri perché non riuscivo a comunicare”. Col tempo, però, le cose andarono meglio. Ora Benjamin presta servizio alla Betel nel Benin, dove collabora con due reparti: Spedizioni e Computer.

Marie-Agnès e Michel

Prima di trasferirsi nel Benin, Eric e Katy, già menzionati, servivano in un territorio di lingua straniera in Francia. Che c’era di diverso nell’Africa occidentale? Katy dice: “Non è stato facile trovare un luogo adatto in cui vivere. Per mesi abbiamo abitato in una casa sprovvista di elettricità e acqua corrente”. Eric aggiunge: “I vicini tenevano la musica ad alto volume fino a notte fonda. Ci vuole pazienza e bisogna essere disposti ad adattarsi”. Entrambi concordano nel dire che le gioie derivanti dal predicare in un territorio quasi vergine superano di gran lunga qualsiasi difficoltà.

Michel e Marie-Agnès, una coppia della Francia vicina alla sessantina, si sono trasferiti nel Benin circa cinque anni fa. All’inizio erano un po’ preoccupati, infatti Michel ricorda: “Alcuni dissero che il nostro trasferimento era come quando un equilibrista spinge una carriola su una fune sospesa; dentro la carriola, però, c’eravamo noi! Se non sei convinto che l’equilibrista è Geova, l’idea può spaventarti. Quindi possiamo dire di esserci trasferiti per e grazie a Geova”.

COME PREPARARSI

Chi ha esperienza nel servire dove c’è più bisogno sottolinea l’importanza di prepararsi facendo quanto segue: organizzarsi in anticipo; imparare ad adattarsi; attenersi a un budget; confidare in Geova (Luca 14:28-30).

Sébastien, menzionato in precedenza, racconta: “Prima di trasferirci, io e Johanna abbiamo risparmiato per due anni, riducendo le spese per lo svago ed evitando gli acquisti non necessari”. Per continuare a servire all’estero, ogni anno tornano a lavorare in Europa per alcuni mesi; così riescono a fare i pionieri nel Benin per il resto dell’anno.

Marie-Thérèse

 Marie-Thérèse è tra la ventina di sorelle single che si sono trasferite nell’Africa occidentale per servire dove c’è più bisogno. In Francia faceva la conducente di autobus, ma nel 2006 prese un anno di aspettativa per fare la pioniera nel Niger. Non ci volle molto per realizzare che quello era il tipo di vita che voleva davvero. “Una volta tornata in Francia”, dice Marie-Thérèse, “parlai con il datore di lavoro per modificare i miei orari, e lui accettò. Adesso lavoro in Francia da maggio ad agosto, e da settembre ad aprile faccio la pioniera nel Niger”.

Saphira

Coloro che ‘cercano prima il regno’ possono star certi che Geova farà in modo che abbiano anche ‘tutte le altre cose’ necessarie (Matt. 6:33). Prendiamo il caso di Saphira, una sorella single francese sulla trentina, che fa la pioniera nel Benin. Nel 2011 tornò in Francia per mettere da parte un po’ di soldi e potersi poi mantenere un altro anno (il sesto) in Africa. Racconta: “Era un venerdì, il mio ultimo giorno di lavoro, ma avrei avuto bisogno di lavorare ancora una decina di giorni così da avere abbastanza per tutto l’anno. Sarei rimasta in Francia solo altre due settimane. Pregai Geova, spiegandogli la situazione. Poco dopo mi contattò un’agenzia di collocamento, chiedendomi se ero disposta a sostituire una persona per due settimane”. Il lunedì seguente si incontrò con la donna che avrebbe dovuto sostituire per ricevere istruzioni. Saphira ricorda: “Non riuscivo a crederci: la donna che dovevo sostituire era una sorella che aveva bisogno di dieci giorni per frequentare la Scuola del Servizio di Pioniere! Il suo capo si era rifiutato di darle il permesso, a meno che non avesse provveduto una sostituta, e lei aveva pregato Geova di aiutarla, proprio come avevo fatto io!”

LA VERA SODDISFAZIONE

Alcuni fratelli e sorelle sono venuti a servire nell’Africa occidentale molti anni fa e vi si sono trasferiti definitivamente. Altri sono rimasti solo qualche anno e poi sono tornati nel loro paese di origine. Ma ancora oggi quelli che hanno servito dove c’era più bisogno continuano a vedere gli effetti positivi della loro esperienza all’estero. Hanno provato sulla loro pelle che la vera soddisfazione nella vita si ha servendo Geova.

^ par. 6 La filiale del Benin soprintende all’opera in tutti e quattro questi paesi francofoni.

Per saperne di più

CHI STA FACENDO LA VOLONTÀ DI GEOVA OGGI?

Quali scuole sono organizzate per i pionieri?

Quale speciale corso di studi è previsto per chi si dedica a tempo pieno all’opera di predicazione?