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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  dicembre 2013

“Continuate a far questo in ricordo di me”

“Continuate a far questo in ricordo di me”

“Prese un pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: ‘Questo significa il mio corpo che è a vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me’” (1 COR. 11:23, 24)

1, 2. Durante l’ultimo viaggio di Gesù verso Gerusalemme, cosa avranno pensato a un certo punto gli apostoli?

LE SENTINELLE a Gerusalemme avevano visto la prima falce di luna. Il Sinedrio ne era stato informato e aveva dichiarato l’inizio del nuovo mese, nisan. La notizia si era sparsa grazie a fuochi di segnalazione e messaggeri. Gli apostoli sapevano perciò che si avvicinava la Pasqua, e avranno pensato che Gesù volesse proseguire per Gerusalemme in modo da arrivare prima della festa.

2 In quel momento gli apostoli si trovavano in Perea (oltre il Giordano) insieme a Gesù, durante il suo ultimo viaggio verso Gerusalemme (Matt. 19:1; 20:17, 29; Mar. 10:1, 32, 46). Una volta determinato il primo giorno del mese, la Pasqua si sarebbe tenuta 13 giorni più tardi, cioè il 14 nisan, dopo il tramonto.

3. Perché ai cristiani interessa la data della Pasqua ebraica?

3 Nel 2014 il Pasto Serale del Signore, la cui data corrisponde a quella della Pasqua ebraica, si terrà dopo il tramonto del 14 aprile. Sarà un giorno speciale per i veri cristiani e per le persone interessate. La ragione sta in ciò che si legge in 1 Corinti 11:23-25: “Gesù nella notte in cui stava per essere consegnato prese un pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: ‘Questo significa il mio corpo che è a vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me’. E fece similmente riguardo al calice”.

4. (a) Quali domande possiamo farci riguardo alla Commemorazione? (b) Come viene calcolata ogni anno la data della Commemorazione? (Vedi il riquadro “ La Commemorazione del 2014”.)

4 Saremo senz’altro tutti presenti all’unica ricorrenza che Gesù comandò ai suoi seguaci di commemorare ogni anno. Ma fin da adesso possiamo chiederci: “Come devo prepararmi per quella sera? Cosa rappresentano gli emblemi che si useranno? Come si svolgerà la celebrazione? E che significato hanno per me questo evento e gli emblemi utilizzati?”

 GLI EMBLEMI

5. Quali preparativi fece fare Gesù per l’ultima Pasqua che celebrò con gli apostoli?

5 Quando Gesù mandò gli apostoli a preparare una stanza per la cena pasquale non parlò di addobbi elaborati; probabilmente voleva soltanto una camera pulita e adatta allo scopo, abbastanza spaziosa da accogliere tutti i partecipanti. (Leggi Marco 14:12-16.) Gli apostoli avranno dovuto preparare tutto il necessario, compresi il pane non lievitato e il vino rosso. E fu su queste due cose che Gesù richiamò l’attenzione al termine della cena.

6. (a) Dopo la cena pasquale, cosa disse Gesù in relazione al pane? (b) Che tipo di pane si usa alla Commemorazione?

6 L’apostolo Matteo, che era presente, in seguito scrisse: “Gesù prese un pane e, dopo aver detto una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: ‘Prendete, mangiate’” (Matt. 26:26). Il pane era del tipo non lievitato, quello normalmente usato per la Pasqua (Eso. 12:8; Deut. 16:3). Era fatto con farina di grano e acqua, senza l’aggiunta di lievito o altri ingredienti come il sale. Non contenendo lievito, non cresceva. Era semplice, secco e friabile, facile da spezzare. Oggi, prima della Commemorazione, gli anziani possono incaricare qualcuno di preparare il pane mescolando farina di grano e acqua e cuocendo l’impasto ottenuto in una teglia leggermente oliata. (Se non si ha a disposizione farina di grano si può usare farina di riso, d’orzo, di mais o di qualche altro cereale.) In alternativa si possono usare mazzot ebraiche che non contengano altri ingredienti come malto, uova o cipolle.

7. Cosa c’era nel calice usato da Gesù al Pasto Serale del Signore? Che tipo di vino si dovrebbe usare alla Commemorazione?

7 Matteo racconta cosa fece Gesù subito dopo: “Prese un calice e, avendo reso grazie, lo diede loro, dicendo: ‘Bevetene, voi tutti’” (Matt. 26:27, 28). Quello che Gesù prese in mano era un calice di vino rosso. (Non poteva essere succo d’uva non fermentato, dal momento che la vendemmia era finita da tempo.) Alla prima Pasqua in Egitto non c’era vino, ma Gesù non disse che fosse sbagliato berlo quando si celebrava la ricorrenza; anzi, lo utilizzò come simbolo durante il Pasto Serale del Signore. Perciò il vino è presente alla Commemorazione tenuta dai cristiani. Dato che non c’era alcun bisogno di  accrescere il valore del sangue di Gesù, non si impiega vino fortificato con brandy o aromatizzato con spezie. Si dovrebbe usare un vino rosso genuino, non artefatto; può essere prodotto in casa o trattarsi di un vino commerciale tipo il beaujolais, il borgogna o il chianti.

COSA RAPPRESENTANO GLI EMBLEMI

8. Perché i cristiani sono interessati al significato del pane e del vino?

8 L’apostolo Paolo fece capire che non solo gli apostoli, ma i cristiani in generale dovevano osservare il Pasto Serale del Signore quando scrisse ai fratelli di Corinto: “Ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso, che il Signore Gesù [...] prese un pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: ‘Questo significa il mio corpo che è a vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me’” (1 Cor. 11:23, 24). Perciò ancora oggi i cristiani commemorano questa speciale ricorrenza ogni anno e sono interessati al significato del pane e del vino.

9. Quale convinzione errata nutrono alcuni riguardo al pane usato da Gesù?

9 Alcuni sottolineano che, alla lettera, Gesù disse: “Questo è il mio corpo”; sostengono perciò che il pane si trasformò miracolosamente nella sua carne. Questa tesi, tuttavia, è contraria ai fatti. * Il corpo di Gesù era lì, davanti agli apostoli fedeli, così come lo era il pane che stavano per prendere. È indubbio, quindi, che Gesù stesse parlando in senso figurato, come aveva fatto tante altre volte (Giov. 2:19-21; 4:13, 14; 10:7; 15:1).

10. Cosa rappresenta il pane usato al Pasto Serale del Signore?

10 Il pane che gli apostoli vedevano e che di lì a poco avrebbero mangiato significava il corpo di Gesù. Ma quale corpo? Un  tempo i veri cristiani credevano che, siccome Gesù aveva spezzato il pane ma le sue ossa non erano state spezzate, il pane rappresentasse la congregazione degli unti, definita nella Bibbia il “corpo del Cristo” (Efes. 4:12; Rom. 12:4, 5; 1 Cor. 10:16, 17; 12:27). In seguito, comunque, si concluse che sia la logica sia le Scritture indicavano che il pane rappresenta il corpo umano di Gesù. Egli “soffrì nella carne”, essendo perfino messo al palo. Pertanto al Pasto Serale del Signore il pane rappresenta il corpo fisico in cui Gesù “portò i nostri peccati” (1 Piet. 2:21-24; 4:1; Giov. 19:33-36; Ebr. 10:5-7).

11, 12. (a) Cosa disse Gesù riguardo al vino? (b) Cosa rappresenta il vino usato al Pasto Serale del Signore?

11 Questa spiegazione ci aiuta a capire il senso di ciò che Gesù disse poi riguardo al vino. Le Scritture riportano: “Fece similmente riguardo al calice, dopo aver preso il pasto serale, dicendo: ‘Questo calice significa il nuovo patto in virtù del mio sangue’” (1 Cor. 11:25). Molte traduzioni bibliche rendono le parole di Gesù in maniera simile alla Versione Riveduta: “Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue”. (Il corsivo è nostro.) Ma il calice che Gesù teneva in mano era forse il nuovo patto? No. La parola “calice” si riferiva al suo contenuto, cioè al vino. E cosa significava, o rappresentava, il vino in base a quanto disse Gesù? Il sangue che avrebbe versato.

12 Secondo il Vangelo di Marco, Gesù si espresse così: “Questo significa il mio ‘sangue del patto’, che dev’essere versato a favore di molti” (Mar. 14:24). Il sangue di Gesù sarebbe stato “versato a favore di molti per il perdono dei peccati” (Matt. 26:28). Quindi il vino rosso rappresenta appropriatamente il sangue letterale di Gesù. Mediante quel sangue possiamo avere “la liberazione per riscatto [...], il perdono dei nostri falli”. (Leggi Efesini 1:7.)

Gli apostoli bevvero il vino che rappresentava il “sangue del patto” versato da Gesù (Vedi i paragrafi 11 e 12)

COME SI SVOLGE LA COMMEMORAZIONE DELLA MORTE DI CRISTO

13. Spiegate come si svolge la Commemorazione annuale della morte di Cristo.

13 Se avete intenzione di assistere per la prima volta alla Commemorazione tenuta dai Testimoni di Geova, forse vi chiedete come sarà. Molto probabilmente si svolgerà in una struttura gradevole e pulita dove si possa seguire comodamente la celebrazione. Potranno esserci delle semplici decorazioni floreali, ma non ci saranno addobbi appariscenti né un ambiente chiassoso a distrarvi. Un anziano qualificato spiegherà in maniera chiara e dignitosa cosa dice la Bibbia su questa ricorrenza, e aiuterà i presenti a comprendere e ad apprezzare quello che Cristo ha fatto per noi dando la sua vita come riscatto così che noi possiamo vivere. (Leggi Romani 5:8-10.) L’oratore illustrerà inoltre le due diverse speranze che la Bibbia prospetta ai cristiani.

14. Quali speranze vengono illustrate nel discorso della Commemorazione?

14 A un numero relativamente piccolo di seguaci di Cristo, tra cui gli apostoli fedeli, è stata riservata la speranza di regnare con lui in cielo (Luca 12:32; 22:19, 20; Riv. 14:1). L’altra speranza è aperta alla maggior parte dei cristiani che oggi servono lealmente Dio: vivere per sempre sulla terra riportata alle condizioni paradisiache originali. Così la volontà di Dio sarà fatta sulla terra come lo è in cielo, cosa per cui i cristiani pregano da tanto tempo (Matt. 6:10). Le Scritture descrivono in maniera toccante le condizioni meravigliose in cui si vivrà per sempre (Isa. 11:6-9; 35:5, 6; 65:21-23).

15, 16. Come viene usato il pane non lievitato durante il Pasto Serale del Signore?

15 Verso la fine del discorso l’oratore indicherà che è giunto il momento di  seguire le istruzioni date da Gesù agli apostoli. Come si diceva, verranno usati due emblemi, il pane non lievitato e il vino rosso, che potranno trovarsi su un tavolo vicino all’oratore. Questi leggerà un brano della Bibbia che narra ciò che Gesù disse e fece nell’istituire la celebrazione. Ad esempio nel Vangelo di Matteo si legge: “Gesù prese un pane e, dopo aver detto una benedizione, lo spezzò e, dandolo ai suoi discepoli, disse: ‘Prendete, mangiate. Questo significa il mio corpo’” (Matt. 26:26). Gesù spezzò il pane in modo da distribuirlo agli apostoli che aveva a entrambi i lati. Alla Commemorazione del 14 aprile vedrete del pane non lievitato già spezzato e disposto su piatti.

16 Si useranno abbastanza piatti da far sì che il pane possa essere passato a tutti i presenti in un tempo ragionevole. Non ci saranno rituali elaborati: verrà pronunciata una breve preghiera, dopodiché i piatti saranno passati in modo ordinato, secondo ciò che è pratico a livello locale. Pochi mangeranno il pane (o forse nessuno), come del resto è accaduto nella maggioranza delle congregazioni alla Commemorazione del 2013.

17. Alla Commemorazione, come vengono seguite le istruzioni di Gesù circa il vino?

17 L’oratore si soffermerà poi su ciò che Gesù fece subito dopo, descritto così da Matteo: “Prese un calice e, avendo reso grazie, lo diede loro, dicendo: ‘Bevetene, voi tutti; poiché questo significa il mio “sangue del patto”, che dev’essere versato a favore di molti per il perdono dei peccati’” (Matt. 26:27, 28). In armonia con il modello stabilito da Gesù, sarà pronunciata un’altra preghiera e poi saranno fatti passare dei calici di vino rosso fra tutti i presenti.

18. Anche se pochi prenderanno gli emblemi (o forse nessuno), perché è comunque importante essere presenti?

18 La maggioranza dei presenti si asterrà dal consumare gli emblemi quando verranno passati, dato che Gesù indicò che solo coloro che regneranno nel suo Regno celeste devono farlo (leggi Luca 22:28-30; 2 Tim. 4:18). Tutti gli altri quindi saranno rispettosi osservatori. È comunque importante che assistano al Pasto Serale del Signore, perché questo è indice del loro profondo apprezzamento per il sacrificio di riscatto di Gesù. Durante la Commemorazione avranno modo di riflettere sulle benedizioni che possono ricevere sulla base di tale sacrificio. Poiché “hanno lavato le loro lunghe vesti e le hanno rese bianche nel sangue dell’Agnello”, hanno la prospettiva di far parte della “grande folla” che sopravvivrà alla futura “grande tribolazione” (Riv. 7:9, 14-17).

19. Come possiamo prepararci per il Pasto Serale del Signore e trarne pieno beneficio?

19 Noi che siamo testimoni di Geova come ci prepareremo per questo evento speciale? Alcune settimane prima cercheremo di invitare il maggior numero possibile di persone. Poi, nel periodo immediatamente precedente la Commemorazione, la maggioranza di noi leggerà ogni giorno la narrazione biblica di ciò che Gesù fece e di quanto accadde nella corrispondente data del 33. Nel frattempo ci saremo organizzati in modo da essere presenti. È bene che quella sera arriviamo con largo anticipo rispetto al cantico e alla preghiera iniziali, così da accogliere gli interessati e poi assistere all’intero programma. Tutti — componenti della congregazione e interessati — troveremo utile seguire la lettura e la spiegazione dei versetti con la nostra Bibbia. Quel che più conta, la nostra presenza alla Commemorazione dimostrerà che apprezziamo sinceramente il sacrificio di Gesù e che ubbidiamo al suo comando: “Continuate a far questo in ricordo di me” (1 Cor. 11:24).

^ par. 9 Lo studioso tedesco Heinrich Meyer rilevò: “Vedendo [...] che il corpo di Gesù era ancora integro (ancora vivo) e che il Suo sangue non era ancora stato versato, nessuno dei convitati [gli apostoli] poteva ipotizzare [...] che stessero davvero mangiando il corpo e bevendo il sangue del Signore”. E aggiunse: “Gesù stesso non poteva volere che alle sue semplici parole fosse dato un significato che esse allora non ammettevano”.