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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  agosto 2013

‘Ogni giorno Geova porta il carico per me’

‘Ogni giorno Geova porta il carico per me’

Nonostante le mie precarie condizioni di salute, che potrebbero sembrare un problema insormontabile, nel corso di tutta la mia vita ho sempre sentito l’amorevole sostegno del nostro caro Padre celeste. E da più di 20 anni provo l’indicibile gioia di servire Geova come pioniera.

Sono nata nel 1956, affetta da spina bifida, una malformazione dovuta a una mancata saldatura del tubo neurale. I conseguenti danni a livello nervoso mi hanno reso difficile camminare e causato altri seri problemi di salute.

Poco prima che io nascessi, i miei genitori iniziarono a studiare la Bibbia con una coppia di missionari dei testimoni di Geova. Quando ero piccola, c’erano solo pochi proclamatori isolati a Usakos, la cittadina della Namibia in cui vivevo, perciò studiavamo in famiglia il materiale in programma per le adunanze di congregazione. All’età di 7 anni subii una urostomia (intervento chirurgico con il quale si realizza un orifizio artificiale sulla superficie corporea per eliminare l’urina), e a 14 cominciai a soffrire di epilessia. Dato che la scuola era distante e io avevo bisogno di cure speciali da parte dei miei genitori, non potei completare gli studi superiori.

Nonostante tutto ero decisa a rafforzarmi spiritualmente. Molte delle nostre pubblicazioni, però, non erano ancora disponibili in afrikaans, la mia madrelingua, così imparai l’inglese per studiare diversi nostri libri. Col tempo diventai proclamatrice e a 19 anni mi battezzai. Nei quattro anni che seguirono ebbi tanti problemi fisici ed emotivi. Inoltre, dal momento che la comunità in cui vivevo era molto unita, il timore dell’uomo mi impediva di partecipare con zelo al ministero.

Quando avevo poco più di 20 anni, dalla Namibia ci trasferimmo in Sudafrica. Per la prima volta potevo frequentare una congregazione! Ero felice. Di lì a poco però dovetti sottopormi a un altro intervento chirurgico, stavolta una colostomia.

Qualche tempo dopo sentii un sorvegliante di circoscrizione che parlava del servizio di pioniere. Quello che disse mi toccò il cuore. Sapevo che la mia salute era tutt’altro che buona, ma avevo visto come Geova mi aveva sostenuto in molte circostanze avverse. Perciò compilai la domanda per diventare pioniera. A motivo delle mie condizioni, però, gli anziani erano riluttanti ad accettarla.

Decisi comunque di impegnarmi al massimo nella predicazione. Con l’aiuto di mia madre e di altri, mi organizzai in modo da fare per sei mesi le ore richieste dai pionieri. Così dimostrai che ero determinata a fare la pioniera e che i miei problemi di salute erano gestibili. Feci nuovamente la domanda, che questa volta fu approvata, e il 1° settembre del 1988 iniziai a servire come pioniera regolare.

Da quando sono pioniera ho sempre potuto contare sul sostegno di Geova. Insegnare ai nuovi la verità invece che rimuginare sulla mia situazione mi ha protetto e nutrito, permettendomi di crescere spiritualmente. Ho provato l’enorme gioia di aiutare diverse persone a progredire fino alla dedicazione e al battesimo.

La mia salute resta precaria, ma ‘ogni giorno Geova porta il carico per me’ (Sal. 68:19). Non si limita a rendere la mia vita sopportabile: grazie a lui sono felice di essere viva!