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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  aprile 2013

Lo sapevate?

Lo sapevate?

Il tempio di Gerusalemme fu mai ricostruito dopo il 70 E.V.?

GESÙ affermò che del tempio di Geova non sarebbe rimasta “pietra sopra pietra”. La sua profezia si adempì nel 70, quando l’esercito romano agli ordini di Tito distrusse Gerusalemme (Matt. 24:2). In seguito, però, l’imperatore Flavio Claudio Giuliano progettò di ricostruire il tempio.

Flavio Claudio Giuliano, nipote di Costantino il Grande, è stato definito l’ultimo imperatore pagano di Roma. Pur avendo ricevuto un’educazione “cristiana”, dopo la sua proclamazione a imperatore, nel 361, rigettò apertamente la forma corrotta di cristianesimo che veniva praticata ai suoi giorni, preferendole il paganesimo. Per questo è ampiamente conosciuto come Giuliano l’Apostata.

Giuliano odiava il cristianesimo. Una ragione va forse ricercata nel fatto che, all’età di sei anni, aveva visto suo padre e diversi suoi parenti assassinati da esponenti di quella religione. Secondo gli studiosi di storia ecclesiastica, Giuliano incoraggiò gli ebrei a ricostruire il tempio nella convinzione che in questo modo Gesù sarebbe stato smascherato come falso profeta. *

Che Giuliano si fosse proposto di ricostruire il tempio è assodato. Ciò su cui gli storici non sono d’accordo, invece, è se i lavori di ricostruzione ebbero effettivamente inizio, e, in tal caso, perché furono abbandonati. Quel che è certo è che Giuliano fu ucciso meno di due anni dopo essere stato elevato alla dignità imperiale, e il suo progetto morì con lui.

Rappresentazione del tempio, come poteva apparire ai giorni di Gesù, proiettata sul sito odierno

^ par. 5 Gesù non disse che il tempio non sarebbe mai stato ricostruito, ma che sarebbe stato distrutto, il che accadde nel 70.