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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  gennaio 2013

Siate coraggiosi: Geova è con voi!

Siate coraggiosi: Geova è con voi!

Sii coraggioso e forte. Geova tuo Dio è con te (GIOS. 1:9)

1, 2. (a) Che qualità ci aiuteranno ad affrontare le prove? (b) Come si può definire la fede? Illustrate.

ANCHE se servire Geova ci dà gioia, dobbiamo comunque fare i conti con le difficoltà che hanno tutti gli esseri umani, e potremmo soffrire “per amore della giustizia” (1 Piet. 3:14; 5:8, 9; 1 Cor. 10:13). Per riuscire a superare queste prove abbiamo bisogno di fede e coraggio.

2 Cos’è la fede? L’apostolo Paolo scrisse: “La fede è la sicura aspettazione di cose sperate, l’evidente dimostrazione di realtà benché non vedute” (Ebr. 11:1). Un’altra traduzione rende il versetto in questi termini: “La fede è l’atto di proprietà delle cose in cui speriamo. La fede è certezza di cose che non vediamo” (The Simple English Bible). Se possediamo legalmente una proprietà siamo certi che ci appartiene. Analogamente, dato che abbiamo fede che Dio adempie sempre la sua parola, è come se possedessimo un prezioso atto di proprietà. La fede ci dà l’assoluta convinzione dell’adempimento delle promesse bibliche nelle quali speriamo e la certezza delle realtà spirituali, anche se non le vediamo.

3, 4. (a) Cos’è il coraggio? (b) Qual è un modo in cui possiamo rafforzare la fede e avere più coraggio?

3 Il coraggio è stato definito come “forza spirituale, emotiva e morale che permette di parlare e agire senza timore malgrado gli ostacoli e i pericoli” (The New Interpreter’s Dictionary of the Bible). Chi è coraggioso è forte e intrepido, ed è disposto a soffrire per ciò in cui crede (Mar. 6:49, 50; 2 Tim. 1:7).

4 Fede e coraggio sono qualità desiderabili. Ma supponiamo di sentire la necessità di averne di più. La Bibbia parla di migliaia di persone che hanno manifestato queste qualità in modo esemplare. Perciò un modo per rafforzare la nostra fede e avere più coraggio  è quello di esaminare alcuni di questi esempi.

GEOVA FU CON GIOSUÈ

5. Per svolgere con successo il suo incarico, di cosa aveva bisogno Giosuè?

5 Torniamo indietro nel tempo di 35 secoli. Sono passati 40 anni da che milioni di israeliti sono stati liberati dalla schiavitù in Egitto grazie alla potente mano di Geova. A guidare il popolo è stato il profeta Mosè, il quale, all’età di 120 anni, vede la Terra Promessa da lontano e muore sul monte Nebo. Il suo successore è Giosuè, un uomo “pieno dello spirito di sapienza” (Deut. 34:1-9). Gli israeliti stanno per prendere possesso di Canaan. Per avere successo quale loro condottiero, Giosuè ha bisogno della sapienza che viene da Dio. Deve anche esercitare fede in lui e dimostrarsi coraggioso e forte (Deut. 31:22, 23).

6. (a) Giosuè 23:6 esorta a essere coraggiosi per fare che cosa? (b) Cosa impariamo dalle parole di Atti 4:18-20 e 5:29?

6 Il popolo dovette essere rafforzato dalla sapienza, dal coraggio e dalla fede mostrati da Giosuè durante la lunga conquista di Canaan. Tuttavia, gli israeliti non dovevano solo dimostrarsi valorosi in battaglia; avevano bisogno di coraggio anche per seguire l’esortazione data loro da Giosuè quando, al termine della sua vita, nel discorso di addio disse: “Dovete essere molto coraggiosi nell’osservare e nel mettere in pratica tutto ciò che è scritto nel libro della legge di Mosè non deviando mai da esso né a destra né a sinistra” (Gios. 23:6). Anche noi abbiamo bisogno di coraggio per ubbidire a Geova in ogni circostanza, per esempio quando dei semplici uomini pretendono che agiamo in contrasto con la sua volontà. (Leggi Atti 4:18-20; 5:29.) Se ci affidiamo a Geova in preghiera, egli ci aiuterà a essere coraggiosi.

COME POSSIAMO AVERE SUCCESSO

7. Cosa doveva fare Giosuè per agire con coraggio e avere successo?

7 Per avere il coraggio necessario a fare la volontà di Dio, dobbiamo studiare e mettere in pratica la sua Parola. Questa è la raccomandazione che fu data a Giosuè allorché succedette a Mosè: “Sii coraggioso e molto forte per aver cura di fare secondo tutta la legge che Mosè mio servitore ti ha comandato. [...] Questo libro della legge non si deve allontanare dalla tua bocca, e vi devi leggere sottovoce giorno e notte, per aver cura di fare secondo tutto ciò che c’è scritto; poiché allora avrai successo nella tua via e allora agirai con saggezza” (Gios. 1:7, 8). Giosuè seguì il consiglio ed ‘ebbe successo’. Se lo seguiamo anche noi, acquisteremo più coraggio e avremo più successo nel servire Dio.

La scrittura dell’anno 2013 è Giosuè 1:9: Sii coraggioso e forte. Geova tuo Dio è con te.

8. Qual è la scrittura dell’anno 2013, e come pensate che queste parole vi aiuteranno?

8 Giosuè dovette rafforzarsi molto nell’udire le successive parole di Geova: “Sii coraggioso e forte. Non provare spavento e non ti atterrire, poiché Geova tuo Dio è con te dovunque tu vada” (Gios. 1:9). Geova è anche con noi. Pertanto, a prescindere dalle prove che affrontiamo, non abbiamo motivo di ‘provare spavento e di atterrirci’. Particolarmente degno di nota è il passaggio: “Sii coraggioso e forte. [...] Geova tuo Dio è con te”. Le parole di Giosuè  1:9 sono state scelte come scrittura dell’anno 2013. Senz’altro ci rafforzeranno nei prossimi mesi, così come faranno le parole e le azioni di altri esempi di fede e coraggio che ora tratteremo.

PRESERO CORAGGIOSAMENTE POSIZIONE

9. Che dimostrazione di fede e coraggio diede Raab?

9 Quando Giosuè mandò due uomini a spiare il paese di Canaan, Raab la prostituta li nascose e indirizzò i loro nemici nella direzione sbagliata. Grazie a questa dimostrazione di fede e coraggio, lei e quelli della sua casa furono risparmiati quando la città di Gerico cadde nelle mani degli israeliti (Ebr. 11:30, 31; Giac. 2:25). Ovviamente, al fine di piacere a Geova, Raab abbandonò il suo stile di vita immorale. Alcuni che sono diventati cristiani hanno avuto la fede, il coraggio e la forza morale di operare simili cambiamenti per piacere a Dio.

10. In quali circostanze Rut si schierò a favore della vera adorazione, e come fu benedetta per questo?

10 Dopo la morte di Giosuè, Rut la moabita si schierò coraggiosamente a favore della vera adorazione. In quanto vedova di un israelita è probabile che sapesse qualcosa di Geova. La suocera Naomi, anch’essa vedova, era vissuta in Moab ma poi aveva deciso di tornare nel villaggio israelita di Betleem. Strada facendo, Naomi esortò Rut a tornare dal suo popolo, ma questa le rispose: “Non farmi premura di abbandonarti, di volgermi dall’accompagnarti. [...] Il tuo popolo sarà il mio popolo, e il tuo Dio il mio Dio” (Rut 1:16). Rut mantenne la parola. A suo tempo sposò Boaz, parente di Naomi, e gli partorì un figlio, divenendo così antenata di Davide e di Gesù. Non c’è dubbio, Geova benedice gli atti di fede e di coraggio (Rut 2:12; 4:17-22; Matt. 1:1-6).

MOLTI RISCHIARONO LA VITA

11. In che modo Ieoiada e Ieoseba diedero prova di coraggio, e con quali risultati?

11 Il nostro coraggio e la nostra fede vengono rafforzati quando vediamo che Dio è con coloro che mettono la sua volontà e il bene dei compagni di fede al di sopra dei propri interessi. Prendiamo il caso del sommo sacerdote Ieoiada e di sua moglie Ieoseba. Dopo la morte del re Acazia, sua madre Atalia fece uccidere tutti gli altri eredi al trono e si impadronì del potere. Sfuggì solo Ioas, figlio di Acazia, grazie a Ieoiada e Ieoseba che, a rischio della vita, lo tennero nascosto per sei anni. Nel settimo anno, Ieoiada fece proclamare re Ioas e mettere a morte Atalia (2 Re 11:1-16). In seguito Ieoiada sostenne Ioas nei lavori di riparazione del tempio. Quando morì all’età di 130 anni, Ieoiada fu seppellito insieme ai re “perché aveva fatto del bene in Israele e verso il vero Dio e la Sua casa” (2 Cron. 24:15, 16). Inoltre, gli atti coraggiosi di Ieoiada e di sua moglie preservarono la discendenza reale che da Davide portò al Messia.

12. Quale gesto coraggioso compì Ebed-Melec?

12 Ebed-Melec, un eunuco della casa del re Sedechia, rischiò la vita per Geremia, che era stato accusato falsamente di sedizione dai principi di Giuda. Il re lo aveva consegnato loro, ed essi lo avevano gettato in una cisterna fangosa perché vi morisse (Ger. 38:4-6). Malgrado il pericolo a cui si esponeva a motivo dell’odio diffuso nei confronti di Geremia, Ebed-Melec si appellò a Sedechia per liberare il profeta. Il re acconsentì e gli concesse 30 uomini perché lo accompagnassero a salvare Geremia. Tramite il profeta, Dio assicurò a Ebed-Melec che non sarebbe morto durante l’assedio babilonese di Gerusalemme (Ger. 39:15-18). Dio ricompensa coloro che si mostrano coraggiosi nel fare la sua volontà.

13. Quale fu la coraggiosa presa di posizione di tre ebrei, e cosa impariamo da loro?

 13 Nel VII secolo a.E.V. tre servitori di Geova ebrei ebbero una chiara dimostrazione che egli ricompensa la fede e il coraggio. Nabucodonosor, re di Babilonia, riunì tutti i dignitari dell’impero e ordinò che adorassero un’imponente immagine d’oro. Chiunque non lo avesse fatto sarebbe morto in una fornace ardente. Rispettosamente, i tre ebrei dissero a Nabucodonosor: “Il nostro Dio che serviamo ci può liberare. Egli ci libererà dalla fornace di fuoco ardente e dalla tua mano, o re. Ma se no, ti sia noto, o re, che i tuoi dèi non sono quelli che noi serviamo, e certamente non adoreremo l’immagine d’oro che hai eretto” (Dan. 3:16-18). Il modo emozionante in cui furono salvati è vividamente descritto in Daniele 3:19-30. Anche se difficilmente qualcuno minaccerà di gettarci in una fornace, noi pure affrontiamo prove di integrità, e possiamo stare certi che Dio benedirà la nostra fede e il nostro coraggio.

14. In base al capitolo 6 del libro che porta il suo nome, in che modo Daniele agì coraggiosamente, e con quale risultato?

14 Daniele mostrò fede e coraggio quando i suoi nemici convinsero il re Dario a emettere un decreto dicendogli: “Chiunque faccia richiesta ad alcun dio o uomo per trenta giorni salvo che a te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni”. Non appena apprese che il documento era stato firmato, Daniele “entrò nella sua casa, ed essendo le finestre della sua camera in terrazza aperte per lui verso Gerusalemme, si inginocchiava sulle sue ginocchia, sì, tre volte al giorno, e pregava e offriva lode dinanzi al suo Dio, come aveva fatto regolarmente prima di ciò” (Dan. 6:6-10). Il coraggioso Daniele finì nella fossa dei leoni, ma Geova lo liberò (Dan. 6:16-23).

15. (a) Quale esempio di fede e coraggio diedero Aquila e Priscilla? (b) Qual è il senso delle parole di Gesù riportate in Giovanni 13:34, e come hanno dimostrato tale amore molti cristiani?

15 Pur non spiegando in quali circostanze, la Bibbia rivela che Aquila e Priscilla rischiarono “il proprio collo” per Paolo (Rom. 16:3, 4; Atti 18:2). Agirono coraggiosamente in armonia con le parole di Gesù: “Vi do un nuovo comandamento, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amati io, che anche voi vi amiate gli uni gli altri” (Giov. 13:34). La Legge mosaica richiedeva che si amasse il prossimo come se stessi (Lev. 19:18). Ma il comandamento di Gesù era “nuovo” perché descriveva un amore che spinge a cedere la propria vita a favore di altri, come fece  lui stesso. Molti cristiani hanno mostrato tale amore quando con coraggio hanno “rischiato il proprio collo” pur di risparmiare ai compagni di fede un trattamento brutale o la morte per mano dei nemici. (Leggi 1 Giovanni 3:16.)

I primi cristiani non prendevano neppure in considerazione l’idea di scendere a compromessi

16, 17. Quali prove di fede affrontarono i primi seguaci di Cristo? In che modo la fede di alcuni cristiani del nostro tempo ha subìto prove simili?

16 Come Gesù, coraggiosamente i primi cristiani rendevano adorazione solo a Geova (Matt. 4:8-10). Si rifiutavano di bruciare incenso in onore dell’imperatore romano. (Vedi l’illustrazione.) Daniel Mannix ha scritto in un suo libro: “Pochissimi cristiani abiurarono, sebbene generalmente nell’arena si tenesse per agevolarli un altare su cui ardeva un fuoco. Tutto quello che un prigioniero doveva fare era spargere sulle fiamme un pizzico di incenso, al che gli veniva dato un Certificato di Sacrificio ed era messo in libertà. Gli si spiegava inoltre con cura che egli non adorava l’imperatore; semplicemente riconosceva il carattere divino dell’imperatore come capo dello stato romano. Tuttavia, quasi nessun cristiano si valse dell’opportunità di sfuggire” (Those About to Die).

17 In epoca moderna, ai cristiani internati nei campi di concentramento veniva offerta più volte l’occasione di ottenere la libertà ed evitare la morte: dovevano semplicemente firmare una dichiarazione di abiura con la quale rinnegavano Geova. Ma furono pochi quelli che firmarono. In anni più recenti, durante il genocidio ruandese, Testimoni hutu e tutsi si sono protetti a vicenda. Prove come queste richiedono coraggio e fede.

NON DIMENTICHIAMO CHE GEOVA È CON NOI

18, 19. Quali esempi biblici di fede e coraggio possono aiutarci a compiere l’opera di predicazione?

18 Abbiamo il privilegio di partecipare alla più grande opera che Dio abbia mai affidato ai suoi servitori umani: dichiarare il messaggio del Regno e fare discepoli (Matt. 24:14; 28:19, 20). Siamo davvero grati dell’esempio senza pari dato da Gesù! Egli “viaggiava di città in città e di villaggio in villaggio, predicando e dichiarando la buona notizia del regno di Dio” (Luca 8:1). Come lui, anche noi abbiamo bisogno di fede e coraggio per predicare il messaggio del Regno. Con l’aiuto di Dio, possiamo essere come Noè, coraggioso e intrepido “predicatore di giustizia” in “un mondo di empi” su cui incombeva il Diluvio (2 Piet. 2:4, 5).

19 La preghiera ci aiuta a compiere l’opera di predicazione. Quando alcuni seguaci di Cristo di fronte alla persecuzione pregarono di poter ‘annunciare la parola di Dio con ogni intrepidezza’, tale supplica fu esaudita. (Leggi Atti 4:29-31.) Se l’idea di predicare di casa in casa vi mette a disagio, chiedete a Geova più fede e coraggio ed egli esaudirà le vostre preghiere. (Leggi Salmo 66:19, 20.) *

20. In qualità di servitori di Geova, su quale sostegno possiamo contare?

20 A motivo delle prove che si incontrano in questo mondo malvagio, non è affatto semplice fare la volontà di Dio. Ma non siamo soli: Dio è con noi, e lo stesso vale per suo Figlio, il Capo della congregazione. Al nostro fianco ci sono anche più di 7.000.000 di testimoni di Geova in tutto il mondo. Insieme a loro continuiamo a esercitare fede e a dichiarare la buona notizia tenendo a mente le parole della scrittura dell’anno 2013: Sii coraggioso e forte. Geova tuo Dio è con te (Gios. 1:9).

^ par. 19 Altri esempi di coraggio sono riportati nell’articolo “Sii coraggioso e molto forte”, pubblicato nella Torre di Guardia del 15 febbraio 2012.