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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  novembre 2012

Come possiamo beneficiare del perdono di Geova?

Come possiamo beneficiare del perdono di Geova?

‘Geova è l’Iddio misericordioso, clemente e lento all’ira che perdona l’errore e la trasgressione e il peccato’. — ESO. 34:6, 7.

1, 2. (a) Che Dio si rivelò Geova per la nazione d’Israele? (b) A quale domanda risponde questo articolo?

AI GIORNI di Neemia un gruppo di leviti riconobbe, nel corso di una preghiera pubblica, che gli antenati del loro popolo si erano ripetutamente rifiutati di ascoltare i comandamenti di Geova. Eppure, altrettanto ripetutamente Geova si era rivelato “un Dio di atti di perdono, clemente e misericordioso, lento all’ira e abbondante in amorevole benignità”. Agli israeliti tornati dall’esilio Geova continuava a mostrare immeritata benignità. — Nee. 9:16, 17.

2 Ognuno di noi dovrebbe chiedersi: ‘Come posso beneficiare del perdono di Geova?’ Per rispondere a questa importante domanda, esaminiamo le vicende di due uomini a cui Geova concesse il suo perdono: i re Davide e Manasse.

I GRAVI PECCATI DI DAVIDE

3-5. Quali gravi peccati commise Davide?

3 Pur essendo un uomo timorato di Dio, Davide commise dei gravi peccati. Due di questi coinvolsero una coppia: Uria e Betsabea. Le conseguenze furono tragiche per tutti e tre. Il modo in cui Geova corresse Davide, comunque, ci dice molto sulla sua disponibilità a perdonare. Vediamo quindi cosa accadde.

4 Davide aveva inviato l’esercito israelita ad assediare Rabba, la capitale di Ammon, un’ottantina di chilometri a est di Gerusalemme, oltre il fiume Giordano. In quello stesso periodo, mentre si trovava sulla terrazza del suo palazzo a Gerusalemme gli capitò di vedere Betsabea che faceva il bagno. Il marito era con l’esercito. La vista di Betsabea suscitò il desiderio di Davide al punto che questi la fece portare a palazzo e commise adulterio con lei. — 2 Sam. 11:1-4.

 5 Quando apprese che Betsabea era incinta, Davide fece rimandare Uria a Gerusalemme nella speranza che avesse rapporti sessuali con la moglie. Uria, invece, nonostante le insistenze di Davide, rifiutò anche solo di entrare in casa propria. Perciò il re scrisse segretamente al comandante del suo esercito ordinando che Uria fosse messo “di fronte alle più impetuose cariche di battaglia” e che gli altri soldati si ritirassero lasciandolo solo. Divenuto un facile bersaglio, Uria morì durante il combattimento, proprio come Davide aveva architettato. (2 Sam. 11:12-17) Così, oltre ad aver commesso adulterio, il re si rese colpevole della morte di un innocente.

DAVIDE CAMBIA ATTEGGIAMENTO

6. Cosa fece Geova di fronte ai peccati commessi da Davide, e cosa rivela questo di lui?

6 Naturalmente Geova era a conoscenza dell’accaduto; nulla sfugge alla sua attenzione. (Prov. 15:3) Anche se poi il re sposò Betsabea, “la cosa che Davide aveva fatto parve cattiva agli occhi di Geova”. (2 Sam. 11:27) Cosa fece Dio di fronte ai gravissimi peccati commessi da Davide? Gli mandò il suo profeta, Natan. Essendo un Dio incline al perdono, a quanto pare Geova voleva verificare che ci fossero le condizioni per esercitare misericordia. Non è confortante notare questo modo di affrontare il problema da parte sua? Egli non costrinse Davide a confessare, ma gli fece narrare da Natan una storia che dimostrava la gravità dei suoi peccati. (Leggi 2 Samuele 12:1-4). Tale approccio a una questione tanto delicata si rivelò davvero efficace.

7. Come reagì Davide alla storia narrata da Natan?

7 La narrazione di Natan fece leva sul senso di giustizia del re. Davide si infuriò pensando al ricco della storia e disse: “Come Geova vive, l’uomo che ha fatto questo merita di morire!” Affermò inoltre che la vittima di quell’ingiustizia doveva essere risarcita della sua perdita. Fu a quel punto che arrivò il colpo durissimo: “Tu stesso sei l’uomo!”, lo apostrofò Natan. Il profeta aggiunse poi che a causa delle sue azioni “una spada” non si sarebbe allontanata dalla sua casa: la sua famiglia sarebbe stata colpita severamente e lui stesso sarebbe stato umiliato pubblicamente per i suoi errori. Davide si rese conto della gravità di ciò che aveva fatto e, pentito, ammise: “Ho peccato contro Geova”. — 2 Sam. 12:5-14.

LA PREGHIERA DI DAVIDE E IL PERDONO DI DIO

8, 9. In che modo il Salmo 51 rivela i pensieri più profondi di Davide, e cosa ci insegna riguardo a Geova?

8 Il sincero rimorso di Davide è evidente dalle parole di un canto che compose in seguito a quelle vicende. Il Salmo 51 riporta le commoventi suppliche che Davide rivolse a Geova e dimostra chiaramente che egli fece più che semplicemente riconoscere i suoi peccati: se ne pentì. La cosa che gli interessava maggiormente era la sua relazione con Dio. “Ho peccato contro di te, contro te solo”, confessò. “Crea in me anche un cuore puro, o Dio, e metti dentro di me uno spirito nuovo, saldo. . . . Rendimi l’esultanza della salvezza da te, e voglia tu sostenermi pure con uno spirito volenteroso”, fu la sua supplica a Geova. (Sal. 51:1-4, 7-12) Ci rivolgiamo a Geova con la stessa intensità e onestà quando gli parliamo dei nostri errori?

9 Geova non risparmiò a Davide le dolorose conseguenze dei suoi peccati, che lo avrebbero accompagnato per il resto della sua esistenza. Nondimeno, dal momento che Davide aveva “un cuore rotto  e affranto”, prese atto del suo pentimento e lo perdonò. (Sal. 51:17; leggi Salmo 32:5). L’Iddio Onnipotente coglie i veri sentimenti e motivi che stanno dietro un peccato. Anziché far condannare Davide e Betsabea a morte per adulterio da giudici umani secondo le disposizioni della Legge mosaica, Geova, in maniera misericordiosa, si occupò personalmente del loro giudizio. (Lev. 20:10) In seguito stabilì addirittura che Salomone, loro figlio, divenisse re di Israele. — 1 Cron. 22:9, 10.

10. (a) Quale altra ragione può aver avuto Geova per perdonare Davide? (b) Quali fattori spingono Geova a concedere il suo perdono?

10 È possibile che sulla decisione di Geova di perdonare Davide abbia influito anche la misericordia che Davide stesso aveva mostrato a Saul. (1 Sam. 24:4-7) Come ebbe a spiegare Gesù, Geova ci tratta nel modo in cui noi trattiamo gli altri. “Smettete di giudicare affinché non siate giudicati”, disse Gesù; “poiché col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi”. (Matt. 7:1, 2) È un enorme sollievo sapere che Geova è disposto a perdonare i nostri peccati, anche quelli gravi come l’adulterio e l’omicidio. Ma ci perdonerà solo se siamo pronti a perdonare, se gli confessiamo i nostri peccati e se mostriamo di aver cambiato atteggiamento nei confronti della nostra cattiva condotta. Quando un peccatore si pente sinceramente, da Geova vengono “stagioni di ristoro”. — Leggi Atti 3:19.

MANASSE COMMETTE GRAVI PECCATI MA SI PENTE

11. Perché si può dire che il re Manasse fece ciò che era male agli occhi di Geova?

11 Esaminiamo un altro racconto biblico che ben illustra fino a che punto Geova sia disposto a perdonare. Circa 360 anni dopo l’inizio del regno di Davide, Manasse divenne re di Giuda e regnò per 55 anni. Il suo regno fu contrassegnato dalla malvagità, e le sue pratiche abominevoli gli valsero la disapprovazione di Geova. Tra le altre cose, Manasse costruì altari a Baal, adorò “tutto l’esercito dei cieli”, fece passare i suoi figli attraverso il fuoco e promosse pratiche spiritiche. In breve, “fece in grandi proporzioni ciò che era male agli occhi di Geova”. — 2 Cron. 33:1-6.

12. Come fu che Manasse tornò a Geova?

12 Alla fine Manasse fu portato via dalla sua patria e imprigionato a Babilonia. Può darsi che una volta lì gli siano tornate in mente le parole che Mosè aveva detto a Israele: “Quando sarai in grave angustia e tutte queste parole ti saranno accadute al  termine dei giorni, allora dovrai tornare a Geova tuo Dio e ascoltare la sua voce”. (Deut. 4:30) E in effetti Manasse tornò a Geova. “Si umiliava grandemente” e “pregava” Dio, come mostra l’illustrazione a pagina 21. (2 Cron. 33:12, 13) Non sappiamo esattamente cosa disse nelle sue preghiere, ma è lecito supporre che esse ricordassero in qualche modo le espressioni del re Davide riportate nel Salmo 51. Ad ogni modo, il cuore di Manasse subì un cambiamento completo.

13. Perché Geova perdonò Manasse?

13 Come reagì Geova alle preghiere di Manasse? “Si lasciò supplicare da lui e udì la sua richiesta di favore”. Come già aveva fatto Davide, Manasse riconobbe la gravità dei suoi peccati e si pentì sinceramente. Perciò Dio lo perdonò e gli ridiede il trono di Gerusalemme. Fu così che “Manasse seppe che Geova è il vero Dio”. (2 Cron. 33:13) La sua vicenda è una prova ulteriore che il nostro misericordioso Dio perdona chi è realmente pentito, e questo è davvero rincuorante.

Essendo stato perdonato da Geova, Manasse riottenne il trono di Gerusalemme

GEOVA PERDONA SEMPRE E COMUNQUE?

14. Su quale base Geova concede il suo perdono?

14 Pochi tra gli odierni servitori di Geova si troveranno mai a dovergli chiedere perdono per aver commesso peccati gravi quanto quelli di Davide o di Manasse. Ciò nonostante, il fatto che il nostro Dio abbia perdonato questi due re ci permette di capire che egli è disposto a perdonare anche peccati gravissimi, se chi li ha commessi è davvero pentito.

15. Come sappiamo che Geova non dà il suo perdono automaticamente?

15 Naturalmente non sarebbe corretto concludere che Geova perdoni automaticamente i peccati di tutti. Mettiamo a confronto l’atteggiamento di Davide e Manasse con l’ostinazione di Israele e Giuda. Dio mandò Natan da Davide per  dare a quest’ultimo l’opportunità di pentirsi, e Davide, grato, la colse. Quando si trovò in una situazione disperata, Manasse si pentì sinceramente. Spesse volte invece gli abitanti di Israele e Giuda non si pentirono, per cui Geova non li perdonò; anzi, tramite i suoi profeti spiegò ripetutamente come considerava la loro condotta disubbidiente. (Leggi Neemia 9:30). Anche dopo che il popolo fu tornato alla propria patria dall’esilio babilonese, Geova continuò a suscitare fedeli messaggeri, come Esdra il sacerdote e il profeta Malachia. Quando agiva in armonia con la volontà di Geova, il popolo provava grande gioia. — Nee. 12:43-47.

16. (a) A quali conseguenze andò incontro la nazione di Israele nel suo insieme per non essersi pentita dei suoi peccati? (b) Che possibilità hanno i singoli discendenti degli antichi israeliti?

16 Con la venuta di Gesù, il solo riscatto perfetto, Geova non accettò più i sacrifici animali offerti dagli israeliti. (1 Giov. 4:9, 10) Quando era sulla terra Gesù espose il punto di vista di suo Padre pronunciando queste toccanti parole: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti sono mandati, . . . quante volte ho voluto radunare i tuoi figli, come la gallina raduna i suoi pulcini sotto le ali! Ma voi non avete voluto”. Quindi concluse: “Ecco, la vostra casa vi è abbandonata”. (Matt. 23:37, 38) Quella nazione peccatrice e impenitente fu dunque sostituita dall’Israele spirituale. (Matt. 21:43; Gal. 6:16) Comunque, i singoli membri dell’Israele naturale hanno la possibilità di godere del perdono e della misericordia di Geova esercitando fede in lui e nel sacrificio di Gesù Cristo. La stessa opportunità sarà offerta a quelle persone che sono morte senza pentirsi dei loro peccati ma che saranno risuscitate sulla terra purificata. — Giov. 5:28, 29; Atti 24:15.

BENEFICIAMO DEL PERDONO DI GEOVA

17, 18. Come possiamo ottenere il perdono di Geova?

17 Cosa dobbiamo fare sapendo che Geova è pronto a perdonare? Senza dubbio, agire come Davide e Manasse: dobbiamo riconoscere la nostra condizione peccaminosa, pentirci dei nostri errori e supplicare Geova di perdonarci e di ‘creare in noi un cuore puro’. (Sal. 51:10) Se abbiamo commesso un peccato grave dobbiamo inoltre ricorrere all’aiuto spirituale offerto dagli anziani. (Giac. 5:14, 15) In qualunque situazione ci troviamo, ci conforta sapere che Geova non è cambiato; è ancora come si descrisse a Mosè: l’“Iddio misericordioso e clemente, lento all’ira e abbondante in amorevole benignità e verità, che conserva l’amorevole benignità a migliaia, che perdona l’errore e la trasgressione e il peccato”. — Eso. 34:6, 7.

18 Con una vivida immagine Geova promise agli israeliti pentiti che i loro peccati, del colore dello “scarlatto”, sarebbero diventati “bianchi proprio come la neve”, cioè sarebbero stati completamente cancellati. (Leggi Isaia 1:18). Cosa significa dunque per noi il perdono di Geova? Significa che i nostri peccati possono essere perdonati completamente, a patto che ci dimostriamo grati di tale perdono e siamo pentiti.

19. Di cosa parlerà il prossimo articolo?

19 Visto che siamo beneficiari del perdono di Geova, come possiamo imitare il nostro Dio nei rapporti con gli altri? Come possiamo evitare di essere inflessibili nei confronti di chi commette un peccato grave ma si pente sinceramente? Il prossimo articolo ci aiuterà a esaminare il nostro cuore così da poter assomigliare maggiormente al nostro Padre, Geova, che è “buono e pronto a perdonare”. — Sal. 86:5.