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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  agosto 2003

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”

“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”

“GRATUITAMENTE avete ricevuto, gratuitamente date”. (Matteo 10:8) Gesù diede questo comando agli apostoli quando li mandò a predicare la buona notizia. Gli apostoli ubbidirono? Sì, e continuarono a farlo anche quando Gesù non era più sulla terra.

Per esempio, allorché l’ex stregone Simone vide i poteri miracolosi degli apostoli Pietro e Giovanni, offrì loro del denaro perché impartissero quel potere anche a lui. Ma Pietro lo rimproverò dicendo: “Il tuo argento perisca con te, perché hai pensato di acquistare col denaro il gratuito dono di Dio”. — Atti 8:18-20.

L’apostolo Paolo manifestò uno spirito simile a quello di Pietro. Paolo avrebbe potuto permettersi di pesare finanziariamente sui fratelli cristiani di Corinto. Invece lavorava con le proprie mani per mantenersi. (Atti 18:1-3) Perciò poté dire con sicurezza di aver predicato la buona notizia ai corinti “senza costo”. — 1 Corinti 4:12; 9:18.

Purtroppo molti che si professano seguaci di Cristo non hanno mostrato la stessa prontezza a ‘dare gratuitamente’. Indubbiamente molti leader religiosi della cristianità “istruiscono solo per un prezzo”. (Michea 3:11) Alcuni si sono persino arricchiti con le offerte dei loro fedeli. Nel 1989 un evangelista americano fu condannato a 45 anni di carcere. Perché? Aveva “frodato milioni di dollari ai fedeli e aveva usato parte del denaro per acquistare case e automobili, fare viaggi di piacere e comprare persino un canile con l’aria condizionata”. — People’s Daily Graphic, 7 ottobre 1989.

Nel Ghana, secondo il Ghanaian Times del 31 marzo 1990, un sacerdote cattolico prese il denaro che era stato raccolto durante una funzione religiosa e lo gettò in faccia ai fedeli. “La ragione”, dice il giornale, “era che, essendo adulti, si aspettava che offrissero banconote di maggior valore”. Non sorprende che molte chiese cerchino persino di far leva sull’avidità dei fedeli, incoraggiando attivamente il gioco d’azzardo e altri metodi per spillare soldi.

Viceversa i testimoni di Geova si sforzano di imitare Gesù e i primi discepoli. Non hanno un clero salariato. Ogni Testimone è un ministro incaricato di predicare la “buona notizia del regno”. (Matteo 24:14) In tutto il mondo oltre sei milioni di loro si impegnano a portare gratuitamente “l’acqua della vita” alla gente. (Rivelazione [Apocalisse] 22:17) Così anche coloro che “non hanno denaro” possono trarre beneficio dal messaggio biblico. (Isaia 55:1) Per quanto la loro opera mondiale sia finanziata da offerte volontarie, non le sollecitano mai. Quali veri ministri di Dio, non sono “venditori ambulanti della parola di Dio”, ma parlano “mossi da sincerità, sì, come mandati da Dio”. — 2 Corinti 2:17.

Ma perché i testimoni di Geova sono pronti ad aiutare gli altri a proprie spese? Cosa li  spinge a farlo? Dare gratuitamente significa non avere nessun genere di ricompensa per i propri sforzi?

Una risposta all’accusa di Satana

Il riscatto, un gratuito dono di Dio, spinge i cristiani a portare la buona notizia gratuitamente

Oggi i veri cristiani sono motivati principalmente dal desiderio di piacere a Geova, non di arricchirsi. Così sono in grado di rispondere a un’accusa mossa secoli fa da Satana il Diavolo. A proposito di un uomo giusto di nome Giobbe, Satana sfidò Geova con la domanda: “È per nulla che Giobbe ha temuto Dio?” Satana insinuò che Giobbe serviva Dio unicamente perché gli aveva posto attorno una siepe di protezione. Se fosse stato privato dei suoi beni materiali, sosteneva Satana, Giobbe avrebbe maledetto Dio in faccia! — Giobbe 1:7-11.

Per rispondere a questa accusa, Dio permise a Satana di mettere alla prova Giobbe, dicendo: “Ogni cosa che ha è nella tua mano”. (Giobbe 1:12) Il risultato? Giobbe dimostrò che Satana è bugiardo. Nonostante le calamità che lo colpirono, Giobbe rimase leale. “Finché spirerò non rimuoverò da me la mia integrità!”, disse. — Giobbe 27:5, 6.

Oggi i veri adoratori assumono una posizione simile a quella di Giobbe. Il servizio che rendono a Dio non è motivato da interessi materiali.

Il gratuito dono di Dio dell’immeritata benignità

Un’altra ragione per cui i veri cristiani sono pronti a ‘dare gratuitamente’ è che loro stessi hanno ‘ricevuto gratuitamente’ da Dio. L’umanità è schiava del peccato e della morte a motivo del peccato del nostro progenitore Adamo. (Romani 5:12) Amorevolmente Geova fece qualcosa che gli costò molto: lasciò che suo Figlio morisse in sacrificio. L’umanità non lo merita certo. No, è un dono di Dio. — Romani 4:4; 5:8; 6:23.

Come si legge in Romani 3:23, 24, Paolo disse ai cristiani unti: “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ed è come gratuito dono che son dichiarati giusti per sua immeritata benignità tramite la liberazione mediante il riscatto pagato da Cristo Gesù”. Coloro che hanno la speranza di vivere per sempre sulla terra ricevono similmente un “gratuito dono”. Questo dono include il privilegio di essere dichiarati giusti come amici di Geova. — Giacomo 2:23; Rivelazione 7:14.

Il sacrificio espiatorio di Cristo permette inoltre a tutti i cristiani di servire quali ministri di Dio. L’apostolo Paolo scrisse: “Divenni ministro [del sacro segreto] secondo il gratuito dono dell’immeritata benignità di Dio”. (Efesini 3:4-7) Essendo stati chiamati a questo ministero mediante un provvedimento che non meritavano o non potevano guadagnarsi, i veri ministri di Dio non potevano aspettarsi di venire pagati per portarne la buona notizia ad altri.

 La vita eterna incentiva l’egoismo?

Significa questo che Dio si aspetti che i cristiani lo servano senza sperare di ricevere alcuna ricompensa? No, poiché l’apostolo Paolo disse ai compagni di fede: “Dio non è ingiusto da dimenticare la vostra opera e l’amore che avete mostrato per il suo nome”. (Ebrei 6:10) Davvero Geova non è ingiusto. (Deuteronomio 32:4) Al contrario, è “il rimuneratore di quelli che premurosamente lo cercano”. (Ebrei 11:6) Ma la promessa della vita eterna in Paradiso non è un incentivo all’egoismo? — Luca 23:43.

Oggi i veri cristiani sono motivati principalmente dal desiderio di piacere a Geova, non di arricchirsi

Niente affatto. Prima di tutto il desiderio di vivere per sempre nel Paradiso sulla terra ha origine da Dio stesso. Fu lui a offrire questa prospettiva alla prima coppia umana. (Genesi 1:28; 2:15-17) E quando Adamo ed Eva la persero la rese di nuovo possibile per i loro discendenti. Nella sua Parola Dio infatti promette che “la creazione stessa sarà pure resa libera dalla schiavitù della corruzione e avrà la gloriosa libertà dei figli di Dio”. (Romani 8:21) Perciò è del tutto appropriato che oggi i cristiani, come Mosè nell’antichità, guardino “attentamente alla ricompensa”. (Ebrei 11:26) Dio non offre questa ricompensa per allettarli. La offre mosso dal sincero amore che prova per coloro che lo servono. (2 Tessalonicesi 2:16, 17) Di conseguenza “amiamo, perché egli per primo amò noi”. — 1 Giovanni 4:19.

Giusto motivo per servire Dio

Comunque oggi i cristiani devono esaminare costantemente i motivi per cui servono Dio. In Giovanni 6:10-13 leggiamo che Gesù sfamò miracolosamente una folla di oltre cinquemila persone. In seguito alcuni cominciarono a seguirlo per ragioni puramente egoistiche. Gesù disse loro: “Voi mi cercate . . . perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati”. (Giovanni 6:26) Similmente decenni dopo alcuni cristiani dedicati servivano Dio ma “non con un motivo puro”. (Filippesi 1:17) Alcuni che non si attenevano alle ‘sane parole di Gesù Cristo’ cercavano persino di approfittare della compagnia dei cristiani. — 1 Timoteo 6:3-5.

Oggi il cristiano che serve solamente perché desidera vivere per sempre in Paradiso potrebbe servire ugualmente per un motivo egoistico. Con il tempo questo potrebbe farlo cadere dal punto di vista spirituale. Dato che il sistema di Satana sembra durare più a lungo del previsto, potrebbe ‘stancarsi’, pensando che la fine sia stata rimandata. (Galati 6:9) Potrebbe persino rammaricarsi dei sacrifici materiali che ha fatto. Gesù ci ricorda: “Devi amare Geova tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. (Matteo 22:37) Sì, la persona che serve Dio principalmente per amore non pone nessun limite di tempo al proprio servizio. È decisa a servirlo per sempre. (Michea 4:5) Non rimpiange gli eventuali sacrifici fatti per servire Dio. (Ebrei 13:15, 16) L’amore per Dio la spinge a mettere i Suoi interessi al primo posto nella vita. — Matteo 6:33.

Oggi più di sei milioni di veri adoratori ‘si offrono volenterosamente’ per servire Geova. (Salmo 110:3) Sei uno di loro? In caso contrario medita su quello che Dio ci offre: la pura conoscenza della verità (Giovanni 17:3), la libertà dalla schiavitù a falsi insegnamenti religiosi (Giovanni 8:32) e la speranza di vivere per sempre. (Rivelazione 21:3, 4) I testimoni di Geova possono aiutarti a sapere come si può ricevere tutto questo da Dio, senza pagare niente.