“Mostrate empatia” (1 PIET. 3:8)

CANTICO 90 Incoraggiamoci l’un l’altro

IN QUESTO ARTICOLO *

1. Perché è bello stare con persone che, come dice 1 Pietro 3:8, si interessano di noi?

È BELLO stare con persone che si interessano di noi e dei nostri sentimenti. Queste persone cercano di mettersi nei nostri panni, cioè di capire quello che pensiamo e che proviamo. Sanno di cosa abbiamo bisogno e ci offrono il loro aiuto, a volte ancora prima che lo chiediamo. Siamo molto contenti che esistano persone che mostrano “empatia” * nei nostri confronti. (Leggi 1 Pietro 3:8.)

2. Perché potrebbe non essere facile mostrare empatia?

2 Essendo cristiani, tutti noi vogliamo mostrare empatia. Bisogna dire, però, che non è sempre facile farlo. Un motivo è che siamo imperfetti (Rom. 3:23). Quindi dobbiamo combattere contro la tendenza innata a preoccuparci soprattutto di noi stessi. Un altro motivo è dovuto all’ambiente in cui alcuni di noi sono cresciuti o alle esperienze che hanno vissuto. Inoltre, potremmo essere influenzati dall’atteggiamento delle persone intorno a noi. In questi ultimi giorni molti sono indifferenti ai sentimenti degli altri e dimostrano di essere “egoisti” (2 Tim. 3:1, 2). Cosa ci aiuterà a mostrare empatia nonostante questi ostacoli?

3. (a) Come riusciremo a mostrare più empatia? (b) Cosa vedremo in questo articolo?

3 Riusciremo a mostrare più empatia se imiteremo l’esempio di Geova Dio e di suo Figlio, Gesù Cristo. Dato che è un Dio di amore, Geova è il più grande esempio di empatia  (1 Giov. 4:8). E Gesù imitò alla perfezione la personalità di suo Padre (Giov. 14:9). Infatti, quando era sulla terra, rese evidente come un essere umano può mostrare compassione. In questo articolo esamineremo innanzitutto alcuni modi in cui Geova e Gesù si sono interessati dei sentimenti degli altri. Poi vedremo come possiamo imitare il loro esempio.

L’EMPATIA DI GEOVA

4. In che modo Isaia 63:7-9 dimostra che Geova prova empatia per i suoi servitori?

4 La Bibbia insegna che Geova prova empatia per i suoi servitori. Ad esempio, riflettiamo su come si sentiva quando gli israeliti affrontavano difficoltà. “Durante tutte le loro sofferenze, soffrì anche lui”, dice la Parola di Dio. (Leggi Isaia 63:7-9.) In un’altra occasione Geova disse tramite il profeta Zaccaria che quando qualcuno fa del male ai suoi servitori è come se facesse del male a lui. Riferendosi al suo popolo, Geova si espresse così: “Chi tocca voi tocca la pupilla del mio occhio” (Zacc. 2:8). Questo esempio rende davvero bene l’idea di quanto Geova si interessi dei suoi servitori!

Geova mostrò compassione agli israeliti liberandoli dalla schiavitù in Egitto (Vedi il paragrafo 5)

5. Cosa fece Geova per aiutare i suoi servitori che soffrivano? Fate un esempio.

5 Geova però non si limita a provare compassione per i suoi servitori che soffrono. Agisce per aiutarli. Per esempio, quando gli israeliti erano schiavi in Egitto, Geova si rese conto di quanto stessero soffrendo e provò il desiderio di alleviare il loro dolore. Infatti disse a Mosè: “Ho visto le sofferenze del mio popolo [...], e ho udito il grido che alza [...]; conosco bene le pene che soffre. Scenderò per liberarlo dalla mano degli egiziani” (Eso. 3:7, 8). La compassione che Geova provò per il suo popolo lo spinse a liberarlo dalla schiavitù. Nei secoli che seguirono gli israeliti subirono vari attacchi nella Terra Promessa da parte dei nemici. Cosa provava Geova vedendoli in difficoltà? La Bibbia dice che “era mosso a compassione sentendoli gemere a causa di quelli che li opprimevano e li maltrattavano”. Spinto dall’empatia, Geova agì di nuovo per aiutare il  suo popolo: mandò dei giudici a salvare gli israeliti dai nemici (Giud. 2:16, 18).

6. Fate un esempio di come Geova tenne conto dei sentimenti di qualcuno che aveva un modo di pensare sbagliato.

6 Geova tiene conto dei sentimenti dei suoi servitori anche quando il loro modo di pensare è sbagliato. Prendiamo il caso di Giona. Dio lo aveva incaricato di proclamare un messaggio di giudizio contro i niniviti. Quando questi si pentirono, Dio decise di non distruggerli. A Giona però quella decisione non piacque per niente, infatti “si infuriò” perché la sua profezia non si era avverata. Ma Geova lo aiutò con pazienza a correggere il suo punto di vista (Giona 3:10–4:11). Alla fine Giona imparò la lezione e fu perfino incaricato da Geova di mettere per iscritto questo episodio, da cui impariamo molto anche noi (Rom. 15:4). *

7. Quale certezza ci dà il modo in cui Geova si comportò con il suo popolo?

7 Il modo in cui Geova si comportò con il suo popolo ci dà la certezza che prova empatia per i suoi servitori. Sa bene come ci sentiamo quando soffriamo. Geova ‘conosce veramente il cuore degli uomini’ (2 Cron. 6:30). Capisce i nostri pensieri più intimi, le nostre emozioni e i nostri limiti. E ‘non lascerà che siamo tentati oltre ciò che possiamo sopportare’ (1 Cor. 10:13). Questa promessa è davvero rassicurante!

L’EMPATIA DI GESÙ

8-10. Quali fattori avranno aiutato Gesù a immedesimarsi nei sentimenti degli altri?

8 Quando era sulla terra Gesù provava profondo interesse per gli altri. Almeno tre fattori avranno aiutato Gesù a immedesimarsi nei loro sentimenti. Primo, come abbiamo già detto, Gesù rispecchiava alla perfezione la personalità del suo Padre celeste. Proprio come suo Padre, amava le persone. Anche se si rallegrò di tutto quello che aveva fatto insieme a Geova, Gesù provava “particolare affetto per gli esseri umani” (Prov. 8:31). Era l’amore che spingeva Gesù a interessarsi dei sentimenti degli altri.

9 Secondo, come Geova, Gesù era in grado di vedere cosa le persone avevano nel cuore. Aveva la capacità di conoscere i loro motivi e i loro sentimenti (Matt. 9:4; Giov. 13:10, 11). Quindi, quando notava che gli altri erano addolorati, Gesù si interessava di loro e li consolava (Isa. 61:1, 2; Luca 4:17-21).

10 Terzo, Gesù aveva vissuto alcune delle difficoltà che affrontavano le persone. Ad esempio, a quanto pare Gesù crebbe in una famiglia povera. Lavorando con il suo padre adottivo, Giuseppe, imparò a svolgere lavori pesanti (Matt. 13:55; Mar. 6:3). Inoltre, sembra che Giuseppe fosse morto prima che Gesù iniziasse il suo ministero. È quindi probabile che Gesù avesse provato il dolore provocato dalla perdita di una persona cara. E Gesù sapeva anche cosa significava vivere in una famiglia in cui i componenti hanno idee religiose diverse (Giov. 7:5). Queste e altre circostanze avranno aiutato Gesù a capire i problemi e i sentimenti delle persone comuni.

Gesù allontana un uomo sordo dalla folla e gli mostra compassione sanandolo. (Vedi il paragrafo 11)

11. Quando l’empatia di Gesù era particolarmente evidente? (Vedi l’immagine in copertina.)

11 L’empatia di Gesù era particolarmente evidente in occasione dei suoi miracoli.  Gesù non compiva miracoli semplicemente per senso del dovere. Quando vedeva qualcuno che soffriva era “mosso a compassione” (Matt. 20:29-34; Mar. 1:40-42). Ad esempio, pensiamo ai sentimenti che lo avranno spinto ad allontanare un sordo dalla folla per sanarlo o a risuscitare l’unico figlio di una vedova (Mar. 7:32-35; Luca 7:12-15). Gesù capiva perfettamente ciò che provavano quelle persone e voleva aiutarle.

12. In base a Giovanni 11:32-35, come dimostrò Gesù la sua empatia per Marta e Maria?

12 Gesù provò empatia per Marta e Maria. Vedendo quanto soffrivano per la morte del loro fratello Lazzaro, “Gesù cedette alle lacrime”. (Leggi Giovanni 11:32-35.) Gesù non pianse perché non avrebbe più rivisto il suo caro amico. Infatti sapeva che avrebbe risuscitato Lazzaro. Si commosse perché soffriva per il profondo dolore che provavano i suoi amici.

13. Perché ci incoraggia sapere che Gesù ha empatia per gli altri?

13 Sapere che Gesù ha empatia per gli altri ci incoraggia molto. Il modo in cui trattava le persone ci spinge ad amarlo (1 Piet. 1:8). È rincuorante sapere che ora governa come Re del Regno di Dio. Presto eliminerà ogni tipo di sofferenza. Dato che anche Gesù ha vissuto come essere umano, nessuno meglio di lui è in grado di aiutare l’umanità a riprendersi dal dolore causato dal dominio di Satana. Per noi è un enorme privilegio avere un Governante che riesce a “capire le nostre debolezze” (Ebr. 2:17, 18; 4:15, 16).

IMITIAMO L’ESEMPIO DI GEOVA E DI GESÙ

14. Cosa ci motiva a fare Efesini 5:1, 2?

14 Se riflettiamo sull’esempio di empatia che ci hanno lasciato Geova e Gesù, ci sentiamo motivati a interessarci ancora di più dei sentimenti degli altri. (Leggi Efesini 5:1, 2.) Noi non siamo capaci di vedere cosa c’è nel cuore delle persone. Ma possiamo comunque cercare di capire quali sono i loro sentimenti e i loro bisogni (2 Cor. 11:29). A differenza della gente egoista che ci circonda, vogliamo avere a cuore non “solamente il [nostro] interesse, ma anche quello degli altri” (Filip. 2:4).

(Vedi i paragrafi da 15 a 19) *

15. Chi in particolare deve avere empatia?

15 In particolare gli anziani devono avere empatia per gli altri. Geova li considera responsabili del modo in cui trattano le pecore che ha affidato loro (Ebr. 13:17). Gli anziani devono capire cosa provano i fratelli e le sorelle per poterli aiutare. Come possono mostrare empatia?

16. Cosa fa un anziano che mostra empatia, e perché questo è importante?

16 Un anziano che mostra empatia trascorre del tempo con i fratelli. Fa loro domande e poi li ascolta con attenzione e pazienza. Questo è particolarmente importante se un fratello o una sorella vuole esprimere quello che prova ma fa fatica a trovare le parole (Prov. 20:5). Usando volentieri il suo tempo per gli altri, un anziano rafforza il legame di amicizia, fiducia, e amore tra lui e i fratelli (Atti 20:37).

17. Qual è la caratteristica degli anziani che molti fratelli e sorelle apprezzano di più? Fate un esempio.

17 Molti fratelli e sorelle dicono che la caratteristica degli anziani che apprezzano di più è l’empatia. Come mai? “Sai che ti capiranno, quindi è più facile parlare con loro”, dice Adelaide. E aggiunge: “Puoi capire se hanno empatia per te dal modo in cui ti ascoltano”. Un fratello ricorda con gratitudine: “Ho visto gli occhi di un anziano riempirsi di lacrime mentre gli parlavo  della mia situazione. È un’immagine che non potrò mai dimenticare” (Rom. 12:15).

18. Come possiamo sviluppare l’empatia?

18 Ovviamente gli anziani non sono gli unici a dover mostrare empatia. Infatti ognuno di noi può sviluppare questa capacità. In che modo? Cerchiamo di capire cosa stanno passando i nostri familiari e i nostri fratelli. Interessiamoci degli adolescenti che sono nella nostra congregazione, di chi è malato, è avanti negli anni o ha perso una persona cara. Chiediamo a questi fratelli come stanno e ascoltiamo veramente quando ci dicono quello che provano. Facciamoli sentire compresi. Offriamoci di aiutarli in qualsiasi modo possibile. Facendo tutto questo, dimostriamo con le azioni che il nostro amore è sincero (1 Giov. 3:18).

19. Perché dobbiamo essere adattabili quando cerchiamo di aiutare gli altri?

19 Dato che non tutti affrontano le difficoltà allo stesso modo, dobbiamo essere adattabili quando cerchiamo di aiutare gli altri. Alcuni infatti si aprono con facilità, mentre altri sono più riservati. Quindi, anche se vogliamo offrire il nostro aiuto, non dovremmo fare domande troppo personali (1 Tess. 4:11). Inoltre, quando gli altri riescono ad aprirsi con noi, forse non sempre condividiamo le loro opinioni. Dobbiamo però ricordare che ci stanno esprimendo i loro sentimenti. Sforziamoci quindi di essere pronti ad ascoltare e lenti a parlare (Matt. 7:1; Giac. 1:19).

20. Di cosa parleremo nel prossimo articolo?

20 Oltre a mostrare empatia nella congregazione, dobbiamo farlo anche nel ministero. In che modo possiamo avere empatia quando predichiamo? Questo sarà l’argomento del prossimo articolo.

CANTICO 130 Impariamo a perdonare

^ par. 5 Geova e Gesù si interessano dei sentimenti degli altri. Questo articolo mostrerà cosa possiamo imparare dal loro esempio. Vedremo inoltre perché dobbiamo avere empatia nei confronti degli altri e come possiamo riuscirci.

^ par. 1 COSA SIGNIFICA: L’empatia è la capacità di comprendere i pensieri e le emozioni di un’altra persona e di immedesimarsi nel suo stato d’animo (Rom. 12:15).

^ par. 6 Geova agì con compassione anche verso altri suoi servitori che erano scoraggiati o impauriti, come per esempio Anna (1 Sam. 1:10-20), Elia (1 Re 19:1-18) ed Ebed-Melec (Ger. 38:7-13; 39:15-18).

^ par. 65 DESCRIZIONE DELLE IMMAGINI. Le adunanze nella Sala del Regno ci danno molte opportunità di mostrare affetto gli uni agli altri. Qui vediamo (1) un anziano che parla in modo amichevole con un giovane proclamatore e sua madre, (2) un padre e sua figlia che aiutano una sorella anziana a entrare in macchina e (3) due anziani che ascoltano attentamente una sorella che ha chiesto dei consigli.