“Siate ospitali gli uni verso gli altri senza brontolii” (1 PIET. 4:9)

CANTICI: 100, 87

1. In quale situazione si trovavano i cristiani del I secolo?

TRA il 62 e il 64 E.V. l’apostolo Pietro scrisse “ai residenti temporanei dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia” (1 Piet. 1:1). I fratelli di queste congregazioni dell’Asia Minore, che venivano da culture molto diverse fra loro, avevano bisogno di incoraggiamento e guida. Incontravano opposizione, e di loro si parlava in modo offensivo. Stavano affrontando prove davvero infuocate. Oltre a questo, vivevano in un periodo cruciale. Pietro infatti scrisse: “La fine di ogni cosa si è avvicinata”. Nel giro di meno di 10 anni il sistema di cose giudaico sarebbe stato spazzato via con violenza. Cosa avrebbe aiutato i cristiani a superare quei momenti difficili? (1 Piet. 4:4, 7, 12).

2, 3. Perché Pietro incoraggiò i fratelli a essere ospitali? (Vedi l’immagine iniziale.)

2 Tra le altre cose, Pietro incoraggiò i fratelli a essere “ospitali gli uni verso gli altri” (1 Piet. 4:9). La parola greca tradotta “ospitalità” letteralmente significa “affetto (o benignità) per gli estranei”. È interessante notare, però, che Pietro incoraggiò i cristiani  a essere ospitali “gli uni verso gli altri”, ovvero verso coloro che già conoscevano e con cui già passavano del tempo. Perché era importante che fossero ospitali?

3 Questo li avrebbe resi più uniti. Pensiamo alla nostra esperienza personale. Sicuramente abbiamo bei ricordi di quando siamo stati invitati a casa di qualcuno. E quando noi abbiamo invitato qualcuno della congregazione, la nostra amicizia è senz’altro diventata più forte. Essendo ospitali, possiamo conoscere da vicino i nostri fratelli, più che in altri contesti. I cristiani dei tempi di Pietro avevano bisogno di essere sempre più uniti man mano che la situazione peggiorava. Lo stesso si può dire di noi che viviamo in questi “ultimi giorni” (2 Tim. 3:1).

4. A quali domande risponderemo in questo articolo?

4 Quali opportunità abbiamo per essere ospitali “gli uni verso gli altri”? Come possiamo superare gli ostacoli che ci impediscono di essere ospitali? E se gli ospiti siamo noi, come possiamo rendere felice chi ci ha invitato?

OPPORTUNITÀ PER ESSERE OSPITALI

5. Come possiamo essere ospitali alle adunanze?

5 Alle adunanze. Geova e la sua organizzazione ci invitano alle adunanze. Si tratta di banchetti spirituali a cui vogliamo che tutti si sentano benvenuti, soprattutto i nuovi (Rom. 15:7). Anche loro sono ospiti di Geova, quindi è importante che li facciamo sentire a loro agio, indipendentemente dal loro aspetto (Giac. 2:1-4). Se una persona è appena entrata e nessuno è ancora andato ad accoglierla, perché non la invitiamo a sedersi accanto a noi? L’aiuto che le daremo a seguire l’adunanza e forse a trovare i versetti potrebbe essere molto gradito. Questo sarebbe un ottimo modo per ‘seguire il corso dell’ospitalità’ (Rom. 12:13).

6. Verso chi dovremmo essere ospitali in modo particolare?

6 Per mangiare qualcosa insieme. Nei tempi biblici essere ospitali solitamente significava anche offrire un pasto (Gen. 18:1-8; Giud. 13:15; Luca 24:28-30). Invitare qualcuno a mangiare qualcosa insieme era un segno di amicizia e di pace. Verso chi dovremmo essere ospitali in modo particolare? Verso chi è parte integrante della nostra vita, cioè i fratelli e le sorelle della congregazione. Man mano che le cose peggioreranno, dipenderemo sempre di più gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di avere amici leali e di essere in pace con loro. È interessante notare che nel 2011 il Corpo Direttivo ha anticipato l’orario dello studio Torre di Guardia della famiglia Betel degli Stati Uniti dalle 18:45 alle 18:15. Come mai? L’annuncio diceva che sarebbe stato più facile per i beteliti stare insieme facendo inviti o accettandoli. Anche altre filiali si sono adeguate. Questa decisione ha reso le famiglie Betel molto più unite.

7, 8. Come possiamo essere ospitali quando vengono nella nostra Sala del Regno oratori da fuori?

7 Quando vengono nella nostra Sala del Regno oratori pubblici di altre congregazioni, sorveglianti di circoscrizione e, a volte, rappresentanti della filiale, possiamo cogliere queste occasioni per essere ospitali. (Leggi 3 Giovanni 5-8.) Un ottimo modo in cui possiamo dimostrarci ospitali è invitarli per mangiare qualcosa insieme.

8 Una sorella degli Stati Uniti ricorda: “Negli anni io e mio marito abbiamo avuto l’opportunità di invitare a casa molti oratori e le loro mogli. Sono state tutte belle occasioni: ci siamo divertiti e, soprattutto, edificati. Non ci siamo mai pentiti di averlo fatto”.

9, 10. (a) Chi potrebbe aver bisogno di ospitalità per un certo periodo? (b) Anche chi ha una casa modesta può offrirsi di ospitare qualcuno? Fate un esempio.

 9 Ospitando qualcuno per un certo periodo. Nell’antichità essere ospitali spesso implicava dare alloggio a persone fidate (Giob. 31:32; Filem. 22). Anche oggi può sorgere questa necessità. Spesso i sorveglianti di circoscrizione hanno bisogno di un alloggio quando visitano le congregazioni. Anche gli studenti delle scuole teocratiche o i volontari delle costruzioni potrebbero aver bisogno di un posto dove stare. A causa di disastri naturali alcune famiglie potrebbero perdere la casa e aver bisogno di un alloggio finché la loro abitazione non viene resa di nuovo agibile. Non dovremmo pensare che solo i fratelli che hanno una casa molto confortevole siano in grado di dare la loro disponibilità; forse lo hanno già fatto tante volte. Potremmo offrirci di ospitare qualcuno anche se la nostra casa è modesta?

10 Un fratello che vive in Corea del Sud ricorda con piacere le occasioni in cui ha ospitato alcuni studenti di scuole teocratiche. Scrive: “All’inizio esitavo un po’ perché ci eravamo sposati da poco e avevamo una casa piccola. Ma avere gli studenti a casa è stato davvero bello. Per noi che eravamo appena sposati è stato istruttivo vedere quanto può essere felice una coppia quando serve Geova e si pone obiettivi spirituali”.

11. Perché è importante essere ospitali con i fratelli arrivati da poco nella congregazione?

11 Con fratelli arrivati da poco. Fratelli o intere famiglie potrebbero trasferirsi nella nostra zona. Alcuni vengono a dare una mano, magari come pionieri, perché nella nostra congregazione c’è bisogno. All’inizio si sentono tutti un po’ spaesati perché hanno cambiato zona, congregazione e forse anche lingua o cultura. Invitandoli a mangiare qualcosa o ad andare da qualche parte insieme li aiutiamo a fare nuove amicizie e ad abituarsi alla loro nuova situazione.

12. Quale esperienza dimostra che per essere ospitali non bisogna preparare cose elaborate?

12 Per essere ospitali non c’è bisogno di preparare cose elaborate. (Leggi Luca 10:41, 42.) Raccontando gli inizi del suo servizio missionario, un fratello dice: “Eravamo giovani, inesperti e sentivamo nostalgia di casa. Una sera mia moglie era particolarmente giù e non riuscivo a consolarla. Verso le sette e mezza sentimmo bussare alla porta. Era una donna che stava studiando la Bibbia. Era venuta per dare il benvenuto ai nuovi missionari, e ci aveva portato tre arance. La invitammo a entrare e le offrimmo un bicchiere d’acqua. Poi preparammo un tè e una cioccolata calda. Noi non parlavamo ancora swahili e lei non parlava inglese. Ma quella fu la prima di molte belle occasioni che ci permisero di fare amicizia con i fratelli del posto”.

SUPERIAMO GLI OSTACOLI

13. Quali risultati positivi derivano dall’essere ospitali?

13 Ci capita mai di esitare a mostrare ospitalità? Se sì, potremmo perdere l’opportunità di stare in piacevole compagnia e di stringere amicizie durature. L’ospitalità è uno dei migliori antidoti alla solitudine. Ma forse ci chiediamo come mai una persona dovrebbe esitare a mostrare ospitalità. Potrebbero esserci varie ragioni.

14. Cosa possiamo fare se la mancanza di tempo e di energie ci impedisce di fare inviti o accettarli?

14 Tempo ed energie. I servitori di Geova sono molto impegnati e spesso hanno tante responsabilità. Alcuni potrebbero pensare di non avere il tempo e le energie per essere ospitali. Se questo è il nostro caso, forse dobbiamo rivedere il nostro programma. Potremmo modificarlo in  modo da avere tempo ed energie per fare inviti o accettarli? Le Scritture ricordano ai cristiani l’importanza dell’ospitalità (Ebr. 13:2). Non è sbagliato trovare il tempo per essere ospitali; anzi, è la cosa giusta da fare. Ovviamente, però, dovremmo essere disposti a ridurre alcune attività non indispensabili.

15. Quali timori hanno alcuni?

15 L’opinione che abbiamo di noi stessi. Ci capita mai di voler mostrare ospitalità ma di non sentirci all’altezza? Alcuni sono timidi e hanno paura che non riusciranno a tenere in piedi una conversazione o che gli ospiti si annoieranno. Altri non hanno molte possibilità economiche e credono che non potranno mai offrire quello che possono offrire altri fratelli della congregazione. Ricordiamoci, però, che non è necessario avere una bella casa. L’importante è che sia pulita, ordinata e accogliente.

16, 17. Cosa possiamo fare se l’idea di avere ospiti ci mette ansia?

16 Se l’idea di avere ospiti ci mette ansia, non siamo i soli. Un anziano che vive in Gran Bretagna ammette: “Ci si può sentire un po’ nervosi quando ci si prepara ad avere ospiti. Ma come succede ogni volta che facciamo uno sforzo per servire Geova, i benefìci e le soddisfazioni compensano di gran lunga tutta l’ansia che possiamo aver provato. Mi è capitato di passare dei bei momenti semplicemente stando seduto con gli ospiti a fare due chiacchiere davanti a un caffè”. Ricordiamoci inoltre che è sempre buono interessarsi degli ospiti (Filip. 2:4). Praticamente a tutti piace parlare delle proprie esperienze di vita. I momenti in cui stiamo in compagnia potrebbero essere gli unici in cui qualcuno ci chiede di raccontare qualcosa di noi. Un altro anziano scrive: “Invitare a casa i fratelli della congregazione mi aiuta a comprenderli meglio e mi dà il tempo di imparare a conoscerli, in particolare scoprendo come sono venuti alla verità”. Se ci interessiamo dei nostri ospiti, qualunque occasione può diventare piacevole.

17 Una pioniera che ha ospitato alcuni studenti di scuole teocratiche ammette: “All’inizio ero preoccupata perché l’alloggio che offrivo era modesto e arredato con mobili usati. Ma la moglie di uno degli insegnanti mi ha fatto sentire a mio agio. Mi ha detto che quando lei e il marito visitano le congregazioni, le settimane migliori sono quelle trascorse a casa di persone spirituali che magari non hanno tanto dal punto di vista economico ma hanno il loro stesso obiettivo, cioè servire Geova e mantenere uno stile di vita semplice. Quelle parole mi hanno fatto tornare in mente ciò che mia mamma ci diceva quando eravamo bambini: ‘È meglio un piatto di verdura dove c’è amore’” (Prov. 15:17). Se l’ospitalità è offerta con amore, non ci si deve preoccupare di nulla.

18, 19. In che modo essere ospitali ci aiuta a cambiare l’opinione negativa che abbiamo di alcuni?

18 L’opinione che abbiamo degli altri. Magari nella nostra congregazione c’è qualcuno che ci irrita. Le prime impressioni che abbiamo avuto di quella persona potrebbero essere negative, e non miglioreranno se non facciamo nulla. Nonostante le nostre buone intenzioni, le differenze di personalità potrebbero impedirci di essere ospitali. O forse c’è qualcuno che in passato ci ha ferito, e facciamo fatica a perdonarlo.

19 Per migliorare i rapporti con gli altri, persino con i nemici, la Bibbia incoraggia l’ospitalità. (Leggi Proverbi 25:21, 22.) Essere ospitali contribuisce a ridurre gli attriti e a eliminare il risentimento. Può farci notare aspetti positivi della personalità del nostro ospite, aspetti che Geova ha visto quando lo ha attirato (Giov. 6:44). Se motivato dall’amore, un invito inaspettato può essere  l’inizio di un rapporto completamente diverso. Come facciamo a essere sicuri che è davvero l’amore che ci spinge a essere ospitali? Un modo è quello di seguire il consiglio di Filippesi 2:3: “Con modestia di mente, [considerate] che gli altri siano superiori a voi”. Sforziamoci di trovare aspetti sotto i quali i nostri fratelli sono effettivamente superiori a noi, che si tratti di fede, perseveranza, coraggio o di qualche altra qualità cristiana. In questo modo il nostro amore per loro diventerà più forte e ci sarà più facile mostrare un’ospitalità genuina che contribuirà a ripristinare buoni rapporti.

E SE GLI OSPITI SIAMO NOI?

In genere chi invita fa diversi preparativi per accogliere gli ospiti (Vedi il paragrafo 20)

20. Cosa non dovremmo fare una volta accettato un invito, e perché?

20 Il salmista Davide chiese: “O Geova, chi sarà ospite nella tua tenda?” (Sal. 15:1). Rispose elencando le qualità spirituali che Dio cerca nei suoi ospiti. Fra queste c’è l’importanza di mantenere la parola data. Leggiamo infatti: “Ha giurato a ciò che è cattivo per lui stesso, eppure non cambia” (Sal. 15:4). Se abbiamo accettato un invito, non dovremmo disdirlo senza un valido motivo. Probabilmente chi ci ha invitato ha già fatto dei preparativi, e tutta la sua fatica sarebbe sprecata (Matt. 5:37). A volte alcuni disdicono un invito per accettarne un altro apparentemente migliore, ma questo non è segno di amore e rispetto. Dovremmo piuttosto accettare l’ospitalità che ci viene mostrata essendo grati di qualsiasi cosa ci venga offerta (Luca 10:7). E se veramente siamo costretti a disdire, sarebbe segno di amore e considerazione informare il prima possibile chi ci ha invitato.

21. Perché è importante rispettare le usanze del posto?

21 È anche importante rispettare le usanze del posto. Ci sono culture in cui una persona può tranquillamente presentarsi a casa di qualcuno senza preavviso, altre in cui è meglio prendere accordi prima. In alcuni posti il meglio è riservato agli ospiti; in altri luoghi ospiti e familiari sono trattati tutti allo stesso modo. Ci sono zone in cui gli ospiti portano qualcosa, altre in cui i padroni di casa preferiscono che gli ospiti non portino nulla. E in alcune culture ci si aspetta che una persona rifiuti gentilmente un primo o anche un secondo invito, mentre in altre è maleducato rifiutare. Facciamo tutto il possibile per rendere felice chi ci invita!

22. Perché è così importante essere “ospitali gli uni verso gli altri”?

22 Oggi più che mai “la fine di ogni cosa si è avvicinata” (1 Piet. 4:7). Andiamo incontro alla più grande tribolazione che il mondo abbia mai visto. Man mano che la situazione si fa più difficile, l’amore che ci lega ai nostri fratelli dev’essere sempre più forte. Il consiglio di Pietro è particolarmente adatto nei nostri giorni: “Siate ospitali gli uni verso gli altri” (1 Piet. 4:9). L’ospitalità è una bella qualità di cui c’è tanto bisogno oggi e di cui ci sarà bisogno sempre.