Vai direttamente al contenuto

Vai direttamente al menu secondario

Vai direttamente al sommario

Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  marzo 2017

Un nome biblico su un’antica giara

Un nome biblico su un’antica giara

I frammenti di una giara di ceramica di 3.000 anni fa, rinvenuti nel 2012, di recente hanno suscitato l’interesse dei ricercatori. Cosa rende così particolare questo ritrovamento? Non tanto i frammenti in sé, quanto l’iscrizione che vi compare.

Quando alla fine sono riusciti a ricomporre il reperto originale, gli archeologi hanno potuto decifrare quell’antica scritta cananea, che riporta le parole “Esbaal ben Bedà”, cioè Esbaal figlio di Beda. È la prima volta che gli archeologi trovano questo nome in un’antica iscrizione.

Tuttavia, un altro Esbaal era già menzionato nella Bibbia. Si trattava di uno dei figli del re Saul (1 Cron. 8:33; 9:39). Il professor Yosef Garfinkel, che ha partecipato agli scavi, osserva: “È interessante notare che il nome Esbaal compare nella Bibbia, e ora anche tra i reperti archeologici, solo in relazione al periodo di regno di Davide”. Alcuni pensano che questo nome fosse usato soltanto in quel particolare periodo. Ancora una volta, un dettaglio contenuto nella Bibbia è stato confermato dall’archeologia.

Altrove nella Bibbia, il nome Esbaal è riportato come Is-Boset, dove “baal” è stato sostituito con “boset” (2 Sam. 2:10). Quale potrebbe essere il motivo? Alcuni ricercatori spiegano che “in II Samuele si riscontra un’apparente riluttanza a usare il nome Esbaal, che ricordava il dio cananeo della tempesta, Baal”. Aggiungono però che “il nome originale [...] è stato conservato nel Libro delle Cronache”.