“Dio non è ingiusto da dimenticare la vostra opera e l’amore che avete dimostrato per il suo nome” (EBR. 6:10)

CANTICI: 39, 30

1. Cosa desideriamo tutti?

COME ci sentiamo quando qualcuno che conosciamo e rispettiamo non ricorda il nostro nome o, peggio ancora, non ci nota nemmeno? Ci restiamo male, perché a nessuno piace sentirsi ignorato. E non vogliamo semplicemente essere notati: desideriamo essere apprezzati per quello che siamo e che abbiamo fatto (Num. 11:16; nt.; Giob. 31:6).

2, 3. In che modo il desiderio di sentirsi apprezzati può essere portato agli eccessi? (Vedi l’immagine iniziale.)

2 Come molti altri desideri, però, quello di sentirsi apprezzati può essere portato agli eccessi dalla nostra imperfezione. Potrebbe spingerci a metterci in mostra. Il mondo di Satana alimenta il desiderio di notorietà e gratificazione, desiderio che ci fa distogliere l’attenzione dal nostro Padre celeste Geova, l’unico che merita di essere onorato e adorato (Riv. 4:11).

3 Ai giorni di Gesù alcuni capi religiosi desideravano mettersi in mostra. Gesù avvertì i suoi seguaci:  “Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti e a cui piace essere salutati nelle piazze, sedersi nei primi posti [“posti migliori”, nt.] nelle sinagoghe e occupare i posti più importanti alle cene”. Aggiunse poi: “Loro subiranno un giudizio più severo” (Luca 20:46, 47). A differenza di quei capi religiosi, una vedova povera, che fece una piccola contribuzione senza l’intenzione di mettersi in mostra, venne lodata da Gesù (Luca 21:1-4). Gesù mostrò così qual è il giusto atteggiamento da avere. Questo articolo ci aiuterà a mantenere l’atteggiamento che Geova desidera che mostriamo.

L’ONORE PIÙ GRANDE

4. Qual è il più grande onore che possiamo avere, e perché?

4 Molti cercano di farsi conoscere nel mondo del lavoro, dell’istruzione, dello spettacolo o dello sport. Paolo invece suggerì qualcosa di diverso quando scrisse: “Ora che avete conosciuto Dio, anzi, ora che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi volgete di nuovo a quei deboli e miseri princìpi basilari e volete tornare a esserne schiavi?” (Gal. 4:9). Quello di essere “conosciuti da Dio”, il Sovrano dell’universo, è il più grande onore che possiamo avere! Geova ci apprezza per quello che siamo e desidera essere nostro Amico. Quando Geova ci considera suoi amici, raggiungiamo lo scopo stesso della nostra esistenza (Eccl. 12:13, 14).

5. Cosa dobbiamo fare per essere conosciuti da Dio?

5 Mosè era amico di Geova. Quando gli chiese di poter conoscere meglio le sue vie, lui gli rispose: “Esaudirò anche questa tua richiesta, perché hai ottenuto il mio favore e ti conosco bene” (Eso. 33:12-17). Geova potrebbe dire lo stesso di noi. Ma cosa dobbiamo fare per essere conosciuti da Geova? Dobbiamo amarlo e dedicargli la nostra vita. (Leggi 1 Corinti 8:3.)

6, 7. Cosa potrebbe farci perdere la nostra amicizia con Geova?

6 È importante comunque non perdere la preziosa amicizia che abbiamo con il nostro Padre celeste. Anche noi, come i cristiani della Galazia a cui scrisse Paolo, dobbiamo evitare di essere schiavi dei “deboli e miseri princìpi basilari” di questo mondo, il che include non ricercare la notorietà e il successo che offre (Gal. 4:9). Quei primi cristiani erano già “conosciuti da Dio”. Si stavano però ‘volgendo di nuovo’ a cose di nessun valore. Era come se Paolo dicesse: “Ora che siete arrivati a questo punto, perché volete tornare alle cose stupide e inutili che vi siete lasciati dietro?”

7 La stessa cosa potrebbe succedere a noi. Quando abbiamo conosciuto Geova, come Paolo forse abbiamo rinunciato a notorietà e successo nel mondo di Satana. (Leggi Filippesi 3:7, 8.) Potremmo aver rinunciato a un’istruzione superiore, a promozioni o a opportunità di fare soldi. Il nostro talento musicale o sportivo forse ci avrebbe reso ricchi e famosi, ma abbiamo abbandonato tutto (Ebr. 11:24-27). Sarebbe davvero poco saggio ripensare a queste buone decisioni come a opportunità mancate! Con questo modo di pensare finiremmo per ricercare proprio le cose ‘deboli e  misere’ di questo mondo che avevamo deciso di scartare.

DUE VERITÀ IMPORTANTI

8. Come possiamo rafforzare il desiderio di essere notati e apprezzati da Geova?

8 Come possiamo rafforzare il desiderio di essere notati e apprezzati da Geova e non dal mondo? Abbiamo bisogno di ricordare due verità importanti. Primo, Geova apprezza e ricompensa sempre chi lo serve fedelmente (leggi Ebrei 6:10; 11:6). Considera preziosi i suoi servitori fedeli e ritiene che sia “ingiusto” ignorarli. “Geova conosce quelli che gli appartengono”, e questo è sempre vero (2 Tim. 2:19). “Conosce la via dei giusti” e “sa liberare dalla prova le persone a lui devote” (Sal. 1:6; 2 Piet. 2:9).

9. Fate esempi di come Geova ha dimostrato di apprezzare la fedeltà del suo popolo.

9 A volte Geova ha dimostrato di apprezzare la fedeltà del suo popolo ricompensandolo in maniera straordinaria (2 Cron. 20:20, 29). Pensiamo ad esempio al modo in cui al Mar Rosso salvò il suo popolo inseguito dal potente esercito del faraone (Eso. 14:21-30; Sal. 106:9-11). Quell’intervento fu così spettacolare che 40 anni dopo le persone ne parlavano ancora (Gios. 2:9-11). È molto incoraggiante ricordare come Geova ha salvato i suoi servitori nel passato, perché presto saremo attaccati da Gog di Magog (Ezec. 38:8-12). In quei momenti saremo davvero contenti di aver cercato di essere notati e apprezzati da Geova, non dal mondo!

10. Cos’altro è importante ricordare?

10 È anche importante ricordare che Geova potrebbe ricompensarci in modi inaspettati. Quelli che fanno del bene solo per essere notati dagli altri non possono aspettarsi nessuna ricompensa da Geova. Gesù disse infatti che la loro ricompensa è unicamente quella di “essere onorati dagli uomini”. (Leggi Matteo 6:1-5.) D’altra parte Geova, “che vede in segreto”, si accorge di quelli che fanno del bene senza essere notati ed è pronto a ricompensarli. A volte può anche ricompensare i suoi servitori in modi inaspettati. Vediamo alcuni esempi.

UN’UMILE DONNA RICOMPENSATA IN MODI INASPETTATI

11. In che modo Geova ricompensò Maria?

11 Geova scelse come madre per suo Figlio Gesù una donna giovane e umile. Si chiamava Maria e viveva a Nazaret, un’insignificante città lontana da Gerusalemme e dal suo maestoso tempio. (Leggi Luca 1:26-33.) Perché Geova scelse proprio lei? L’angelo Gabriele le disse che lei aveva “incontrato il favore di Dio”. Possiamo notare il suo grande spessore spirituale da quello che in seguito disse a Elisabetta, una sua parente (Luca 1:46-55). È evidente che Geova aveva osservato Maria e che ricompensò la sua fedeltà onorandola con un privilegio inaspettato.

12, 13. In quali modi fu reso onore a Gesù (a) quando nacque? (b) quando fu portato al tempio 40 giorni dopo?

12 Quando nacque Gesù, Geova non diede l’onore di sapere quello che era accaduto a personaggi di rilievo o a governanti di Gerusalemme o Betlemme. Mandò degli angeli da umili pastori che stavano facendo pascolare le loro greggi nelle campagne  di Betlemme (Luca 2:8-14). Questi pastori poi andarono a far visita al piccolo Gesù (Luca 2:15-17). Maria e Giuseppe saranno rimasti piacevolmente sorpresi vedendo che Gesù veniva onorato in questa maniera! Il modo di agire di Geova è completamente diverso da quello del Diavolo. Quando Satana mandò gli astrologi a far visita a Gesù e ai suoi genitori, tutti a Gerusalemme seppero della nascita di Gesù, e questo creò grande agitazione (Matt. 2:3). Satana fece in modo che la notizia si diffondesse, e questo alla fine causò la morte di molti bambini innocenti (Matt. 2:16).

13 Come prescritto dalla Legge, 40 giorni dopo la nascita di Gesù, Maria andò a fare un’offerta a Geova al tempio di Gerusalemme, che si trovava a circa 9 chilometri da Betlemme (Luca 2:22-24). Mentre viaggiava con Giuseppe e Gesù, potrebbe essersi chiesta se il sacerdote officiante avrebbe fatto menzione del futuro ruolo di Gesù. Ma le cose non andarono nel modo in cui forse si immaginava Maria. Geova usò Simeone, “un uomo giusto e devoto”, e la profetessa Anna, una vedova di 84 anni, per annunciare che il bambino sarebbe diventato il promesso Messia, o Cristo (Luca 2:25-38).

14. Quali ricompense ricevette Maria da Geova?

14 Geova continuò a dare onore anche a Maria, ricompensandola per la fedeltà con cui si era presa cura di Gesù. Infatti fece in modo che alcune delle cose che disse e fece venissero riportate nella Bibbia. A quanto pare Maria non poté viaggiare insieme a Gesù durante i tre anni e mezzo del suo ministero. Probabilmente, essendo vedova, per lei era meglio restare a Nazaret. Per questo non visse tante esperienze significative che ebbero altri. Al momento della morte di Gesù, però, lei era lì con lui (Giov. 19:26). In seguito si trovava a Gerusalemme insieme ai discepoli nei giorni che precedettero la Pentecoste, giorno in cui fu versato lo spirito santo (Atti 1:13, 14). Con tutta probabilità fu tra coloro che vennero unti. Questo significa che le fu data l’opportunità di vivere in cielo insieme a Gesù per l’eternità. Davvero una ricompensa meravigliosa per il suo fedele servizio!

GEOVA DÀ ONORE A SUO FIGLIO

15. Quando Gesù era sulla terra, in che modo Geova gli diede onore?

15 Gesù non cercò di essere onorato dagli esponenti politici e religiosi dell’epoca. Ma dev’essere stato molto incoraggiante per lui quando Geova in tre occasioni gli diede onore parlando direttamente dal cielo! Quando Gesù fu battezzato nel Giordano, Geova disse: “Questo è mio Figlio, il mio amato Figlio, che io ho approvato” (Matt. 3:17). Sembra che Giovanni Battista sia stato l’unico testimone di quell’evento. Poi, circa un anno prima della morte di Gesù, tre dei suoi apostoli sentirono Geova dire: “Questo è mio Figlio, il mio amato Figlio, che io ho approvato. Ascoltatelo” (Matt. 17:5). E pochi giorni prima che Gesù morisse, Geova parlò di nuovo a suo Figlio dal cielo (Giov. 12:28).

Cosa impariamo dai modi in cui Geova ha dato onore a Gesù? (Vedi i paragrafi da 15 a 17)

16, 17. Quale ricompensa inaspettata diede Geova a Gesù?

16 Gesù sapeva che sarebbe stato falsamente  accusato di bestemmia e che sarebbe andato incontro a una morte umiliante. Eppure pregò Geova: “Non come voglio io, ma come vuoi tu”. E aggiunse: “Si compia la tua volontà” (Matt. 26:39, 42). ‘Sopportò il palo di tortura senza curarsi del disonore’ e senza cercare di essere onorato dal mondo, ma solo da suo Padre (Ebr. 12:2). Geova ricompensò la sua fedeltà?

17 Quando era sulla terra, Gesù espresse il suo desiderio di ritornare alla gloria che aveva avuto in cielo insieme a suo Padre (Giov. 17:5). Niente fa pensare che ambisse a qualcosa di più. Non si aspettava una sorta di promozione una volta in cielo. Geova però decise di ricompensarlo in un modo inaspettato. Quando lo risuscitò, ‘lo innalzò a una posizione superiore’ e gli diede qualcosa che nessuno aveva mai ricevuto prima: la vita immortale in cielo (Filip. 2:9; 1 Tim. 6:16). * Geova ricompensò in maniera davvero straordinaria il fedele servizio reso da Gesù!

18. Cosa ci aiuterà a mantenere il desiderio di essere notati e apprezzati da Geova e non dal mondo?

18 Cosa ci aiuterà a mantenere il desiderio di essere notati e apprezzati da Geova e non dal mondo? Dobbiamo ricordare che Geova apprezza e ricompensa sempre i suoi servitori fedeli e che spesso li ricompensa in modi inaspettati. Non riusciamo neanche a immaginare in quali modi Geova ci ricompenserà in futuro! Ma per ora, mentre in questa società malvagia affrontiamo problemi e difficoltà, non dimentichiamo che il mondo e ogni tipo di onore e gratificazione che potrebbe offrire presto scompariranno (1 Giov. 2:17). Il nostro Padre, Geova, ci ama e ‘non è ingiusto da dimenticare la nostra opera e l’amore che abbiamo dimostrato per il suo nome’ (Ebr. 6:10). Possiamo essere certi che ci nota e ci apprezza, e che ci ricompenserà in modi che potrebbero andare oltre ogni nostra aspettativa!

^ par. 17 Questa ricompensa può essere stata inaspettata, dato che nelle Scritture Ebraiche non si parla mai di immortalità.