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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  luglio 2016

Eric e Amy

Si sono offerti volenterosamente: in Ghana

Si sono offerti volenterosamente: in Ghana

CONOSCIAMO alcuni che si sono trasferiti in un paese dove c’è più bisogno di proclamatori del Regno? Pensando a fratelli e sorelle come loro, forse ci siamo chiesti: “Che cosa li spinge a servire all’estero? Come si preparano per questo tipo di servizio? Sarei in grado di farlo anch’io?” Di certo un buon modo per rispondere a domande del genere è parlare proprio con loro. Ne abbiamo intervistati alcuni.

LE MOTIVAZIONI

Perché hai iniziato a pensare di servire in un paese dove il bisogno è maggiore? Amy, una sorella sui 35 anni che viene dagli Stati Uniti, dice: “Ho pensato per anni al servizio all’estero, ma questa meta non sembrava alla mia portata”. Cosa le fece cambiare idea? “Nel 2004 una coppia di amici che servivano in Belize mi invitarono ad andare a trovarli e a fare la pioniera con loro per un mese. Accettai e fu un’esperienza fantastica! Un anno dopo mi trasferii in Ghana come pioniera”.

Aaron e Stephanie

Una sorella di quasi 30 anni di nome Stephanie, anche lei degli Stati Uniti, qualche anno fa esaminò meglio le sue circostanze e pensò: “Sono in buona salute e non ho responsabilità familiari. Potrei fare molto di più per Geova!” Questa onesta valutazione la spinse a trasferirsi in Ghana per espandere il suo ministero. Filip e Ida, una coppia di pionieri di mezza età della Danimarca, avevano un sogno nel cassetto: trasferirsi in un territorio dove c’era maggior bisogno. Cercarono quindi di trovare il modo di realizzare quel sogno. “Quando se ne presentò l’occasione”, ricorda Filip, “fu come se Geova ci stesse dicendo: ‘Forza, andate!’” Nel 2008 si trasferirono in Ghana, dove servirono per più di tre anni.

Brook e Hans

 Hans e Brook, una coppia di pionieri sulla trentina, servono negli Stati Uniti. Nel 2005 parteciparono alle operazioni di soccorso dopo l’uragano Katrina. In seguito fecero domanda per servire nei progetti internazionali di costruzione, ma non furono chiamati. Hans ricorda: “Un giorno a un congresso ascoltammo un discorso in cui si parlava del re Davide: accettò il fatto che non gli sarebbe stato consentito di costruire il tempio e cambiò obiettivo. Questa riflessione ci aiutò a capire che non c’è nulla di male a cambiare le proprie mete teocratiche” (1 Cron. 17:1-4, 11, 12; 22:5-11). Brook aggiunge: “Evidentemente Geova voleva che bussassimo a un’altra porta”.

Furono gli entusiasmanti racconti di amici che servivano in altri paesi a motivare Hans e Brook a fare lo stesso. Nel 2012 andarono in Ghana e vi rimasero quattro mesi, servendo in una congregazione di lingua dei segni. Anche se dovettero rientrare negli Stati Uniti, l’esperienza in Ghana rafforzò il loro desiderio di mettere sempre al primo posto gli interessi del Regno. In seguito, parteciparono ai lavori di costruzione di una filiale in Micronesia.

I PREPARATIVI

Che preparativi hai fatto per servire dove c’è più bisogno? Stephanie risponde: “Considerai articoli della Torre di Guardia relativi a questo tipo di servizio”. * E aggiunge: “Inoltre parlai del mio desiderio di servire all’estero con gli anziani della congregazione e con il sorvegliante di circoscrizione e sua moglie. Soprattutto parlavo spesso di questa meta in preghiera a Geova”. Nel frattempo Stephanie continuò ad avere uno stile di vita semplice in modo da poter mettere da parte del denaro per mantenersi all’estero.

Hans racconta: “Pregammo per ricevere la guida di Geova perché volevamo andare dove ci avrebbe indicato  lui. Nelle nostre preghiere menzionavamo anche il giorno preciso in cui avevamo intenzione di realizzare il nostro progetto”. Hans e Brook scrissero a quattro filiali. Dopo aver ricevuto una risposta molto positiva dalla filiale del Ghana, andarono là con l’idea di rimanervi due mesi. “Ci piaceva così tanto lavorare con la congregazione”, dice Hans, “che decidemmo di fermarci più a lungo”.

Adria e George

George e Adria, due coniugi di poco meno di 40 anni che vengono dal Canada, sapevano che Geova benedice le buone decisioni, non semplicemente le buone intenzioni. Per questo motivo fecero passi concreti per raggiungere la loro meta. Contattarono una sorella che stava servendo dove c’era più bisogno in Ghana e le fecero parecchie domande. Inoltre scrissero sia alla filiale del Canada che a quella del Ghana. Adria dice: “Cercammo di semplificare ancora di più la nostra vita”. Grazie a queste buone decisioni, nel 2004 furono in grado di trasferirsi in Ghana.

LE SFIDE

Quali sfide ti si sono presentate dopo il trasferimento, e come le hai affrontate? Amy dice che la sua prima sfida fu la nostalgia di casa, e spiega: “Era tutto molto diverso da quello a cui ero abituata!” Cosa le fu d’aiuto? Amy racconta: “I miei familiari mi telefonavano e mi dicevano quanto apprezzavano il mio servizio. Questo mi aiutava a ricordare a me stessa le ragioni che mi avevano spinto a trasferirmi. In seguito iniziammo a usare le videochiamate.  Dato che ci potevamo vedere, non mi sembravano più così lontani”. Amy aggiunge che stringere un’amicizia con una sorella matura del luogo la aiutò a comprendere le usanze del posto. “La mia amica diventò il mio punto di riferimento ogni volta che non capivo alcuni modi di fare delle persone”, dice Amy. “Grazie al suo aiuto imparai a distinguere cosa fare e cosa non fare, e questo mi permise di mantenere la gioia nel ministero”.

George e Adria raccontano che al loro arrivo in Ghana ebbero l’impressione di essere tornati indietro nel tempo. “Invece di usare la lavatrice, usavamo dei secchi. E per cucinare ci voleva molto più tempo che a casa”, dice Adria. “Ma dopo un po’ iniziammo a considerare le situazioni che all’inizio rappresentavano una sfida semplicemente come nuove esperienze”. Brook dal canto suo dice: “Nonostante le difficoltà che incontriamo noi pionieri, abbiamo una vita piena di soddisfazioni. Tutte le esperienze incoraggianti che abbiamo avuto formano un bellissimo album di ricordi a cui teniamo molto”.

LE RICOMPENSE

Perché consiglieresti ad altri questo tipo di servizio? Stephanie risponde: “Qui ci sono persone così assetate di verità che vogliono studiare la Bibbia con te tutti i giorni. È una vera gioia predicare in un territorio come questo!” E aggiunge: “Andare a servire dove c’è più bisogno è una delle decisioni migliori che abbia mai preso!” Dal 2014 Stephanie è sposata con Aaron, e oggi servono alla filiale del Ghana.

“È davvero un’esperienza meravigliosa”, commenta Christine, una pioniera poco più che trentenne che viene dalla Germania. Prima di andare in Ghana, Christine aveva servito in Bolivia. Racconta: “Dato che ero molto lontana dalla mia famiglia, mi rivolgevo sempre a Dio per avere aiuto. Geova è diventato per me più reale che mai. Inoltre ho provato in prima persona la straordinaria unità del suo popolo. Questo servizio mi ha davvero arricchita”. Christine si è da poco sposata con Gideon, e continuano a servire insieme in Ghana.

Christine e Gideon

Filip e Ida spiegano cosa facevano per aiutare le persone che studiavano la Bibbia con loro a crescere spiritualmente. “Avevamo anche più di 15 studi biblici”, raccontano, “ma poi decidemmo di non tenerne più di 10; così fummo in grado di dedicare maggiore attenzione a ciascuno studente”. Che risultato ebbe questa decisione? Filip racconta: “Studiavo ogni giorno con Michael, un giovane che si preparava così bene che finimmo il libro Cosa insegna la Bibbia in un mese. Poi Michael divenne un proclamatore non battezzato. Il primo giorno che uscì in servizio mi chiese di aiutarlo a condurre degli studi biblici. Rimasi a bocca aperta. Michael mi spiegò che gli serviva aiuto perché aveva iniziato tre studi”. C’è talmente tanto bisogno che perfino gli studenti diventano subito insegnanti!

Ida e Filip

Amy racconta come si rese subito conto di un grande bisogno: “Poco tempo dopo essere arrivata in Ghana, predicammo in un villaggio in cerca di sordi e ne trovammo non uno, ma otto!” Nel frattempo Amy sposò Eric, e ora servono insieme come pionieri speciali in una congregazione di lingua dei segni. Aiutano alcuni degli oltre 300 sordi del Ghana che sono interessati al messaggio o sono già proclamatori. Dal canto loro, servendo in questo paese George e Adria sperimentarono di persona cosa significa essere missionari. Come furono felici di ricevere l’invito a frequentare la 126a classe della Scuola di Galaad! Oggi servono come missionari in Mozambico.

SPINTI DALL’AMORE

È incoraggiante vedere così tanti fratelli e sorelle di altri paesi che si impegnano al massimo insieme ai fratelli del posto per partecipare alla mietitura (Giov. 4:35). In Ghana ogni settimana si battezzano in media 120 persone. Proprio come nel caso dei 17 fratelli e sorelle che si sono trasferiti in Ghana per espandere il loro ministero, l’amore per Geova ha spinto migliaia di evangelizzatori in tutto il mondo a “[offrirsi] volenterosamente” e a servire in zone dove c’è maggior bisogno di proclamatori del Regno. Questi predicatori volenterosi sicuramente rallegrano il cuore di Geova (Sal. 110:3; Prov. 27:11).

^ par. 9 Vedi ad esempio gli articoli “Potete servire dove c’è maggior bisogno di proclamatori del Regno?” e “Potete passare in Macedonia?” nella Torre di Guardia del 15 aprile e del 15 dicembre 2009.