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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  giugno 2017

“Benedetto il tuo senno”

“Benedetto il tuo senno”

QUESTE parole di lode furono rivolte da Davide, un uomo dell’antico Israele, a una donna di nome Abigail. Perché Davide la lodò? Cosa possiamo imparare da lei?

Davide incontrò Abigail mentre era in fuga dal re Saul. Quella donna era sposata con Nabal, un uomo facoltoso le cui molte greggi pascolavano nella regione montagnosa della parte meridionale di Giuda. Davide e i suoi uomini erano stati “un muro” per i pastori e per le greggi di Nabal. In seguito Davide inviò dei messaggeri a Nabal, chiedendo ‘qualunque cosa la sua mano trovasse’ in quanto a viveri (1 Sam. 25:8, 15, 16). Quella richiesta non era affatto irragionevole, se si pensa al modo in cui Davide e i suoi uomini avevano protetto gli interessi di Nabal.

Purtroppo Nabal, il cui nome significa “insensato” o “stupido”, si comportò in modo degno di tale nome. Rispose a Davide in modo aspro e insolente, rifiutandosi di aiutarlo. Per questo Davide si preparò a punirlo per la sua risposta oltraggiosa e sconsiderata. Nabal avrebbe pagato cara la sua stupidità, e così tutta la sua casa (1 Sam. 25:2-13, 21, 22).

Comprendendo che quell’azione avventata avrebbe avuto terribili ripercussioni, Abigail intervenne con coraggio. Si rivolse con rispetto a Davide, facendo appello alla sua relazione con Geova. Inoltre fornì una gran quantità di viveri al futuro re di Israele e ai suoi uomini. Dal canto suo, Davide riconobbe che Geova aveva usato Abigail per impedirgli di fare qualcosa che lo avrebbe reso colpevole ai Suoi occhi. Quindi le disse: “Benedetto il tuo senno, e benedetta tu che mi hai trattenuto dall’entrare in questo giorno nella colpa di sangue” (1 Sam. 25:18, 19, 23-35).

È chiaro che non vorremmo mai assomigliare a Nabal. Piuttosto, dovremmo apprezzare le buone azioni compiute nei nostri confronti. Inoltre, se vediamo che sta sorgendo un problema, è importante che facciamo il possibile per evitare che la situazione degeneri. Proviamo gli stessi sentimenti di quel salmista che disse a Dio: “Insegnami [...] l’assennatezza e la conoscenza stesse” (Sal. 119:66).

Quando agiamo con sapienza e buon senso, gli altri potrebbero notarlo. Che ce lo dicano o no, forse anche loro pensano: “Benedetto il tuo senno”!