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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  febbraio 2016

Impariamo dai leali servitori di Geova

Impariamo dai leali servitori di Geova

“Con qualcuno leale agirai con lealtà” (SAL. 18:25)

CANTICI: 63, 43

1, 2. In che modo Davide fu leale a Dio? (Vedi l’immagine iniziale.)

NEL cuore della notte, mentre il re Saul e i suoi 3.000 soldati stanno dormendo, Davide e Abisai si introducono furtivamente fin nel centro dell’accampamento. Lì i due trovano Saul, profondamente addormentato. È andato nel deserto di Giuda per trovare Davide e ucciderlo. Abisai sussurra a Davide: “Lascia [...] che lo inchiodi a terra con la lancia una sola volta, e non glielo farò due volte”. La risposta di Davide è sorprendente! “Non lo ridurre in rovina”, dice, “poiché chi ha steso la mano contro l’unto di Geova ed è rimasto innocente? [...] È impensabile, da parte mia, dal punto di vista di Geova, che io stenda la mano contro l’unto di Geova!” (1 Sam. 26:8-12).

2 Davide sapeva cosa significa essere leali a Dio. Non aveva nessuna intenzione di fare del male a Saul. Per quale motivo? Perché Saul era stato unto da Dio come re su Israele. I leali servitori di Dio rispettano chi ha ricevuto autorità da Geova. È chiaro che Geova richiede lealtà da parte di tutti i suoi servitori. (Leggi Salmo 18:25.)

3. In che modo Abisai fu leale a Davide?

3 Abisai mostrò rispetto per Davide. Per esempio, pensiamo a quando Davide, per nascondere il suo adulterio con Betsabea,  chiese al fratello di Abisai, Gioab, di fare in modo che il marito della donna, Uria, morisse in battaglia (2 Sam. 11:2-4, 14, 15; 1 Cron. 2:16). Forse Abisai sapeva qualcosa di questo fatto, ma continuò a rispettare Davide, che era il re costituito da Dio. Inoltre, Abisai non cercò mai di usare la sua autorità di capo militare per usurpare il trono di Israele. Al contrario difese Davide dai traditori e da altri nemici (2 Sam. 10:10; 20:6; 21:15-17).

4. (a) Perché Davide fu un esempio di lealtà a Dio? (b) Di quali altri esempi parleremo in questo articolo?

4 Il fatto che Davide si fosse rifiutato di fare del male al re Saul indica che era un leale servitore di Geova. Da ragazzo Davide affrontò il gigante filisteo Golia, che sfacciatamente “[biasimava] le linee di battaglia dell’Iddio vivente” (1 Sam. 17:23, 26, 48-51). Quando divenne re e commise gravi peccati che implicarono l’adulterio e l’omicidio, accettò la riprensione del profeta Natan e si pentì (2 Sam. 12:1-5, 13). Nella vecchiaia Davide continuò a dimostrare lealtà a Dio. Ad esempio fece generose contribuzioni per la costruzione del tempio di Geova (1 Cron. 29:1-5). È vero, Davide commise gravi errori, ma rimase leale a Dio (Sal. 51:4, 10; 86:2). Mentre esaminiamo altri episodi della vita di Davide e di alcuni suoi contemporanei, rispondiamo a queste domande: A chi in primo luogo dovremmo essere leali? E quali qualità ci aiuteranno a mostrare lealtà?

A CHI IN PRIMO LUOGO DOVREMMO ESSERE LEALI?

5. Quale lezione impariamo dall’errore di Abisai?

5 Quando si introdusse nell’accampamento di Saul, Abisai non aveva chiaro a chi in primo luogo dovesse essere leale. Spinto dalla lealtà verso Davide, Abisai era ansioso di uccidere il re Saul, ma Davide lo fermò, consapevole che sarebbe stato un errore “[stendere] la mano contro l’unto di Geova” (1 Sam. 26:8-11). Da questo episodio impariamo un’importante lezione. Possiamo provare un senso di lealtà verso più di una persona, ma dovremmo determinare il giusto ordine di priorità in base ai princìpi biblici.

6. Anche se è normale essere leali ai nostri familiari e amici, perché dobbiamo stare attenti?

6 La lealtà nasce dal cuore, ma il nostro cuore ci può ingannare (Ger. 17:9). Quindi potrebbe facilmente capitare che una persona leale a Dio provi un forte senso di lealtà nei confronti di un caro amico o di un parente, anche se sta tenendo una condotta sbagliata. Ricordiamo che, anche nel caso in cui qualcuno che ci è vicino dovesse lasciare la verità, la nostra lealtà spetterebbe sempre prima a Geova. (Leggi Matteo 22:37.)

7. In che modo una sorella è rimasta leale a Dio in una situazione difficile?

7 Quando un parente stretto viene disassociato, può essere difficile decidere a chi dimostrare lealtà. Ad esempio una sorella di nome Anne [1] ricevette una telefonata dalla madre disassociata, che voleva andare a trovarla perché il fatto di essere isolata dalla famiglia la faceva soffrire molto. Anne fu molto turbata da questa supplica della madre, e le promise che le avrebbe risposto per lettera. Prima di scriverle, Anne rifletté su alcuni princìpi biblici (1 Cor. 5:11; 2 Giov. 9-11). Nella lettera ricordò con tatto alla madre che era stata lei con il suo comportamento errato e con la sua mancanza di pentimento a tagliare i ponti con la famiglia. Anne le scrisse: “L’unico modo in cui potrai stare meglio è quello di tornare a Geova” (Giac. 4:8).

8. Cosa ci aiuterà a essere leali a Dio?

 8 Gli esempi di lealtà di alcuni contemporanei di Davide mettono in risalto tre qualità che ci possono aiutare a essere leali a Dio: l’umiltà, la benignità e il coraggio. Vediamole una alla volta.

LA LEALTÀ A DIO RICHIEDE UMILTÀ

9. Perché Abner cercò di uccidere Davide?

9 Quando Davide, con in mano la testa mozzata di Golia, parlò al re Saul dovevano essere presenti almeno due uomini. Uno era Gionatan, figlio di Saul, che poi strinse un patto di amicizia con Davide. L’altro era Abner, il capo dell’esercito (1 Sam. 17:57–18:3). In seguito Abner sostenne Saul nei suoi tentativi di uccidere Davide. Davide scrisse che uomini spietati volevano la sua morte (1 Sam. 26:1-5; Sal. 54:3). Perché Gionatan e Abner si comportarono in modo così diverso nei confronti di Davide? Come Gionatan, anche Abner sapeva che Dio aveva scelto Davide come re d’Israele. Dopo la morte di Saul, Abner avrebbe potuto dimostrarsi umile e leale a Dio. Ma invece di sostenere Davide, sostenne Is-Boset, un altro figlio di Saul. E quando in seguito Abner ebbe relazioni con la concubina del re Saul, probabilmente stava cercando di ottenere il trono per sé (2 Sam. 2:8-10; 3:6-11).

10. Perché Absalom non fu leale a Dio?

10 Absalom, figlio di Davide, non fu leale a Dio perché non era umile. Per esempio, si fece fare “un carro, con cavalli e con cinquanta uomini che correvano davanti a lui” (2 Sam. 15:1). In modo subdolo riuscì anche a ottenere la lealtà di molti israeliti. Absalom cercò perfino di uccidere Davide, come aveva fatto Abner prima di lui, pur sapendo che Geova lo aveva scelto per essere il re d’Israele (2 Sam. 15:13, 14; 17:1-4).

11. Cosa impariamo da Abner, Absalom e Baruc?

11 Gli esempi di Abner e Absalom ci fanno capire in modo chiaro che l’ambizione sfrenata può facilmente portare una persona a essere sleale a Dio. È ovvio che nessun fedele servitore di Geova si comporterebbe in modo egoista e malvagio. Ma per un cristiano il desiderio di ricchezze o di una carriera prestigiosa in questo mondo può essere deleterio dal punto di vista spirituale. In qualche modo che la Bibbia non rivela, Baruc, il segretario del profeta Geremia,  perse temporaneamente di vista le cose più importanti. Geova disse a Baruc: “Ecco, ciò che ho edificato demolisco, e ciò che ho piantato sradico, sì, tutto il paese stesso. Ma in quanto a te, tu continui a cercare grandi cose per te stesso. Non continuare a cercare” (Ger. 45:4, 5). Baruc accettò la correzione. Com’è saggio ricordare queste parole di Dio mentre aspettiamo la fine di questo sistema malvagio!

12. Spiegate perché non possiamo essere leali a Dio se siamo egoisti.

12 Daniel, un fratello che vive in Messico, dovette decidere se essere leale a Dio o perseguire i propri interessi. Voleva sposare una ragazza, che però non era una Testimone. “Continuai a scriverle perfino dopo essere diventato pioniere”, dice Daniel. “Ma alla fine mi resi conto che dovevo essere umile e andare a parlare della situazione con un anziano maturo. Quel fratello mi aiutò a capire che per essere leale a Dio avrei dovuto smettere di scriverle. Dopo molte preghiere e tante lacrime, decisi di farlo. Ben presto iniziai a provare più gioia nel ministero”. In seguito Daniel sposò una brava sorella e ora presta servizio come sorvegliante di circoscrizione.

LA LEALTÀ A DIO CI AIUTA A ESSERE BENIGNI

Se venissimo a sapere che un compagno di fede ha commesso una grave trasgressione, lo aiuteremmo con lealtà a ricevere aiuto spirituale? (Vedi il paragrafo 14)

13. In che modo Natan rimase leale sia a Dio che a Davide?

13 A volte la lealtà a Geova influisce sulla lealtà che mostriamo ad altre persone. Il profeta Natan rimase leale a Davide e allo stesso tempo continuò a essere leale a Dio. Natan venne a sapere che Davide aveva commesso adulterio con Betsabea e aveva fatto in modo che suo marito morisse in battaglia. Quando Geova mandò Natan a correggere Davide, il profeta ubbidì e agì coraggiosamente, anche se era leale a Davide. Natan riprese Davide con saggezza e benignità. Per aiutarlo a capire la gravità dei suoi peccati, Natan si servì dell’esempio di un uomo ricco che aveva preso ingiustamente l’unica agnella di un uomo povero. Quando Davide si indignò per quello che aveva fatto l’uomo ricco, Natan gli disse: “Tu stesso sei l’uomo!” Davide capì il punto (2 Sam. 12:1-7, 13).

14. In che modo possiamo essere leali sia a Geova che ai nostri amici o parenti?

14 La benignità ci può aiutare quando è difficile decidere a chi essere leali. Facciamo un esempio. Supponiamo di sapere  con certezza che un fratello o una sorella ha commesso una grave trasgressione. È probabile che vogliamo essere leali a questa persona, specialmente se è un caro amico o un parente. Ma se coprissimo il suo grave errore, saremmo sleali a Dio. Ovviamente la lealtà a Geova viene prima di tutto. Quindi, come Natan, dobbiamo essere benigni e gentili ma fermi. Esortiamo il nostro amico o il nostro parente a chiedere aiuto agli anziani. Se non lo fa entro un ragionevole periodo di tempo, la lealtà a Dio ci spingerà a riferire la cosa agli anziani. In questo modo saremo leali a Geova e benigni con la persona a cui vogliamo bene, perché gli anziani cercheranno di “ristabilire tale uomo con uno spirito di mitezza”. (Leggi Galati 6:1; Levitico 5:1.)

LA LEALTÀ A DIO RICHIEDE CORAGGIO

15, 16. Perché Husai dovette essere coraggioso per mostrare lealtà a Dio?

15 Un uomo di nome Husai dovette essere coraggioso per mostrare lealtà a Dio. Husai era un leale amico del re Davide. Ma la sua lealtà fu messa alla prova quando il figlio di Davide, Absalom, riuscì a conquistare la fiducia di molti israeliti, cercò di prendere Gerusalemme e di usurpare il trono (2 Sam. 15:13; 16:15). Davide fuggì dalla città, ma cosa avrebbe fatto Husai? Avrebbe abbandonato Davide e seguito Absalom? O avrebbe sostenuto l’anziano re che stava scappando per salvarsi la vita? Deciso a essere leale al re costituito da Dio, Husai incontrò Davide sul Monte degli Ulivi (2 Sam. 15:30, 32).

16 Davide chiese a Husai di tornare a Gerusalemme, fingersi amico di Absalom e frustrare il consiglio di Ahitofel. A rischio della propria vita, Husai si dimostrò leale a Geova e fece quello che Davide gli aveva chiesto. Il consiglio del coraggioso Husai frustrò quello di Ahitofel, proprio come Davide aveva chiesto in preghiera a Geova (2 Sam. 15:31; 17:14).

17. Perché ci vuole coraggio per essere leali?

17 Abbiamo bisogno di coraggio per essere leali a Geova. Molti di noi hanno resistito coraggiosamente alle pressioni di familiari, colleghi o autorità secolari per dimostrarsi leali a Dio. Per esempio Taro, che vive in Giappone, è cresciuto considerando fondamentali la lealtà e l’ubbidienza ai genitori. Non era ubbidiente solo per senso del dovere; voleva davvero fare felici i suoi genitori. Quando iniziò a frequentare i Testimoni di Geova, i suoi genitori si opposero e per Taro fu davvero difficile dire loro che aveva deciso di assistere alle adunanze cristiane. Taro racconta: “Si arrabbiarono così tanto che per anni mi proibirono di andarli a trovare a casa. Pregavo per avere il coraggio di attenermi alla mia decisione. Ora il loro atteggiamento si è addolcito, e posso andare da loro regolarmente”. (Leggi Proverbi 29:25.)

18. Come vi è stato utile questo articolo?

18 Proprio come Davide, Gionatan, Natan e Husai, anche noi possiamo avere la profonda soddisfazione che deriva dal rimanere leali a Geova. D’altra parte, la slealtà di Abner e Absalom ci insegna molto. Vogliamo senz’altro rimanere stretti a Geova, come fece Davide. In quanto esseri umani imperfetti, non possiamo evitare di commettere degli errori, ma possiamo dimostrare che nel nostro cuore la lealtà a Geova ha il primo posto.

^ [1] (paragrafo 7) Alcuni nomi sono stati cambiati.