“Dove c’è lo spirito di Geova c’è libertà” (2 COR. 3:17)

CANTICI: 49, 73

1, 2. (a) Perché schiavitù e libertà erano temi molto discussi ai giorni di Paolo? (b) In base alle parole di Paolo, chi dà la vera libertà?

I ROMANI, il popolo in mezzo a cui vivevano i primi cristiani, si consideravano con orgoglio i difensori della legge, della giustizia e della libertà. Eppure la grandezza dell’impero romano fu in gran parte raggiunta grazie alle fatiche degli schiavi. Ci fu un periodo in cui gli schiavi costituivano circa il 30 per cento della popolazione. Sicuramente schiavitù e libertà erano argomenti che riguardavano da vicino la gente comune, cristiani inclusi.

2 Nelle sue lettere l’apostolo Paolo parla molto di libertà. Tuttavia lo scopo del suo ministero non era promuovere le tanto desiderate riforme sociali o politiche. Anziché cercare di ottenere la libertà tramite governi o istituzioni umane, Paolo e gli altri cristiani si impegnarono per far conoscere la buona notizia del Regno di Dio e l’immenso valore del sacrificio di riscatto di Cristo Gesù. Paolo indirizzò i suoi compagni di fede alla Fonte della vera libertà. Per esempio, nella sua seconda lettera ai cristiani di Corinto, disse chiaramente:  “Geova è lo Spirito, e dove c’è lo spirito di Geova c’è libertà” (2 Cor. 3:17).

3, 4. (a) Di cosa aveva parlato Paolo nei versetti che precedono 2 Corinti 3:17? (b) Cosa dobbiamo fare per godere della libertà che viene da Geova?

3 Nella sua lettera Paolo stava parlando di quello che era successo a Mosè quando era sceso dal monte Sinai dopo essere stato alla presenza di un angelo di Geova. Il suo volto emetteva raggi. Vedendo Mosè, il popolo aveva avuto paura; così Mosè si era messo un velo sul volto (Eso. 34:29, 30, 33; 2 Cor. 3:7, 13). Paolo spiegò: “Ma quando qualcuno si converte a Geova, il velo viene tolto” (2 Cor. 3:16). Cosa significano queste parole?

4 Come abbiamo visto nell’articolo precedente, Geova, il Creatore di ogni cosa, è l’unico ad avere libertà assoluta e illimitata. È quindi logico che alla presenza di Geova e “dove c’è lo spirito di Geova” ci sia libertà. Per avere quella libertà e goderne i benefìci, però, dobbiamo ‘convertirci a Geova’, cioè instaurare un rapporto personale con lui. Quando erano nel deserto, gli israeliti non vedevano in modo spirituale quello che Geova stava facendo per loro. Avevano indurito il loro cuore; era come se il loro cuore e la loro mente fossero coperti da un velo, e questo li portava a concentrarsi solo su come usare in modo carnale, o egoistico, la libertà appena ottenuta con l’uscita dall’Egitto (Ebr. 3:8-10).

5. (a) Che tipo di libertà dà lo spirito di Geova? (b) Perché possiamo dire che la prigionia letterale non può togliere la libertà che ci dà Geova? (c) A quali domande daremo risposta?

5 La libertà che deriva dallo spirito di Geova, comunque, è più di una liberazione dalla schiavitù letterale. Lo spirito di Geova può fare qualcosa che gli esseri umani non potranno mai fare: rendere liberi dalla schiavitù del peccato e della morte, oltre che dalla schiavitù della falsa religione e delle sue pratiche (Rom. 6:23; 8:2). Che libertà straordinaria! Si può godere di questa libertà anche quando si è in prigione o in schiavitù (Gen. 39:20-23). È il caso della sorella Nancy Yuen e del fratello Harold King, che rimasero in prigione per anni a motivo della loro fede. Su JW Broadcasting (nella categoria INTERVISTE ED ESPERIENZE > DI FRONTE ALLE PROVE) sono disponibili due video in cui raccontano la loro esperienza. Ma come possiamo dimostrare che consideriamo preziosa la nostra libertà? E cosa possiamo fare per usarla bene?

APPREZZIAMO LA LIBERTÀ CHE DIO CI HA DATO

6. Cosa dimostra che gli israeliti non apprezzarono la libertà che Geova aveva dato loro?

6 Quando ci rendiamo conto del valore di un regalo vogliamo dimostrare gratitudine a chi ce l’ha fatto. Gli israeliti non apprezzarono la libertà che Geova aveva dato loro facendoli uscire dall’Egitto. Pochi mesi dopo la loro liberazione iniziarono a rimpiangere il cibo e le bevande che avevano in Egitto e a lamentarsi per ciò che Geova stava dando loro. Arrivarono al punto di voler tornare indietro. Finirono per dare più valore a pesce, cetrioli, cocomeri, porri, cipolle e aglio che alla libertà di adorare il vero Dio, Geova. Non stupisce che Geova si sia adirato moltissimo con loro (Num. 11:5, 6, 10; 14:3, 4). Questa è una lezione anche per noi.

7. In che modo Paolo seguì il consiglio che lui stesso diede in 2 Corinti 6:1, e come possiamo imitare il suo esempio?

 7 L’apostolo Paolo esortò tutti i cristiani a non sottovalutare la libertà che Geova aveva generosamente dato loro tramite suo Figlio, Gesù Cristo. (Leggi 2 Corinti 6:1.) Pensiamo a quanto soffriva Paolo sentendosi prigioniero del peccato e della morte. Eppure dichiarò con gratitudine: “Sia ringraziato Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore!” Ne spiegò il motivo con queste parole: “La legge dello spirito che dà vita per mezzo di Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Rom. 7:24, 25; 8:2). Vogliamo imitare l’esempio di Paolo non dimenticando mai il fatto che Geova ci ha liberato dalla schiavitù del peccato e della morte. Per mezzo del riscatto possiamo servire il nostro Dio con la coscienza pulita e provando vera gioia (Sal. 40:8).

Stiamo usando la libertà di scelta per promuovere l’opera del Regno o per i nostri interessi? (Vedi i paragrafi da 8 a 10)

8, 9. (a) Quale avvertimento diede Pietro ai cristiani su come usare la libertà? (b) Quali pericoli corriamo oggi?

8 Oltre a mostrare gratitudine, però, dovremmo fare attenzione a non usare male la nostra preziosa libertà. L’apostolo Pietro avvertì i cristiani di non usare la loro libertà come una scusa per assecondare i desideri carnali. (Leggi 1 Pietro 2:16.) Quell’avvertimento ci ricorda ciò che accadde agli israeliti nel deserto. Anche noi corriamo un pericolo simile, se non peggiore. Satana e il suo mondo propongono mode e stili sempre più allettanti in fatto di abbigliamento e aspetto in generale, alimentazione, divertimenti e in molti altri campi. La pubblicità si serve in modo subdolo di persone affascinanti per farci credere che abbiamo bisogno di cose che in realtà non ci servono. Com’è facile cadere vittima di queste tattiche e usare male la propria libertà!

9 L’avvertimento di Pietro è valido anche per decisioni più importanti, come nel campo dell’istruzione, del lavoro o della carriera. A scuola, ad esempio, si fa molta pressione sui ragazzi perché vadano all’università. Viene promossa l’idea che un’istruzione elevata permetta di ottenere un lavoro prestigioso e ben pagato, e vengono presentate statistiche che evidenziano la differenza di stipendio tra laureati e diplomati. Davanti a una decisione che può cambiare la vita, un ragazzo può essere molto attratto da quanto gli viene proposto. Di cosa dovrebbero tenere conto lui e i suoi genitori?

10. Cosa dobbiamo ricordare quando usiamo la nostra libertà per prendere decisioni?

10 Alcuni pensano che queste siano decisioni personali e che ognuno abbia la libertà di fare tutto ciò che la sua coscienza gli permette. Forse hanno in mente le parole che Paolo disse ai cristiani di Corinto a proposito del cibo: “Per quale motivo, infatti, la mia libertà dovrebbe essere giudicata dalla coscienza di un altro?” (1 Cor. 10:29). Anche se è vero che abbiamo la libertà di fare scelte personali in fatto di istruzione e carriera, dobbiamo ricordare che la nostra libertà è relativa e che tutte le decisioni che prendiamo hanno delle conseguenze. Infatti poco prima di quelle parole Paolo aveva scritto: “Tutto è lecito [o “è permesso”, nt.], ma non tutto è vantaggioso. Tutto è lecito, ma non tutto edifica” (1 Cor. 10:23). Capiamo quindi che, ogni volta che usiamo la nostra libertà per prendere decisioni, dobbiamo tener  conto di questioni molto più importanti delle nostre preferenze.

USIAMO BENE LA NOSTRA LIBERTÀ

11. Qual è l’obiettivo per cui siamo stati liberati?

11 Quando avvertì i cristiani di non usare male la loro libertà, Pietro ne spiegò anche il motivo. Li incoraggiò a usare la loro libertà “come schiavi di Dio”. Quindi lo scopo per cui Geova ci ha liberato tramite Gesù dalla legge del peccato e della morte è quello di permetterci di vivere una vita dedicata a Lui come Suoi schiavi.

12. Quale esempio ci hanno lasciato Noè e la sua famiglia?

12 Il modo migliore di usare la nostra libertà è impegnarsi al massimo per raggiungere obiettivi spirituali. Questo ci impedirà di diventare di nuovo schiavi delle ambizioni e dei desideri tipici del mondo (Gal. 5:16). Pensiamo per esempio al patriarca Noè e alla sua famiglia. Vivevano in un mondo violento e immorale, eppure evitarono di lasciarsi influenzare dai desideri e dagli obiettivi delle persone che li circondavano. Come ci riuscirono? Si dedicarono con impegno alle attività che Geova aveva comandato loro di compiere: costruire l’arca, preparare provviste per sé e per gli animali, e avvertire la gente. Infatti leggiamo: “Noè fece tutto ciò che Dio gli aveva comandato. Fece proprio così” (Gen. 6:22). Questo permise a lui e alla sua famiglia di sopravvivere alla fine di quel mondo (Ebr. 11:7).

13. Quale fu l’incarico che Gesù ricevette e che affidò ai suoi discepoli?

13 Oggi cosa ci comanda di fare Geova? Quali discepoli di Gesù, sappiamo bene qual è l’incarico che Dio ci ha affidato. (Leggi Luca 4:18, 19.) La maggioranza delle persone è ancora accecata dal dio di questo sistema di cose ed è schiava dal punto di vista religioso, economico e sociale (2 Cor. 4:4). Sta a noi seguire l’esempio di Gesù aiutando le  persone a conoscere e adorare Geova, il Dio della libertà (Matt. 28:19, 20). Non è un compito facile, anzi presenta molte sfide. In alcuni paesi la gente sta diventando sempre più indifferente, se non addirittura ostile. La domanda che tutti dovremmo farci è: “Posso usare la mia libertà per sostenere in misura ancora maggiore l’opera del Regno?”

14, 15. Come viene accolto dai servitori di Geova il comando di predicare? (Vedi l’immagine iniziale.)

14 È incoraggiante vedere che molti hanno capito che la fine di questo sistema è veramente vicina e hanno semplificato la loro vita per impegnarsi nel ministero a tempo pieno (1 Cor. 9:19, 23). Alcuni prestano servizio nel loro territorio, altri si spostano dove c’è più bisogno. I dati indicano che negli ultimi cinque anni oltre 250.000 proclamatori sono diventati pionieri regolari, portando a più di 1.100.000 la media dei predicatori a tempo pieno. Scegliere di servire Geova a tempo pieno è uno splendido modo di utilizzare la propria libertà (Sal. 110:3).

15 Cosa ha aiutato questi fratelli a usare bene la loro libertà? Pensiamo a John e Judith, che negli ultimi 30 anni hanno servito in diversi paesi. Ricordano che quando nel 1977 fu istituita la Scuola del Servizio di Pioniere si diede molta importanza all’essere disposti a trasferirsi dove c’era più bisogno. John racconta che, per non perdere di vista quell’obiettivo e mantenere una vita semplice, cambiò lavoro molte volte. Infine lui e la moglie si trasferirono all’estero. Pregando Geova e confidando in lui riuscirono a superare ostacoli come imparare una nuova lingua o adattarsi a una nuova cultura e a un clima diverso. Come hanno influito su di loro quegli anni spesi nel servizio? “Sentivo che di tutte le attività in cui mi ero impegnato fino ad allora, quella era la migliore”, dice John. “Geova diventò più reale per me; fu come un padre affettuoso. Ora capisco meglio cosa significano le parole di Giacomo 4:8: ‘Avvicinatevi a Dio, ed egli si avvicinerà a voi’. Capii di aver trovato quello che cercavo, un vero scopo nella vita e tante soddisfazioni”.

16. In che modo migliaia di fratelli hanno dimostrato di usare bene la loro libertà?

16 A differenza di John e Judith, altri a motivo delle circostanze non possono servire a tempo pieno per un lungo periodo. Nonostante ciò, molti di loro si offrono di lavorare come volontari in progetti di costruzione in varie parti del mondo. Per esempio, alla costruzione della sede mondiale a Warwick, nello stato di New York, hanno partecipato circa 27.000 fratelli e sorelle, che si sono offerti volontari per periodi che andavano dalle due settimane fino a un anno o più. Molti hanno lasciato temporaneamente tutte le loro attività. Hanno usato la loro libertà per lodare e onorare Geova, il Dio della libertà. Che bell’esempio!

17. Quale futuro meraviglioso attende coloro che usano bene la libertà data da Dio?

17 Siamo grati di aver conosciuto Geova e di avere la libertà che deriva dall’adorarlo. Con le nostre scelte vogliamo dimostrare di apprezzare questa libertà. Anziché usarla male, sfruttiamola per servire Geova al massimo. Così potremo godere delle benedizioni promesse da Geova quando si adempirà questa profezia: “La creazione stessa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione e avrà la gloriosa libertà dei figli di Dio” (Rom. 8:21).