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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  agosto 2017

Rivestiamoci della nuova personalità e non togliamocela più!

Rivestiamoci della nuova personalità e non togliamocela più!

“Rivestitevi della nuova personalità” (COL. 3:10)

CANTICI: 126, 28

1, 2. (a) Perché è possibile sviluppare la nuova personalità? (b) Quali aspetti della nuova personalità sono menzionati in Colossesi 3:10-14?

“NUOVA personalità”: questa espressione ricorre due volte nella Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture (Efes. 4:24; Col. 3:10). Si riferisce a una personalità “creata secondo la volontà di Dio”. Siamo in grado di sviluppare questa nuova personalità perché Geova ci ha creato a sua immagine, permettendoci così di imitare le sue belle qualità (Gen. 1:26, 27; Efes. 5:1).

2 Purtroppo, a causa dell’imperfezione ereditata da Adamo ed Eva tutti noi a volte abbiamo desideri sbagliati. Forse siamo stati anche fortemente influenzati dall’ambiente da cui proveniamo. Nonostante ciò, grazie all’aiuto di Geova ognuno di noi può diventare il tipo di persona che piace a lui. Per essere ancora più determinati a fare questi cambiamenti, considereremo ora diversi aspetti della nuova personalità di cui parlò l’apostolo Paolo sotto ispirazione. (Leggi Colossesi 3:10-14.) Vedremo anche come possiamo manifestare questi aspetti nel nostro ministero.

 LA NOSTRA PREZIOSA UNITÀ

3. Qual è un aspetto importante della nuova personalità?

3 Dopo aver esortato i cristiani a rivestirsi della nuova personalità, Paolo ne descrive un aspetto importante: l’imparzialità. Infatti continua dicendo: “Non c’è né greco né giudeo, né circoncisione né incirconcisione, straniero, scita, schiavo, libero”. * Nella congregazione, quindi, non dovrebbero esserci distinzioni basate su razza, nazionalità o condizione sociale, perché i veri seguaci di Cristo sono tutti “uno” (Col. 3:11; Gal. 3:28, CEI).

4. (a) In che modo i servitori di Geova devono trattare gli altri? (b) Quale situazione potrebbe mettere in pericolo l’unità tra i fratelli?

4 Chi si è rivestito della nuova personalità tratta con dignità sia i compagni di fede che i non Testimoni, indipendentemente dalla loro razza o condizione sociale (Rom. 2:11). Ma in alcune parti del mondo agire in questo modo può essere difficile. Per esempio, nel passato in Sudafrica il governo aveva separato le persone in base alla razza assegnando loro determinate zone in cui vivere. La maggior parte della popolazione, e quindi anche dei Testimoni, vive ancora in queste zone, che siano quartieri bianchi, aree urbane che una volta erano riservate ai neri o zone in cui erano costretti a vivere i meticci. Vista la situazione, nell’ottobre 2013 il Corpo Direttivo ha approvato un’iniziativa speciale per incoraggiare i fratelli ad ‘allargarsi’ e aiutarli a conoscersi meglio (2 Cor. 6:13). Di cosa si tratta?

5, 6. (a) Quale iniziativa è stata presa in Sudafrica per rafforzare l’unità tra i fratelli? (Vedi l’immagine iniziale.) (b) Quali sono stati i risultati di questa iniziativa?

5 Grazie a questa iniziativa due congregazioni di lingue diverse o formate da proclamatori di razze diverse passano del tempo insieme durante alcuni fine settimana: i fratelli e le sorelle predicano, frequentano le adunanze e si invitano l’un l’altro a casa. Centinaia di congregazioni hanno partecipato all’iniziativa, e la filiale ha ricevuto molte osservazioni positive in proposito, anche da persone che non sono Testimoni. Un ministro religioso, per esempio, ha commentato: “Non sono un Testimone, ma devo dire che svolgete un’opera di predicazione organizzata veramente bene e che tra di voi le razze convivono in unità”. Come ha influito questa iniziativa sui fratelli?

6 All’inizio Noma, una sorella che parla xhosa, non era entusiasta all’idea di invitare fratelli della congregazione di lingua inglese, dato che lei ha una casa modesta. Ma dopo aver partecipato al ministero con dei fratelli bianchi ed essere stata invitata a casa loro, ha esclamato: “Sono persone normali, proprio come noi!” Quando è stato il turno della sua congregazione di lingua xhosa di invitare i fratelli di lingua inglese, Noma ha preparato da mangiare e ne ha invitati alcuni, fra cui un anziano di congregazione bianco. In seguito ha detto: “Sono rimasta davvero colpita perché lui non ha avuto problemi a sedersi praticamente per terra, su una cassetta di plastica”. Grazie a questa iniziativa, che è ancora in corso, molti fratelli e sorelle hanno fatto nuove amicizie e sono decisi a conoscere altri Testimoni di lingue e razze diverse.

COMPASSIONE E BENIGNITÀ

7. Perché è necessario mostrare compassione?

7 Fino a quando il mondo di Satana non verrà eliminato, continueremo ad affrontare prove, come ad esempio disoccupazione, gravi malattie, persecuzione, calamità  naturali, criminalità o altro ancora. Per aiutarci a vicenda quando soffriamo, dobbiamo provare sincera compassione. Se abbiamo tenera compassione per gli altri, saremo spinti a mostrare benignità nei loro confronti (Efes. 4:32). Questi aspetti della nuova personalità ci aiuteranno a imitare Dio e a confortare gli altri (2 Cor. 1:3, 4).

8. Quali buoni risultati possiamo ottenere se mostriamo compassione e benignità a tutti nella congregazione? Fate un esempio.

8 È necessario mostrare una considerazione ancora maggiore nei confronti dei fratelli della nostra congregazione che sono stranieri o che si trovano in difficoltà. Dobbiamo fare amicizia con loro in modo che capiscano di essere preziosi per la congregazione (1 Cor. 12:22, 25). Pensiamo a Dannykarl, che si è trasferito in Giappone dalle Filippine. Dato che era straniero, al lavoro Dannykarl non veniva trattato come i suoi colleghi del posto. Poi andò a un’adunanza dei Testimoni di Geova. “Quasi tutti i presenti erano giapponesi”, ricorda, “eppure mi accolsero calorosamente, come se ci conoscessimo da molto tempo”. I fratelli continuarono a mostrargli benignità, e questo lo aiutò a crescere spiritualmente. Si battezzò, e ora serve come anziano. Gli altri anziani considerano Dannykarl e sua moglie Jennifer una risorsa per la congregazione e dicono di loro: “Servono come pionieri e hanno una vita molto semplice. Dato che cercano prima il Regno, sono un ottimo esempio” (Luca 12:31).

9, 10. Quali ottimi risultati si possono ottenere mostrando compassione nel ministero? Fate esempi.

9 Quando parliamo ad altri del messaggio del Regno, abbiamo l’opportunità di ‘operare ciò che è bene verso tutti’ (Gal. 6:10). Spinti dalla compassione che provano per gli immigrati, molti Testimoni si sforzano di imparare un’altra lingua (1 Cor. 9:23). Questo dà ottimi risultati. Per esempio, in Australia una pioniera di nome Tiffany voleva dare una mano a una congregazione di lingua swahili di Brisbane. Anche se non è stato facile imparare quella lingua, ora la sua vita è più significativa. Tiffany dice: “Se vuoi un ministero entusiasmante, servire in una congregazione di lingua straniera fa al caso tuo. È un po’ come viaggiare senza spostarsi dal posto in cui vivi. Puoi sperimentare in prima persona quanto sia unita la nostra famiglia internazionale di fratelli. È un vero miracolo!”

Cosa spinge i cristiani ad aiutare gli immigrati? (Vedi il paragrafo 10)

10 Consideriamo anche l’esempio di una famiglia che vive in Giappone. La figlia, che si chiama Sakiko, racconta: “Negli anni ’90 incontravamo spesso immigrati  brasiliani nel servizio di campo. Quando leggevamo dalla loro Bibbia in portoghese passi biblici come Rivelazione 21:3 e 4 o Salmo 37:10, 11 e 29, prestavano molta attenzione e a volte si mettevano addirittura a piangere”. Ma i membri di quella famiglia non si limitarono a questo. “Vedendo quanto quegli immigrati erano interessati alle cose spirituali”, dice Sakiko, “iniziammo a imparare il portoghese”. In seguito, lei e i suoi genitori contribuirono a formare una congregazione di lingua portoghese e nel corso del tempo aiutarono molti immigrati a diventare servitori di Geova. “Ci è voluto molto impegno per imparare il portoghese”, aggiunge Sakiko, “ma, pensando ai risultati, ne è valsa decisamente la pena. Siamo davvero grati a Geova”. (Leggi Atti 10:34, 35.)

RIVESTIAMOCI DI UMILTÀ

11, 12. (a) Perché è importante sviluppare la nuova personalità per il giusto motivo? (b) Cosa possiamo fare per rimanere umili?

11 Dovremmo sviluppare la nuova personalità per il giusto motivo, cioè per onorare Geova, non per ricevere lodi dagli uomini. Forse ricordiamo che perfino una creatura spirituale perfetta peccò perché si lasciò dominare dall’orgoglio. (Confronta Ezechiele 28:17.) Ovviamente, per degli esseri umani peccatori è ancora più difficile evitare l’orgoglio e la superbia. Tuttavia, rivestirsi di umiltà, o modestia di mente, è possibile. Come possiamo riuscirci?

12 Per rimanere umili dobbiamo prenderci del tempo ogni giorno per meditare sulla Parola di Dio (Deut. 17:18-20). In particolare, possiamo riflettere sugli insegnamenti di Gesù e sul suo meraviglioso esempio di umiltà nel servire Dio (Matt. 20:28). Gesù fu così umile che lavò perfino i piedi agli apostoli (Giov. 13:12-17). Dobbiamo anche pregare spesso per chiedere che lo spirito di Dio ci aiuti a vincere qualsiasi tendenza a sentirci superiori agli altri (Gal. 6:3, 4; Filip. 2:3).

13. Quali ricompense avremo se siamo umili?

13 Leggi Proverbi 22:4. Geova si aspetta che tutti i suoi veri adoratori siano umili. L’umiltà porta grandi ricompense. Se siamo umili contribuiamo a promuovere la pace e l’unità nella congregazione. Inoltre, se sviluppiamo questa qualità in misura sempre maggiore, Dio ci concederà la sua immeritata benignità. Infatti l’apostolo Pietro scrisse: “Voi tutti cingetevi di modestia di mente gli uni verso gli altri, perché Dio si oppone ai superbi, ma dà immeritata benignità agli umili” (1 Piet. 5:5).

RIVESTIAMOCI DI MITEZZA E PAZIENZA

14. Chi è il più grande esempio di mitezza e pazienza?

14 Oggi chi è mite e paziente spesso viene considerato un debole. Ma non è affatto così, perché queste bellissime qualità hanno origine dalla Persona più potente dell’universo. Geova Dio è il più grande esempio di mitezza e pazienza (2 Piet. 3:9). Lo dimostra, per esempio, il modo in cui rispose attraverso i suoi rappresentanti angelici alle domande di Abraamo e Lot (Gen. 18:22-33; 19:18-21). È evidente anche dal fatto che Geova sopportò pazientemente la nazione ribelle di Israele per oltre 1.500 anni (Ezec. 33:11).

15. Perché possiamo dire che Gesù è un esempio di mitezza e pazienza?

15 Gesù era “d’indole mite” (Matt. 11:29). Fu molto paziente con i suoi seguaci e sopportò i loro difetti. Durante la sua predicazione Gesù sopportò anche le critiche ingiuste di capi religiosi nemici. Rimase mite e paziente fino al momento in cui fu messo a morte. Mentre sul palo di tortura soffriva a causa di dolori lancinanti, Gesù pregò il Padre e gli chiese di perdonare  le persone che lo stavano mettendo a morte, dicendo: “Non sanno quello che fanno” (Luca 23:34). Gesù è veramente uno straordinario esempio perché fu mite e paziente anche in situazioni molto difficili e stressanti. (Leggi 1 Pietro 2:21-23.)

16. Qual è un modo in cui possiamo manifestare mitezza e pazienza?

16 Come possiamo manifestare mitezza e pazienza? Paolo parlò di un modo in cui possiamo farlo quando scrisse: “Continuate a sopportarvi gli uni gli altri e a perdonarvi liberalmente gli uni gli altri se qualcuno ha motivo di lamentarsi contro un altro. Come Geova vi perdonò liberalmente, così fate anche voi” (Col. 3:13). Ci vogliono mitezza e pazienza per ubbidire a questo comando, ma se siamo pronti a perdonare, promuoveremo l’unità della congregazione.

17. Perché la mitezza e la pazienza sono importanti?

17 Rivestirsi di mitezza e pazienza non è facoltativo per i cristiani; al contrario, è essenziale per avere la salvezza (Matt. 5:5; Giac. 1:21). Cosa ancora più importante, se manifestiamo queste qualità diamo onore a Geova e aiutiamo altri a seguire i consigli della Bibbia (Gal. 6:1; 2 Tim. 2:24, 25).

RIVESTIAMOCI DI AMORE

18. Che relazione c’è tra l’amore e l’imparzialità?

18 Tutte le qualità che abbiamo esaminato finora sono strettamente legate all’amore. Per esempio, il discepolo Giacomo dovette dare dei consigli ai fratelli perché facevano parzialità, trattando i ricchi meglio dei poveri. Mostrò che questo modo di fare andava contro la “legge regale” dell’amore, che dice: “Devi amare il tuo prossimo come te stesso”. Poi aggiunse: “Se continuate a mostrare favoritismo, commettete un peccato” (Giac. 2:8, 9). L’amore, invece, ci spinge a evitare qualunque pregiudizio basato su istruzione, razza o condizione sociale. Comunque, non dobbiamo mostrare imparzialità solo in apparenza: questa caratteristica deve davvero far parte della nostra personalità.

19. Perché è importante rivestirsi di amore?

19 L’amore è anche “longanime e benigno” e “non si gonfia” (1 Cor. 13:4). Per continuare a parlare ad altri del messaggio del Regno ci vogliono davvero pazienza, benignità e umiltà (Matt. 28:19). Queste stesse qualità ci aiutano anche ad andare d’accordo con tutti nella congregazione. Quali risultati produce l’amore? Contribuisce ad avere congregazioni unite che danno gloria a Geova. Questa unità potrebbe anche attrarre le persone alla verità. La descrizione della nuova personalità contenuta nella Bibbia si conclude parlando proprio dell’amore: “Oltre a tutte queste cose, rivestitevi d’amore, poiché è un perfetto vincolo d’unione” (Col. 3:14).

CONTINUIAMO A “ESSERE RINNOVATI”

20. (a) Quali domande dovremmo farci, e perché? (b) Quale meraviglioso futuro ci attende?

20 Ognuno di noi dovrebbe chiedersi: “Cos’altro posso fare per spogliarmi della vecchia personalità e non indossarla più?” Dobbiamo pregare intensamente Dio chiedendo il suo aiuto. Inoltre dobbiamo impegnarci per abbandonare qualsiasi comportamento sbagliato che potrebbe impedirci di ereditare il Regno di Dio (Gal. 5:19-21). Dovremmo anche farci questa domanda: “Sto continuando a ‘essere rinnovato nella forza che fa operare la mia mente’?” (Efes. 4:23, 24). Dobbiamo rivestirci della nuova personalità e continuare a indossarla fino a quando non saremo in grado di manifestarla pienamente. Non vediamo l’ora che arrivi il momento in cui tutti manifesteranno alla perfezione la nuova personalità!

^ par. 3 Nei tempi biblici gli sciti erano considerati persone incivili e venivano disprezzati.