Vai direttamente al contenuto

Vai direttamente al menu secondario

Vai direttamente al sommario

Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  agosto 2017

Siamo disposti ad aspettare con pazienza?

Siamo disposti ad aspettare con pazienza?

“Anche voi esercitate pazienza” (GIAC. 5:8)

CANTICI: 114, 79

1, 2. (a) Cosa potrebbe spingerci a chiedere: “Fino a quando?” (b) Perché l’esempio di fedeli servitori di Geova del passato può incoraggiarci?

“FINO a quando?” Questa domanda fu posta da due fedeli profeti, Isaia e Abacuc (Isa. 6:11; Abac. 1:2). Scrivendo il Salmo 13, anche il re Davide chiese per ben quattro volte: “Fino a quando?” (Sal. 13: 1, 2). In modo analogo, il nostro Signore Gesù Cristo pose la stessa domanda quando ebbe a che fare con persone che non avevano fede (Matt. 17:17). Quindi non dovremmo stupirci se capitasse anche a noi di farci proprio questa domanda.

2 Cosa potrebbe spingerci a chiedere: “Fino a quando?” Forse abbiamo subìto qualche forma di ingiustizia oppure stiamo perseverando nonostante l’età che avanza, le malattie o lo stress dovuto a questi “tempi difficili” (2 Tim. 3:1). O magari soffriamo a causa degli atteggiamenti sbagliati delle persone intorno a noi. In ogni caso, è molto incoraggiante sapere che i fedeli servitori di Geova del passato si sentirono liberi di porre la stessa domanda e che Geova non li condannò per questo.

3. Cosa ci può aiutare quando dobbiamo affrontare situazioni difficili?

3 Cosa ci può aiutare quando affrontiamo situazioni difficili  come quelle menzionate prima? Il discepolo Giacomo, uno dei fratellastri di Gesù, fu ispirato a scrivere: “Esercitate perciò pazienza, fratelli, fino alla presenza del Signore” (Giac. 5:7). In effetti, tutti noi abbiamo bisogno di essere pazienti. Ma cos’è la pazienza, e come possiamo mostrare questa bella qualità?

COS’È LA PAZIENZA?

4, 5. (a) Cosa significa essere pazienti? (b) Quale paragone fa il discepolo Giacomo per spiegare una sfumatura della pazienza? (Vedi l’immagine iniziale.)

4 La Bibbia dice che la pazienza, o longanimità, è una qualità prodotta dallo spirito santo. Senza l’aiuto di Dio, infatti, gli esseri umani imperfetti non sono in grado di mostrare pazienza in misura sufficiente. Questa qualità è un dono di Dio, ed essere pazienti è uno dei modi più importanti in cui dimostriamo di amarlo. La pazienza è anche un’espressione di amore verso gli altri. Se non siamo pazienti, l’amore che c’è fra noi e gli altri si indebolirà; se siamo pazienti, invece, diventerà più forte (1 Cor. 13:4; Gal. 5:22). Inoltre, essere pazienti significa mostrare molte altre importanti qualità cristiane. Per esempio, la pazienza è strettamente legata alla perseveranza, che ci permette di sopportare situazioni difficili mantenendo un atteggiamento positivo (Col. 1:11; Giac. 1:3, 4). Essere pazienti significa anche non vendicarsi quando subiamo un torto e rimanere saldi a prescindere dai problemi che potremmo incontrare. Inoltre, la Bibbia ci esorta ad accettare di buon grado il fatto che è necessario aspettare. Questa sfumatura della pazienza è messa in risalto in Giacomo 5:7, 8. (Leggi.)

5 Perché dovremmo essere disposti ad aspettare che Geova agisca? Giacomo paragona la nostra situazione a quella di un agricoltore. Anche se durante la semina lavora duramente, l’agricoltore non ha il controllo sul tempo che farà o sulla crescita di ciò che ha seminato. Non può nemmeno fare in modo che il tempo passi più velocemente. Quindi l’agricoltore accetta di aspettare con pazienza “il prezioso frutto della terra”. Nel nostro caso, mentre attendiamo l’adempimento delle promesse di Geova, ci sono molti fattori che sfuggono al nostro controllo (Mar. 13:32, 33; Atti 1:7). Proprio come l’agricoltore, dobbiamo aspettare pazientemente.

6. Cosa possiamo imparare dall’esempio del profeta Michea?

6 I tempi in cui viviamo sono molto simili a quelli di Michea. Questo profeta visse durante il regno del re Acaz, quando la malvagità era molto diffusa. A proposito degli abitanti del paese, la Bibbia dice che ‘le loro mani erano su ciò che è male, per farlo bene’, cioè erano diventati esperti nel fare il male. (Leggi Michea 7:1-3.) Michea sapeva di non avere il potere di cambiare le cose. Per questo disse: “In quanto a me, starò di vedetta per Geova. Sarò certamente in aspettazione dell’Iddio della mia salvezza. Il mio Dio mi udrà” (Mic. 7:7). Come Michea, anche noi dobbiamo ‘essere in aspettazione’, o in altre parole aspettare con pazienza.

7. Perché dovremmo fare qualcosa di più che semplicemente aspettare l’adempimento delle promesse di Geova?

7 Se abbiamo una fede come quella di Michea, saremo disposti ad aspettare volentieri Geova. Pensiamo a un prigioniero che nella sua cella attende l’esecuzione della condanna a morte: è costretto ad aspettare, ma non desidera affatto che arrivi quel momento! La nostra situazione è molto diversa. Noi aspettiamo volentieri Geova perché sappiamo che adempirà la sua promessa di darci la vita eterna proprio al momento giusto. Di conseguenza, perseveriamo con pazienza  e “con gioia” (Col. 1:11, 12). Se invece nell’attesa ci lamentassimo dicendo che Dio non sta agendo abbastanza in fretta, lo rattristeremmo (Col. 3:12).

FEDELI ESEMPI DI PAZIENZA

8. Cosa dovremmo ricordare quando esaminiamo esempi di fede del passato?

8 Se pensiamo a uomini e donne di fede del passato che aspettarono pazientemente l’adempimento delle promesse di Geova, anche noi aspetteremo più volentieri (Rom. 15:4). Quando prendiamo in considerazione il loro esempio, facciamo bene a ricordare quanto tempo dovettero aspettare, perché furono disposti a farlo e quali benedizioni ricevettero grazie alla loro pazienza.

Abraamo dovette aspettare molti anni prima che nascessero i suoi nipoti Esaù e Giacobbe (Vedi i paragrafi 9 e 10)

9, 10. Per quanto tempo Abraamo e Sara dovettero aspettare Geova?

9 Consideriamo l’esempio di Abraamo e Sara, menzionati fra “quelli che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse”. Le Scritture dicono che, “dopo che Abraamo ebbe mostrato pazienza, ottenne questa promessa”, cioè la promessa che Geova lo avrebbe benedetto e avrebbe reso numerosa la sua discendenza (Ebr. 6:12, 15). Ma perché Abraamo doveva essere paziente? Perché ci sarebbe voluto del tempo prima che la promessa si adempisse. Il patto che Geova stipulò con Abraamo entrò in vigore il 14 nisan 1943 a.E.V., quando lui e Sara, insieme a quelli della loro casa, attraversarono il fiume Eufrate ed entrarono nella Terra Promessa. Poi Abraamo dovette aspettare 25 anni prima che, nel 1918 a.E.V., nascesse suo figlio Isacco, e altri 60 anni fino alla nascita di Esaù e Giacobbe, avvenuta nel 1858 a.E.V. (Ebr. 11:9).

10 Quanta terra ereditò Abraamo? Parlando di come Geova agì nei suoi  confronti, la Bibbia dice: “Non gli diede in esso nessun possedimento ereditario, no, nemmeno un piede di terra; ma promise di darlo in possesso a lui, e dopo di lui al suo seme, mentre non aveva ancora alcun figlio” (Atti 7:5). In effetti i discendenti di Abraamo diventarono la nazione che avrebbe conquistato quella terra, ma solo 430 anni dopo che lui ebbe attraversato l’Eufrate (Eso. 12:40-42; Gal. 3:17).

11. Perché Abraamo fu disposto ad aspettare Geova, e quali benedizioni riceverà grazie alla sua pazienza?

11 Abraamo fu disposto ad aspettare perché la sua pazienza si basava sulla fede che aveva in Geova. (Leggi Ebrei 11:8-12.) Aspettò volentieri, anche se durante la sua vita non vide adempiersi tutti gli aspetti della promessa. Proviamo però a immaginare la gioia che proverà Abraamo quando sarà risuscitato nel Paradiso sulla terra. Sarà sorpreso di vedere che la sua storia e quella dei suoi discendenti occupano una parte piuttosto consistente della Bibbia. * Inoltre, sarà emozionante per lui capire di aver avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione del proposito di Geova riguardo al seme promesso. Senza dubbio, si renderà conto che sarà valsa la pena di aspettare così a lungo.

12, 13. Perché Giuseppe dovette essere paziente, e quale atteggiamento evitò di sviluppare?

12 Anche Giuseppe, pronipote di Abraamo, fu disposto a essere paziente. Fu vittima di terribili ingiustizie. Innanzitutto, i suoi fratelli lo vendettero come schiavo quando aveva circa 17 anni. Poi venne ingiustamente accusato di aver tentato di violentare la moglie del suo padrone e fu imprigionato (Gen. 39:11-20; Sal. 105:17, 18). Sembrava che Giuseppe venisse punito anziché ricompensato, nonostante si fosse sempre comportato bene. Dopo 13 anni, però, all’improvviso le cose cambiarono. Venne liberato dalla prigione e diventò la persona più importante d’Egitto dopo il faraone (Gen. 41:14, 37-43; Atti 7:9, 10).

13 Nonostante le ingiustizie che subì, Giuseppe non perse la fiducia che aveva in Geova né diventò una persona piena di rancore. Cosa lo aiutò ad aspettare con pazienza? Proprio la fede in Dio. Giuseppe, infatti, vide la mano di Geova in quello che gli succedeva. Lo capiamo da ciò che disse ai suoi fratelli: “Non abbiate timore, poiché sono io in luogo di Dio? In quanto a voi, pensaste del male contro di me. Dio lo pensò per il bene allo scopo di agire come in questo giorno per conservare in vita molta gente” (Gen. 50:19, 20). Quindi alla fine Giuseppe si rese conto che era valsa la pena di aspettare.

14, 15. (a) Perché la pazienza di Davide è straordinaria? (b) Cosa aiutò Davide ad aspettare con pazienza?

14 Anche il re Davide fu vittima di molte ingiustizie. Fu unto da Geova come futuro re di Israele quando era ancora molto giovane, ma dovette aspettare circa 15 anni prima di essere proclamato re, e solo sulla sua tribù (2 Sam. 2:3, 4). Durante parte di questo periodo l’infedele re Saul gli diede la caccia per ucciderlo. * Di conseguenza, Davide fu costretto a vivere da fuggiasco, trovando rifugio a volte in un paese straniero, a volte in caverne nel deserto. Saul alla fine venne ucciso in battaglia, ma Davide dovette comunque aspettare circa altri sette anni  prima di diventare re sull’intera nazione di Israele (2 Sam. 5:4, 5).

15 Perché Davide fu disposto ad aspettare con pazienza? Troviamo la risposta nello stesso salmo in cui aveva chiesto quattro volte: “Fino a quando?” Davide scrisse: “In quanto a me, ho confidato nella tua amorevole benignità; gioisca il mio cuore nella tua salvezza. Certamente canterò a Geova, poiché mi ha trattato in maniera da compensarmi” (Sal. 13:5, 6). Davide confidava nell’amorevole benignità di Geova, cioè nel suo amore leale. Attendeva con ansia il momento in cui Geova lo avrebbe liberato dalle prove e meditava su come lo aveva già aiutato e ricompensato. Davide era convinto che sarebbe valsa la pena di aspettare.

Per quanto riguarda l’esercitare pazienza, Geova non si aspetta che facciamo qualcosa che lui per primo non è disposto a fare

16, 17. Perché Geova Dio e Gesù Cristo sono ottimi esempi di pazienza?

16 Per quanto riguarda l’esercitare pazienza, Geova non si aspetta che facciamo qualcosa che lui per primo non è disposto a fare. Infatti, è in assoluto la persona più disposta ad aspettare. (Leggi 2 Pietro 3:9.) Geova sta aspettando pazientemente da migliaia di anni che le questioni sollevate nel giardino di Eden vengano risolte in modo definitivo. ‘Si sta tenendo in aspettazione’, attendendo con pazienza il tempo in cui il suo nome sarà completamente santificato. Questo porterà a benedizioni straordinarie per “quelli che si tengono in aspettazione di lui” (Isa. 30:18).

17 Anche Gesù è disposto ad aspettare. Nel 33 E.V., dopo essersi dimostrato fedele fino alla morte, presentò il valore del suo sacrificio di riscatto, ma dovette comunque aspettare fino al 1914 per iniziare a regnare (Atti 2:33-35; Ebr. 10:12, 13). E dovrà attendere la fine del suo Regno millenario per vedere tutti i suoi nemici completamente distrutti (1 Cor. 15:25). Sarà una lunga attesa, ma sicuramente ne varrà la pena.

COSA CI PUÒ AIUTARE A ESSERE PAZIENTI?

18, 19. Cosa ci può aiutare a essere disposti ad aspettare con pazienza?

18 Senza dubbio, ognuno di noi deve essere paziente e disposto ad aspettare. Ma cosa ci può aiutare? È necessario pregare per ricevere lo spirito di Dio, dato che la pazienza fa parte del frutto dello spirito (Efes. 3:16; 6:18; 1 Tess. 5:17-19). Dovremmo quindi supplicare Geova che ci aiuti a perseverare pazientemente.

19 Dovremmo anche ricordare cosa aiutò Abraamo, Giuseppe e Davide ad aspettare con pazienza che le promesse di Dio si adempissero: ebbero fede e fiducia in Geova. Non si concentrarono solo su sé stessi o sui loro interessi. Riflettendo sulle ricompense che ricevettero, anche noi possiamo sentirci spinti a mostrare pazienza.

20. Cosa dovremmo essere decisi a fare?

20 Anche se affrontiamo delle prove, siamo decisi a essere pazienti. È vero che a volte potremmo chiedere: “Fino a quando, o Geova?” (Isa. 6:11). Ma grazie all’aiuto dello spirito santo di Dio possiamo anche noi essere determinati come Geremia, che disse: “Geova è la mia parte, [...] perciò sarò in aspettativa di lui” (Lam. 3:21, 24).

^ par. 11 Circa 15 capitoli del libro di Genesi sono dedicati alla storia di Abraamo. Per di più nelle Scritture Greche Cristiane ci si riferisce ad Abraamo più di 70 volte.

^ par. 14 Anche se Saul fu rigettato da Geova dopo poco più di 2 anni di regno, gli fu concesso di continuare a regnare per altri 38 anni, fino alla sua morte (1 Sam. 13:1; Atti 13:21).