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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio)  |  agosto 2016

Il matrimonio: le origini e lo scopo

Il matrimonio: le origini e lo scopo

“Geova Dio proseguì, dicendo: ‘Non è bene che l’uomo stia solo. Gli farò un aiuto’” (GEN. 2:18)

CANTICI: 36, 11

1, 2. (a) Come ha avuto origine il matrimonio? (b) Cosa avrà compreso la prima coppia umana riguardo al matrimonio? (Vedi l’immagine iniziale.)

IL MATRIMONIO è parte integrante della vita di molte persone. Un esame delle sue origini e del suo scopo può aiutarci ad avere il corretto punto di vista su questa istituzione e a gustare ancora di più le benedizioni che ne derivano. Dio creò il primo uomo, Adamo, e gli affidò l’incarico di dare il nome agli animali. Tuttavia, “per l’uomo non si trovava un aiuto come suo complemento”. Quindi Dio fece cadere Adamo in un sonno profondo e prese una delle sue costole. Da questa formò la donna e poi la condusse all’uomo. (Leggi Genesi 2:20-24.) Il matrimonio quindi è di origine divina.

2 Gesù confermò che era stato Geova a dire: “L’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne” (Matt. 19:4, 5). Il fatto che la prima donna fosse stata creata da una costola di Adamo probabilmente aiutò entrambi a capire quanto fosse stretta la loro unione. Non c’era alcuna disposizione che consentisse il divorzio o la poligamia.

 IL MATRIMONIO NEL PROPOSITO DI GEOVA

3. Qual era un importante obiettivo del matrimonio?

3 Adamo era molto contento di avere al suo fianco una moglie incantevole, che in seguito chiamò Eva. Quale “complemento” di Adamo, Eva sarebbe stata un “aiuto” per lui. Assolvendo le loro responsabilità di marito e di moglie, Adamo ed Eva avrebbero contribuito giorno dopo giorno alla felicità l’uno dell’altra (Gen. 2:18). Un importante obiettivo del matrimonio, comunque, era quello di popolare la terra (Gen. 1:28). Pur volendo bene ai genitori, i figli li avrebbero lasciati per sposarsi e formare la propria famiglia. Gli esseri umani avrebbero così riempito la terra in misura adeguata ed esteso il paradiso a tutto il pianeta.

4. Cosa successe al primo matrimonio?

4 Il primo matrimonio fu rovinato quando Adamo ed Eva decisero di usare male il libero arbitrio e disubbidirono a Geova. “L’originale serpente”, Satana il Diavolo, ingannò Eva facendole credere che se avesse mangiato il frutto dell’“albero della conoscenza del bene e del male” avrebbe acquistato una speciale conoscenza e avrebbe così potuto decidere da sola ciò che era bene e ciò che era male. Eva non si consultò con Adamo, dimostrando così mancanza di rispetto nei confronti dell’autorità di suo marito. Adamo, a sua volta, invece di ubbidire a Dio accettò il frutto offertogli dalla moglie (Riv. 12:9; Gen. 2:9, 16, 17; 3:1-6).

5. Cosa impariamo dalle risposte che Adamo ed Eva diedero a Geova?

5 Quando Dio gli chiese conto delle sue azioni, Adamo diede la colpa a sua moglie dicendo: “La donna che desti perché fosse con me, essa mi ha dato del frutto dell’albero e così ho mangiato”. Eva, dal canto suo, disse che era stato il serpente a ingannarla (Gen. 3:12, 13). Entrambi addussero solo deboli scuse, ma non avevano alcuna giustificazione. Avendo disubbidito a Geova, Adamo ed Eva furono condannati per la loro ribellione. Il loro esempio negativo ci insegna che per avere un matrimonio felice ciascun coniuge deve assumersi le proprie responsabilità e ubbidire a Geova.

6. Come spieghereste Genesi 3:15?

6 Nonostante quello che accadde in Eden, Geova offrì una speranza al genere umano quando pronunciò la prima profezia riportata nella Bibbia. (Leggi Genesi 3:15.) Satana, la prima creatura spirituale ribelle, sarebbe stato schiacciato dal “seme”, o discendenza, della “donna”. Con queste parole Geova diede un’idea dello speciale legame che lo unisce alla sua organizzazione, paragonata a una moglie, composta da innumerevoli schiere di giuste creature spirituali che lo servono in cielo. Come le Scritture rivelarono in seguito, Dio avrebbe affidato a un componente di tale organizzazione l’incarico di schiacciare il Diavolo e di dare al genere umano ubbidiente la stessa prospettiva che la prima coppia umana aveva perso: la vita eterna sulla terra, in armonia con il proposito originale di Geova (Giov. 3:16).

7. (a) A causa della ribellione di Adamo ed Eva, cos’è successo al matrimonio? (b) Secondo la Bibbia, cosa devono fare il marito e la moglie?

7 La ribellione di Adamo ed Eva ebbe profonde conseguenze sul loro matrimonio e su tutti i successivi. Per esempio, Eva e tutte le donne dopo di lei avrebbero sofferto molto durante la gravidanza e il parto. La “brama” della moglie sarebbe stata verso il proprio marito, che a sua volta l’avrebbe dominata, anche in modo brutale, proprio come accade oggi in molti matrimoni (Gen. 3:16). La Bibbia, però, dice che il marito deve esercitare la propria autorità in modo amorevole e che la moglie  deve sottomettersi all’autorità del marito (Efes. 5:33). Quando c’è collaborazione tra due coniugi che temono Dio, le situazioni che causano tensione vengono ridotte al minimo o eliminate del tutto.

IL MATRIMONIO DAI GIORNI DI ADAMO AL DILUVIO

8. Qual è la storia del matrimonio dai giorni di Adamo al Diluvio?

8 Prima di morire a causa del peccato e dell’imperfezione, Adamo ed Eva generarono figli e figlie (Gen. 5:4). Caino, il loro primo figlio, si sposò con una sua parente. Lamec, uno dei discendenti di Caino, fu il primo uomo di cui si dica che avesse due mogli (Gen. 4:17, 19). Nel periodo trascorso tra Adamo e il Diluvio ci furono pochi servitori di Geova, fra cui Abele, Enoc e Noè con la sua famiglia. La Bibbia dice che ai giorni di Noè “i figli del vero Dio notavano che le figlie degli uomini erano di bell’aspetto; e si prendevano delle mogli, cioè tutte quelle che scelsero”. Da questa unione contro natura tra angeli materializzati e donne nacquero i nefilim, esseri ibridi molto violenti. Di conseguenza, “la cattiveria dell’uomo era abbondante sulla terra” e “ogni inclinazione dei pensieri del suo cuore era solo cattiva in ogni tempo” (Gen. 6:1-5).

9. Al tempo di Noè cosa fece Geova ai malvagi, e cosa possiamo imparare da quello che successe allora?

9 Ai giorni di Noè Geova portò il Diluvio per distruggere i malvagi. Allora le persone erano così assorbite dalle normali attività della vita, tra cui il matrimonio, che non presero seriamente l’avvertimento di Noè, “predicatore di giustizia”, riguardo all’imminente distruzione (2 Piet. 2:5). In seguito Gesù fece un paragone tra le condizioni di quel tempo e quelle che avremmo visto ai nostri giorni. (Leggi Matteo 24:37-39.) Oggi la maggioranza delle persone non ascolta la buona notizia del Regno di Dio che viene predicata nell’intera terra in testimonianza a tutte le nazioni prima della fine di questo malvagio sistema di cose. Qual è la lezione per noi? Nemmeno le questioni familiari come il matrimonio o l’educazione dei figli dovrebbero assorbirci al punto da farci perdere il senso di urgenza in relazione al giorno di Geova.

IL MATRIMONIO DAL DILUVIO AL TEMPO DI GESÙ

10. (a) Quali pratiche sessuali divennero comuni in molte culture? (b) In che modo Abraamo e Sara diedero un buon esempio per quanto riguarda il matrimonio?

10 Anche se Noè e i suoi tre figli ebbero una sola moglie, in epoca patriarcale si praticava la poligamia. In molte culture l’immoralità sessuale era la norma, tanto che divenne parte dei riti religiosi. Quando Abramo e sua moglie Sarai (in seguito chiamati Abraamo e Sara) ubbidirono a Dio e si trasferirono in Canaan, in quel paese erano comuni varie pratiche che svilivano l’istituzione del matrimonio. Per questo Geova decretò la distruzione di Sodoma e Gomorra: gli abitanti di quelle città praticavano o condonavano gravi forme di immoralità sessuale. A differenza di quelle persone, Abraamo esercitò la sua autorità nel modo giusto e Sara diede un ottimo esempio sottomettendosi al marito. (Leggi 1 Pietro 3:3-6.) Inoltre Abraamo fece in modo che suo figlio Isacco sposasse una donna che adorava Geova. Un simile rispetto nei confronti della vera adorazione guidò anche il figlio di Isacco, Giacobbe, dai cui figli discesero le dodici tribù d’Israele.

11. In che modo la Legge mosaica proteggeva gli israeliti?

11 In seguito Geova strinse un patto con i discendenti di Giacobbe, chiamato anche  Israele. Le più comuni consuetudini matrimoniali dell’epoca patriarcale, come la poligamia, vennero regolamentate dalla Legge mosaica. La Legge contribuì a proteggere gli israeliti a livello spirituale, proibendo il matrimonio con i falsi adoratori. (Leggi Deuteronomio 7:3, 4.) Quando sorgevano seri problemi all’interno del matrimonio, spesso gli anziani davano aiuto. Casi di infedeltà, gelosia e sospetti di tradimento venivano trattati in modo appropriato. Il divorzio era consentito, ma regolamentato. Un uomo poteva divorziare dalla moglie se lei aveva fatto “qualcosa di indecente” (Deut. 24:1). Non viene precisato cosa fosse considerato “indecente”, ma è ragionevole concludere che non si trattasse semplicemente di questioni di poca importanza (Lev. 19:18).

NON AGIAMO SLEALMENTE NEI CONFRONTI DEL NOSTRO CONIUGE

12, 13. (a) Ai giorni di Malachia in che modo alcuni uomini trattavano la moglie? (b) Se oggi una persona battezzata abbandonasse il marito o la moglie per qualcun altro, quali sarebbero le conseguenze?

12 Al tempo del profeta Malachia, molti ebrei agivano slealmente nei confronti della moglie usando qualsiasi scusa per divorziare. In questo modo si liberavano della moglie della loro giovinezza, forse per sposare donne più giovani o addirittura pagane. Anche ai giorni di Gesù molti uomini ebrei si dimostravano sleali divorziando dalla moglie “per ogni sorta di motivo” (Matt. 19:3). Geova Dio odiava questo genere di divorzi. (Leggi Malachia 2:13-16.)

13 Oggi l’infedeltà coniugale non viene tollerata tra i servitori di Geova. Ma immaginiamo la seguente situazione: un fratello o una sorella della congregazione lascia il proprio coniuge per fuggire con quello di un’altra persona e, dopo aver ottenuto il divorzio, i due si sposano. Se non si pentisse, il trasgressore verrebbe disassociato per mantenere la purezza della congregazione (1 Cor. 5:11-13). Prima di essere riaccolto nella congregazione dovrebbe ‘produrre frutti degni di pentimento’ (Luca 3:8; 2 Cor. 2:5-10). Anche se non c’è un periodo di tempo prestabilito prima che la persona possa essere riassociata, un simile atto di slealtà, che comunque accade di rado tra i servitori di Dio, non potrebbe essere ignorato. Potrebbe volerci parecchio tempo, un anno o più, perché il trasgressore dia prova di vero pentimento. Anche nel caso in cui venisse riassociato, dovrebbe comunque rendere conto delle sue azioni “davanti al tribunale di Dio” (Rom. 14:10-12; vedi La Torre di Guardia del 1° giugno 1980, pagine 31-32).

IL MATRIMONIO NELLA CONGREGAZIONE CRISTIANA

14. Qual era lo scopo principale della Legge?

14 La Legge mosaica regolò la vita degli israeliti per oltre 1.500 anni. Aiutò i servitori di Dio a tenere in considerazione i suoi giusti princìpi per gestire questioni familiari e altri problemi, e allo stesso tempo agì da “tutore” per condurre al Messia (Gal. 3:23, 24). Alla morte di Gesù la Legge fu cancellata e Dio stabilì una nuova disposizione (Ebr. 8:6). Da allora alcune delle cose permesse dalla Legge non furono più consentite.

15. (a) Nella congregazione cristiana, qual è il modello da seguire per quanto riguarda il matrimonio? (b) Quali aspetti dovrebbe prendere in considerazione un cristiano che pensa di divorziare?

15 Parlando della concessione fatta da Mosè per quanto riguarda il divorzio, Gesù rispose ad alcuni farisei: “Non è stato così dal principio” (Matt. 19:6-8). In questo modo Gesù fece capire che nella  congregazione cristiana si sarebbe dovuta seguire la norma divina per il matrimonio stabilita in Eden (1 Tim. 3:2, 12). Essendo “una sola carne”, i coniugi avrebbero dovuto rimanere uniti. Inoltre, l’amore fra di loro e l’amore verso Dio avrebbero rafforzato il loro legame. Un divorzio ottenuto per motivi diversi dall’immoralità sessuale, anche se valido dal punto di vista legale, non rende liberi di risposarsi (Matt. 19:9). Ovviamente una persona può scegliere di perdonare il coniuge che ha commesso adulterio ma che si è pentito, proprio come fece il profeta Osea nei confronti di Gomer, la moglie che lo aveva tradito. In modo analogo, Geova fu misericordioso con il popolo di Israele, che si era pentito del suo adulterio spirituale (Osea 3:1-5). Va precisato che riprendere ad avere rapporti sessuali con il proprio coniuge pur sapendo che ha commesso adulterio equivale ad averlo perdonato. In tal modo la base scritturale per il divorzio viene meno.

16. Cosa disse Gesù riguardo al rimanere single?

16 Dopo aver indicato che tra i veri cristiani l’unico valido motivo di divorzio è l’immoralità sessuale, Gesù parlò di “quelli che hanno il dono” di essere single, e aggiunse: “Chi vi può far posto vi faccia posto” (Matt. 19:10-12). Molti hanno scelto di non sposarsi per servire Geova senza distrazioni, e meritano di certo una lode.

17. Cosa può aiutare un cristiano a decidere se sposarsi o no?

17 Per decidere se rimanere single o sposarsi è necessario valutare personalmente se si è in grado di coltivare il dono di cui parlò Gesù. L’apostolo Paolo incoraggiò a non sposarsi, ma allo stesso tempo disse: “A causa del prevalere della fornicazione, ciascun uomo abbia la propria moglie e ciascuna donna abbia il proprio marito”. Poi aggiunse: “Se non hanno padronanza di sé, si sposino, poiché è meglio sposarsi che essere infiammati dalla passione”. Il matrimonio può aiutare una persona a evitare di cadere nell’immoralità sessuale o in una pratica come la masturbazione. D’altra parte, l’età è un fattore da prendere in considerazione. Infatti Paolo affermò: “Se qualcuno pensa di comportarsi indebitamente verso la sua verginità, se questa ha passato il fiore della giovinezza, e così deve avvenire, faccia ciò che vuole; non pecca. Si sposino” (1 Cor. 7:2, 9, 36; 1 Tim. 4:1-3). Quindi non ci si dovrebbe sposare spinti dai forti desideri sessuali tipici della giovinezza. A quell’età forse non si è abbastanza maturi per affrontare le responsabilità della vita coniugale.

18, 19. (a) Cosa ci dovrebbe essere alla base di un matrimonio cristiano? (b) Cosa considereremo nel prossimo articolo?

18 Alla base di un matrimonio cristiano ci dovrebbero essere un uomo e una donna che sono dedicati a Geova e che lo servono con tutto il cuore. I due dovrebbero anche aver sviluppato un amore così forte da desiderare di unirsi in matrimonio. E di certo saranno benedetti per aver seguito il consiglio di sposarsi “solo nel Signore” (1 Cor. 7:39). Una volta sposati, potranno constatare come coppia che la Bibbia contiene i migliori consigli per avere un matrimonio felice.

19 Nel prossimo articolo considereremo alcuni princìpi biblici che possono aiutare i cristiani sposati ad affrontare le difficoltà di questi “ultimi giorni”, in cui molte persone sviluppano caratteristiche che ostacolano la felicità nel matrimonio (2 Tim. 3:1-5). Nella sua Parola Geova ci ha dato i consigli di cui abbiamo bisogno per avere un matrimonio felice, mentre continuiamo a camminare con il suo popolo sulla strada che porta alla vita eterna (Matt. 7:13, 14).