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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  N. 4 2016

I masoreti furono scrupolosi nel copiare le Scritture

 IN COPERTINA | LA BIBBIA: UNA STORIA DI SOPRAVVIVENZA

Sopravvissuta ai tentativi di alterarne il messaggio

Sopravvissuta ai tentativi di alterarne il messaggio

LA MINACCIA: Minacce esterne come il deterioramento e l’opposizione non sono riuscite a far scomparire la Bibbia. Ma alcuni copisti e traduttori hanno tentato di alterarne il messaggio. A volte hanno cercato di adattare la Bibbia alle proprie dottrine anziché conformare le proprie dottrine alla Bibbia. Consideriamo alcuni esempi:

  • Luogo di adorazione: Tra il IV e il II secolo a.E.V., gli scrittori del Pentateuco samaritano inserirono dopo Esodo 20:17 le parole “sul monte Gherizim. E là dovete costruire un altare”. I samaritani speravano così di citare le Scritture a sostegno della costruzione del loro tempio sul monte Gherizim.

  • Dottrina della Trinità: Meno di 300 anni dopo che la Bibbia fu completata, uno scrittore trinitario aggiunse a 1 Giovanni 5:7 le parole “in cielo, il Padre, la Parola e lo spirito santo; e questi tre sono uno”. Quella frase non era presente nel testo originale. “A partire dal VI secolo”, fa notare lo studioso Bruce Metzger, quelle parole “si ritrovarono con sempre maggiore frequenza nei manoscritti della Vetus Latina e della Vulgata”.

  • Nome di Dio: Citando come autorità una superstizione giudaica, molti traduttori della Bibbia decisero di togliere il nome di Dio dalle Scritture. Lo sostituirono con titoli come “Dio” o “Signore”, espressioni che nella Bibbia si riferiscono non solo al Creatore, ma anche a uomini, a persone o cose che sono oggetto di falsa adorazione, e perfino al Diavolo (Giovanni 10:34, 35; 1 Corinti 8:5, 6; 2 Corinti 4:4). *

COME È SOPRAVVISSUTA LA BIBBIA: Innanzitutto, nonostante alcuni copisti fossero negligenti o volutamente poco accurati, molti altri si dimostrarono estremamente qualificati e scrupolosi. Tra il VI e il X secolo, i masoreti copiarono le Scritture Ebraiche creando quello che è noto come testo masoretico. Si  dice che contassero le parole e le lettere per accertarsi di non fare errori. Se pensavano ci fossero errori nel testo di origine, lo annotavano a margine. I masoreti si rifiutarono di alterare la Bibbia. “Ritenevano che ostacolarla intenzionalmente”, scrisse il professor Moshe H. Goshen-Gottstein “fosse il peggior crimine possibile”.

In secondo luogo, l’enorme quantità di manoscritti oggi disponibili aiuta gli studiosi biblici a individuare gli errori. Per esempio, i leader religiosi insegnarono per secoli che le loro versioni in latino contenevano il testo biblico autentico. Eppure, in 1 Giovanni 5:7, avevano inserito le parole spurie già citate in questo articolo. L’errore venne ripetuto anche nella “Bibbia del re Giacomo”, una versione inglese molto accreditata. Ma cosa rivelarono altri manoscritti scoperti successivamente? Bruce Metzger scrisse: “Il passo [che conclude 1 Giovanni 5:7] manca nei manoscritti di tutte le versioni più antiche (in siriaco, copto, armeno, etiopico, arabo, paleoslavo) ed è presente solo nei manoscritti in latino”. Ecco perché le edizioni rivedute della “Bibbia del re Giacomo” e altre Bibbie hanno eliminato la frase spuria.

Il Chester Beatty P46, un manoscritto biblico su papiro risalente al 200 circa

I manoscritti più antichi confermano che il messaggio della Bibbia è stato preservato? Quando vennero scoperti i Rotoli del Mar Morto nel 1947, gli studiosi poterono finalmente confrontare il testo masoretico in ebraico con il contenuto di rotoli biblici che erano stati scritti più di mille anni prima. Un componente dell’équipe editoriale dei Rotoli del Mar Morto affermò che questi “confermarono la grande affidabilità con la quale il testo ebraico era stato conservato nel corso dei mille anni compresi tra l’epoca di Qumran e quella in cui furono copiati i manoscritti medievali più antichi”. *

La Biblioteca Chester Beatty di Dublino ospita una collezione di papiri che contiene praticamente ogni libro delle Scritture Greche Cristiane, tra cui manoscritti che risalgono al II secolo, solo un centinaio di anni dopo che fu completata la Bibbia. Un dizionario biblico afferma: “Sebbene i papiri forniscano tantissime nuove informazioni su dettagli testuali, dimostrano anche una notevole stabilità nella trasmissione del testo biblico nella storia” (The Anchor Bible Dictionary).

“Si può affermare con sicurezza che nessun’altra opera antica ci è pervenuta in forma così accurata”

IL RISULTATO: Anziché far emergere discrepanze nel messaggio della Bibbia, la grande quantità e l’età dei manoscritti biblici ne accrescono il valore. Riferendosi alle Scritture Greche Cristiane, Sir Frederic Kenyon scrisse: “Nessun altro libro antico ha documentazioni del suo testo altrettanto primitive e copiose, e nessuno studioso imparziale negherebbe che il testo che ci è pervenuto è sostanzialmente accurato”. E riguardo alle Scritture Ebraiche lo studioso William Henry Green disse: “Si può affermare con sicurezza che nessun’altra opera antica ci è pervenuta in forma così accurata”.

^ par. 6 Per maggiori informazioni, vedi le appendici A4 e A5 della Traduzione del Nuovo Mondo riveduta (inglese) o le sezioni 12 dell’opuscolo Una guida per lo studio della Parola di Dio. Disponibili su www.jw.org.

^ par. 9 F. García Martínez e J. Trebolle Barrera, Gli uomini di Qumran, trad. di A. Catastini, Paideia, Brescia, 1996, p. 168.

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