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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia  |  N. 3 2016

 IN COPERTINA | QUANDO MUORE UNA PERSONA AMATA

Affrontare il dolore

Affrontare il dolore

I consigli sull’argomento non mancano di certo. Non tutti, però, sono validi. Alcuni, per esempio, potrebbero suggerire di non piangere e di non esternare i propri sentimenti. Altri potrebbero indurre ad andare all’altro estremo e a dare libero sfogo alle proprie emozioni. La Bibbia presenta una visione più equilibrata, sostenuta anche dalla ricerca moderna.

In alcune culture è considerato poco virile che un uomo pianga. Ma ci si dovrebbe vergognare di cedere alle lacrime, anche se si è in pubblico? Esperti di igiene mentale riconoscono che piangere è una normale manifestazione del dolore e che, con il tempo, questo può aiutare a colmare l’enorme vuoto lasciato dalla persona amata. Reprimere il dolore, d’altro canto, può fare più male che bene. La Bibbia non sostiene in alcun modo che sia sbagliato o poco virile piangere di dolore. Per esempio, pensate a Gesù: pianse apertamente la morte del suo caro amico Lazzaro nonostante avesse il potere di riportarlo in vita (Giovanni 11:33-35).

Anche gli scatti d’ira sono una manifestazione di dolore, specialmente in caso di morte improvvisa. Quando affrontiamo un lutto potremmo provare rabbia per molte ragioni, ad esempio se una persona stimata dice qualcosa di sconsiderato o infondato. “Avevo solo 14 anni quando mio padre morì”, racconta un sudafricano di nome Mike. “Al funerale, il ministro anglicano disse che Dio ha bisogno delle persone buone e che per questo le prende precocemente con sé. * Questo mi fece arrabbiare, perché avevamo un disperato bisogno di nostro padre. A distanza di 63 anni, pensare a quelle parole mi fa ancora male”.

E che dire dei sensi di colpa? Specialmente quando la morte sopraggiunge inaspettata, chi resta potrebbe tormentarsi con pensieri del tipo: “Se solo avessi fatto questo o quello, probabilmente non sarebbe successo”. O forse l’ultima volta che avevate incontrato quella persona, c’era stato un litigio fra voi. Questo potrebbe farvi sentire più in colpa.

Se anche voi siete tormentati da rabbia e sensi di colpa, è importante che non reprimiate tali emozioni. Parlatene con un amico, che vi ascolterà e vi rassicurerà del fatto che non c’è motivo di provare tali sentimenti e che molti che hanno subìto un lutto si sentono così. La Bibbia ci ricorda che “il vero compagno ama in ogni tempo, ed è un fratello nato per quando c’è angustia” (Proverbi 17:17).

Il miglior Amico che possa avere chi sta soffrendo per un lutto è il Creatore, Geova Dio. Potete aprirgli il cuore in preghiera, perché “egli ha cura di voi” (1 Pietro 5:7). Promette che i pensieri e i sentimenti di tutti quelli che lo pregano saranno alleviati dalla “pace di Dio che sorpassa ogni pensiero” (Filippesi 4:6, 7). Permettete a Dio di starvi vicino anche per mezzo della sua consolante Parola, la Bibbia. Fate un elenco di versetti che danno conforto. (Vedi il  riquadro.) Potreste impararne qualcuno a  memoria. Riflettere su pensieri di questo tipo sarà di aiuto specialmente di notte, quando si è soli e si fa fatica ad addormentarsi (Isaia 57:15).

Recentemente un uomo di 40 anni, che chiameremo Jack, ha perso la sua adorata moglie, affetta da un tumore. Jack dice che a volte si sente molto solo. Ha trovato sollievo nella preghiera. “Quando prego Geova”, spiega, “non mi sento mai solo. Spesso mi sveglio nel cuore della notte e non riesco a riaddormentarmi. Leggere nelle Scritture pensieri consolanti, meditare su di essi e poi esprimere i miei sentimenti in preghiera mi fa provare tranquillità e profonda pace. Questo dà serenità alla mia mente e al mio cuore, e mi permette di dormire”.

Vanessa, una giovane che ha perso la madre a causa di una malattia, ha provato in prima persona il potere della preghiera. “Nei momenti più difficili”, dice, “riuscivo appena a invocare il nome di Dio e scoppiavo a piangere. Geova mi ascoltava e mi dava sempre la forza di cui avevo bisogno”.

Alcuni consulenti esortano chi sta affrontando il dolore di un lutto a spendersi per aiutare gli altri o a impegnarsi in servizi di volontariato per la comunità. Questo può far provare gioia e alleviare il dolore (Atti 20:35). Molti cristiani che hanno perso una persona amata hanno riscontrato che darsi da fare per gli altri è stato di grande conforto (2 Corinti 1:3, 4).

^ par. 5 Questo non è un insegnamento biblico. La Bibbia evidenzia tre motivi per cui si muore (Ecclesiaste 9:11; Giovanni 8:44; Romani 5:12).