Vai direttamente al contenuto

Vai direttamente al menu secondario

Vai direttamente al sommario

Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia  |  N. 2 2016

 IN COPERTINA

Perché Gesù doveva soffrire e morire?

Perché Gesù doveva soffrire e morire?

“Per mezzo di un solo uomo [Adamo] il peccato entrò nel mondo e la morte per mezzo del peccato” (Romani 5:12)

Come rispondereste alla domanda: “Ti piacerebbe vivere per sempre?” Molti direbbero di sì, pur ritenendo che non sia realistico pensare una cosa del genere. Secondo loro la morte fa parte della vita, è l’epilogo naturale dell’esistenza umana.

Che dire invece se la domanda fosse: “Ti senti pronto a morire?” In circostanze normali, la maggior parte di noi risponderebbe di no perché, a prescindere dai problemi e dalle difficoltà che affrontiamo, siamo dotati dell’innato desiderio di vivere. La Bibbia mostra che è stato Dio a creare gli esseri umani con il desiderio e la volontà di vivere. Infatti si legge che egli “ha persino messo l’eternità nei loro cuori” (Ecclesiaste 3:11, La Nuova Diodati).

La realtà, però, è che gli esseri umani non vivono in eterno. Cosa è andato storto? E soprattutto, Dio ha fatto qualcosa per porre rimedio alla situazione? Le risposte contenute nella Bibbia sono rincuoranti e hanno stretta relazione con il motivo per cui Gesù dovette soffrire e morire.

COSA È ANDATO STORTO

I primi tre capitoli del libro biblico di Genesi raccontano che Dio offrì ad Adamo ed Eva, la prima coppia, la prospettiva della vita eterna e disse loro cosa avrebbero dovuto fare per ottenerla. In seguito si racconta della loro disubbidienza e di come persero quella possibilità. Gli eventi sono narrati in modo semplice, così semplice che alcuni li considerano una leggenda popolare. Tuttavia il libro di Genesi, proprio come i Vangeli, ha tutte le caratteristiche di un racconto storico attendibile. *

Qual è stato il risultato della disubbidienza di Adamo? La Bibbia risponde così: “Per mezzo di un solo uomo il peccato entrò nel mondo e la morte per mezzo del peccato, e così la morte si estese a tutti gli uomini perché tutti avevano peccato” (Romani 5:12). Disubbidendo a Dio, Adamo peccò, perse la prospettiva di vivere per sempre e infine morì. Quali suoi discendenti, tutti noi abbiamo ereditato la sua condizione peccaminosa e siamo perciò soggetti a malattie, vecchiaia e morte. Questa spiegazione del perché si muore concorda con quanto sappiamo oggi sull’ereditarietà. Ma Dio ha fatto qualcosa per porre rimedio alla situazione?

 COSA HA FATTO DIO

Dio ha disposto di riscattare, o ricomprare, ciò che Adamo aveva tolto ai suoi discendenti, vale a dire la prospettiva di vivere per sempre. In che modo?

“Il salario che il peccato paga è la morte”, dice Romani 6:23. Questo significa che la morte è una conseguenza del peccato. Adamo peccò, per cui morì. Anche noi pecchiamo e siamo soggetti al ‘salario del peccato’, la morte. Ma non siamo nati in questa condizione peccaminosa per colpa nostra. Dio ha quindi amorevolmente mandato suo Figlio, Gesù, per pagare il prezzo del peccato per tutti noi. In che modo?

La morte di Gesù offre la possibilità di avere una vita felice e senza fine

Dato che un uomo, il perfetto Adamo, aveva introdotto con la sua disubbidienza il peccato e la morte, c’era bisogno di un uomo perfetto che essendo ubbidiente sino alla morte ci liberasse dal prezzo del peccato. La Bibbia spiega: “Come per mezzo della disubbidienza di un solo uomo molti furono costituiti peccatori, similmente anche per mezzo dell’ubbidienza di uno solo molti saranno costituiti giusti” (Romani 5:19). Quel “solo uomo” è stato Gesù: lasciò i cieli, divenne un uomo perfetto * e diede la sua vita per noi. Grazie a questo è possibile avere una condizione giusta agli occhi di Dio e la prospettiva della vita eterna.

PERCHÉ GESÙ SOFFRÌ E MORÌ

Perché era necessario che Gesù morisse per rendere possibile tutto questo? Non poteva l’Onnipotente Dio emettere semplicemente un decreto che permettesse ai discendenti di Adamo di vivere per sempre? Certo che poteva, aveva l’autorità per farlo. Questo, però, avrebbe significato ignorare ciò che aveva già stabilito legalmente: il peccato doveva essere pagato con la morte. Quella legge non era di secondaria importanza e non si poteva trascurare o cambiare per convenienza personale. Questo rappresenta un aspetto fondamentale della vera giustizia (Salmo 37:28).

Se in questo caso Dio avesse messo da parte la giustizia, qualcuno si sarebbe potuto chiedere se lo  avrebbe fatto anche in altre circostanze. Per esempio, nel decidere chi tra i discendenti di Adamo dovesse ottenere la vita eterna, avrebbe Dio esercitato giustizia? Le sue promesse sarebbero state degne di fiducia? Il fatto che Dio abbia risolto la questione della nostra salvezza rimanendo coerente alla giustizia ci assicura che egli fa sempre ciò che è giusto.

Attraverso il sacrificio di Gesù, Dio ha aperto la strada per la vita eterna nel Paradiso sulla terra. Come riportato in Giovanni 3:16, Gesù disse: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque esercita fede in lui non sia distrutto ma abbia vita eterna”. In effetti la morte di Gesù non è solo un’espressione dell’infallibile giustizia di Dio, ma soprattutto del suo grande amore per gli esseri umani.

Ma perché Gesù dovette soffrire e subire una morte dolorosa, così com’è descritto nei Vangeli? Sottomettendosi a quella prova estrema e rimanendo fedele, Gesù confutò una volta per tutte l’accusa di Satana secondo cui gli esseri umani non sarebbero rimasti leali a Dio davanti alle prove (Giobbe 2:4, 5). Quell’affermazione poteva sembrare valida visto che Satana aveva indotto il perfetto uomo Adamo a peccare. Ma Gesù, l’esatto equivalente di Adamo, rimase ubbidiente nonostante la grande sofferenza (1 Corinti 15:45). Dimostrò così che, se avesse scelto di farlo, anche Adamo avrebbe potuto ubbidire a Dio. Con la sua perseveranza durante le prove, Gesù ci ha lasciato un modello da seguire (1 Pietro 2:21). Dio ricompensò suo Figlio per la sua ubbidienza, concedendogli la vita immortale in cielo.

BENEFÌCI PER VOI

La morte di Gesù è avvenuta veramente, ed è davvero possibile avere una vita senza fine. Vi piacerebbe? Gesù spiegò cosa occorre fare per ottenerla: “Questo significa vita eterna, che acquistino conoscenza di te, il solo vero Dio, e di colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Giovanni 17:3).

Gli editori di questa rivista vi invitano a conoscere meglio Geova, il vero Dio, e suo Figlio Gesù Cristo. I testimoni di Geova della vostra zona saranno lieti di aiutarvi. Potrete trovare altre utili informazioni visitando il nostro sito, jw.org.

^ par. 8 Vedi il sottotitolo “Carattere storico di Genesi”, in Perspicacia nello studio delle Scritture, edito dai Testimoni di Geova, volume 1, pagine 1020-1021.

^ par. 13 Dio trasferì la vita di suo Figlio dai cieli al grembo di Maria e permise così che venisse concepito; il suo spirito santo impedì che Gesù ereditasse l’imperfezione di Maria (Luca 1:31, 35).

Per saperne di più

COMMEMORAZIONE

Ricordiamo la morte di Gesù

Siamo lieti di invitarti ad assistere con noi a questo importante evento. Scoprirai in che modo la vita e la morte di Gesù ti riguardano.

COSA INSEGNA REALMENTE LA BIBBIA?

Il riscatto: il più grande dono di Dio

Cos’è il riscatto? Come puoi beneficiarne?