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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio, facile lettura)  |  novembre 2016

Liberati dalle tenebre spirituali

Liberati dalle tenebre spirituali

Geova vi ha chiamati dalle tenebre alla sua meravigliosa luce (1 PIETRO 2:9)

CANTICI: 116, 102

1. Cosa successe durante la distruzione di Gerusalemme?

NELL’ANNO 607 avanti Cristo, il re babilonese Nabucodonosor II attaccò Gerusalemme con il suo enorme esercito. La Bibbia dice che il re uccise i giovani con la spada e che non “provò compassione di giovane o vergine, vecchio o decrepito”. Poi “bruciava la casa del vero Dio e abbatteva le mura di Gerusalemme”. Il racconto aggiunge che vennero bruciate “col fuoco tutte le sue torri di dimora e anche tutti i suoi oggetti desiderabili” (2 Cronache 36:17, 19).

2. Quale avvertimento aveva dato Geova, e cosa sarebbe successo agli ebrei?

2 La distruzione di Gerusalemme non avrà sorpreso gli ebrei. Per molti anni Dio aveva mandato i profeti ad avvertire il popolo che se avesse continuato a disubbidire sarebbe stato attaccato dai babilonesi. Molti ebrei sarebbero stati uccisi con la spada, e i sopravvissuti sarebbero andati in esilio a Babilonia (Geremia 15:2). Com’era la vita in esilio? I cristiani hanno mai vissuto un’esperienza simile a quella degli ebrei prigionieri a Babilonia? Se sì, quando?

 LA VITA IN ESILIO

3. Perché la vita in esilio a Babilonia era diversa dalla vita come schiavi in Egitto?

3 Geova aveva detto agli ebrei come dovevano affrontare la vita in esilio: dovevano accettare la nuova situazione e concentrarsi sui lati positivi di quella nuova vita. Tramite Geremia, Geova disse: “Edificate case e abitatele, e piantate giardini e mangiatene il frutto. Cercate anche la pace della città alla quale vi ho fatto andare in esilio, e pregate Geova in suo favore, poiché nella sua pace ci sarà pace per voi stessi” (Geremia 29:5, 7). Gli ebrei che durante l’esilio seguirono le istruzioni di Geova ebbero una vita quasi normale. I babilonesi diedero agli ebrei la libertà necessaria per occuparsi di quasi tutte le loro attività e muoversi liberamente nel paese. A quel tempo Babilonia era un importante centro del commercio. Antichi documenti dimostrano che molti ebrei, mentre erano in esilio, diventarono esperti nel vendere e nel comprare, e nel produrre oggetti artigianali. Alcuni ebrei diventarono addirittura ricchi. La loro vita in esilio era quindi più facile di quella degli israeliti che centinaia di anni prima erano stati schiavi in Egitto. (Leggi Esodo 2:23-25.)

4. Chi soffriva oltre agli ebrei infedeli, e perché non era possibile fare tutto quello che richiedeva la Legge?

4 Alcuni degli ebrei in esilio erano fedeli servitori di Dio. Non avevano fatto niente di male, però soffrivano insieme al resto della nazione. Anche se avevano le cose necessarie per vivere, riuscivano ad adorare Geova? Il tempio e l’altare erano stati distrutti, e il sacerdozio non funzionava più in modo organizzato. Gli ebrei fedeli però facevano tutto il possibile per seguire la Legge di Dio. Ad esempio Daniele, Sadrac, Mesac e Abednego si rifiutarono di mangiare i cibi proibiti per gli ebrei. E la Bibbia dice anche che Daniele pregava regolarmente Dio (Daniele 1:8; 6:10). Ricordiamo però che erano governati da una nazione pagana, perciò per gli ebrei fedeli non era possibile fare tutto quello che richiedeva la Legge.

Le promesse di Dio si avverano sempre!

5. Cosa aveva promesso Geova al suo popolo, e perché questa promessa era straordinaria?

5 Gli israeliti sarebbero riusciti di nuovo ad adorare Dio proprio come voleva lui? A quel tempo sembrava una cosa impossibile perché Babilonia non liberava mai i suoi prigionieri. Geova Dio, però, aveva promesso di liberare il suo popolo, e fu proprio quello che alla fine avvenne. Le promesse di Dio si avverano sempre! (Isaia 55:11).

I CRISTIANI SONO MAI STATI PRIGIONIERI DI BABILONIA?

6, 7. Perché possiamo dire che i servitori di Dio non diventarono prigionieri di Babilonia la Grande nel 1918?

6 I cristiani hanno vissuto un’esperienza simile a quella degli ebrei prigionieri a Babilonia. Per molti anni La Torre di Guardia ha spiegato che i cristiani fedeli diventarono prigionieri di Babilonia nel 1918, e che furono liberati nel 1919. In questo articolo  e nel prossimo, però, vedremo perché è necessaria una spiegazione diversa.

Molti anni prima della prima guerra mondiale, gli unti servitori di Dio si stavano già separando dalla falsa religione

7 La Babilonia che ha tenuto prigionieri i cristiani fedeli è Babilonia la Grande, cioè l’impero mondiale della falsa religione. Ma, anche se nel 1918 gli unti furono perseguitati, non fu in quel periodo che i servitori di Dio diventarono schiavi della falsa religione. Infatti furono perseguitati principalmente dai governi, e non dalla falsa religione. Inoltre, molti anni prima della prima guerra mondiale, gli unti si stavano già separando dalla falsa religione. Possiamo quindi dire che i servitori di Geova non diventarono prigionieri di Babilonia la Grande nel 1918.

QUANDO DIVENTARONO PRIGIONIERI DI BABILONIA?

8. Cosa successe dopo la morte degli apostoli? (Vedi l’immagine iniziale.)

8 Alla Pentecoste dell’anno 33, migliaia di nuovi cristiani furono unti con lo spirito santo. Diventarono così “una razza eletta, un regal sacerdozio, una nazione santa, un popolo di speciale possesso”. (Leggi 1 Pietro 2:9, 10.) Fino a quando furono in vita, gli apostoli riuscirono a proteggere le congregazioni. Ma soprattutto dopo la morte degli apostoli, alcuni uomini cominciarono a insegnare cose false nelle congregazioni cercando di allontanare i discepoli dalla verità. Questi uomini si erano appassionati agli insegnamenti dei filosofi Aristotele e Platone. Iniziarono perciò a insegnare quelle cose al posto della verità della Parola di Dio (Atti 20:30; 2 Tessalonicesi 2:6-8). Molti di questi uomini che avevano responsabilità e servivano come sorveglianti nelle congregazioni cominciarono a formare un clero. In questo modo fecero il contrario di quello che Gesù aveva detto ai suoi discepoli: “Voi siete tutti fratelli” (Matteo 23:8).

I fedeli cristiani unti erano come il grano della parabola di Gesù, e adoravano Dio meglio che potevano

9. In che modo il cristianesimo apostata iniziò a collaborare con il governo romano, e con quale risultato?

9 Nel 313 dopo Cristo, Costantino, un imperatore romano pagano, riconobbe come religione questa forma di cristianesimo apostata. Da quel momento iniziò una stretta collaborazione tra Chiesa e governo romano. Ad esempio, Costantino fece una riunione con i capi religiosi, chiamata Concilio di Nicea. Dopo quella riunione, Costantino decise di mandare in esilio un sacerdote di nome Ario perché non credeva che Gesù fosse Dio. In seguito, Teodosio diventò imperatore romano e sotto il suo regno la Chiesa Cattolica diventò la religione ufficiale dell’impero romano. Gli storici dicono che, durante il regno dell’imperatore Teodosio, Roma da pagana diventò “cristiana”. La verità però è che già prima di quel periodo i cristiani apostati avevano accettato gli insegnamenti pagani: in effetti facevano già parte di Babilonia la Grande. Ma c’erano ancora alcuni fedeli  cristiani unti, che erano come il grano della parabola di Gesù. Questi fedeli adoravano Dio meglio che potevano, ma erano pochi quelli che ascoltavano le cose che dicevano. (Leggi Matteo 13:24, 25, 37-39.) Erano davvero prigionieri di Babilonia!

10. Perché le persone cominciarono a dubitare degli insegnamenti della Chiesa?

10 Nei primi secoli dopo Cristo, molti riuscivano ancora a leggere la Bibbia in greco o in latino. Potevano mettere a confronto quello che insegnava la Parola di Dio con quello che insegnava la Chiesa. Quando alcuni capirono che gli insegnamenti della Chiesa erano falsi, si rifiutarono di accettarli. Ma era pericoloso dire agli altri quello che pensavano, e rischiavano addirittura di essere uccisi.

11. In che modo la Chiesa riuscì ad avere il controllo sulla Bibbia?

11 Ma con il passare del tempo sempre  meno persone parlavano il greco o il latino. E i capi della Chiesa non permettevano a nessuno di tradurre la Parola di Dio nelle lingue parlate dal popolo. Perciò alla fine solo alcune persone istruite e i membri del clero riuscivano a leggere la Bibbia, anche se perfino alcuni di loro non erano capaci di leggere e scrivere bene. Se qualcuno non era d’accordo con gli insegnamenti della Chiesa veniva punito con severità. I fedeli cristiani unti non potevano nemmeno riunirsi liberamente. E quelli che ci riuscivano dovevano radunarsi in piccoli gruppi. Questi cristiani unti erano “un regal sacerdozio” che non poteva adorare Dio in modo organizzato, proprio come era successo durante l’esilio degli ebrei in Babilonia. Babilonia la Grande aveva quindi il controllo totale sulle persone!

MOTIVI DI SPERANZA

12, 13. Quali due cose diedero ai cristiani motivo di sperare? Spiegate.

12 I veri cristiani sarebbero mai stati liberi di adorare Dio proprio come voleva lui e senza nascondersi? Ci furono due cose importanti che diedero ai cristiani motivo di sperare. La prima cosa fu l’invenzione della macchina da stampa a caratteri mobili, avvenuta intorno all’anno 1450. Era un enorme cambiamento se pensiamo che prima la Bibbia doveva essere copiata a mano. Questo era davvero un lavoro complicato, visto che una persona esperta poteva impiegare anche 10 mesi a fare una sola copia della Bibbia! E poi i copisti scrivevano su pergamena, cioè su un materiale fatto di pelle animale. Per questo erano disponibili solo poche copie della Bibbia ed erano molto costose. La macchina da stampa e la carta invece permettevano a una persona esperta di stampare più di 1.300 pagine al giorno!

L’invenzione della macchina da stampa e lo zelo dei coraggiosi traduttori della Bibbia fecero sperare nella liberazione da Babilonia (Vedi i paragrafi 12 e 13)

13 La seconda cosa che diede speranza fu la traduzione della Bibbia. Intorno all’anno 1500, alcuni uomini ebbero il coraggio di tradurre la Parola di Dio nelle lingue parlate dalle persone comuni. Lo fecero anche se sapevano che potevano essere uccisi. I capi religiosi erano molto irritati. Perché? Avevano paura che, leggendo la Bibbia nella loro lingua, persone sincere avrebbero fatto domande come: “Dove si parla nella Bibbia del purgatorio? Dov’è scritto che una persona deve pagare perché il prete dica la messa per i morti? Dove si parla dei papi e dei cardinali?” Molti falsi insegnamenti della Chiesa erano presi dalle idee di Aristotele e Platone, uomini vissuti centinaia di anni prima di Cristo. I capi della Chiesa si arrabbiavano quando le persone dubitavano di quello che insegnavano. E chi non era d’accordo con loro veniva condannato a morte. I capi della Chiesa volevano impedire alle persone di leggere la Bibbia e di fare domande, e in molti casi ci riuscirono. Ma alcune persone  coraggiose si rifiutarono di essere controllate da Babilonia la Grande. Avevano scoperto la verità che si trova nella Parola di Dio, e volevano saperne di più. Era vicina la liberazione dalla falsa religione.

Alcuni uomini ebbero il coraggio di tradurre la Parola di Dio nelle lingue parlate dalle persone comuni

14. (a) Cosa fecero le persone che volevano studiare la Bibbia? (b) Descrivete in che modo il fratello Russell cercò la verità.

14 Molte persone volevano essere libere di leggere e studiare la Bibbia, e di parlare di quello che imparavano. Non volevano più che i ministri religiosi dicessero loro in cosa credere. Per riuscire a fare tutto questo molti fuggirono in paesi dove erano liberi di studiare la Bibbia. Intorno al 1870 in uno di questi paesi, gli Stati Uniti, Charles Taze Russell cominciò insieme ad altri a fare uno studio approfondito della Bibbia. All’inizio il fratello Russell voleva trovare la religione che insegnava la verità. Mise a confronto gli insegnamenti della Bibbia con gli insegnamenti di varie religioni, di quelle cosiddette cristiane e perfino di quelle non cristiane. Molto presto si rese conto che nessuna di quelle religioni seguiva tutto quello che dice la Parola di Dio. In un’occasione parlò con i capi di varie chiese locali delle verità che lui e i suoi collaboratori avevano scoperto studiando la Bibbia. Sperava che le accettassero e che le insegnassero ai loro fedeli. Come reagirono quei ministri religiosi? Non erano interessati a quelle verità. Ben presto gli Studenti Biblici capirono che era impossibile adorare Dio insieme a chi faceva parte della falsa religione. (Leggi 2 Corinti 6:14.)

15. (a) In che periodo i veri cristiani diventarono prigionieri di Babilonia la Grande? (b) A quali domande risponderemo nel prossimo articolo?

15 In questo articolo abbiamo imparato che i veri cristiani diventarono prigionieri di Babilonia la Grande subito dopo la morte dell’ultimo degli apostoli. Dobbiamo però trovare la risposta ad alcune domande: Come facciamo a sapere che gli unti si stavano in effetti liberando da Babilonia la Grande già negli anni prima del 1914? È giusto pensare che Geova non era contento dei suoi servitori perché durante la prima guerra mondiale avevano rallentato nell’opera di predicazione? In quel periodo ci furono alcuni fratelli che persero l’approvazione di Geova perché non si erano mantenuti neutrali? E se i cristiani diventarono prigionieri della falsa religione dopo la morte degli apostoli, quando furono liberati? Queste domande sono davvero importanti. La risposta verrà data nel prossimo articolo.