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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio, facile lettura)  |  marzo 2017

Asa, Giosafat, Ezechia, Giosia

Serviamo Geova con cuore completo!

Serviamo Geova con cuore completo!

O Geova, ricorda, ti prego, come ho camminato dinanzi a te in veracità e con cuore completo (2 RE 20:3)

CANTICI: 36, 54

1-3. Cosa significa servire Geova con “cuore completo”? Fate un esempio.

TUTTI noi siamo imperfetti e facciamo errori. Siamo quindi grati a Geova perché ci ha provveduto il riscatto ed è pronto a perdonarci. Se siamo umili e ci pentiamo, possiamo chiedere il suo perdono. E possiamo essere sicuri che Geova non agirà con noi “secondo i nostri peccati” (Salmo 103:10). Noi, però, dobbiamo servirlo “con cuore completo” (1 Cronache 28:9). Come possiamo riuscirci anche se siamo imperfetti?

2 Ci può essere utile confrontare l’esempio del re Asa con quello del re Amazia. Questi re fecero tutti e due delle cose buone, ma tutti e due commisero degli errori visto che erano imperfetti. Eppure la Bibbia dice che “il cuore stesso di Asa fu completo per tutti i suoi giorni” (2 Cronache 15:16, 17; 25:1, 2; Proverbi 17:3). Infatti lui cercò sempre di fare felice Geova, e gli fu completamente devoto.  Amazia, invece, non servì Geova con “cuore completo”. Dopo aver sconfitto i nemici di Dio, prese i loro idoli e cominciò ad adorarli (2 Cronache 25:11-16).

3 Servire Dio con “cuore completo” significa amarlo moltissimo e avere il desiderio di adorarlo per sempre. Di solito, la parola “cuore” nella Bibbia si riferisce al tipo di persona che siamo dentro. Include il nostro modo di pensare, le cose che ci piacciono, gli obiettivi che abbiamo nella vita e i motivi per cui facciamo le cose. Anche se siamo imperfetti, possiamo riuscire ad adorare Geova con cuore completo. Lo serviamo perché lo vogliamo davvero, e non per senso del dovere o solo per abitudine (2 Cronache 19:9).

4. Di cosa parleremo ora?

4 Per capire meglio cosa significa servire Dio con cuore completo, prenderemo in considerazione la vita di Asa e di altri tre fedeli re di Giuda: Giosafat, Ezechia e Giosia. Anche se questi quattro re fecero degli errori, furono approvati da Geova perché lui vedeva che lo servivano con cuore completo. Perché Dio pensava questo di loro, e come possiamo imitare l’esempio di questi re?

IL CUORE DI ASA “FU COMPLETO PRESSO GEOVA”

5. Cosa fece Asa quando diventò re?

5 Asa fu il terzo re di Giuda dopo che la nazione d’Israele fu divisa tra il regno d’Israele e quello di Giuda. Quando Asa diventò re, decise di eliminare la falsa adorazione e la disgustosa immoralità sessuale che si praticavano nel suo regno. Quindi distrusse gli idoli che il popolo adorava e mandò via i prostituti del tempio. Asa tolse addirittura a sua nonna la posizione di regina madre “perché aveva fatto un orribile idolo” (1 Re 15:11-13). Inoltre Asa incoraggiò il popolo a “ricercare Geova” e a seguire “la legge e il comandamento”. Asa fece tutto il possibile per aiutare altri ad adorare Geova (2 Cronache 14:4).

Asa decise di eliminare la falsa adorazione dal suo regno

6. Cosa fece Asa quando gli etiopi invasero Giuda?

6 Durante i primi 10 anni in cui Asa governò, il regno di Giuda non dovette combattere nessuna guerra. Poi, il regno fu minacciato dagli etiopi che vennero per combattere con un milione di soldati e 300 carri (2 Cronache 14:1, 6, 9, 10). Cosa fece Asa? Era sicuro che Geova poteva aiutare il suo popolo, quindi chiese il Suo aiuto in preghiera per vincere la battaglia. (Leggi 2 Cronache 14:11.) A volte, anche se i re non erano fedeli, Geova decideva comunque di aiutare il suo popolo a sconfiggere i nemici. Lo faceva per dimostrare che lui era il vero Dio (1 Re 20:13, 26-30). Questa volta, però, Geova aiutò il suo popolo perché Asa confidava in Lui. Geova rispose alla preghiera di Asa, così il popolo  vinse la battaglia (2 Cronache 14:12, 13). In seguito, Asa commise un grave errore: chiese aiuto al re di Siria invece che a Geova (1 Re 15:16-22). Nonostante questo, Geova vedeva che Asa lo amava. Infatti il suo cuore era “completo presso Geova per tutti i suoi giorni”. Come possiamo imitare il buon esempio di Asa? (1 Re 15:14).

7, 8. Come possiamo imitare Asa?

7 Per capire se il nostro cuore è completo verso Geova, chiediamoci: “Ubbidisco a Geova anche quando questo può essere difficile? Sono pronto a fare tutto il possibile per mantenere pura la sua congregazione?” Asa dovette avere molto coraggio per togliere a sua nonna la posizione di regina madre. Anche noi a volte potremmo aver bisogno di coraggio se un familiare o un nostro caro amico venisse disassociato perché ha commesso un peccato e non si è pentito. In quel caso, saremo decisi a non stare in sua compagnia? Cosa ci spingerà a fare il nostro cuore?

8 Come Asa, a volte potremmo avere la sensazione che tutti siano contro di noi. Forse i nostri compagni di scuola o i nostri insegnanti ci prendono in giro perché siamo testimoni di Geova. Oppure quelli che lavorano con noi trovano ridicolo il fatto che chiediamo dei permessi per andare alle assemblee, o forse ci criticano perché non accettiamo di lavorare di più per guadagnare più soldi. In queste situazioni confidiamo in Dio come fece Asa. Preghiamo Geova, dimostriamo di avere coraggio e continuiamo a fare quello che lui vuole. Dio diede ad Asa la forza di cui aveva bisogno e farà lo stesso con noi.

9. In che modo possiamo fare felice Geova quando predichiamo?

9 Asa non pensò solo a sé stesso, ma incoraggiò altri a “ricercare Geova”. Anche noi aiutiamo le persone ad adorare Geova. E quando parliamo ad altri di lui Geova lo nota. È molto felice quando vede che lo facciamo perché lo amiamo e perché ci interessiamo delle persone e del loro futuro.

GIOSAFAT “RICERCÒ GEOVA”

10, 11. Come possiamo imitare Giosafat?

10 Giosafat, il figlio di Asa, “continuò a camminare nella via di suo padre Asa” (2 Cronache 20:31, 32). Infatti, proprio come suo padre, Giosafat incoraggiò il popolo a continuare ad adorare Geova. Mandò nelle città di Giuda degli uomini per insegnare al popolo quello che era scritto nel “libro della legge di Geova” (2 Cronache 17:7-10). Andò addirittura nel territorio del regno settentrionale d’Israele da quelli che abitavano sulle montagne di Efraim “per ricondurli a Geova” (2 Cronache 19:4). Il re Giosafat “ricercò Geova con tutto il suo cuore” (2 Cronache 22:9).

Giosafat incoraggiò il popolo a continuare ad adorare Geova

11 Oggi Geova desidera che venga  insegnata la verità su di lui alle persone di tutto il mondo. E ognuno di noi può dare una mano in quest’opera di insegnamento. Chiediamoci: “Mi impegno a partecipare a questa fase del ministero ogni mese? Ho il desiderio di insegnare ad altri le verità della Bibbia così che inizino ad adorare Geova? Prego mai per questo?” Se ci impegniamo, Geova ci aiuterà a iniziare uno studio biblico. Siamo disposti a studiare con qualcuno, anche se forse dobbiamo rinunciare a un po’ del nostro tempo libero? Possiamo imitare Giosafat anche in un altro modo. Lui cercò di aiutare altri a ricominciare a servire Geova, e allo stesso modo noi possiamo cercare di aiutare chi è diventato inattivo. Inoltre gli anziani organizzano visite per offrire aiuto ai disassociati che abitano nel territorio della congregazione e che forse hanno smesso di praticare il peccato.

12, 13. (a) Cosa fece Giosafat quando in un’occasione ebbe paura? (b) Perché dovremmo seguire l’esempio di Giosafat?

12 Come suo padre Asa, Giosafat confidò in Geova quando un grande esercito venne a combattere contro Giuda. (Leggi 2 Cronache 20:2-4.) In quell’occasione Giosafat ebbe paura, ma chiese aiuto a Geova. Nella sua preghiera riconobbe che lui e il popolo non erano capaci di sconfiggere il nemico. Disse anche che non sapevano cosa fare. Giosafat non aveva dubbi che Geova li avrebbe aiutati, infatti disse: “I nostri occhi sono verso di te” (2 Cronache 20:12).

13 Proprio come Giosafat, anche noi a volte non sappiamo come risolvere un problema e forse abbiamo anche paura (2 Corinti 4:8, 9). Ricordiamo cosa fece Giosafat? Pregò Geova davanti a tutti, e gli disse quanto lui e il popolo si sentissero deboli (2 Cronache 20:5). I capifamiglia possono imitare l’esempio di Giosafat. Possono chiedere a Geova in preghiera di aiutare sia loro che il resto della famiglia a capire cosa fare per affrontare i problemi. Non dovrebbero vergognarsi di fare questo tipo di preghiere davanti ai loro familiari, che così capiranno quanto il capofamiglia confida in Geova. E Geova li aiuterà, proprio come aiutò Giosafat.

EZECHIA CONTINUÒ A FARE CIÒ CHE ERA GIUSTO

14, 15. Come dimostrò Ezechia di confidare completamente in Dio?

14 Anche Ezechia era un re che “si teneva stretto a Geova”. Lo fece nonostante il cattivo esempio di suo padre, che adorava gli idoli. Fu proprio Ezechia a “eliminare gli alti luoghi e a spezzare le colonne sacre e a tagliare il palo sacro”. Distrusse anche “il serpente di rame che Mosè aveva fatto”, visto che gli israeliti avevano cominciato ad adorarlo. Ezechia servì Geova con cuore completo. Infatti “continuò a osservare i comandamenti che Geova aveva comandato a Mosè” (2 Re 18:1-6).

15 Durante il regno di Ezechia, il potente esercito assiro invase Giuda e minacciò di distruggere Gerusalemme.  Sennacherib, il re d’Assiria, prese in giro Geova e cercò di spingere Ezechia ad arrendersi. Di fronte a quel pericolo, Ezechia confidò completamente in Geova e pregò per avere il suo aiuto. Sapeva che Dio era molto più forte degli assiri e poteva salvare il suo popolo. (Leggi Isaia 37:15-20.) Dio rispose alla sua preghiera comandando a un angelo di uccidere 185.000 soldati assiri (Isaia 37:36, 37).

16, 17. In quali modi possiamo imitare l’esempio di Ezechia?

16 In seguito, Ezechia si ammalò e stava quasi per morire. In quel momento difficile, supplicò Geova di ricordare la sua fedeltà e di aiutarlo. (Leggi 2 Re 20:1-3.) Geova rispose alla preghiera di Ezechia e lo guarì. Dalla Bibbia capiamo che oggi non possiamo aspettarci che Dio faccia un miracolo guarendoci da una malattia o allungando la nostra vita. Come Ezechia, però, possiamo avere fiducia che Geova ci aiuterà. Anche noi possiamo dirgli: “Ti supplico, o Geova, ricorda, ti prego, come ho camminato dinanzi a te in veracità e con cuore completo”. Crediamo veramente che Geova si prenderà sempre cura di noi, anche se ci dovessimo ammalare? (Salmo 41:3).

17 In quale altro modo possiamo imitare Ezechia? Forse c’è qualcosa che sta mettendo in pericolo la nostra relazione con Geova o che ci sta portando via del tempo che potremmo dedicare alle cose spirituali. Pensiamo a quello che molti fanno oggi. Considerano persone che non conoscono, come ad esempio i personaggi famosi, dei veri e propri idoli. Passano molto tempo su Internet a informarsi su queste persone e a guardare le loro foto attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione. Forse a noi piace usare questi strumenti per comunicare con familiari e amici. Ma dobbiamo stare attenti perché potremmo perdere molto tempo. Potremmo addirittura diventare orgogliosi se vedessimo che a molte persone piacciono i commenti o le foto che abbiamo messo su Internet. Oppure potremmo offenderci, se alcuni smettessero di guardare i nostri commenti o le nostre foto. Riflettiamo invece su quello che ci insegna l’esempio dell’apostolo Paolo e di Aquila e Priscilla. Dedicavano forse del tempo ogni giorno a cercare di sapere tutto quello che facevano gli altri, specialmente quelli che non servivano Geova? La Bibbia dice che Paolo “si occupava intensamente della parola”, e che Aquila e Priscilla dedicavano del tempo a predicare e a spiegare “più correttamente la via di Dio” agli altri (Atti 18:4, 5, 26). Allora chiediamoci: “Sto attento a non trattare nessuno come un idolo? Evito di dedicare molto tempo a fare cose che non sono veramente importanti?” (Leggi Efesini 5:15, 16.)

GIOSIA UBBIDÌ AI COMANDAMENTI DI GEOVA

18, 19. Come possiamo imitare Giosia?

18 Anche il re Giosia ubbidì ai comandamenti di Geova “con tutto il suo cuore” (2 Cronache 34:31). Giosia  era il pronipote di Ezechia e, da adolescente, “cominciò a ricercare l’Iddio di Davide”. All’età di 20 anni cominciò a eliminare l’idolatria che c’era in Giuda. (Leggi 2 Cronache 34:1-3.) Per rendere felice Geova, Giosia si impegnò più di molti altri re di Giuda. Poi un giorno, il sommo sacerdote trovò nel tempio il libro della Legge di Dio. Forse si trattava del libro che aveva scritto proprio Mosè! Quando il segretario glielo lesse, Giosia capì che doveva fare qualcosa per servire Geova in maniera completa. E incoraggiò anche altri a fare lo stesso. Quale fu il risultato? Durante tutta la vita di Giosia, il popolo non smise di seguire Geova (2 Cronache 34:27, 33).

Giosia desiderava tanto rendere felice Geova e fece subito dei cambiamenti

19 Imitare l’esempio di Giosia aiuterà i ragazzi a conoscere meglio Geova. Probabilmente Giosia imparò che Geova è pronto a perdonare grazie all’esempio di suo nonno, il re Manasse, che si era pentito. Anche i ragazzi possono imparare da fratelli più grandi d’età, sia in famiglia che in congregazione. Questi fratelli possono raccontare tutte le cose belle che Geova ha fatto per loro. Inoltre, Giosia fu colpito da quello che aveva capito dalle Scritture e fece subito dei cambiamenti, perché desiderava tanto rendere felice Geova. Allo stesso modo, leggendo le Scritture, i ragazzi saranno ancora più decisi a ubbidire a Geova. Di conseguenza la loro amicizia con Geova sarà più forte e loro si sentiranno più felici. E poi avranno il desiderio di parlare di Geova ad altri. (Leggi 2 Cronache 34:18, 19.) Studiando la Bibbia, i ragazzi forse capiranno quali cose possono fare per servire meglio Dio. L’esempio di Giosia li spingerà a impegnarsi per fare i cambiamenti necessari.

SERVIAMO GEOVA CON CUORE COMPLETO!

20, 21. (a) Cosa avevano in comune i quattro re di cui abbiamo parlato? (b) Cosa impareremo nel prossimo articolo?

20 Cosa impariamo dall’esempio di questi quattro re di Giuda che servirono Geova con cuore completo? Erano decisi a fare felice Geova e ad adorarlo per tutta la vita. Confidarono in lui anche quando dovettero affrontare potenti nemici. E, soprattutto, servirono Geova perché lo amavano.

21 Anche se questi quattro re erano imperfetti e fecero errori, Geova li approvò. Infatti vedeva quello che avevano nel cuore e sapeva che lo amavano veramente. Anche noi siamo imperfetti e facciamo errori, ma Geova ci approverà se vedrà che lo stiamo servendo con cuore completo. Nel prossimo articolo impareremo alcune lezioni dagli errori che fecero questi re.