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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio, facile lettura)  |  maggio 2016

Risolviamo i contrasti con amore

Risolviamo i contrasti con amore

Mantenete la pace gli uni con gli altri (MARCO 9:50)

CANTICI: 39, 77

1, 2. Di quali contrasti si parla in Genesi, e perché ci interessano da vicino?

HAI mai notato che nella Bibbia si parla di persone che ebbero dei contrasti tra loro? Pensa a quello che dicono anche solo i primi capitoli di Genesi: Caino uccise Abele (Genesi 4:3-8); Lamec uccise un giovane che lo aveva colpito (Genesi 4:23); i pastori di Abraamo litigarono con quelli di Lot (Genesi 13:5-7); Agar si sentiva superiore a Sara e per questo Sara si arrabbiò con Abraamo (Genesi 16:3-6); Ismaele era “contro tutti” e tutti erano “contro di lui” (Genesi 16:12).

2 Perché la Bibbia parla di questi contrasti? Perché ci vuole insegnare qualcosa tramite l’esempio di persone imperfette che affrontarono problemi. Anche noi siamo imperfetti e quando affrontiamo problemi simili ai loro possiamo lasciarci guidare dagli esempi della Bibbia imitando quelli buoni ed evitando quelli cattivi (Romani 15:4). Questo ci aiuterà a capire come mantenere rapporti pacifici con gli altri.

3. Di cosa parlerà questo articolo?

3 In questo articolo vedremo perché dobbiamo risolvere i contrasti e come possiamo farlo. Considereremo anche alcuni princìpi biblici fondamentali che ci aiuteranno a risolvere i  problemi e a mantenere buoni rapporti con Geova e con gli altri.

PERCHÉ I SERVITORI DI DIO DEVONO RISOLVERE I CONTRASTI?

4. Quale modo di pensare si è diffuso in tutto il mondo, e con quale risultato?

4 Di chi è la colpa se le persone sono divise tra loro e non vanno d’accordo? Soprattutto di Satana. Infatti nel giardino di Eden Satana disse che ognuno può e deve decidere da solo cosa è giusto e cosa è sbagliato. Non importa cosa ne pensa Dio (Genesi 3:1-5). Ma se guardiamo il mondo di oggi ci rendiamo conto che questo atteggiamento causa solo problemi. Molti pensano di avere il diritto di decidere da soli cosa è giusto e cosa è sbagliato. Sono orgogliosi, egoisti e cercano sempre di essere i migliori. Non si preoccupano se le loro decisioni creano problemi agli altri. Questo atteggiamento porta la gente a litigare. Ma la Bibbia ci ricorda che se ci arrabbiamo facilmente avremo problemi con gli altri e faremo molti errori (Proverbi 29:22).

5. In caso di contrasti, come ci insegnò a reagire Gesù?

5 Nel Sermone del Monte, Gesù insegnò ai discepoli a fare la pace e a fare di tutto per evitare i disaccordi, anche a rischio di andare contro i loro interessi. Ad esempio disse di essere gentili, di fare la pace, di eliminare sentimenti come l’ira, di risolvere subito i contrasti e di amare i nemici (Matteo 5:5, 9, 22, 25, 44).

6, 7. (a) Perché è importante risolvere subito i contrasti? (b) Su quali domande dovremmo riflettere?

6 Quando preghiamo, predichiamo e andiamo alle adunanze, stiamo adorando Geova. Ma se non facciamo la pace con i fratelli, Geova non accetterà gli sforzi che compiamo per adorarlo (Marco 11:25). Per essere amici di Geova, dobbiamo perdonare chi ci fa un torto. (Leggi Luca 11:4; Efesini 4:32.)

Sono pronto a perdonare i miei fratelli?

7 Geova vuole che tutti i suoi servitori siano pronti a perdonare e vadano d’accordo con gli altri. Quindi chiediamoci: “Sono pronto a perdonare i miei fratelli? Mi piace stare in loro compagnia?” Se ci accorgiamo che dovremmo essere più pronti a perdonare, preghiamo Geova di aiutarci a migliorare. Il nostro Padre celeste ascolterà le nostre umili preghiere e ci risponderà (1 Giovanni 5:14, 15).

RIUSCIAMO A DIMENTICARE UN’OFFESA?

8, 9. Cosa dovremmo fare se qualcuno ci offende?

8 Se qualcuno dice o fa qualcosa che ci offende non dobbiamo stupirci, perché siamo tutti imperfetti (Ecclesiaste 7:20; Matteo 18:7). Ma in questi casi come reagiamo? Quello che successe a dei fratelli può insegnarci una lezione importante. In un’occasione una sorella salutò due fratelli. Uno dei due fratelli però si offese per come la sorella lo aveva salutato. Quando i due fratelli rimasero da soli, il  fratello offeso iniziò a lamentarsi della sorella. L’altro fratello allora gli ricordò che la sorella aveva servito lealmente Geova per 40 anni superando molte difficoltà. Gli disse che era sicuro che la sorella non voleva offenderlo. Come reagì il fratello che si era offeso? Disse: “Hai ragione”. Decise così di dimenticare quello che era successo.

9 Cosa impariamo da questa esperienza? Quando qualcuno ci offende siamo noi a decidere come reagire. Se amiamo gli altri saremo pronti a perdonarli. (Leggi Proverbi 10:12; 1 Pietro 4:8.) È bello per Geova quando ‘passiamo sopra’ alle offese (Proverbi 19:11; Ecclesiaste 7:9). Perciò la prossima volta che qualcuno dice o fa qualcosa che ci offende, chiediamoci: “Posso semplicemente dimenticare questa offesa? Devo proprio continuare a pensarci?”

10. (a) All’inizio come reagì una sorella alle critiche? (b) Quale pensiero basato sulla Bibbia aiutò la sorella a non perdere la serenità?

10 Quando altri fanno commenti negativi su di noi potrebbe essere difficile dimenticare le loro parole. Prendiamo il caso di una pioniera che chiameremo Lucy. Alcuni nella sua congregazione criticarono il suo modo di predicare e di impiegare il tempo. Lucy ci rimase molto male e ne parlò ad alcuni fratelli maturi che le diedero consigli basati sulla Bibbia. Le dissero di non pensare troppo alle opinioni negative degli altri ma di concentrarsi su Geova. Fu incoraggiata da quello che dice Matteo 6:1-4. (Leggi.) Quei versetti le ricordarono che la cosa più importante è rendere felice Geova. Quindi Lucy decise di dimenticare i commenti negativi degli altri. Ora, anche se altri fanno commenti negativi sul suo ministero, Lucy non perde la gioia perché sa che sta facendo del suo meglio per piacere a Geova.

QUANDO NON RIUSCIAMO A DIMENTICARE UN’OFFESA

11, 12. (a) Cosa dovrebbe fare un cristiano se crede che un fratello abbia ‘qualcosa contro di lui’? (b) Cosa possiamo imparare dal modo in cui Abraamo risolse un problema? (Vedi l’immagine iniziale.)

11 “Tutti inciampiamo molte volte” (Giacomo 3:2). Immagina di venire a sapere che un fratello si è offeso per qualcosa che hai detto o fatto. Cosa dovresti fare? Gesù disse: “Se, dunque, porti il tuo dono all’altare e lì ricordi che il tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, e va via; prima fa pace col tuo fratello, e poi, una volta tornato, offri il tuo dono” (Matteo 5:23, 24). Dovresti quindi parlare con il tuo fratello avendo l’obiettivo di fare la pace. Invece di incolpare lui, dovresti ammettere di aver sbagliato. La cosa più importante è essere in pace con i nostri fratelli.

Il nostro obiettivo dovrebbe essere quello di fare la pace con i nostri fratelli

12 La Bibbia spiega in che modo i servitori di Dio possono mantenere la pace quando hanno dei contrasti tra loro.  Consideriamo l’esempio di Abraamo e di suo nipote Lot. Tutt’e due avevano molti animali, e i loro pastori a un certo punto cominciarono a litigare perché non c’era abbastanza terreno per tutti gli animali. Abraamo voleva mantenere la pace, quindi diede a Lot la possibilità di scegliere il terreno migliore (Genesi 13:1, 2, 5-9). Che ottimo esempio per noi! Abraamo subì forse un danno permanente a motivo della sua generosità? Assolutamente no. Subito dopo Geova promise ad Abraamo che lo avrebbe benedetto. Gli avrebbe dato molto più di quello che aveva perso (Genesi 13:14-17). Quale lezione possiamo imparare? Se risolviamo i contrasti con amore, anche quando subiamo delle perdite, Geova ci benedirà. [1] (Vedi la nota.)

13. Come reagì un sorvegliante quando un fratello lo trattò male, e cosa possiamo imparare dal suo esempio?

13 Consideriamo quello che è successo a un sorvegliante di reparto di un congresso. Questo sorvegliante era nuovo in quell’incarico, e telefonò a un fratello per chiedergli se poteva lavorare in reparto con lui. Il fratello gli rispose male e gli chiuse il telefono in faccia perché era ancora arrabbiato con il precedente sorvegliante. Il nuovo sorvegliante non si offese ma pensò che non poteva far finta di niente. Lasciò passare un’ora, richiamò il fratello e gli chiese se potevano incontrarsi. La settimana dopo si incontrarono nella Sala del Regno e dopo aver pregato Geova, parlarono per un’ora. Il fratello spiegò quello che era successo con il precedente sorvegliante. Il nuovo sorvegliante fu gentile, lo ascoltò e poi usò la Bibbia per ragionare con lui. Quale fu il risultato? Il fratello fece la pace con il sorvegliante e lavorò insieme a lui durante il congresso. E ancora oggi è grato al sorvegliante per avergli parlato in modo gentile e pacifico.

QUANDO COINVOLGERE GLI ANZIANI

14, 15. (a) In quali situazioni dovremmo seguire il consiglio di Matteo 18:15-17? (b) Quali tre passi descrisse Gesù, e quale dovrebbe essere il nostro obiettivo quando li compiamo?

14 Di solito i problemi che nascono tra due cristiani possono e dovrebbero essere risolti senza coinvolgere altri. A volte però questo non è possibile. In alcune situazioni forse è necessario l’aiuto di altri, in armonia con quello che dice Matteo 18:15-17. (Leggi.) Il “peccato” di cui parlò Gesù in questo brano non è un piccolo contrasto tra due cristiani. Da cosa lo capiamo? Da come Gesù disse di trattare un peccatore che non si pente dopo che il fratello offeso, i testimoni e gli anziani gli hanno parlato. Gesù spiegò che deve essere considerato “proprio come un uomo delle nazioni e come un esattore di tasse”. Oggi questo significa che deve essere disassociato. Il “peccato” di cui parlò Gesù quindi potrebbe riferirsi a frode o calunnia, ma non a peccati come adulterio, omosessualità, apostasia o idolatria. Peccati di questo genere devono per forza essere trattati dagli anziani.

Per fare la pace forse dovrai parlare con il tuo fratello più di una volta (Vedi il paragrafo 15)

15 Gesù diede questo consiglio con l’obiettivo di spiegarci come aiutare un fratello spinti dall’amore (Matteo 18:12-14). Come possiamo seguire questo consiglio? (1) Dobbiamo cercare di fare la pace con il fratello senza coinvolgere altri. Forse  dovremo parlare con lui più di una volta. Ma se questo non basta per raggiungere la pace, cosa dobbiamo fare? (2) Dobbiamo parlare con il fratello insieme a qualcuno che conosce la situazione o che è in grado di capire se è stato fatto qualcosa di sbagliato. Se il problema è risolto avremo “guadagnato” il nostro fratello. Ma potrebbe succedere che dopo aver parlato più volte con il fratello non siamo riusciti a fare la pace con lui. Solo allora (3) dobbiamo parlare del problema con gli anziani.

16. Cosa dimostra che seguire il consiglio di Gesù è amorevole e porta a buoni risultati?

16 È incoraggiante sapere che nella maggioranza dei casi non è necessario fare tutti e tre i passi descritti in Matteo 18:15-17. Infatti di solito il peccatore riconosce di aver sbagliato e risolve il problema, così non è necessario che venga disassociato. Poi la persona offesa dovrebbe perdonarlo ritornando in questo modo a essere in pace con lui. È quindi chiaro dal consiglio di Gesù che gli anziani non devono essere coinvolti subito. Dovremmo parlare del problema con loro solo dopo aver fatto i primi due passi, e solo se ci sono veramente le prove che è stato fatto qualcosa di sbagliato.

17. Quali risultati otterremo se ‘cerchiamo di trovare la pace’?

17 Fino a quando saremo imperfetti continueremo a offendere altri. Il discepolo Giacomo scrisse: “Se uno non inciampa in parola, questi è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche l’intero corpo” (Giacomo 3:2). Per risolvere i disaccordi dobbiamo impegnarci a ‘trovare la pace e perseguirla’, cioè fare di tutto per raggiungerla (Salmo 34:14). Se continueremo a fare la pace, stringeremo buone amicizie con i fratelli e le sorelle e manterremo l’unità in congregazione (Salmo 133:1-3). Ma soprattutto stringeremo una forte amicizia con Geova, “l’Iddio che dà pace” (Romani 15:33). Otterremo tutto questo se risolviamo i contrasti con amore.

^ [1] (paragrafo 12) Altri che risolsero i problemi in modo pacifico furono: Giacobbe con Esaù (Genesi 27:41-45; 33:1-11); Giuseppe con i suoi fratelli (Genesi 45:1-15); Gedeone con la tribù di Efraim (Giudici 8:1-3). Forse ti vengono in mente altri esempi biblici simili.