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Testimoni di Geova

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La Torre di Guardia (edizione per lo studio, facile lettura)  |  gennaio 2017

Rimaniamo modesti in ogni circostanza

Rimaniamo modesti in ogni circostanza

Sii modesto nel camminare col tuo Dio (MICHEA 6:8)

CANTICI: 48, 95

1-3. Cosa non continuò a fare un profeta di Giuda, e quali furono le conseguenze del suo comportamento? (Vedi l’immagine iniziale.)

IL RE d’Israele, Geroboamo, aveva fatto costruire un altare nella città di Betel per spingere gli israeliti ad adorare in modo sbagliato. Geova mandò da Geroboamo un profeta di Giuda per trasmettergli un messaggio di giudizio. Il profeta fu umile e ubbidì trasmettendo il messaggio. Il re si arrabbiò moltissimo, ma Geova protesse il profeta (1 Re 13:1-10).

2 Geova aveva detto al profeta di non mangiare o bere niente in Israele e di tornare a casa passando per un’altra strada. Mentre tornava a casa, il profeta incontrò un uomo anziano che gli disse una bugia. Gli raccontò che aveva ricevuto un messaggio da Geova che gli diceva di invitare il profeta a casa sua per mangiare e bere. Il profeta allora disubbidì a Geova e andò a casa dell’uomo. Questo fece arrabbiare Geova. Più tardi, mentre tornava a casa, il profeta fu aggredito da un leone e morì (1 Re 13:11-24).

3 Non sappiamo perché il profeta decise di ascoltare quell’uomo  anziano invece di ubbidire a Geova. Sappiamo però che in questo modo non continuò a “essere modesto nel camminare” con Geova. (Leggi Michea 6:8.) La Bibbia ci spiega che camminare con Geova significa avere fiducia in lui, confidare nella sua guida e ubbidirgli. Chi è modesto si rende conto che deve pregare di continuo. Se il profeta di questo racconto fosse stato modesto, avrebbe chiesto a Geova se le istruzioni erano cambiate. Anche noi a volte dobbiamo prendere decisioni difficili, e forse non riusciamo a capire quello che Geova vuole che facciamo. Essere modesti però ci aiuterà: cercheremo la guida di Geova ed eviteremo così di fare gravi errori.

4. A quali domande risponderà questo articolo?

4 Nell’articolo precedente abbiamo visto cosa significa essere modesti e perché questo è importante per noi oggi. Ma cosa dobbiamo fare per coltivare questa qualità? E in quali situazioni potrebbe essere difficile dimostrare di essere davvero modesti? Consideriamo tre di queste situazioni (Proverbi 11:2).

QUANDO CAMBIANO LE CIRCOSTANZE

5, 6. In che modo Barzillai dimostrò di essere modesto?

5 Un modo per capire se siamo davvero modesti è considerare come reagiamo quando cambiano le nostre circostanze o i nostri incarichi. L’esempio di Barzillai, un leale amico del re Davide, ci insegna qualcosa. Davide invitò Barzillai, che aveva 80 anni, a vivere alla sua corte. Barzillai riconosceva che questo era un grande onore, ma disse che preferiva che il privilegio fosse dato a un uomo di nome Chimam, che forse era suo figlio (2 Samuele 19:31-37).

6 Perché Barzillai rifiutò quell’invito? Voleva forse evitare qualsiasi responsabilità e rimanere tranquillo a casa sua? No. Barzillai era modesto: si rendeva conto che le sue circostanze erano cambiate e accettava i suoi limiti. (Leggi Galati 6:4, 5.) Anche noi dobbiamo seguire l’esempio di Barzillai essendo modesti. Non dovremmo concentrarci su quello che vorremmo fare noi o paragonarci agli altri. Avere un incarico speciale o essere molto conosciuti non è importante. Per noi la cosa più importante dovrebbe essere dare il meglio a Geova (Galati 5:26). Se siamo modesti, collaboreremo con i nostri fratelli con l’obiettivo di onorare Geova e aiutare gli altri (1 Corinti 10:31).

7, 8. Come ci aiuta la modestia a non confidare in noi stessi?

7 Quando riceviamo incarichi di maggiore responsabilità o una certa autorità sugli altri potrebbe essere difficile rimanere modesti. Consideriamo l’esempio di Neemia. Quando venne a sapere che il popolo che si trovava a Gerusalemme stava affrontando molti problemi, Neemia supplicò Geova di aiutarlo (Neemia 1:4, 11). Geova rispose a questa preghiera: il re Artaserse nominò Neemia governatore di quella zona. Così Neemia ricevette potere, ricchezze e autorità su molte persone. Però non confidò mai in sé stesso, al contrario cercava sempre la guida di Geova e leggeva regolarmente la sua Legge (Neemia 8:1, 8, 9). Inoltre non usò mai la sua autorità per avere vantaggi personali o per trattare male gli altri (Neemia 5:14-19).

 8 Come nel caso di Neemia, se anche noi riceviamo incarichi nuovi o di maggiore responsabilità, vogliamo fare di tutto per rimanere modesti. Non dovremmo pensare che siamo bravi e che, con la nostra esperienza e le nostre capacità, riusciremo sicuramente a svolgere il nostro incarico. Ad esempio, un anziano potrebbe svolgere un compito in congregazione senza prima pregare. Oppure un fratello o una sorella potrebbe prima prendere una decisione e poi chiedere a Geova in preghiera di benedire quella decisione. Se siamo modesti, però, non confideremo solo in noi stessi; ricorderemo sempre che la nostra esperienza o le nostre capacità non sono nulla in confronto a quelle di Geova. (Leggi Proverbi 3:5, 6.) Oggi molti sono egoisti e fanno di tutto per essere sempre i primi. Ma noi che serviamo Geova non siamo così. Non pensiamo di essere migliori degli altri solo perché abbiamo una certa autorità in famiglia o in congregazione. Invece, ricordiamo il ruolo che Dio ci ha dato e collaboriamo volentieri con i nostri fratelli e le nostre sorelle (1 Timoteo 3:15).

QUANDO RICEVIAMO CRITICHE O LODI

9, 10. In che modo essere modesti ci aiuta quando riceviamo delle critiche ingiuste?

9 Come ci sentiamo quando riceviamo delle critiche ingiuste? Sicuramente molto  male. Vediamo quello che successe ad Anna. Suo marito la amava molto. Ma l’altra moglie di suo marito, Peninna, la prendeva continuamente in giro perché Anna desiderava avere figli ma non poteva averne. Un giorno Anna si sentiva molto triste e andò al tabernacolo per pregare. Vedendola piangere, il sommo sacerdote Eli pensò che fosse ubriaca e la sgridò. Anna però non si arrabbiò. Anzi, rispose a Eli con rispetto. Dalla preghiera che fece in seguito capiamo che questa donna amava Geova e aveva fede in lui (1 Samuele 1:5-7, 12-16; 2:1-10).

10 Se siamo modesti, continueremo a “vincere il male col bene” (Romani 12:21). E nel mondo di Satana il male è davvero tanto. Quindi non dovremmo sorprenderci quando veniamo trattati in modo ingiusto. È vero che potremmo provare rabbia, ma dobbiamo lottare contro questo sentimento (Salmo 37:1). E se abbiamo problemi con un fratello o una sorella della congregazione? Potremmo sentirci ancora più feriti. Seguire l’esempio di Gesù ci sarà utile. La Bibbia dice che, quando venne insultato, Gesù non reagì con altri insulti. Al contrario, “continuò ad affidarsi a colui che giudica giustamente” (1 Pietro 2:23). Gesù era umile e sapeva che Geova avrebbe eliminato qualsiasi ingiustizia (Romani 12:19). Anche noi dobbiamo essere umili  “non rendendo male per male” (1 Pietro 3:8, 9).

11, 12. (a) Come possiamo rimanere modesti quando riceviamo delle lodi, sia giuste che esagerate? (b) In che modo dimostriamo di essere modesti con il modo di vestirci e di comportarci?

11 Quando veniamo lodati, a volte anche in modo esagerato, non è facile rimanere modesti. Un personaggio che ricevette molte lodi, spesso esagerate, fu Ester. Era senza dubbio una delle donne più belle di tutta la Persia. Per un anno le fu riservato uno speciale trattamento di bellezza insieme a molte altre giovani donne, che avrebbero fatto di tutto per essere notate dal re. In seguito il re scelse proprio Ester come regina. Tutte queste attenzioni però non la cambiarono: Ester non diventò mai egoista e vanitosa. Rimase modesta, gentile e rispettosa (Ester 2:9, 12, 15, 17).

Il modo in cui ci vestiamo dimostra che abbiamo rispetto per Geova e per gli altri, o dimostra che non siamo modesti? (Vedi il paragrafo 12)

12 Se siamo modesti, ci vestiremo e ci comporteremo in un modo che dimostra rispetto per noi stessi e per gli altri. Non ci vanteremo né cercheremo di farci notare dagli altri; avremo invece uno “spirito quieto e mite” (leggi 1 Pietro 3:3, 4; Geremia 9:23, 24). Quello che diciamo e quello che facciamo prima o poi rivelerà che opinione abbiamo di noi stessi. Ad esempio, potremmo far credere agli altri che siamo speciali a motivo di quello che abbiamo fatto, di quello che sappiamo o di chi conosciamo. Oppure potremmo far sembrare che abbiamo raggiunto certi risultati da soli, anche se in realtà altre persone ci hanno aiutato. Ma pensiamo all’esempio di Gesù. Con la sua enorme saggezza avrebbe potuto attirare tutta l’attenzione su di sé. Lui però citava spesso la Parola di Dio. Non voleva che le persone dessero gloria a lui, ma voleva che dessero sempre gloria a Geova (Giovanni 8:28).

QUANDO PRENDIAMO DECISIONI

13, 14. In che modo la modestia ci aiuterà a prendere buone decisioni?

13 La modestia è importante quando dobbiamo prendere decisioni o quando gli altri prendono decisioni che influiscono su di noi. Ad esempio, mentre era a Cesarea, l’apostolo Paolo disse che voleva andare a Gerusalemme per finire l’opera che Geova gli aveva affidato. Il profeta Agabo però gli disse che, se fosse andato, sarebbe stato catturato. Paolo avrebbe addirittura rischiato la vita. I fratelli supplicarono Paolo di non partire, ma lui decise di andare comunque a Gerusalemme. Dimostrò forse di confidare in sé stesso? No, Paolo fu modesto ed ebbe completa fiducia in Geova. Anche i fratelli furono modesti, visto che sostennero la decisione di Paolo e lo lasciarono andare (Atti 21:10-14).

14 Se saremo modesti, riusciremo a prendere buone decisioni anche quando non possiamo prevedere o controllare nei minimi dettagli tutto quello che succederà. Ad esempio, forse stiamo pensando di cominciare il servizio a tempo pieno e potremmo chiederci: “E se mi ammalo? O se i miei genitori si ammalano e avranno bisogno di aiuto? E quando sarò invecchiato, come farò?” Anche se preghiamo e riflettiamo molto, non riusciremo a rispondere a tutte queste domande (Ecclesiaste 8:16, 17). Se confidiamo in Geova, però, riconosceremo e accetteremo i nostri limiti. Esamineremo i fatti, chiederemo consigli e, cosa ancora più importante, pregheremo per avere la guida di Geova. Poi, dopo aver fatto  queste cose, dobbiamo seguire la guida dello spirito di Geova. (Leggi Ecclesiaste 11:4-6.) In questo modo Geova benedirà le nostre decisioni o ci aiuterà a cambiare i nostri programmi (Proverbi 16:3, 9).

COME RIUSCIREMO A COLTIVARE LA MODESTIA?

15. In che modo meditare su Geova ci farà rimanere umili?

15 Come riusciremo a coltivare la modestia? Esaminiamo quattro modi. Primo, dobbiamo meditare su Geova, riflettendo sulle sue qualità. In confronto a lui, ci rendiamo conto di essere molto piccoli e di sapere molto poco (Isaia 8:13). Non dimentichiamo che noi serviamo l’Onnipotente Dio, non un uomo o un angelo. Meditare su questo ci aiuterà a umiliarci “sotto la potente mano di Dio” (1 Pietro 5:6).

16. In che modo meditare sull’amore di Dio ci aiuterà a essere modesti?

16 Secondo, meditare sull’amore di Geova per noi ci aiuterà a coltivare la modestia. Paolo paragonò la congregazione al corpo umano. Disse che Geova ha creato il corpo dando valore a ogni sua parte (1 Corinti 12:23, 24). Allo stesso modo, per Geova ognuno di noi ha valore. Lui non ci paragona ad altri e non smette di amarci quando facciamo errori. Sapere che Geova ci ama ci fa sentire protetti.

17. Perché è importante cercare negli altri qualità positive?

17 Terzo, cercare negli altri qualità positive, come fa Geova, ci permetterà di essere più modesti. Non vorremo essere sempre al centro dell’attenzione o dire sempre agli altri cosa fare. Invece chiederemo loro dei consigli e saremo pronti ad accettare le loro idee (Proverbi 13:10). Ci fa piacere quando i fratelli e le sorelle ricevono incarichi speciali. Inoltre ringraziamo Geova che permette a ognuno di noi di servirlo (1 Pietro 5:9).

18. Perché addestrare la nostra coscienza ci permetterà di coltivare la modestia?

18 Quarto, diventeremo più modesti se applichiamo i princìpi biblici per addestrare la nostra coscienza. Questi princìpi ci fanno capire cosa prova e cosa pensa Geova. Se impariamo a vedere le cose dal punto di vista di Geova, prenderemo decisioni che gli fanno piacere. Studiando, pregando e mettendo in pratica quello che impariamo, rafforzeremo la nostra coscienza (1 Timoteo 1:5). Così impareremo a mettere gli altri al primo posto. Se faremo queste cose, Geova ci promette che ‘completerà il nostro addestramento’ e ci aiuterà a coltivare la modestia (1 Pietro 5:10).

19. Cosa ci permetterà di rimanere modesti per sempre?

19 Ripensiamo al profeta di Giuda di cui abbiamo parlato all’inizio dell’articolo. Perse la vita e l’amicizia con Geova perché non rimase modesto. Ma, come dimostra l’esempio di molti servitori di Geova, noi possiamo rimanere modesti anche quando è difficile farlo. Servire Geova dovrebbe insegnarci a confidare sempre di più in lui man mano che passa il tempo (Proverbi 8:13). In ogni circostanza possiamo sempre camminare con Geova. E questo è il più grande onore che abbiamo. Facciamo quindi il possibile per rimanere modesti e camminare con Geova per sempre.