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Testimoni di Geova

Italiano

La Torre di Guardia (edizione per lo studio, facile lettura)  |  aprile 2016

Agiamo con fede per avere l’approvazione di Dio

Agiamo con fede per avere l’approvazione di Dio

Siate imitatori di quelli che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse (EBREI 6:12)

CANTICI: 86, 54

1, 2. Quale sfida affrontarono Iefte e sua figlia?

UNA ragazza corre incontro a suo padre. È felicissima perché il padre ha vinto una battaglia e sta tornando a casa sano e salvo. La ragazza canta e balla con gioia. Ma a un certo punto il padre fa qualcosa che la sorprende: si strappa i vestiti per la disperazione e grida: “Figlia mia! tu mi spezzi il cuore”. Poi lui le dice che ha fatto una promessa a Geova che le cambierà la vita per sempre. Secondo quella promessa lei non potrà mai sposarsi e avere figli. Come reagisce la ragazza? Dà subito una bellissima risposta che incoraggia il padre a mantenere la promessa che ha fatto a Geova. Quella risposta dimostra che ha fiducia in Geova ed è convinta che qualsiasi cosa le chieda è per il suo bene (Giudici 11:34-37, Parola del Signore). Quando il padre vede la fede di sua figlia è orgoglioso di lei. Infatti sa che la prontezza a ubbidire di sua figlia rende felice Geova.

 2 Iefte e sua figlia avevano completa fiducia in Geova e nel suo modo di fare le cose. Ed ebbero fiducia in lui anche nelle situazioni difficili. Volevano che Geova fosse contento di loro, ed erano pronti a fare qualsiasi sacrificio per questo.

3. Perché l’esempio di Iefte e di sua figlia può essere utile a noi oggi?

3 A volte non è facile mostrare fede in Geova. Perciò dobbiamo ‘combattere per la fede’ (Giuda 3). Ma come possiamo riuscirci? Per rispondere, vediamo cosa aiutò Iefte e sua figlia a continuare a mostrare fede nonostante le sfide che incontrarono nella vita.

MOSTRIAMO FEDE NONOSTANTE L’INFLUENZA DEL MONDO

4, 5. (a) Quale comando diede Geova agli israeliti quando stavano per entrare nella Terra Promessa? (b) Secondo il Salmo 106, cosa accadde agli israeliti a causa della loro disubbidienza?

4 Ogni giorno Iefte e sua figlia potevano vedere i risultati della disubbidienza degli israeliti. Perché? Circa 300 anni prima Geova aveva comandato agli israeliti di uccidere tutti gli abitanti della Terra Promessa che adoravano falsi dèi (Deuteronomio 7:1-4). Ma gli israeliti non avevano ubbidito, e molti di loro avevano cominciato a imitare quelle persone, i cananei, che adoravano falsi dèi ed erano immorali. (Leggi Salmo 106:34-39.)

5 Visto che gli israeliti erano stati disubbidienti, Geova non li protesse dai loro nemici (Giudici 2:1-3, 11-15; Salmo 106:40-43). Pensiamo alle famiglie che amavano Geova: dev’essere stato molto difficile per loro manifestare fede in quegli anni! Comunque la Bibbia dice che ci furono persone di fede, come Iefte e sua figlia, e anche Elcana, Anna e Samuele. Queste persone erano decise a rendere felice Geova (1 Samuele 1:20-28; 2:26).

6. Cosa promuove il mondo oggi, e noi cosa dobbiamo fare?

6 Oggi le persone pensano come i cananei e si comportano come loro. Nella loro vita si concentrano su sesso, violenza e soldi. Ma Geova ci dà chiari avvertimenti. Vuole proteggerci dall’influenza del mondo, proprio come voleva proteggere gli israeliti. Cerchiamo di imparare qualcosa dai loro errori (1 Corinti 10:6-11). Dobbiamo fare tutto quello che possiamo per evitare il modo di pensare del mondo (Romani 12:2). Ci impegneremo al massimo per riuscirci?

MOSTRIAMO FEDE NONOSTANTE LE DELUSIONI

7. (a) Come fu trattato Iefte dal suo stesso popolo? (b) Come reagì Iefte?

7 Al tempo di Iefte gli israeliti erano oppressi dai filistei e dagli ammoniti. Questo perché avevano disubbidito a Geova (Giudici 10:7, 8). Ma Iefte non doveva affrontare solo il problema delle nazioni nemiche. Aveva problemi anche con i suoi fratelli e con i capi di Israele. I suoi fratelli erano gelosi di lui, lo odiavano e addirittura lo cacciarono via dalla terra che era sua (Giudici 11:1-3). Ma Iefte non si fece influenzare  dal loro comportamento cattivo. Come facciamo a saperlo? Quando gli anziani della nazione gli chiesero aiuto, lui fu pronto ad aiutarli (Giudici 11:4-11). Cosa lo spinse a reagire così?

8, 9. (a) Quali princìpi della Legge mosaica probabilmente aiutarono Iefte? (b) Qual era la cosa più importante per Iefte?

8 Iefte era un forte guerriero, ma non solo: conosceva molto bene sia la storia di Israele che la Legge mosaica. Il modo in cui Geova trattò il suo popolo insegnò a Iefte le norme di Dio su cosa è giusto e cosa è sbagliato (Giudici 11:12-27). Iefte usò poi quello che aveva imparato per prendere decisioni nella sua vita. Sapeva molto bene cosa pensa Geova dell’ira e della vendetta, e sapeva che vuole che i suoi servitori si amino a vicenda. Inoltre la Legge gli insegnò come doveva trattare gli altri, incluse le persone che lo odiavano. (Leggi Esodo 23:5; Levitico 19:17, 18.)

9 Probabilmente per Iefte fu utile riflettere sull’esempio di Giuseppe. Giuseppe fu misericordioso con i suoi fratelli nonostante il loro odio (Genesi 37:4; 45:4, 5). Forse fu il suo esempio ad aiutare Iefte a reagire in modo da far piacere a Geova. Certo, Iefte soffrì per quello che i suoi fratelli gli avevano fatto. Ma per lui combattere per Geova e il suo popolo era più importante dei sentimenti personali (Giudici 11:9). Iefte era deciso a mostrare fede in Geova, e Geova ricompensò sia lui che gli israeliti (Ebrei 11:32, 33).

Anche se ci sentiamo feriti non dobbiamo smettere di servire Geova

10. In che modo i princìpi biblici possono aiutarci ad agire in modo cristiano?

10 Cerchiamo di imparare qualcosa dall’esempio di Iefte. Immaginiamo che un fratello della congregazione ci deluda o ci tratti male. Come reagiamo? Anche se ci sentiamo feriti non dobbiamo smettere di servire Geova. Non dobbiamo smettere di andare alle adunanze e di passare del tempo con la congregazione. Imitiamo Iefte e ubbidiamo a Geova. Questo ci aiuterà a superare le difficoltà e ci farà essere un buon esempio per gli altri (Romani 12:20, 21; Colossesi 3:13).

LA NOSTRA FEDE SI VEDE DAI SACRIFICI CHE SIAMO DISPOSTI A FARE

11, 12. Quale promessa fece Iefte, e cosa significava?

11 Iefte sapeva che per liberare Israele dagli ammoniti aveva bisogno dell’aiuto di Dio. Perciò fece a Geova una promessa: se Geova gli avesse dato la vittoria in battaglia, lui gli avrebbe offerto come “olocausto” la prima persona che lo avrebbe accolto al suo ritorno a casa (Giudici 11:30, 31). Cosa significava questo?

12 Geova odia i sacrifici umani.  Quindi capiamo che Iefte non voleva fare un sacrificio letterale (Deuteronomio 18:9, 10). Sotto la Legge mosaica l’olocausto era un sacrificio che una persona dava completamente a Geova. Quindi Iefte voleva dire che la persona offerta a Geova avrebbe prestato servizio nel tabernacolo per il resto della sua vita. Geova ascoltò Iefte e lo aiutò a vincere la battaglia (Giudici 11:32, 33). Ma Iefte chi avrebbe offerto a Geova?

13, 14. Cosa ci fanno capire le parole riportate in Giudici 11:35 riguardo alla fede di Iefte?

13 Pensiamo alla scena descritta all’inizio dell’articolo. Quando Iefte tornò a casa dalla battaglia, quale fu la prima persona che gli venne incontro? La sua cara figlia, che era anche la sua unica figlia! Iefte avrebbe mantenuto la sua promessa? Avrebbe dato sua figlia a Geova in modo che servisse nel tabernacolo per il resto della vita?

14 Di nuovo, furono probabilmente i princìpi della Legge di Dio ad aiutare Iefte a fare la scelta giusta. Forse ricordò le parole di Esodo 23:19, che incoraggiava a dare il meglio a Geova. Inoltre la Legge, parlando di chi faceva una promessa a Geova, diceva: “Non deve violare la sua parola. Deve fare secondo tutto ciò che è uscito dalla sua bocca” (Numeri 30:2). Come la fedele Anna, che visse probabilmente nello stesso periodo, Iefte doveva mantenere la sua promessa, anche se sapeva bene cosa significava questo per sua figlia e per sé stesso. Visto che sua figlia avrebbe servito nel tabernacolo non avrebbe mai avuto figli. Quindi nessuno avrebbe ereditato il nome e la terra di Iefte (Giudici 11:34). Nonostante tutto, Iefte disse con fede: “Ho aperto la mia bocca  a Geova, e non posso tornare indietro” (Giudici 11:35). Geova accettò quel grande sacrificio e benedisse Iefte. Al suo posto, noi avremmo mostrato la sua stessa fede?

15. Che promessa hanno fatto molti di noi, e come possiamo dimostrare la nostra fede?

15 Quando abbiamo dedicato la nostra vita a Geova gli abbiamo promesso che avremmo fatto sempre la sua volontà. Sapevamo che a volte non sarebbe stato facile mantenere questa promessa. Perciò chiediamoci: “Come reagisco quando mi viene chiesto di fare una cosa che non mi piace?” Se mettiamo da parte i nostri sentimenti e ubbidiamo a Dio di cuore dimostriamo di mantenere la nostra promessa. Forse dovremo fare dei sacrifici che ci costeranno molto, ma le benedizioni di Geova supereranno qualsiasi sacrificio (Malachia 3:10). Ma che dire della figlia di Iefte? Come reagì quando sentì la promessa che aveva fatto suo padre?

Come possiamo mostrare una fede simile a quella di Iefte e sua figlia? (Vedi i paragrafi 16 e 17)

16. Come reagì la figlia di Iefte alla promessa fatta dal padre? (Vedi l’immagine iniziale.)

16 La promessa di Iefte fu diversa da quella di Anna. Anna promise che suo figlio Samuele avrebbe servito nel tabernacolo come nazireo (1 Samuele 1:11). Un nazireo poteva sposarsi e avere figli. Ma la figlia di Iefte fu offerta come “olocausto” completo, e quindi non avrebbe mai avuto la gioia di diventare moglie e mamma (Giudici 11:37-40). Fermiamoci a riflettere. Era la figlia di un personaggio molto importante in Israele, e quindi avrebbe potuto sposare l’uomo migliore del paese. Ora però sarebbe diventata un’umile servitrice nel tabernacolo. Come reagì questa ragazza? Dimostrò che per lei servire Geova era la cosa più importante. Infatti incoraggiò suo padre a mantenere la promessa che aveva fatto. Disse: “Fammi secondo ciò che è uscito dalla tua bocca” (Giudici 11:36). Sacrificò il suo naturale desiderio di sposarsi e avere figli per servire Geova. Come possiamo imitare il suo spirito di sacrificio?

La figlia di Iefte sacrificò il suo naturale desiderio di sposarsi e avere figli per servire Geova

17. (a) Come possiamo imitare la fede di Iefte e di sua figlia? (b) In che modo le parole di Ebrei 6:10-12 ci incoraggiano ad avere spirito di sacrificio?

 17 Migliaia di giovani cristiani sono pronti a sacrificare il loro desiderio di sposarsi e di avere figli, almeno per un po’. Perché? Perché vogliono servire Geova al massimo delle loro possibilità. Molti fratelli e sorelle anziani d’età sacrificano il loro desiderio di passare del tempo con i loro figli e nipoti per offrire tempo ed energie a Geova. Alcuni di loro sono impegnati in progetti di costruzione, mentre altri frequentano la Scuola per evangelizzatori del Regno e poi si trasferiscono in congregazioni che hanno più bisogno di proclamatori. Altri ancora si organizzano per aumentare il loro servizio nel periodo della Commemorazione. Geova non dimenticherà mai tutti i sacrifici fatti con amore da questi uomini e donne di fede. (Leggi Ebrei 6:10-12.) Che dire di noi? Potremmo fare sacrifici per servire Geova più pienamente?

COSA ABBIAMO IMPARATO?

18, 19. Cosa abbiamo imparato dal racconto biblico di Iefte e sua figlia, e come possiamo imitarli?

18 Come riuscì Iefte a superare le difficoltà? Si fece guidare da Geova nel prendere decisioni. Non si fece influenzare dalle persone intorno a lui. Mostrò fede anche quando altre persone lo delusero. Geova benedisse Iefte e sua figlia per i loro sacrifici fatti di cuore, e usò tutti e due per sostenere la vera adorazione. Anche quando gli altri smisero di fare la cosa giusta, Iefte e sua figlia mostrarono fede in Geova.

19 La Bibbia dice: “Siate imitatori di quelli che mediante la fede e la pazienza ereditano le promesse” (Ebrei 6:12). Facciamo del nostro meglio per imitare Iefte e sua figlia, sapendo che se mostreremo fede Geova ci benedirà!