Vai direttamente al contenuto

Vai direttamente al menu secondario

Vai direttamente al sommario

Testimoni di Geova

Italiano

Svegliatevi!  |  dicembre 2015

Arrivano le balene!

Arrivano le balene!

Ogni anno a partire da luglio l’Eubalaena australis, ovvero la balena franca australe, arriva sulla costa meridionale dello stato di Santa Catarina, in Brasile. Le balene provengono da zone distanti migliaia di chilometri, quelle subantartiche, per partorire e poi nutrire i piccoli in acque poco profonde. Per diversi mesi, dalle spiagge e dagli scogli, turisti e abitanti del posto si entusiasmano nel vedere le balene con i loro piccoli riposarsi o divertirsi in acqua. *

Giganti e acrobati dei mari

La femmina può raggiungere i 16 metri di lunghezza, quanto un autobus a doppio snodo, e può pesare ben 80 tonnellate. Il suo corpo mastodontico generalmente è nero e a volte ha delle macchie bianche sul ventre. La testa è enorme, un quarto della lunghezza del corpo. La bocca è lunga e arcuata. A differenza di altre specie di balene questo cetaceo non ha una pinna dorsale. Per nuotare in avanti muove l’ampia coda dentellata dal basso verso l’alto, mentre in genere i pesci la muovono lateralmente. Per cambiare direzione muove le pinne pettorali, e nel farlo ricorda un aereo che vira.

A dispetto delle enormi dimensioni, la balena franca ha notevole elasticità ed esegue strabilianti acrobazie. Usa la coda a mo’ di vela tenendola fuori dall’acqua per molto tempo, la alza e la sbatte sull’acqua in modo energico e si lancia in aria per ricadere in mare sollevando così tanta acqua da essere visibile in lontananza.

Tratti distintivi

Sopra e attorno alla testa, la balena franca ha delle callosità biancastre o giallastre ricoperte da colonie di piccoli crostacei  (ciamidi), o pidocchi delle balene. Come spiega Karina Groch, a capo di un progetto che ha sede in Brasile per la conservazione della balena franca, “il disegno che forma ogni callosità è unico, come sono uniche le impronte digitali di una persona, e permette di identificare le singole balene. Quando questi cetacei si avvicinano alle coste, fotografiamo le loro callosità e teniamo le foto in un database”.

Secondo i biologi, quando una balena franca muore è difficile stabilirne l’età perché questa specie non ha denti. Si calcola che la sua aspettativa di vita sia di almeno 65 anni. *

Curiose abitudini alimentari

La balena franca si nutre di piccoli crostacei. Su ciascun lato della mascella superiore si trovano strutture che fungono da filtro dette fanoni, ovvero centinaia di lamine ricoperte da peli molto sottili. Mentre nuota la balena apre la bocca e attraverso i fanoni filtra l’acqua e trattiene nei peli i piccoli animali di cui si nutre. In questo modo è in grado di consumare due tonnellate di crostacei al giorno.

Nel periodo estivo (gennaio-febbraio) questa balena si nutre nell’Oceano Antartico accumulando grasso. Lo spesso strato adiposo costituisce un ottimo isolante contro le acque fredde e fornisce una riserva di cibo durante le migrazioni.

Perché si chiama così?

Dal XVIII secolo in poi la caccia a questo cetaceo è stata praticata ampiamente nell’emisfero australe. A motivo della sua lentezza si pensava fosse la balena adatta da cacciare. Ecco perché viene chiamata “franca”, ovvero “giusta”. Questa balena era una facile preda anche per balenieri equipaggiati solo con imbarcazioni di legno e arpioni a mano. Inoltre, era facile trascinarla a riva perché, a differenza delle altre balene, una volta morta galleggia per l’enorme quantità di grasso che la ricopre.

Il grasso e i fanoni delle balene erano importanti risorse. Il grasso era utilizzato per alimentare i lampioni delle strade e come lubrificante. Con i fanoni si facevano stecche per corsetti, fruste per carrettieri, stecche per ombrelli e altre cose. I fanoni che si estraevano da una sola balena coprivano le spese di un’intera spedizione.

Agli inizi del XX secolo la popolazione di balene franche si ridusse notevolmente a motivo della caccia intensiva, che alla fine non risultò più redditizia. In Brasile l’ultima stazione baleniera venne chiusa nel 1973. Anche se alcune specie sono in lenta ripresa, altre rimangono in grave pericolo.

La balena franca è senz’altro un notevole esempio della complessità e della straordinaria biodiversità della vita sulla terra. È una prova della grande sapienza e potenza di chi l’ha creata, il supremo Progettista, Geova Dio (Salmo 148:7).

^ par. 2 Le balene si riproducono anche in altre zone costiere al largo delle coste di Argentina, Australia, Sudafrica, Uruguay, nonché delle isole Auckland.

^ par. 8 Gli scienziati annoverano nella categoria della balena franca tre diverse specie di balene. Oltre all’Eubalaena australis dell’emisfero meridionale ci sono l’Eubalaena glacialis e l’Eubalaena japonica dell’emisfero settentrionale.