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Svegliatevi!  |  aprile 2015

 FRUTTO DI UN PROGETTO?

I baffi del gatto: sofisticati sensori

I baffi del gatto: sofisticati sensori

I GATTI domestici sono animali prevalentemente notturni. A quanto pare i baffi, o vibrisse, li aiutano a identificare oggetti nelle vicinanze e a catturare la preda, specialmente dopo il tramonto.

Riflettete. I baffi dei gatti sono collegati a tessuti dotati di varie terminazioni nervose così sensibili da riuscire a percepire anche il più leggero spostamento d’aria. Come risultato, i gatti possono rilevare gli oggetti circostanti senza nemmeno vederli, e al buio questo è sicuramente un vantaggio.

Essendo sensibili alla pressione, i baffi permettono ai gatti di determinare la posizione e il movimento di un oggetto o di una preda. Inoltre li aiutano a misurare l’ampiezza di un’apertura prima di provare a entrarvi. L’Encyclopædia Britannica riconosce che “le funzioni dei baffi (vibrisse) sono conosciute solo in parte; ma è risaputo che se i baffi vengono tagliati, il gatto perde temporaneamente alcune sue capacità”.

Gli scienziati stanno progettando robot che riescono ad aggirare gli ostacoli grazie a sensori simili ai baffi dei gatti. Questi sensori, denominati “e-whiskers” (vibrisse elettroniche) “potrebbero trovare ampio utilizzo nella robotica avanzata, su interfacce uomo-macchina e in applicazioni biologiche”, dice Ali Javey, scienziato presso l’Università della California con sede a Berkeley.

Che ne dite? I baffi del gatto sono un prodotto dell’evoluzione? O sono frutto di un progetto?