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Testimoni di Geova

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Svegliatevi!  |  agosto 2014

 AIUTO PER LA FAMIGLIA | ESSERE GENITORI

Come dire “no”

Come dire “no”

LA SFIDA

Vostro figlio non accetta un semplice no come risposta. Quando pronunciate questa parola, la sua reazione ribelle mette a dura prova la vostra pazienza. Niente di ciò che dite o fate lo calma e alla fine pensate di non avere altra scelta che dargliela vinta. Per l’ennesima volta un vostro no risoluto si trasforma in un sì detto con esasperazione e riluttanza.

Interrompere questo sfibrante circolo vizioso è possibile. Per prima cosa però vediamo alcune implicazioni legate al dire no.

COSA DOVRESTE SAPERE

Non è crudele dire no. Alcuni genitori non sono d’accordo: forse secondo loro dovreste ragionare con vostro figlio, spiegare i motivi o perfino negoziare. In base al loro punto di vista bisogna evitare di dire no perché un figlio potrebbe prendersela.

È vero che la parola “no” inizialmente potrebbe innervosire vostro figlio. Comunque sia, gli insegna qualcosa di importante: che nel mondo reale ci sono limiti da rispettare. Se invece gliela date vinta, indebolite la vostra autorità e insegnate a vostro figlio che ogni volta può ottenere quello che vuole solo piagnucolando. Potreste perfino arrivare al punto di infastidirlo col vostro modo di gestire i suoi capricci. D’altra parte, quanto rispetto può avere un figlio per un genitore che cede così facilmente?

I vostri no lo preparano per l’adolescenza e la vita da adulto. Gli insegnano i vantaggi di qualche rinuncia. Se un figlio impara questa preziosa verità, sarà meno probabile che da adolescente ceda alla droga o faccia sesso prima del matrimonio.

I no che date a vostro figlio lo preparano anche per la vita da adulto. “La verità è che noi [adulti] non otteniamo sempre quello che vogliamo”, scrive il dott. David Walsh. “Quando insegniamo a nostro figlio che qualunque cosa voglia gli verrà servita su un piatto d’argento, non gli facciamo un gran favore” (No: Why Kids—of All Ages—Need to Hear It and Ways Parents Can Say It).

 COSA POTETE FARE

Concentratevi sul vostro obiettivo. Voi volete che vostro figlio diventi un adulto capace, emotivamente stabile e maturo. Ma se gli concedete tutto quello che chiede vi state allontanando da questo obiettivo. La Bibbia dice che se qualcuno è viziato “fin dalla giovinezza, nel periodo successivo della sua vita questi diverrà persino ingrato” (Proverbi 29:21). Perciò dire no è un modo efficace di disciplinare vostro figlio. Questo addestramento non gli farà certo male, anzi gli sarà utile. (Principio biblico: Proverbi 19:18.)

Quando dite no, mostratevi decisi. Quello con vostro figlio non può essere un rapporto alla pari. Quindi non c’è bisogno di discutere il vostro no come se lui dovesse approvarlo. Ovviamente crescendo è necessario che i figli abbiano le loro “facoltà di percezione esercitate per distinguere il bene e il male” (Ebrei 5:14). Quindi non è sbagliato ragionare con un figlio. Tuttavia, non fatevi coinvolgere in discussioni infinite sul perché avete detto di no. Più discutete con vostro figlio, più il vostro no sembrerà negoziabile e non una decisione già presa. (Principio biblico: Efesini 6:1.)

Attenetevi alla vostra decisione. Dopo che avete deciso, vostro figlio potrebbe mettervi alla prova piagnucolando o implorandovi. Cosa potete fare se succede a casa? “Allontanatevi per un poco da vostro figlio”, consiglia il libro Amare senza viziare. “Dite: ‘Se sei in vena di lamenti, fa’ pure, ma io non voglio sentirli. Hai bisogno di andare in camera tua. Potrai piagnucolare lì finché vuoi’”. * Inizialmente potrebbe essere difficile assumere una presa di posizione così risoluta, e per vostro figlio potrebbe essere duro accettarla. Capendo che parlate seriamente forse si dimostrerà meno ribelle. (Principio biblico: Giacomo 5:12.)

Non dite no solo per dimostrare chi è che comanda

Siate ragionevoli. Non dite no solo per dimostrare chi è che comanda. Piuttosto, “la vostra ragionevolezza divenga nota” (Filippesi 4:5). Alcune volte potete dire sì, a patto che non lo facciate per assecondare un capriccio e che la richiesta sia legittima. (Principio biblico: Colossesi 3:21.)

^ par. 14 Nancy Samalin, trad. di M. Muliello, Rizzoli, Milano, 2005, pp. 23-4.