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Svegliatevi!  |  marzo 2013

 UNA FINESTRA SUL PASSATO

Robert Boyle

Robert Boyle

Gli appassionati di storia ricorderanno Robert Boyle come lo scienziato che ha dato il nome alla legge di Boyle, una legge fisica che definisce la relazione tra la pressione e il volume di un gas. Questa importante scoperta aprì la strada a numerose ricerche scientifiche. Robert Boyle, tuttavia, non fu solo un valente scienziato. Viene anche ricordato come un uomo dalla grande fede in Dio e nella Sua Parola ispirata, la Bibbia.

BOYLE nacque nel 1627 a Lismore Castle, in Irlanda, da famiglia benestante. Visse nel periodo che avrebbe portato alla cosiddetta età dei lumi, un’epoca in cui i pensatori si proponevano di combattere l’oscurantismo che da secoli soggiogava l’umanità. Boyle aveva il medesimo obiettivo. In un’autobiografia dei suoi anni giovanili si attribuì il nome di Philaretus, che significa “amante della virtù”.

In Boyle l’aspirazione a conoscere la verità si univa al desiderio di divulgare i risultati delle proprie ricerche. Divenne un prolifico scrittore e le sue opere ebbero un profondo impatto su molti dei suoi contemporanei, tra cui il celebre scienziato Isaac Newton. Nel 1660 Boyle divenne uno dei fondatori della Royal Society, un’istituzione scientifica tuttora esistente a Londra.

UOMO DI SCIENZA

Boyle è stato definito il padre della chimica. Si distinse nettamente dagli alchimisti dei suoi giorni, che mantenevano la riservatezza sulle loro scoperte o le esponevano in termini talmente oscuri che pochi avrebbero compreso al di fuori della loro cerchia ristretta. Boyle, invece, rese noti i dettagli del suo lavoro. Inoltre, anziché accettare passivamente ipotesi che si erano consolidate nel tempo, promosse un approccio sperimentale per accertare i fatti.

 Gli esperimenti di Boyle suffragarono la tesi che la materia fosse costituita da quelli che lui definì corpuscoli, una sorta di particelle che si combinavano in vari modi per formare le diverse sostanze.

L’approccio di Boyle alla ricerca scientifica è ben riassunto nella sua celebre opera Il chimico scettico. In essa si raccomanda agli scienziati di evitare arroganza e dogmatismo, e di essere disposti ad ammettere i propri errori. A chi aveva convinzioni profondamente radicate Boyle ribadì l’importanza di distinguere ciò che si sa essere vero da ciò che si suppone lo sia.

A chi aveva convinzioni profondamente radicate Boyle ribadì l’importanza di distinguere ciò che si sa essere vero da ciò che si suppone lo sia

UOMO DI FEDE

Boyle utilizzò il medesimo approccio con gli argomenti spirituali. Ciò che scoprì in merito all’universo e alla straordinaria struttura degli esseri viventi lo convinse che doveva esistere un Progettista, un Creatore. Pertanto respinse l’ateismo che stava prendendo piede tra gli intellettuali dell’epoca. Chiunque si avvalesse in modo onesto del proprio raziocinio, a giudizio di Boyle, non poteva non credere in Dio.

In ogni caso, Boyle riteneva che la ragione non fosse l’unico modo per arrivare alla luce della conoscenza. Vedeva il bisogno di una rivelazione da parte di Dio. Quella rivelazione a suo avviso era la Parola di Dio, la Bibbia.

Boyle si rattristò notando che molti non avevano familiarità con gli insegnamenti della Bibbia e parevano non avere solide basi per le proprie convinzioni religiose. Com’è possibile, chiedeva Boyle, che la religione di una persona dipenda esclusivamente da quella dei suoi genitori o dal luogo di nascita? Fu così che in lui crebbe il desiderio di aiutare il prossimo a conoscere meglio la Bibbia.

A questo scopo Boyle finanziò la pubblicazione della Bibbia in molte lingue, tra cui arabo, irlandese, malese, turco e alcune lingue dei nativi nordamericani. Robert Boyle si dimostrò così un uomo dalla mente brillante eppure di grande umiltà, con un insaziabile desiderio di trovare la verità in ogni campo dello scibile e di aiutare altri a fare lo stesso.